PERFECT WORLD – “War Culture”
(Petrichor) La fiera e spaccona esuberanza del crossover tra thrash e hardcore rinvigorita in questo album di debutto dei Perfect World. La band di Brooklyn sfodera suoni possenti spalleggiati da ritmiche (altro…)
(Petrichor) La fiera e spaccona esuberanza del crossover tra thrash e hardcore rinvigorita in questo album di debutto dei Perfect World. La band di Brooklyn sfodera suoni possenti spalleggiati da ritmiche (altro…)

(Indie Recordings) Duo norvegese che cambia line up rispetto al precedente “Forget The Past, Let’s Worry About The Future” (qui e qui). Resta lo stupefacente vocalist, e mastermind, Petter Carlsen, ma alle pelli entra in gioco Gøran Johansen, iniettando nuova energia in questo progetto che prende metal, rock e punk e li trascina senza rispetto in qualsivoglia direzione alternativa, moderna, intricata, molto sfuggente ed intelligentemente inclassificabile. (altro…)
(Iron Bonehead Productions) I bielorussi Pa Vesh En (o dovrei usare il singolare?) continuano la loro discesa verso territori abbastanza inesplorati del black più cacofonico, sperando di trovarvi un briciolo di struttura in modo tale da poter continuare a chiamare questo agglomerato sonoro ‘musica’. (altro…)
(WormHoleDeath) Amanti del power fantasy metal, questo disco è per voi! “Acta Est Fabula”, il quarto full-length dei madrilegni Phoenix rising, è esattamente il tipo di album contro il quale, di solito, si scagliano quelli che devono bistrattare il power per partito preso. (altro…)

(Inverse Records) Nuova entità dalla prolifica Finlandia, una band capitanata dalla potente Jenna Kosunen, qui impegnata con voce, basso e pure tastiere. Con lei l’intenso ed energetico chitarrista Elias Ruuska ed il batterista Konsta Ruuska, per dare vita ad un rock progressivo moderno, farcito da sonorità pesanti legate al metal, tutte tendenze che convergono in questo debutto, in questa prima incarnazione, simbolicamente (e modernamente) intitolata “1.0”. (altro…)

(Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) Il compositore e polistrumentista Dario Grillo (Violent Sun) torna all’attacco con il terzo album del suo progetto Platens, il seguito dei due dischi usciti nel 2004 e nel 2014. (altro…)

(Steamhammer / SPV) In questo periodo di noia mortale dovuta all’assenza dei concerti, una bestia da palcoscenico come Axel Rudi Pell (e compagni), semplicemente si rifiuta di fare un nuovo disco, visto che l’ultimo “Sign Of The Times” (recensione qui) non è ancora stato portato in tour. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Il 5 novembre 2020, quando i concerti non erano ancora nemmeno una remota ipotesi, i Paradise Lost, come tante altre band, hanno suonato un ‘live’, un concerto di quella tipologia frequente in questo nefasto periodo, un gig in una venue particolare o simbolica (il The Mill Nightclub, vicino a casa loro nello Yorkshire in Inghilterra)… senza pubblico… in live streaming… a pagamento… ovvero tutti gli elementi che sono la negazione stessa della musica dal vivo, anche se -in mancanza d’altro- questo è stato un modo per mostrare ai fans la band in esibizione, la band che va oltre la cura dello studio mettendo assieme in maniera spontanea e carnale una manciata di brani provenienti dall’intera carriera. (altro…)
(Cruz del Sur Music) Quando uscì “Bury the Light”, nel 2012, sembrava che per i Pharaoh si stesse aprendo un periodo di intensa attività (come annunciava anche l’intervista che ebbi all’epoca con il singer Tim Aymar ); e invece, per avere un successore a quel disco, abbiamo dovuto aspettare nove anni… almeno (altro…)
(Debemur Morti Productions) Un’opera marcescente e totalmente infognata nel doom quanto nel death metal più oscuro e inquietante. Un cerimoniale di tre pezzi ben registrati e con distorsioni ruggenti, il cantato che è un growl sepolcrale e le atmosfere (altro…)
(Pelagic Records) “Alter” è l’andare oltre il tempo, superando la chimica reattiva tra l’arte dei due autori che lo hanno creato. Karin Park è una musicista svedese stabilitasi da qualche anno in Norvegia. Brian Williams detto Lustmord è tra i massimi esponenti del genere ambient, sia esso dark, drone e così via. La Park (altro…)

(Nuclear War Now! Productions) Black metal? Dopotutto un metal estremo, roba uscita da cantine maleodoranti nelle quali bands improvvisate si riunivano con strumentazione fatiscente, apparentemente sognando la gloria, in verità esprimendo la necessaria ribellione giovanile. (altro…)
(The Players Club) Negli ultimi mesi, forse da un anno almeno, ogni album solista di un chitarrista affrontato da chi scrive queste righe si è sempre rivelato un ascolto avvincente. Nel caso di Paul Gilbert come non confermare quanto affermato? Lui, ex Mr. Big e tra le sei corde più celebrate nel pianeta hard rock e non solo, non affatto al primo album solista e questo infatti (altro…)
(Autoproduzione) Il debutto discografico dei tedeschi Paradox Community è la dimostrazione che a volte la passione e la dedizione valgono più di qualsiasi innovazione. Le influenze dichiarate infatti sono: Pantera per quanto riguarda il groove, Megadeth per quanto riguarda il riffing ed Iron Maiden per le melodie e le armonizzazioni. (altro…)

(WTF Records) Animalisti convinti, vegetariani, ecologisti e poi tanta denuncia perché quando si è nell’hardcore punk è così, di base. I francesi Primal Age sono una realtà hardcore/metal sin dagli anni ’90, abbracciando una filosofia pura che hanno sempre espresso attraverso le loro pubblicazioni e soprattutto i tanti concerti. Accasatisi con l’olandese WTF, i Primal Age sfornano un (altro…)
(No Remorse Records) “Finding Solace”, l’esordio dei greci Paladine, è stato forse per chi scrive il miglior disco power del 2017: fu incredibile, per me, scoprire che ancora in questi anni esistevano band dedite al ‘power fantasy’, e peraltro a cantare specificamente la saga di Dragonlance. “Entering the Abyss”, che si (altro…)
(Satanath Records / Onism Productions) Album d’esordio per la black metal band tedesca proveniente dalla zona est del paese, il Brandeburgo. Un esordio notevole da parte dei Phreneticum per come suonano il genere che fonde scenari atmospheric, spesso sostenuti da blast beat dalle sonorità cotiche e (altro…)
(Nuclear Blast Records) L’eco di “Metal Commando” (recensione qui) è ancora nell’aria, ma i Primal Fear hanno evidentemente la necessità di mantenere attenti i fan nel perdurare della pandemia: (altro…)

(Satanath Records / Obscure Abhorrence Productions) Quinta eresia per la one man black metal band svizzera Pure, progetto di Bornyhake (all’anagrafe Sergio Da Silva), la mente che sta dietro anche -tra gli altri- a Borgne, Enoid e My Death Belongs to You, oltre ad essere membro dei norvegesi Manii. (altro…)
(ROAR! Rock of Angels Records) Dopo il discreto “The Calling”, gli inglesi Primitai sembrano fare un grande salto di qualità con “Violence of the Skies”: il loro sesto disco è un caleidoscopio di stili, influenze e idee davvero ben riuscito! La opener “Stars Are My Guide” contiene (altro…)
(WormHoleDeath Records) Terminata l’esperienza Nosense Carlos Belmont e Carlos Torres pensano a qualcos’altro che si materializza nei Pulse. Un progetto nato durante la pandemia da CoViD-19 e che viene conseguentemente segnato, o potenziato, da toni malinconici, tristi, a tratti dimessi. Un modo di essere (altro…)

(Non Serviam Records) Dopo un inizio di carriera intenso il quale ha visto la pubblicazione un album all’anno nel periodo tra il 2014 ed il 2016, gli atmospheric black metallers spagnoli PERENNIAL ISOLATION se la sono presa comoda per giungere alla pubblicazione di questo quarto lavoro, album che arriva a ben cinque anni dalla precedente release… un tempo non breve, un tempo che -tuttavia- è decisamente valso la lunga attesa. (altro…)
(Moment Of Collapse Records*) “Epidermide” per i Riah, “Hollow” per i Postvorta ed entrambe le band si uniscono per la composizione che offre il titolo a questo split. Una collaborazione niente male per queste due (altro…)

(Bardo Music Inc.) In una domenica uggiosa, ai confini tra la fine della brutta stagione e l’inizio di quella -si spera- bella, questo è un album che trova la sua collocazione ideale. Niente metal. Poco rock. Piuttosto molta atmosfera, una intensa dose di funk, divagazioni jazz, prog, musica alla quale non interessa appartenere ad un genere, musica che vuole essere suonata, che vuole suonare, impressionare, coinvolgere e divertire. (altro…)

(Autoproduzione) Ad un anno dall’ultimo sulfureo EP (recensione qui) questo progetto canadese torna, debuttando sulla lunga durata. Se l’anno scorso le informazioni relative alla band erano scarse, ora c’è più consapevolezza e voglia di mettersi in mostra, tanto che quel che era una one man band è ora un duo, composto sempre dal mastermind RM (di origine polacca, ex bassista degli Azarath), questa volta affiancato dal misterioso vocalist JC, il quale secondo i credits è anche co-compositore dei brani. (altro…)
(Pure Steel Records) Con una line-up notevolmente rinnovata rispetto all’ultimo disco “Driven by Fear”, del 2015, tornano a farsi sentire i rocciosi US power metallers Power Theory. “Force of Will” si mantiene nei giusti (altro…)

(Century Media Records) Ne ha fatta di strada Taylor Momsen, la bambina protagonista del film natalizio “Il Grinch” con Jim Carrey. All’epoca aveva sette anni, l’inizio di una carriera che l’ha portata a fare anche la modella… ma è assolutamente la voce il suo grande dono, una voce che con i The Pretty Reckless trova lo spazio che merita. (altro…)

(Talheim Records) Il black depressivo dei georgiani Psychonaut 4 ha un tocco di sublime bellezza, la bellezza della sofferenza, della depressione, della tristezza, delle tendenze autolesioniste, il tutto annegano in una divagazione post sovietica, ricca di atmosfera, originalità, carnalità e purezza di espressione dei sentimenti. (altro…)
(Jetglow Recordings) Si potrebbe definire quanto udito in “Mister Sister” come dell’alternative rock, solo se nel termine rock si includono le diverse sfaccettature che hanno storicamente contraddistinto il genere. “Downtown” ricorda i Deep Purple più graffianti e hard rock di sempre, mentre il riff di (altro…)
(WTF Records) I Perfect Sky sono viennesi e hanno calcato la scena HC della città (detta anche ‘Vienna Style Hardcore’ cioè VSHC). Ne hanno fatto parte dal 2000 al 2003 e con due elementi dei Proud Of Ignorance, poi è successo qualcosa ma (altro…)
(Temple of Mystery Records) Eccezionale esordio heavy/epic metal dal Canada: i Possessed Steel riescono in questo “Aedris” a condensare il meglio dei suoni delle due sponde dell’Atlantico, generando un connubio irresistibile per chi abbia frequentato il genere… (altro…)
(AFM Records) Dopo il discreto “Contingent”, i Pyramaze tornano con un disco più ambizioso: non vi lasciate ingannare dal titolo, i danesi non hanno nessuna voglia di mollare! “Epitaph” però presenta qualche ombra… “A Stroke of Magic” ha la solennità e le partiture del (altro…)
(Swan Edition) Al terzo album dal 1994, anno di nascita, la band di Roma mette in mostra qualche canzone davvero interessante. “The Night of Evil (Halloween)” sbandiera un heavy metal coinvolgente, dai toni un pochino truci come il titolo del resto richiede (altro…)

(Svart Records)un tempo cc’erano i metallers In Solitude, svedesi, i quali si sciolsero cinque anni fa. Dalla line up della band emergono i due fratelli Åhman (Pelle, vocalist e Gottfrid, basso) che intraprendono un nuovo viaggio, un viaggio chiamato Pågå che si lascia andare a sonorità occulte, prog, psichedeliche, pubblicando questo debutto con la finlandese Svart Records. (altro…)