Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ARCTURUS – “Arcturian”
(Prophecy Productions) Il ritorno discografico degli Arcturus con il loro alone di stranezza e mistero sempre presente che si rispecchia nella loro musica ormai difficile da classificare, imprevedibile nel genere. Loro sono sempre stati diversi, particolari, grazie al genio sballato del mastermind Sverd. Hanno il drummer (altro…)
(Leaders Group/Soulfood) Non me ne voglia il sesso femminile… Ma se vuoi essere rock e cantare in un gruppo valido devi tirare fuori le palle o rischi di essere vomitata fuori dal music business in tempi rapidi. Per fortuna l’ha capito la cantante dei 4bitten, una pettoruta e tosta tipetta che saprà non farvi
(Iron Bonhead) In poco oltre di una decade, gli Atomicide hanno realizzato e partecipato a diverse pubblicazioni, ma demo e compilation sono stati il viatico a due album inframmezzati da un EP che hanno ben esposto la distruttività del trio cileno. La scena underground sudamericana
(Mighty Music) Giungono al debutto gli Spagnoli Distance, band eclettica che racchiude nel proprio sound varie influenze. La base è un thrash/death metal di stampo Scandinavo, stilisticamente vicino a quello proposto da gruppi come Soilwork e Textures, ma all’interno dei brani possiamo trovare stacchi progressive,
(Century Media Records) Non occorre finire nel grindcore oppure nel crust, nel black metal e nel brutal death metal per avere un sound fortemente arrabbiato e proporzionalmente aggressivo. Mike Pike, ex Sleep, e i suoi High On Fire sono ancora una volta tutto questo. Spinti al massimo, nervosi
(Invictus Productions) Sono di casa nel Regno Unito, ma con componenti provenienti anche da Cipro e Finlandia. Hanno uno stile vocale che ricorda Dani Filth per gli isterici passaggi dal growl profondo allo screaming isterico. Musicalmente sono fedeli a Satana e producono un death metal molto tetro e
(Svart Records) Doom per pesantezza e oscurità acida. Black per impostazione vocale, spinta sonora e violenza celata. Questi californiani non hanno pietà e questo loro EP di debutto non fa prigionieri. Solo venti minuti nei quali sotto certi aspetti non c’è molta novità: low tuning e pesantezza senza limiti. Ma
(HDD Prod. / Black Tears) Nello spirito del pure fucking black metal o a dirla secondo le note stampa, i “T
(Nature Morte) Conosciuti per “Black Mouths” (
(Sound Pollution) Il 5 giugno 2010 si è compiuto un rito allo Sweden Rock Festival. I Watain, ormai leggende viventi, recano il loro tributo di sangue a Quorthon e alla sua creatura Bathory, solo due giorni dopo il sesto anniversario del compianto artista. Sette tracce per omaggiare uno dei fondatori del
(Century Media) I Deez Nuts sono l’incarnazione del cross over statunitense. Potenti, ruvidi, sporchi e incazzati col mondo. Non c’è niente fuori posto nel loro quarto lavoro in studio. Sono loro al 100%, alfieri di un sound che ormai non si sente più nella sua estrema semplicità e genuinità (escludo solo gli immensi
(Fire Was Born Records) Al contrario di un moniker solare e fantasioso, la musica dei The Big Jazz Duo è violenta, sinistra e oppressiva. Death metal alternato da groove, core, brutal, thrash, prog. Un carnevale del massacro. Thomas Franceschetti si immerge in
(Nerocromo Music/Invincible Records) Dalla Russia con furore, gli Anion Effect mischiano sapientemente death melodico e inserti strumentali. Il cantato alterna inglese e finlandese, per una produzione che amalgama in modo sapiente tutti gli strumenti. Le composizioni sono un continuo alternarsi di parti
(Argonauta Records) Lacerante quartetto che infetta l’aria circostante con epicentro la Toscana. Nato come costola di una band psych prog metal (Incoming Cerebral Overdrive) prende forma nel 2013 e deforma tutto quello che lo circonda. Più di trentacinque minuti di pura acidità, di libertà artistica
(autoprodotto) Pieno territorio gothic metal female fronted. Ma la cosa inusuale è la provenienza che in questo caso è Israele. Alla base c’è Elram Boxer, il chitarrista della death metal band Israeliana Ferium il quale con la vocalist Shiran Avayou ha messo in piedi questo progetto particolare (in sede live si
(Stormspell Records) Primo full length per gli Interceptor, band Pescarese nata nel 2009. Dopo alcuni cambi di formazione, il gruppo pubblica nel 2011 l’EP “One with The Beast, Meet With The Damned”, lavoro ancora acerbo orientato verso uno speed/thrash metal influenzato principalmente da Overkill e
(Unique Leader) Dando un’occhiata alle note biografiche in mio possesso, questi Annihilated non sono certo dei musicisti di primo pelo. Nella band troviamo, infatti, elementi di gruppi come Abysmal Dawn, Grotesque, Excretion e Arkaik. Questo mi lascia un po’ l’amaro in bocca, perché, considerando la caratura tecnica
(Metal on Metal) Otto anni di attività e otto compilation che presentano il meglio delle band che ha sotto contratto: la Metal on Metal Records ci invia questa valida raccolta a testimonianza della sua ottima capacità di movimento sul mercato dei generi ‘classici’. Ad aprire la compilation, “Mind Torture” dei Dark Quarterer:
(Spectastral Records) I bulgari Pantommind hanno alle spalle una storia importante, che inizia a metà anni ’90: da allora, compreso questo “Searching for Eternity”, hanno dato alle stampe tre demo e tre full-“length”. Il loro è un progressive solido ma comunque melodico: lo dimostra subito l’opener “Not for me”,
(Iron Bonehead/Impious Desecration) Split bestiale, pestilenziale, oscuro e trasudante fluidi infetti e malvagi. Le due band brettoni sono puro cataclisma e in questo mini LP si contendono un lato ciascuna proponendo due pezzi esclusivi concepiti per torturare e trucidare. I due pezzi dei Cadaveric Fumes sono
(Vic Records) Gradevole prog metal (a tratti anche prog rock) per l’ep d’esordio degli olandesi Emerged, band in attività dal 2009; questo cd è già uscito autoprodotto l’anno scorso, ma solo oggi viene riproposto dalla Vic Records. Mentre “Dark Corner of my Mind” veleggia fra prog e post rock,
(Dying Victims) Mi chiedo: c’è un limite anche al coefficiente underground che un disco può avere? Prendiamo gli svedesi Witch Blade. Un demo stampato solo su cassetta e in pochissime copie. Un 7’’. Poi il ‘full “length”’: 26 minuti e trenta secondi, otto brani
(SPV) Quando esce il nuovo album della tua band preferita sei sempre in fibrillazione: riusciranno i tuoi eroi a stupirti e coinvolgerti come in passato? I Virgin Steele vengono da un silenzio discografico di circa cinque anni, e “Black Light Bacchanalia” aveva lasciato la stragrande maggioranza dei fan (sì, anche me) abbastanza (se non del tutto) insoddisfatti.
(Gaphals) Tra tutti i sottogeneri della musica chiamata “estrema”, forse lo stoner è la vera bestia nera. Tanto semplice da suonare ed eseguire quanto difficile da comporre. Si perché signori, la matematica è tutto fuorché un’opinione. E minori sono le tonalità e i suoni
(This Is Core) Ruvide note da Pavia. Non dal Nevada o dalla California, anche se il sound dei Di’Aul potrebbe dare questa impressione. La causa è un insieme sonoro macchiato di groove, impostato con dettami stoner, ma non da meno da un atteggiamento metal generalmente duro, massiccio.
(High Roller) Ai giovanissimi tedeschi Blizzen è bastato un demo per attirare l’attenzione della High Roller Records: ecco così che il loro debut sulla scena musicale è un ep che esce, oltre che su cd, in 500 copie di beneamato vinile. Che i nostri suonino heavy/speed anni ’80, sulla scia di Enforcer,
(Metal Scrap) I greci Sunlight si collocano in quella regione di confine fra hard rock patinato e power metal non troppo aggressivo: un territorio in passato frequentato soprattutto da formazioni scandinave, che i nostri affrontano con un buon piglio e una manciata di brani orecchiabili e gradevoli.
(Nuclear Blast) Cinematic metal all’ennesima potenza: solo così si può descrivere “Prometheus”, la nuova fatica di Luca Turilli, il secondo disco dei ‘suoi’ Rhapsody. Le intuizioni di “Ascending to Infinity” (recensito
(autoproduzione) Un rombo di tuono in una giornata calda e soleggiata. Pioggia, grandine, temperatura che scende vertiginosamente. Questa è la sensazione che ho percepito ascoltando questo EP, debutto di Mother Augusta, one man band di Parma nata solo l’anno scorso. Di solito i primi lavori di
(Mighty Music) Molto complesso. Un album molto complesso. Profondo, intenso, contorto e per nulla banale. È questo il secondo lavoro dei danesi Black Book Lodge che con il precedente “Tûndra” avevano attirato un’ottima attenzione da parte di pubblico e critica (compreso chi vi scrive!). Un secondo lavoro che
(Ulterium Records) Ecco riapparire sul mercato i Signum Regis, power metal band slovacca di ispirazione cristiana. Il loro debut (dell’ormai lontano 2008) non mi dispiacque affatto, e la formazione si conferma con questo ep di sei pezzi, nel complesso la quarta uscita discografica del combo.
(Autoproduzione) Gli esordi degli hard rockers Finlandesi Stud risalgono al 1986, anno in cui alcuni musicisti provenienti da diverse band decidono di mettere in piedi un progetto orientato verso sonorità più pesanti rispetto ai gruppi di provenienza. Dopo aver pubblicato un singolo, la band cambia
(Areasonica Records) “Gli italiani del rock ‘n roll”, si son fatti chiamare così gli Amore durante la promozione del precedente album omonimo, si ripresentano con il loro circo di riff e di doppi sensi nei testi, tutti ovviamente riferiti al sesso. Melodie accattivanti impiantate in un hard
(Iron Bonehead) Tre tracce in cinque anni non sono certo segno di prolificità, ma a questo sono giunti gli americani Spite. Il loro è un black furente e oltranzista, che ricorda molto da vicino i primissimi Watain nelle liriche e nei suoni. L’impianto ritmico martella che è un piacere, il cantato è quanto di più consono si possa trovare per il genere proposto. Purtroppo due
(The Spew Records – a division of Punishment 18) Terzo album per i Lombardi Warmblood, attivi dal 2002, ma in giro dal 1997 con il monicker Lato Oscuro. Rispetto al death metal melodico influenzato dagli Arch Enemy proposto in precedenza, la band ha sterzato verso sonorità Americane, ottenendo così un mix