Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SEASON OF GHOSTS – “The Human Paradox”
(Coroner Records) Sophia Aslanidou è nata a Caracass, ha vissuto in Grecia e si è poi spostata in Giappone per cantare nei Blood Stain Child (intervistata con altri della band QUI), oltre a essere coinvolta in numerose collaborazioni e attività legate alla musica. I Season of Ghosts sono un nuovo progetto che convoglia (altro…)
(Autoproduzione) Con una immagine assai scanzonata e giovanile, e una musica che non è da meno, i Deed ci inviano da Terni il loro primo ep autoprodotto (ep soltanto di nome: il minutaggio supera i 35 minuti!). Se “Beer’n’electric Guitars” è un pezzo di allegro heavy metal rock, spontaneo e immediato
(My Graveyard Productions) Dopo un silenzio discografico piuttosto lungo, interrotto soltanto dal 7’’ di qualche mese fa, i Rosae Crucis tornano finalmente alla carica con un disco di inediti, in questo caso, come è facile indovinare, dedicato alla storia e al mito della Massoneria. Non devo certo ricordare ai lettori di MetalHead
(Nuclear Blast) La lunga attesa è finita: in attesa di “Beyond the red Mirror”, che sarà pubblicato il 30 Gennaio 2015, i Blind Guardian danno finalmente alle stampe il singolo apripista, “Twilight of the Gods”. Si tratta di un brano di circa cinque minuti dallo spiccato carattere progressivo, con le solite
(Century Media) Terzo album per gli Svedesi Death Wolf, band nelle cui fila milita Morgan, chitarrista dei Marduk che qui ricopre il ruolo di bassista. Il sound proposto si ricollega alla precedente incarnazione della band, quando ancora si chiamavano Devils Whorehouse: un horror punk alla Misfits, con
(Blastafuk Records) Ventitré brani per venticinque minuti di musica. Canzoni che durano tra i trenta secondi ed il minuto e mezzo. Tutto ciò è FANTASTICO! Il grind core proposto dagli Australiani Super Fun Happy Slide è quanto di meglio sia uscito in questo genere musicale. I pezzi sono schegge impazzite, dove regna la follia, la furia distruttiva
(Jolly Roger Records) La nostra penisola ha una buona tradizione di doom metal classico: Abysmal Grief, Doomraiser e i gloriosi Thunderstorm sono i primi tre nomi che mi vengono in mente, e che hanno tenuto altissima, negli ultimi anni, la fiaccola del destino. All’underground italiano,
(autorpoduzione) L’EP “Symposium of the Tetrarchs” dei Tetrarchate segue un demo del 2010. La band della provincia di Urbino assesta il secondo passo nel cammino verso la costruzione di una carriera musicale. Quattro brani registrati in maniera pulita e in condizioni tali da lasciare bene intendere la carica dei
(Nordvis) Sono nuovi, in uno scenario di blacksters tradizionali che si muovono attraverso una storia ultra ventennale. Sono svedesi, in uno scenario originale dominato dalla Norvegia. E fanno black metal a Göteborg, città fulcro di altri filoni nella vasta galassia del metal. Ma sono speciali. Intelligenti. Intensi. Integrano ispirazioni che trovano radice in un black che divaga su folk ed ambient, senza dimenticare la
(Massacre Records) I Vanish di Stoccarda hanno una carriera lunga (quasi quindici anni), una line-up stabile praticamente dagli inizi, ma solo due full-“length” all’attivo: tuttavia in questo caso la poca quantità è compensata dall’elevata qualità dei loro prodotti. “Come to whiter” rappresenta infatti poco più di un’ora
(Bagana Rec.) Gli SKW sono attivi da tempo e tra studio e palchi la band si è creata una solida reputazione. Autori di un groove metal con risvolti moderni
(Atomic Stuff) Debutto discografico per i Desma, band Bresciana nata nel 2009. Il loro sound attinge dai mostri sacri dell’hard rock, come Deep Purple e Led Zeppelin, senza tralasciare influenze di gruppi rock Italiani, come Timoria (l’impostazione vocale di Alberto Gobbi ricorda, in alcuni frangenti quella di Francesco Renga), Litfiba e Afterhours,
(Spinefarm / Universal) Li vedo ovunque i compact disc degli Amaranthe e questo è il segnale dell’ottimo status raggiunto dalla band svedese. “Massive Addictive” presenta un nuovo sound, ma nonostante il sottoscritto abbia appena digerito il precedente “Nexus” (
(Napalm Records) Band nuova, la quale accoglie Tim Sutton, chitarrista dei Church Of Misery e il bassista Patrick Andersson Winberg dei Doomdogs. The Order Of Israfel è una sana esposizione del doom più classico, quello che affonda le radici negli albori e precursori del genere. I nomi li conoscete tutti.
(Atomic Stuff Records) Ad un tratto ti risvegli da un sonno tormentato; sei sudato; spaventato. Hai ricordi vaghi, confusi, nebbiosi. Una di quelle esperienze che ti segnano, ti feriscono in maniera permanente, indelebile. L’esperienza passata inizia a pulsare, a crescere, alimentando background mentali, alimentando sensazioni, ingrandendo le
(Minus Head Rec.) Qualsiasi cosa suonino i Black Map sembrano essere la sintesi degli ultimi vent’anni di musica. Mi spiego: avete presente il grunge e le sue ultime fiammate? Vi ricordate dei primordi dell’alternative rock degli anni 2000? E quel modo di fare nu metal alla System Of A Down oppure dell’alternative metal di oggi?
(Napalm Records) Wyndorf ha detto che questo album è stato un “felice esperimento”. Pensate cosa accadrebbe alle canzoni di “Milking the Stars” se fossero state registrate nel 1968? Il frontman della band se l’era posta questa domanda già durante la lavorazione dell’album. Ecco che qualche tempo dopo “Milking The Stars: a re-imagining of Last Patrol “ diventa la risposta a quelle domanda. L’ottimo
(autoproduzione) Un sigillo. Timbro ufficiale. Di quelli che ti fanno nei locali e che non se ne vanno nemmeno dopo due giorni. Nemmeno con la candeggina. Ma in questo è il simbolo -il sigillo appunto- degli italiani Diplomatics. Ma diciamocelo. Loro sono una punk band. Ed ecco già vi vedo, vi sento urlare: “ancora punk? Bastaaa!”. Ah si? 

(Cyclone Empire) Quando si parla di death metal, si tende di solito ad identificare due principali scuole: quella Statunitense, con bands come Obituary, Death, Deicide, e quella Svedese, rappresentata da Entombed, Dismember e Grave. Spesso ci si dimentica dell’importanza avuta dalla scena Inglese che ha sfornato gruppi fondamentali per
(Graviton Music Services/Dry Heave Records)
(Nuclear Blast) Il trio Panzer, che mette insieme Schmier dei Destruction, e Herman Frank e Stephan Schwarzmann degli Accept, sarebbe stato fondato per iniziativa del proprietario dello Z7, il famoso club svizzero per cui passano i tour di tutti gli artisti metal che contano. Se notando i nomi coinvolti, la copertina,
(Napalm Records) Quinto disco (che non a caso, credo, si chiama “V.”) per gli statunitensi The Flight of Sleipnir, che dal Colorado propongono un mix sonoro originale e coinvolgente. Non vi inganni quindi la copertina, abbiamo a che fare solo in parte con l’inizio degli anni ’70 e il flower power.
(Atomic Stuff) EP di debutto per i Mantovani Wrong Era, terzetto formato da Marco Nicoli (voce, basso), Lorenzo Zagni (chitarra) e Gianluca Montanari (batteria), famosi per la loro militanza negli hard rockers Sutuana, momentaneamente fermi e orfani del cantante Diego Boschini. La musica del combo non si discosta molto da quanto suonato nella
(Gain Music) Nella geografia del metal Göteborg ha il suo significato ben preciso, ovvero quello del Gothenburg sound. Anni fa quello stile ha incendiato la scena metal, cambiandola o quanto meno dandole nuove spinte e idee. A distanza di tempo il melodic death metal ha continuato a fare proseliti, come accade anche per altri generi, ad esempio il thrash, il
(Blood Harvest) Della sana e spietata brutalità dal Belgio con questo EP 10” empiamente concepito dai Bones, bands formatasi nel 2011. Le fondamenta della band trovano origine in un crudele old school death metal, genere al quale rimangono morbosamente fedeli. Fedeli anche nei principi: qui non ci sono
(Auto produzione) Un viaggio attraverso quarant’anni di musica rock. Forse questo è il modo migliore per descrivere come suona questo “2” dei Francesi Mallory. L’album, infatti è variegato e racchiude svariate influenze. Si va dall’hard rock fortemente impregnato di blues dell’opener “Awake” alla successiva “Big Nails”, decisamente più veloce e
(Avantgarde Music) È difficile dimenticare un monicker suggestivo come Arcana Coelestia: avevo dato per dispersa la band sarca dopo “Le mirage de l’idéal”, disco del 2009 che all’epoca mi convinse e appassionò. “Nomas” ne costituisce finalmente il seguito, ritardato lungamente per problemi di line-up:
(Tenacity Music) Dopo due piccole release dal 2009 a oggi, i francesi dell’Alta Savoia Hybrid Sheep giungono al primo album in studio e in modo piuttosto ammirevole. Il deathcore degli Sheeps è pulito e snello, sostenuto da una produzione che non denota flessioni, ma anzi sembra avere valorizzato ancora di più la qualità generale dei musicisti.
(Profound Lore Records) Gli statunitensi Dawnbringer hanno una lunga carriera (“Night of the Hammer” è il sesto full-“length”) in quella regione di confine fra heavy metal, rock e doom che piace tanto ai defender, soprattutto quelli un po’ attempati: il loro disco riverbera dunque di molte influenze, soprattutto lontane nel tempo.
(The Church Within Records) Onestamente (ma sarà un mio limite personale) non capisco operazioni come questa degli Aeonsgate, progetto doom capitanato da Mats Levén (per chi non lo sapesse, attuale cantante dei Candlemass). Il loro debut “Pentalpha” contiene un solo pezzo di 59 minuti e 52 secondi! Ora, mi chiedo: ma voi ce li avete in una giornata
(Svartekunst Produksjoner/Dark Essence Records) Fantastico EP che anticipa l’imminente nuovo album dei Taake, bands capitanata e dominata dal geniale Hoest. “Stridens hus” arriva l’8 Dicembre… e nel frattempo l’EP riempie ottimamente l’attesa con quattro sensazionali traccie. Oltre a “Det fins en prins” che è tratta dall’album in arrivo, c’è la crudele
(Kaotoxin Records) Sublime brutalità, un assurdo amplesso, un’orgia tra black, black sinfonico e death metal poderoso e devastante. “Symphonic Blackened Death Metal”? Forse è proprio questa la definizione perfetta, in quanto i Sidious sembrano essere molto influenzati da bands quali i Dimmu Borgir ma con una marcata deviazione in territori death.
(Horror Pain Gore Death Prod.) I notturni e gotici bolognesi Horror Vacui si ripresentano con un nuovo album, il secondo, che tiene fede all’anima dark/punk della band. La notte si diffonde nell’esatto momento in cui “Return of the Empire”, la title track, apre questo decadente ma vivace lavoro. I ritmi sono vivi, pulsanti, le chitarre sembrano mettere in scena delle cantilene nere, il basso saltella con note continue. L’atmosfera
(Pure Steel Publishing) Terza uscita discografica per gli Italiani The Megs, dopo l’esordio “Jealousy” (2011) e l’EP “Start” (2013). La band descrive il proprio stile “High Energy Rock”, un termine che ritengo piuttosto azzeccato. I brani contenuti in questi album sono piuttosto brevi e senza fronzoli, immediati. Musicalmente ci troviamo davanti ad un
(Serpent Eve Records) Misteri di un mercato che si fa sempre più particolareggiato ed esigente: i bulgari Trysth, band post metal all’esordio con questo ottimo “Soulchambers”, hanno autoprodotto la versione in cd del proprio debut, ma hanno trovato la Serpent Eve Records disponibile a pubblicare la cassetta…