Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
LAST WINTER I DIED – “Erensyrah”
(Le Crepuscule du Soir) Dietro al progetto Last Winter I died, che si presenta in un digipack algido, dalla copertina volutamente essenziale, c’è l’artista Mist, che si è fatto notare con i Dead Summer Society e propone adesso la sua personale epopea dark/ambient. (altro…)
(Pagan Records) Oscurità elevata ad un notevole livello di complessità. Terzo album per i polacchi Mord’a’Stigmata, che si inoltrano ulteriormente su territori avant garde, il filone più raffinato del post black metal. Cinque pezzi che occupano oltre tre quarti d’ora, offrendo durate che, tranne la breve title track, sono orientativamente sempre ben oltre la soglia dei dieci
(Beyond… Production) Le dichiarazioni di intenti non lasciano spazio a dubbi: viaggio psicologico, attraverso una malattia, una deviazione, ai confini con la pazzia, passando per la morte e la rinascita. Un concept album che descrive un viaggio oscuro con una colonna sonora altrettanto oscura. I siciliani Dormin debuttano così dopo qualche anno di gavetta (si
(Horror Pain Gore Death Prod.) Provate ad immaginare la fusione tra D.R.I., M.O.D., GG Allin, A.C., rinforzatela con il crossover, una manciata di Discharge e tanto caos. Abserdo è il nome di questa lega speciale fatta di cose certamente non nuove ma dannatamente seducenti per il loro grado infinito di pazzia, di estrema sintesi
(Massacre/Audioglobe) Lasciatemi, per una volta, essere molto diretto: “Doomsday for the Heretic” è certamente un buon disco di heavy metal, ma è l’unico prodotto dei Metal Inquisitor che mi abbia mai colpito. Il resto della carriera dei tedeschi si mantiene, a mio modesto parere,
(GB Sound Label) Come andrà sul mercato questo debut album dei Living Deäd Lights? Io ci scommetterei qualche soldo sulla sua riuscita. Taka Tamada voce e chitarra, originario di Kyoto, sforna parole di fuoco, Alan Dämien di Hollywood con la sua lead guitar arroventa il clima saturandolo di un flebile punk-rock, e tanto
(AFM/Audioglobe) Ottimo secondo album per i tedeschi Words of Farewell, fautori di quella commistione di generi che sempre più spesso si definisce extreme progressive metal, e che in questo caso presenta una marcata componente death. Dell’iniziale “Continuum Shift”,
(Delta Prod.) In Francia l’impasto tra hardcore, thrash, djent, death metal sta riversando fuori una serie di formazioni di un certo interesse. Non sempre i valori sono entusiasmanti, ma questo mélange di cose e stili sta attecchendo parecchio Oltralpe. Un nuova entità di questa soluzione musicale si chiama
(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Scatenati e fuori di testa. Elettrici. Trasudano potenza e rabbia. Sono al limite della stabilità chimica. Con loro si sente l’origine dello sleaze, del glam, dell’hard rock. Scaraventano indietro agli albori, ai primi anni ’80, mantenendo comunque certe ire e certe furie
(Rock’n’Growl) L’artista australiana Darkyra Black, dopo una esperienza con la band greca Achillea, si lancia in questo studio project che coinvolge numerosi artisti internazionali (fra essi spicca il drummer Garry King, che ha lavorato con Jeff Beck e Joe Lynn Turner).
(Autoproduzione) Un impasto sonoro di metalcore, groove metal e mathcore cinto da una sottile vena di progressive. Blast beat lanciati a mille all’ora e un cantato che dissemina odio e pathos ovunque. Gli Acts Of Tragedy sono il prodotto delle moderne tendenze del metal. Riff robusti e fragorosi (un po’ Pantera
(Ukem Records) I The Deathisodes sono una one man band che ruota attorno al chitarrista Alex Loader, il quale anche per questo album, come avvenuto nel precedente, si è prestato all’aiuto di alcuni musicisti di band britanniche, come lui, che per informazione completa riporto alla fine del pezzo. Loader si piazza
(Subsound Records) Una stupenda copertina mi apre il passaggio verso questa dimensione strana, diversa, inusuale. Adoro scrivere di metal anche quando il metal è solo citato, è ai confini, o forse non è pure presente. Fa parte della mia ampiezza di interessi musicali, è una mia deviazione. Tuttavia, di solito, ho sempre sotto controllo tutto:
(Heavy Psych / Goodfellas) Fumo. Gli occhi lacrimano, non si vede un accidente. Il fumo entra nel sistema respiratorio, intossicazione, allucinazione. Iniziano le visioni. Divaga la follia. Tutto assume colori diversi, brillanti, luminosi, accecanti. Psichedelia pura. Un EP che dura ben più di un EP. Un EP che si accoda ad una carriera che ha prodotto tre
(Goathorned Productions) I Neglektum provengono dalla Svezia e suonano un black metal tipico della loro nazione. Lo si capisce dall’opener e title track che per quasi nove minuti produce un buon mid tempo e un riffing che sa essere espressivo, anche nelle diverse accelerazioni, per altro molto stringate. Proprio la title track è una
(Autoproduzione) Provengo da una delle periodiche ondate thrash metal da ascoltare e valutare. Questa volta poche release mi hanno entusiasmato, solo qualcuna l’ho ben valutata perché organicamente il genere e la sua qualità viene tenuta ben alta. Debbo ancora constatare che nonostante tutto spesso e volentieri sono in pochi
(VideoRadio) Musicisti molto, molto in gamba. Ogni ascolto di questo disco mette in evidenza l’ottima capacità di ciascuno dei quattro (recentemente diventati cinque) membri. Genere? Difficile spiegarlo, e spesso queste cose finiscono nel calderone del prog, ma la verità è che Francesca (la singer) e compagni si dedicano a qualcosa di
(autoprodotto) Progetto personale del blackster Australiano Morgue, attivo sulla scena con bands quali Mar Mortuum, dei quali è il chitarrista. Mordavia nasce nel 1998, ma solo ora arriva al debutto con otto tracce di black metal intenso, dove Morgue cura ogni dettaglio, compresa la parte vocale. Un progetto oscuro in un genere musicale dove le
(Autoproduzione) Per registrare un full-“length”, i sardi Memento Waltz hanno aspettato qualcosa come venti anni dalla propria fondazione: dopo aver finito di ascoltare “Division by Zero”, non posso che pensare che dovevano decidersi prima!!! Nei solchi ottici di questo cd troviamo un progressive metal
(Shadow Kingdom Records) Prodotto ultracult che arriva dal Cile ed è diffuso dalla Shadow Kingdom Records, la cassetta d’esordio degli occult metallers Lucifer’s Hammer è, manco a dirlo, diffusa soltanto in cento esemplari. Tre i brani sul nastro.
(code666) Black metal essenziale, ma con una livello di genialità coinvolgente. Terzo lavoro per i francesi Folge Dem Wind, che si materializza in quarantaquattro minuti di brutalità, intelligenza, esasperazione. Un vocalist non è ovvio e conforme, capace di uno scream disumano pieno di instabilità mentale. Un black metal fuori dalle regole scontate, pieno di idee,
(Iron Tyrant) Dal gelo della Svezia arrivano gli esordienti Vornth, che ci hanno messo ben 13 anni dalla fondazione per pubblicare il loro debut (il quale esce naturalmente anche in vinile, indovinate quante sono le copie? 666!). “Evil Blood”, il primo brano in scaletta,
(Svart Records) “20th Adversary of Emptiness” contiene quanto fatto dai finlandesi Demilich dal 1991, anno del primo demo di una serie e l’unico album, “Nespithe” del 1993. La band viene celebrata dalla Svart con una riedizione della discografia in CD e vinile. Death metal band con un certo gusto nelle
(Fuzzorama Records) Quello che mi affascina di un album spesso è la sua omogeneità, cioè il grado di fusione degli elementi che lo compongono. Scrivere delle canzoni e dar loro quella parvenza di appartenenza ad un solo ed unico sound. Riflessione che mi sovviene alla metà dell’ascolto di questo album, il quale
(Autoproduzione) Quest’oggi vi presento il quarto full-“length” dei romani Neverdream, che si segnala per numerose peculiarità. Anzitutto, dura quasi novanta minuti (!), divisi su due cd; ma se optate per il download digitale, lo troverete disponibile sul loro sito in modo completamente gratuito.
(Rogue Records) I vicentini Lies of Nazca esordiscono sul mercato con questo “Aleph”, quarantuno minuti di attacco diretto all’ascoltatore! Il disco, a mio giudizio, va preso e considerato nella sua totalità (la durata contenuta del resto lo permette facilmente):
(Svart Records) Esistono indizi che vanno oltre le dichiarazioni, le apparenze. “Death/Doom” sembrerebbe essere il genere proposto da questi oscuri finlandesi (il moniker significa “La Valle Della Morte”); e possiamo dire che a grandi linee di questo si tratta. Ma l’indizio che io noto è l’etichetta… e di solito, data la mia esperienza, quando entra in gioco la Svart, allora
(Mighty Music) Ho simpatia verso le band che caricano a testa bassa e ancora di più verso coloro che magari tentano di darsi ad un songwriting con un minimo di idee e variazioni, anche se alla lunga quella natura da tori incavolati viene fuori e non si tira indietro. I debuttanti danesi Roarback mi sembrano il crocevia di influenze
(This Is Core Music) Quando inizia, dopo l’intro, “Prayers Don’t Work” la prima impressione che si ricava è che questa band italiana abbia una sensibile capacità di creare un riffing semplice ma d’impatto o con qualche sfumatura melodica, nonostante la carica e l’aggressività mostrata. I Nameless non so bene in quale
(autoprodotto) Mi immagino di essere fuori da un locale dove suonano dal vivo, uno dei tanti. Li in mezzo alla mandria di devastati che escono a fumare (beati i tempi dove ti intossicavi pacificamente a ridosso del palco….). Sei li che ti fumi la sigaretta e arriva il solito tizio sconvolto, mimetizzato dentro una felpa dei Motorhead, -hey boss, c’hai da accendere?- e ti
(Autoproduzione) Thrash e crust insieme fanno faville. Una volta era crossover, a volte è più hardcore, in altre è più thrash. Dipende, dalle idee, dallo spirito, dalla sensibilità dei musicisti e dalla formazione che hanno. Gli Ural sono contaminati dall’hardcore/crust e le loro chitarre sono di granito, sfacciate e sporche, ma anche in
(Iron Shield Records) La prolifica Pure Steel propone questo album di marca italiana, pubblicato dalla berlinese Iron Shield Records, etichetta allineata a cose old school heavy/ speed/ thrash metal. Mi viene da pensare che la Pure in fatto di thrash metal non credo abbia la vista lunga, come invece nel caso di band
(Weird Truth) Di stanza a Londra, ma attualmente – dopo alcuni cambi di lineup – costituiti soltanto di musicisti italiani, i doomsters Dea Marica danno alle stampe il loro secondo disco. E indovinate un po’ dalla copertina quale è il genere suonato?
(Subsound Records) 12” della label che ha pensato ad una serie di split che coprano validi nomi dell’underground Italiano, spaziando su un ampio range di generi musicali. Su questa edizione due nomi che non certamente noti: Deflore (Lato A) e Infection Code (Lato B). I primi, un duo, offrono suoni psichedelici, distorsioni, atmosfera il tutto in groove avvincente. I
(code666) Opere di morte. E più o meno questo il significato del titolo di questa deviazione mentale che discende dalla Norvegia con violenza, perversione, lucida follia. In line up ci sono personaggi dal passato non certamente tranquillo: André Kvebek (aka Tjalve) ovvero ex 1349. Ed anche Shandy McKay, ex Absu. Tutta gente che sa bene cosa sia la musica estrema, ed il fatto di padroneggiare l’oscura arte, permette loro di