VREID – “Lifehunger”
(Season of Mist) Il mio approccio a “Lifehunger” è stato travolgente in quanto durante il Beyond the Gates in Norvegia, ho incontrato il mastermind Hváll (intervista qui), potendo capire molto di questo album, potendolo analizzare, profondamente parlandone con (altro…)
(Indie Recordings) Heavy rock e melodia senza confini da Bergen, in Norvegia. Con un chitarrista molto tecnico che abusa con intelligenza di effetti, una ottima sessione ritmica ed un vocalist fenomenale capace di un range vocale sorprendente (dall’acuto al quasi soul-femminile), riescono a
(Century Media) Voivod. Allo stesso tempo un essere alieno, una band canadese e si, persino un genere musicale. Perché forse se i Voivod sono quello che sono ora nel 2018, a distanza di 34 anni dal primo vagito, si può tirare le fila del
(Masked Dead Records / Xenoglossy Productions) Seconda prova in studio per i Voland, progetto nato dalle menti di Rimmon (alla voce) e Haiwas (tutti gli strumenti). Già visti in azione nei Veratrum, i due
(Casus Belli Musica / Beverina) Album di debutto per i Vol’Ga, band proveniente da Rybinsk (profonda Russia) che non conta una vera e propria formazione con componenti
(Sundust Records) Niente a che fare con qualcosa che si chiama Metalhead.it, ma che musica questi francesi! Cantano nella propria lingua i Varsovie, hanno registrato l’album
(Napalm Records) Con un ulteriore cambio di vocalist, il settimo (in una carriera comunque ventennale), i Visions of Atlantis inseriscono in formazione la splendida Clémentine Delauney e, dopo un silenzio quinquennale rotto solo dall’EP
(Moribund Records) Ennesimo album di Vardan. Ennesimo calvario di pura depressione esaltata da una disperazione emozionale senza confini. “Unholy Lightness Summer” comunque si stacca -in un certo senso- dalla precedente produzione. Meno black metal, anche se rimane la
(Avantgarde) Otto anni sono passati dall’album “The Grave of Civilization” e ben diciannove dall’inizio dell’avventura del gruppo musicale romano chiamato Void Of Silence. Riccardo
(Satanath Records) Terzo album per i ciprioti Vomitile, band attiva dal 2007 che tra il 2013 ed il 2014 ha pubblicato due ottimi album di brutal death di stampo americano. Questo nuovo lavoro non si discosta molto dalle precedenti releases, se
(autoprodotto) Qual è la differenza tra la profezia e la visione? Dove si cela l’invisibile confine tra ciò che immaginiamo o sogniamo e ciò che poi diventa realtà, rivelando la (crudele) essenza della profezia? Black metal, black
(High Roller Records) Ormai abbandonato definitivamente il nome BLACK TRIP, il gruppo sforna il primo album sulla lunga distanza col nuovo nome, dopo una EP abbastanza onesto. Qui le coordinate si spostano decisamente su territori più rock. Più
(Blood Harvest) Prosegue la lunga parabola che i Voidceremony stanno percorrendo, un lavoro di fine cesellatura che sta portando gradualmente gli americani a sgrezzare sempre più il proprio suono mantenendo tuttavia una
(Vendetta Records) Un’intro con suoni cupi e corali ci introduce la prima fatica sulla lunga distanza di questo duo tedesco. E se il tutto sembrava far presagire l’ennesimo cd doom, la seconda traccia ribaltale carte e ci presenta
(Blood Harvest) Terzo ed ultimo album in carriera per gli australiani Vahrzaw. Dopo venticinque anni di attività, la band proveniente da Victoria ha infatti deciso di appendere gli strumenti al chiodo, motivando questa scelta con la stanchezza nei
(Fighter Records) No, non siamo già di fronte al nuovo album dei Vhäldemar, essendo recentissimo “
(Brutal Rec.) Volition sono Christian Potter, voce e chitarra, e Cody Creitz, batteria, e si rifanno a un thrash metal che ricorda gli anni migliori di Sacred Reich, Sodom, Slayer, Kreator e altri illustri del genere. Dunque un duo che macina riff, ritmi, andature
(autoproduzione) Quarantanove minuti di musica. No, anzi, di Musica. Immaginate gli obiettivi sonori di artisti quali Malmstenn o Derek Sherinian… e potrete arrivare vicino alla
(Kranky) Atmosfere celesti, spaziali, venti melodici che arrivano dall’altrove, da altri mondi. La Vantzou plasma suoni per situazioni melodiche nelle quali dove ritroviamo atmosfere anche prossime a Tangerine Dream, di musica ambient e comunque a qualcosa che punta
(Hells Headbangers) Una band sfiorata qualche volta, da chi scrive, direttamente o per sentito dire. Con un nome così semplice gli australiani riescono a farsi ricordare. Dal 1999 ad oggi i Vomitor hanno realizzato quattro album, attraverso un thrash-death metal finito
(Third I Rex) I sostenitori della filosofia ‘Less is More’ troveranno nel duo spagnolo una degna rappresentazione di come non sempre sia necessaria un’impalcatura sonora complessa ed articolata, per trasmettere sensazioni che riescano a scuotere nel profondo l’ascoltatore. Partendo
(Hellbones Records) Album di debutto per V-8 Compressor, band italiana che si candida da subito come una delle realtà più interessanti in ambito stoner rock a livello mondiale. Il livello delle composizioni è infatti molto
(Iron Bonehead) Una band al debutto. Ma forse no. Per esempio ho personalmente recensito un loro split con i Grá,
(Dissonance) Cinque singoli riediti in un box, sia nella versione CD che vinile. Un’altra raccolta che si aggiunge alle tante pubblicazioni sui Venom. Dieci canzoni che costituiscono i singoli pubblicati tra il 1981 e il 1984. Si parla del primo singolo che anticipò l’album d’esordio “Welcome
(Peaceville) Sembra proprio che a Chris Reifert non piaccia rimanere con le mani in mano. Sono passati alcuni mesi dall’ultimo lavoro degli Autopsy “Puncturing The Grotesque”, ed ora lo ritroviamo in veste di
(AFM Records) Arriva a quota cinque la discografia dei Voodoo Circle, band capitanata dal chitarrista Alexander Beyrodt, sempre con il bassista e collaboratore Mats Sinner al suo fianco. Sempre ispirati all’hard rock classico, i Voodoo Circle
(Moribund Records) Puntuale come la fine, giunge il sequel della esalogia “Nostalgia…” del maestro della depressione Vardan. 
(Inverse Records) Concept distopico e fantascientifico per il secondo full-length dei finlandesi Vinide, che si esibiscono in un prog/power dagli spiccati caratteri sinfonici, in un sound dominato dalle tastiere. Ci sono un paio di intermezzi recitati,
(Agonia Records) Un proiettile, una grossa pallottola che perfora l’ascoltatore. “Dark Days of the Soul” è una forza della natura. Un uragano death-crust che polverizza ogni cosa. Una rabbia infinita quella di Zyklon (chitarra e basso, Infernal War), Warcrimer (cantante, Infernal War, Iperyt) e
(UNFD) Tributo per gli australiani, ma nativi di Newcastle, Silverchair. “Spawn (Again)” è costituito da uno stuolo di band che sperano di presentare
(Harvest Of Death/Signal Rex) Logge nere, cantine umide, fognature, antri poco raccomandabili… In Europa c’è ancora chi concepisce e suona la musica black in questi luoghi. Musica 
(Massacre Records) L’ultimo album risale addirittura al 2003, ma i tedeschi Voice sono tornati in pista (d’altronde in quest’epoca di revival è la prassi) per un solido ma – va detto – estremamente canonico disco di heavy/power germanico, il quinto della loro discografia.
(Fighter Records) Quelle vecchie volpi spagnole dei Vhäldemar, che non si facevano vedere con un full-length dal 2013, hanno piazzato un’altra delle loro bordate heavy/power metal: e io a questa band non riesco a dire di no.