Hanno semplicemente sconvolto i miei piani. Nonostante la mia apertura mentale relativa alla musica, devo ammettere di avere una barriera eretta tra me e il “rock” (tra virgolette!) italiano. Credo si tratti di un passato, di un mercato, di un modo di pensare che definisce “rock” ciò che rock non è. Sbaglio? Sono nel giusto? Non serve rispondere, anche perché si tratta di una mia personalissima opinione. Ad ogni modo a volte succedono cose che deviano certe convinzioni, lo spirito che appare agli occhi dell’ateo. E nel mio caso, i romani Ushas sono proprio uno spirito che ha minato la mia miscredenza relativa alla validità del rock Italiano, del rock IN Italiano. “Verso Est” è viaggio, è meditazione, è rabbia, è dannazione, è maledettissimo rock. Ma è 100% italiano, anche nei testi. Dopo averli recensiti con un voto alto, estremamente meritato, una nuova visone mistica mi ha spinto verso la ricerca di una conoscenza più vasta, più universale… e così li ho intervistati! (altro…)