GOATSODOMIZER – “The Curse Rings True”
(Iron shield Records) Debuttano dopo ben ventun anni dalla loro formazione gli svedesi Goatsodomizer, terzetto dedito ad un thrash’n’roll ad alto tasso energetico. Pur non proponendo alcunché di nuovo, la formazione scandinava è in grado di divertire con (altro…)
(I, Voidhanger Records) Terza opera per solo pianoforte dell’one man project Goatcraft, capitanato da Lonegoat, proveniente dal Texas. L’idea originale, e tutt’ora valida, è una
(Season of Mist) Non è mai facile dare un giudizio di qualsiasi tipo ad una release dei canadesi Gorguts. In qualche modo dentro quella musica c’è sempre qualcosa di strano, qualcosa di talmente complesso,
(Season Of Mist) I brasiliani Grave Desecrator hanno sempre vissuto una vita per il Black di stampo sudamericano. Purtroppo va detto che non hanno mai realmente sfondato, per quanto significato
(Ordo MCM) Vengono dalla Grecia… scusate, viene dalla Grecia questo progetto che propone Black Metal vecchio stampo. Tutto, dalla voce alle chitarre a soprattutto la registrazione fa pensare ad
(Hells Headbangers) “Doomed To Eternity” è il classico album capace di mettermi in difficoltà: da un lato lo ascolto volentieri come amante di un certo tipo di sonorità, dall’altro non posso
(Sepulchral Voice Records) Formazione britannica nata nel sottosuolo miasmatico della scena death metal, luogo continuamente esposto a realtà maledette e avvinghiate al senso di morte nelle proprie composizioni. Questi londinesi sono il prodotto di una nuova ondata death-black metal
(autoproduzione) La Svizzera da qualche tempo ormai cova una certa quantità di band dalle sonorità post-hardcore, alternative rock, matchcore, cioè realtà moderne per le quali il sound è uno sfumare tra più generi che vanno dal rock a salire. La nazione rossocrociata pullula di album
(Svart Records) Sembra che Chritus Linderson con la sua voce stia facendo molto lavoro extra. Non basta il favoloso album dei Lord Vicar (
(Aesthetic Death Records) Un perverso incrocio tra ambient, folk, tribale, elettronica, dark, doom e death. In ordine sparso, ma maledettamente ben concepito e… letale. Un’ora di anatemi
(Nuclear Blast) Replicare “Triumph and Power” (
(Iron Bonehead) Una lunga e lenta intro accompagna il debutto discografico di questi slovacchi. I suoni mi hanno fatto tornare alla mente le oscure e macabre composizioni strumentale dei Popul Vuh nel capolavoro assoluto di Herzog
(Scarlet Records) Terzo album per Game Over, band Ferrarese considerata una delle più talentuose dell’ultima ondata thrash metal. Pur non inventando assolutamente nulla di nuovo, i Game Over propongono pezzi che sanno colpire nel
(Necromance Records) Giungono al primo full length gli Spagnoli Goddamn, attivi dal 2009 e con all’attivo un EP (“No Hay Dios”, uscito lo stesso anno) e il maxi single “From The Ashes” (2014). La proposta musicale del quintetto Iberico è un metal
(Nuclear Blast) I Ghost Bath sono un tantino eccentrici. Il fatto di essere definiti (ma anche di definirsi) come depressive black metal, lascia qualche perplessità dopo una fase di ascolto. La
(Agoge Records) Full length di debutto per Game Zero, quartetto Tricolore in cui militano Alexincubus (ex Theatres Des Vampires) alla chitarra e Dave J. (ex Dragongammer) alla batteria. Il sound del gruppo è orientato verso un rock
(Jolly Roger Rec.) “L’Ultimo Sole” ha due meriti: è suonato bene e i testi in italiano sono inquietanti. Con sette canzoni prelevate da “MMXVXMM”, lavoro di due anni fa autoprodotto, e due canzoni bonus (per la versione CD dell’album) prese da “Senza Redenzione”, autoprodotto nel 2013,
(Blacktape) Terzo full length in tre anni per Granada, formazione Argentina dedita ad una commistione tra thrash metal tradizionale ed inserti più moderni provenienti dal groove metal, con riffs cadenzati e
(Erzsebet Records/Indar Produtions) E pensare che dalla copertina mi immaginavo roba Death Progressive… I The Great Wound invece, spagnoli, non sono nulla di tutto ciò. Sin dalla prima traccia si sente una ormai sempre più rara perizia nella
(Wild Kingdom) Dopo il
(Aesthetics of Devastation) Devo ammettere che mi ci sono voluti molti ascolti per capire bene questo combo. I Grey Heaven Fall sono un gruppo russo che suona un Black piuttosto lontano dai canoni ortodossi. Se da un lato il tipo di musica in cui è obbligatorio
(Maqueta Records) Per avere un’idea di chi è Simone Gianlorenzi, basta leggere la storia che raccontata di se stesso
(Rockway Records) Quest’oggi MetalHead si occupa di un disco decisamente particolare: “Il bianco Sospiro della Montagna” è la rock opera di Mattia Gosetti, animatore della gotich symphonic band Sirgaus, di cui abbiamo recensito
(Cimmerian Shade Recordings) Uno scontro incestuoso tra black, doom, death e ambient. Con un sublime tocco di DSBM e di feeling industriale, virante verso il post
(Pure Legend) Che i Ghost Machinery fossero finlandesi, l’avevo capito dalla prima nota di “Evil undertow”, il loro terzo full-“length”: e andando a vedere la lineup ho trovato nomi noti che bazzicano anche in altre band (Stargazery e Burning Point su tutte).
(Nuclear Blast Records) Vengono dalla fredda Svezia ma si sarebbero sentiti di sicuro a casa anche sulle rive del Mississippi… Qui il Rock settantiano scorre a fiumi in undici tracce che sanno di Stoner e Blues. Non una
(Mausoleum) Hanno un sound europeo, ma ci inviano il loro debut da Sacramento, California: i Graveshadow mi hanno irrimediabilmente convinto per la grinta sfoderata nell’esecuzione e per le buone capacità di songwriting (otto brani di durata medio/lunga, ma senza perdite di tempo).
(UDR/Warner) Non ho mai capito se le Girlschool siano la versione femminile dei Motörhead o se i Motörhead la versione maschile delle Girlschool. La cosa sicura è che questi due act storici sono legati in
(Napalm Reocrds) Per festeggiare 35 anni di inossidabile metallo, i Grave Digger pubblicano una raccolta di brani estratti dai loro primi dischi e ri-registrati con la nuova line up e con i mezzi produttivi di oggi.
(Iron Bonehead Productions) Un abominio! Botte da orbi in questo split della Iron Bonehead, etichetta underground con un catalogo spaventoso e seducente insieme. Un assaggio
(Loud Rage Music) Bizzarro progetto internazionale: chitarre messicane, keys dal Texas (ma origini messicane) e voce italiana (lyrics comprese). Un carneficina fatta da una atmosfera disperata, struggente, letale, canalizzata in un
(Wild Kingdom) Sfrontato, spudorato e direttissimo hard rock svedese da parte di questi Gloria Story. Qui abbiamo per le mani un singolo, tratto dall’imminente album “Greetings From Electric Wasteland”: rock old school, voce a toni alti, riff
(Prime Collective) In tutta onestà, non sono un amante della scena metalcore. Nonostante ci siano alcune bands davvero valide, questo genere musicale non ha mai catturato la mia attenzione, almeno fino ad ora che mi trovo ad ascoltare “Anecdotes Of
(Spinefarm/Universal) Misteriosi, dissacranti, strani, discussi. Tuonano dalla Svezia ed arrivano al terzo album con il “nuovo” cantante. Eh si, è noto che il papa viene cambiato ogni tanto, il vecchio se ne va (a volte letteralmente…) e ne arriva uno nuovo,
(Crucial Blast) Nuovo abisso e nuove creature che lo abitano. Mories, colui che è dietro a Gnaw Their Tongues, ritorna con un nuovo album dal quale ci si può aspettare il solito incubo allucinante. Dopo i diversi approcci personali verso Gnaw Their Tongues e con la sola recente compilation