PROVOCATOR – “Satan, Chaos, Blood And Terror”
(Moribund Records) Allora, non vorrei mai essere frainteso quando dico che il black, più è becero e meglio è. Perché c’è modo e modo di fare del proprio peggio, paradossalmente bisogna impegnarsi per suonare in modo inammissibile, non basta (altro…)
(Avantgarde) “Chant of Rosha” è un’intro piuttosto lunga, popolata di synth, giochi ritmici, sampler, lascia sperare in un metal dal carattere futuristico o forse industrial. Intro evocativa, ma non l’essenza
(Avantgarde) Neige Et Noirceur è una realtà di punta della scena black metal canadese, anzi ‘le black metal québécois’, cioè quel movimento legato al suddetto genere e proveniente dallo
(High Roller Records) Ormai abbandonato definitivamente il nome BLACK TRIP, il gruppo sforna il primo album sulla lunga distanza col nuovo nome, dopo una EP abbastanza onesto. Qui le coordinate si spostano decisamente su territori più rock. Più
(autoproduzione) Formazione proveniente dalla Pennsylvania, i Burial In The Sky con “Creatio et Hominus” raggiungono il traguardo del secondo album in studio dopo il debutto “Persistence of Thought” pubblicato nel 2016. I nostri propongono un progressive/technical death metal
(Napalm Records) Sono passati sette anni dall’ultimo album dei Midnattsol, il non eccezionale “The Metamorphosis Melody”: i nostri si ripresentano con un nuovo guitarist, ma soprattutto con l’ingresso in formazione di una seconda cantante,
(Osmose Productions) Dalla Osmose non mi aspetto altro che il meglio o quasi della produzione metal estrema mondiale, quindi il mio approccio con gli svedesi è cominciato con alte aspettative; anche perché proprio gli svedesi hanno ormai raccolto
(No Remorse Records) Ricordavo di aver recensito
(Memento Mori) Primo full length per Shrine Of The Serpent, terzetto statunitense che circa un paio di anni or sono aveva pubblicato un EP omonimo incentrato su sonorità sludge/doom. L’approccio ora è parzialmente mutato: le
(Endless Winter / Black Bow Records) Blackned doom? È forse questa la definizione più corretta per il sudicio e malvagio sound degli italiani Throne. Dopo il debutto del 2012, “Avoid the Light” (
(Tuna Records) L’inizio dell’opener “I” fa pensare ai Disturbed in una versione ipnotica e concretamente più fluente, ma le cose poi stanno diversamente. I sei pezzi del duo Empty
(Mighty Music) Stavolta ammetto di esserci rimasto male! Gli Highland Glory erano (dato che si sono sciolti nel 2011) una ottima band power metal danese, autori di un disco, “Forever Endeavour” (2005), prezioso quanto sottostimato.
(Blood Harvest) Prosegue la lunga parabola che i Voidceremony stanno percorrendo, un lavoro di fine cesellatura che sta portando gradualmente gli americani a sgrezzare sempre più il proprio suono mantenendo tuttavia una
(Pitch Black) Heavy/power grezzo e sferragliante per l’esordio dei norvegesi Sinsid, che vantano come cantante l’ex wrestler Terje Singh Sidhu, magari non dotatissimo sotto il profilo vocale… ma certamente di grande presenza scenica!
(Svart Records) Si sono formati nel 2017 da gente proveniente dalla band doom Cloak of Organs. La loro melodia risuona dal Colorado. Il loro batterista è anche nei Slim Cessna’s Auto Club (band alle spalle dei
(Vendetta Records) Un’intro con suoni cupi e corali ci introduce la prima fatica sulla lunga distanza di questo duo tedesco. E se il tutto sembrava far presagire l’ennesimo cd doom, la seconda traccia ribaltale carte e ci presenta
(Temple of Torturous Rec.) Olympia è nella regione della Cascadia, cioè quella zona ipoteticamente collocabile tra lo stato canadese della Columbia Britannica, e due statunitensi, cioè quello
(Xtreem Music) giunge al secondo album Goat Worship, one man band brasiliana dedita ad un thrash/black metal decisamente old school. Lo stile è semplice, senza fronzoli, brutale e furioso. Sicuramente, la mente dietro questo progetto è fan dei
(Revalve Records) I marchigiani Walls of Babylon si fanno vivi sul mercato con un ottimo secondo disco di modern prog/power metal: la loro musica è contemporaneamente solida e coinvolgente. “Starving Soul”,
(Agonia Records) Quarto album per gli statunitensi Halcyon Way, band in grado di coniugare la classe dei Queensrÿche, la tecnica del prog metal e l’aggressività del thrash. Nei precedenti tre album, la formazione proveniente da Atlanta aveva trovato l’esatto
(Fighter Records) Ho sempre ritenuto i torinesi Airborn una delle band più dotate e sottovalutate della scena power italiana: i loro primi due dischi, per quanto ‘ingenui’, sono davvero delle gemmine di happy metal,
(Impure Sounds) Australiani e da poco tempo in attività, infatti “Perverse Offerings To The Void” è il debut album. Un’occasione affatto sprecata per i quattro musicisti del Nuovo Galles
(Antitheus Productions) Un po’ tutto in questa realtà sonora ricalca i dettami del black metal. Abbiamo un’unica mente dietro al progetto, il fondatore stesso che ha almeno altre tre creature sonore all’attivo, abbiamo suoni realmente registrati in
(Logic Il Logic/Burning Minds Group) Debuttano per Logic Il Logic gli italiani Orphan Skin Diseases, formazione che vede tra le proprie fila il batterista dei No Remorse Massimo Beccagli ed il cantante ex Sabotage Gabriele De Caro.
(Iron Shield) I brasiliani Krull sono attivi da vent’anni, ma sotto questo monicker pubblicano solo ora il full-length di debutto, dedicato a Robert E. Howard e tematiche heroic fantasy. La sgangheratissima opener “The Witch”
(Blood Harvest) Tre tracce per lasciare il segno. Quasi ad avere le pallottole contate per far centro sugli schizzinosi e oltranzisti cuori dei metallari dediti al black. Gli Ossarium sono americani e fanno parte di uno sparuto movimento underground
(Sun & Moon Records) Secondo lavoro, ma debutto in formato full length per gli Ungheresi Ygfan, i quali mi fecero un’ottima impressione con “Köd”, il loro primo EP di due o tre anni fa (
(Autoproduzione) Quattro ragazzi che dal North Carolina vogliono far rivivere lo spirito dell’heavy metal: storia sentita mille volte, ma i Knightmare portano certamente un buon voto a casa per il loro secondo album,
(Avantgarde Music) Progetto musicale nato in Canada e capitanato dal multistrumentista 鬼, nonché responsabile dell’intero processo di produzione di “Stars Wept to the Sea”, il secondo lavoro
(earMusic) Se sei inglese e sei vissuto negli anni settanta con una passione viscerale per la musica e la sperimentazione allora sei un predestinato. Chiamatele congiunzioni astrali, chiamatelo caso, chiamatela
(MASD Records) Polvere del sud, miasmi e vapori vulcanici che infestano l’aria, tormentandone lo stesso ossigeno. Tornano gli italiani Wildime, dopo il validissimo debutto del 2015 “Beams of Bones Walls” (
(Mondo Macabre) Ottima l’apertura dell’album con “The Usurper” e la seguente “Cathch My Breath”, canzoni energiche e con il pedale dell’acceleratore ben schiacciato. Tuttavia proprio i
(InsideOut Music) Allora… se si parla del caro vecchio Devin, io sono assolutamente di parte. Per me è assodato che è un genio nel suonare, cantare e comporre. Detto questo, da un genio
(Gates of Hell) Da Aschaffenburg, in Baviera, i Pulver esordiscono con un 7’’ davvero interessante, che mescola più influenze in ambito classic heavy metal per un risultato che fa venire voglia di ascoltare di più. Sfaccettati i tre brani in scaletta: se “Howl”
(Aural Music) Tetri, occulti, decadenti. Rimbombanti. Sono inglesi e giungono ad un secondo album di doom intenso, ma ricco di