SABATON – “Heroes”
(Nuclear Blast/Audioglobe) So di essere una voce fuori dal coro. Non mi sono lasciato influenzare da colleghi italiani, ma in questi giorni ho letto diverse recensioni tedesche e il giudizio è unanime: il nuovo disco dei Sabaton è un capolavoro degno delle più entusiastiche descrizioni. Sono quasi imbarazzato nel dire che non sono d’accordo. (altro…)
(Autoproduzione) Se suoni melodic hardcore a Napoli cosa sei? Una band ringhiante, arrabbiata, perché sei hardcore, o almeno lo dovresti essere, ma possiedi anche una buona dose di melodia e in un certro senso Napoli è una città di melodia.
(Sliptrick Records) Il precedente album per SG Records, “Brutal Realities”, ha fatto parlare tutto sommato bene di se e dunque Patrick Amati, titolare del progetto Suffer In Silence, non ha perso tempo per riproporre la propria musica, in particolare ai fedeli del death metal. “Behimnd the Truth”
(Autoproduzione) Gli Shotgun Justice ci contattano per una recensione di questo loro ep di due pezzi: la band tedesca (per la precisione vengono dalla Bassa Sassonia, non lontano da Hannover) ha una carriera più che decennale alle spalle e attività live di tutto rispetto, fra le quali spicca un concerto di supporto a Blaze Bailey.
(Unique Leader) Fulminante e morbosamente tecnico questo sound death metal, sempre pronto a poronunciare sequenze ritmiche, riff e assoli di un livello si estremo, ma allo stresso tempo dalla sostanza più o meno scorrevole. Siamo vicini a cose dei Dying Fetus, per linearità delle esecuzioni, anche
(Svart Records) Esplorazione del divino e dell’infernale. “Quaternity”: la natura quadruplice dell’uomo e del suo rapporto con il divino. Un passo successivo rispetto al concetto di trinità, concetto al quale manca un elemento, il quarto, che è la natura umana o
(Autoproduzione) Primo full length per i Seprevation, band Inglese dedita ad un thrash/death metal che affonda le proprie radici negli anni ’80 e ’90, ricco di accelerazioni improvvise, assoli al fulmicotone alternati a parti più cadenzate, una sorta di incrocio tra gli onnipresenti Slayer e i Sadus. Un arpeggio di
(Cimmerian Shade) Progetto polacco (ma trapiantato in Ucraina) di death/doom metal, i Suffer yourself propongono come esordio una ri-registrazione del proprio demo del 2012. Già la titletrack, posta in apertura, dice tutto: suoni magmatici, come un lago di lava che ribolle silenzioso,
(Open E Music) Sono tornati! Aspettavo con ansia il terzo album degli Steel Panther, band che si rifà musicalmente alla gloriosa scena glam/sleaze degli anni ’80 e dai testi che estremizzano con ironia gli eccessi delle rock stars di quel periodo, come Motley Crue, Ratt, e Tygertailz. Gli argomenti
(Frontiers Records) Artista egocentrico, irriverente e dotato di un carisma immenso. Una delle ultime rockstars, per atteggiamento, comportamento, attitudine. Il packaging del CD parla chiaro: “Sebastian Bach non è supportato da nessuno. Per nessuna ragione. Ed è il mio fottuto album”. Ed anche:
(Tenacity Music) Debut album per questa band proveniente dalla Svizzera, terra che da sempre sforna poche ma interessanti proposte in ambito hard and heavy, basti pensare ai seminali Celtic Frost o ai geniali Coroner. Gli Scars Divide proseguono questa tradizione, proponendo un originale mix di musica estrema, prog
(Gain Music) Con tutta la sincerità possibile e il pieno rispetto di questui musicisti, i quali saranno ricchi di adrenalina, di voglia di rock ‘n’ roll, di suonare ad alto volume e cantare e suonare con impeto, ma “Broken Hearts and Fallaparts” sa di finzione, di studio a tavolino senza troppo ritegno.
(Face Melter Records) Non male l’ep d’esordio degli irlandesi Snowblind: un godibile e a tratti sorprendente mix di generi attraversa questi 4 brani che arrivano insieme a circa venti minuti di durata. “Breaking the Chain” è una riuscita combo di prog e thrash: sì, lo so
(Autoproduzione) Gli Sceptre sono molto lontani da noi. Sono indiani ed hanno una storia non breve, infatti di loro si inizia a parlare già nel 1998. Questo “Age of Calamity” è tuttaviail secondo lavoro, concepito sempre nell’ottica del thrash metal e con un sound cupo e con una discreta
(RSR Music) Sesto lavoro in studio per gli Shamless, band Tedesca capitanata dal bassista Alexx Michael e dal singer Stevie Rachelle (l’unico non tedesco), conosciuto per essere stato la voce dei glamsters Californiani Tuff. Oltre a Rachelle, dietro il microfono si alternano due ospiti d’eccezione: Steve Summers, voce dei Pretty Boy
(Collectors Dream Records) La Collector Dreams è famosa per le re-release di cose molto toste. In questo caso si stratta di una pubblicazione originariamente intitolata “Heavy Hitters”, del 2005, la quale ha già avuto altre re-release con altri canzoni aggiunte, o un nuovo ordine della track list. Si tratta di quattordici cover classiche con
(Metalism Records) Fra le band russe che mi sia capitato di ascoltare, gli Shadow Host mi hanno ricordato più di altre le sonorità tipiche dell’Europa Occidentale: senza leggere le note del promopack li avrei detti tedeschi o al massimo svedesi! E invece
(Casket Music) Sembrano una fredda evasione dal black metal i belgi Sercati. Lo spirito del genere si contorce e si trasforma, ma non parliamo di progressive, in una sorta di atmospheric dalle andature ipnotiche o ampiamente aperte, a volte fredde oppure ricche di pathos. Un percorso sonoro
(JollyRoger Records) Quando si parla di heavy metal italiano non si può non menzionare gli Strana Officina: prime movers della scena Tricolore insieme a bands quali Death SS, Vanadium e Royal Air Force, il gruppo dei fratelli Cappanera ha saputo anticipare sonorità che poco tempo dopo, al di la della Manica avrebbero dato
(JollyRoger Records) Primo full length per i Livornesi Strana Officina dopo due EP (“Strana Officina” del 1984 e “Ritual” del 1987). l’album in questione vede un parziale allontanamento dalle sonorità NWOBHM che caratterizzavano i lavori precedenti, in favore di un sound più vicino all’heavy metal a stelle e strisce che
(JollyRoger Records) Ristampa del secondo EP del 1987 dopo il primo 7” omonimo del 1984. rispetto al precedente materiale la band apporta due cambiamenti: un sound più heavy, meno ancorato all’hard rock degli anni 70 e il cantato in Inglese, cosa che rende la loro musica più accessibile all’estero rispetto all’Italiano usato fino
(JollyRoger Records) Debutto discografico della storica band Italiana, datato 1984. Questo EP mette già in luce ottime doti compositive e tecniche del combo Livornese; stupisce in particolare il fatto che alcune di queste composizioni risalgono al 1979 e suonano NWOBHM un anno in anticipo dalla diffusione di questo
(Autoproduzione/Transcending Obscurity) Noto con piacere che molte uscite in campo metal provengono dai posti più disparati e lontani, con scarsa tradizione in ambito rock in generale. Un esempio di quanto appena detto è rappresentato dai Systemhouse 33, provenienti da
(Iron Shield Records) Mi sono già occupato in passato dei Seasons of the Wolf (
(Mighty Music/Target) Pura e sincera la storia dietro questa band, formatasi recentemente, nel 2011. Storia che si svolge in Danimarca, dove Alex, un batterista, incontra Jannick, un vocalist. Alex vantava una forte esperienza nella scena Danese, suonando anche come supporter di acts importanti quali Motorhead,
(Autoproduzione) Debut album per i Death Valley, band Danese dal sound difficilmente classificabile. Nelle loro canzoni convergono infatti elementi apparentemente in antitesi tra essi, quali blues e hardcore con qualche spruzzata di rock’n’roll; un mix esplosivo, perfettibile ma efficace e, a tratti, ben
(Redemption Records) Tramite canali strani e blasfemi, entro in contatto con Freddy TM, uno dei chitarristi di questa band dal moniker ai confini dell’assurdo, del demenziale. Entro in possesso del CD. Lo guardo. Titolo micidiale, sotto un moniker che, se la storia si ripete, risulta pericoloso: l’ultima
(Battlegod Prod.) Ammetto candidamente di non aver mai sentito parlare di questa band. Nel mio archivio mentale niente mi riporta a loro, eppure sono arrivati a quota tre album. Ciò che mi spinge ad una profonda riflessione, già a metà ascoltodell’album, se non prima, è lo stile. Saranno pure norvegesi
(Autoproduzione) Dal nome li diresti una band death, invece i palermitani Silent Suffocation si dedicano a un rarefatto gothic metal. L’opener di questo ep di quattro tracce, “Premonition”, si muove infatti fra toni Evanescence e un vago tocco horror
(My Kingdom Music) I progsters Stamina provengono da Salerno, la mia città adottiva, e sono al momento soltanto un trio a causa di decisivi aggiustamenti di lineup. Questo “Perseverance” è il loro ottimo e cangiante terzo full-“length”, al quale posso lamentare soltanto un difetto:
(Mighty Music/Target) Hard rock? Hard rock melodico? Heavy metal? Definizioni che coprono solo parte della poderosa musica degli inglesi Scream Arena, che arrivano al primo full length: questo è infatti hard rock cattivissimo, maledettamente cupo, oscuro, perverso. E non sto
(Black Widow Records) Il Segno del Comando è una realtà musicale del nostro paese davvero encomiabile. La band fonde nel proprio estro compositivo i dettami del rock progressivo nostrano degli anni ’70 e diverse sfumature, come ad esempio il dark, il jazz, uno pseudo doom, oltre ad una solida
(Nordvis Produktion) Muore la luce, muore il sole, muore la speranza. Ma sussiste un magnetico richiamo, una natura fredda mi attira. Mi perdo ascoltando “Solarvore”, mi perdo in un inno di decadenza, malinconia e travolgente potenza oscura. La mia mente divaga dell’armonia tetra di “Livets Ruin”. E mi avvicino ad altre dimensioni, abbandono il
(Nuclear Blast/Audioglobe) Non so quanti anni abbia il lettore medio di MetalHead. Quasi sicuramente meno di me, ma se c’è qualcuno lì fuori che era adolescente a metà anni ’90, ricorda certamente il botto che fecero i Sonata Arctica con “Silence”, che ancora considero come uno degli album fondamentali della golden age of power metal.