Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
MEPHITIC PROLIFICATION – “Inhuman Execution”
(Autoproduzione) “Inhuman Execution” è sporcizia letale, violenza istintiva e sfrontata. E’ un album assassinato da queste caratteristiche che spingono il sound verso un death metal estremo, a tratti brutal e con sciagurate variazioni e blast beat che fronteggiano i limiti estremi del grindcore. (altro…)
(Scarlet/Audioglobe) Scoprire che i DGM danno alle stampe un nuovo album è sempre un piacere: l’ultima pubblicazione è stata il dvd live “Synthesis”, ed erano circa tre anni che non si sentivano notizie della band romana, una delle ultime istituzioni power del nostro Paese. “Momentum”, l’ottavo disco
(Autoproduzione) Ho già avuto modo (
(Autoproduzione) Direttamente da Vienna ecco il primo full “length” degli Austriaci Lowbau. Uno di quei dischi che, data la sua ricchezza e poliedricità di stili, risulta difficile da commentare in maniera completa al 100%. Già dall’introduzione comunque si avverte subito il tocco southern che la band
(Sigma Records) I Kess’khtak sono della bucolica svizzera, ma il loro sound è totalmente opposto alla calma elegiaca di quei paesaggi, perché si da il caso che la band suoni in modo frenetico e distruttivo, come un movimento tellurico sprigionato da un punto d’incontro tra death metal, hardcore, crust e grindcore.
(Autoproduzione) Dopo l’omonimo album del 2012, A2aThoT si rifà sotto con il proprio ibrido musicale attraverso un EP. “Trust Your Ear” in meno di 25’ e tre canzoni esibisce l’estro dell’autore italiano che pesca sicuramente da una serie di modelli musicali (sinceramente dichiarati da lui stesso)
(Nuclear Blast Records) Per qualche strana ragione attendo sempre con ansia un album degli Amorphis. Deve essere un riflesso automatico causato da un abbinamento a sensazioni di piacere. Piacere provato molti anni fa, quando svoltarono dal death metal per abbracciare quello stile estremamente personale,
(Nuclear Blast) La band di Peter Tägtgren non è mai entrata nelle mie preferenze e agli Hypocrisy ho sempre preferito i Dismember, gli Entombed e i Grave, in assoluto. Tuttavia non si può assolutamente prescindere da loro e Tägtgren è comunque un grande musicista. Insomma, il loro posto nel pantheon
(Revalve Records) Il metal italiano ha una nuova e spiazzante realtà che destabilizza ogni etichetta scontata e possibile. In realtà i Phobic Pleasure magari non saranno la “next big thing” italica, ma non penso che passeranno inosservati, nel bene o nel male. Il raggio d’azione dei vicentini è ampio.
(Autoproduzione) Immaginatevi Ennio Morricone e Sergio Leone. Quest’ultimo con la barba lunghissima, e due occhiali spaziali, di dimensioni assurde. Sono li, seduti, in mezzo al deserto. Prossimo villaggio a dieci miglia.
(Artifical Sun) Distorted World è un progetto personale del tastierista Unbekannter, ovvero Ivan M, di Anthracitic Moths. “Between The Strophes” è un esempio, per niente originale, di gothic ed electronic darkwave. Ovvero è un insieme di basi ritmiche elettroniche, dominate da synth e tastiere,
(Autoproduzione) Il progetto ligure Perceverance vede in azione, tra gli altri, Michele Alluigi (Icethrone, Mystical Crisis e collaboratore di diverse metal webzine, tra cui la nostra) in un solido thrash metal, modellato anche attraverso la produzione di Gianluca Tamburini
(My Kingdom Music) Sono rimasto veramente colpito dal nuovo album, il secondo, dei siciliani Resonance Room: un prodotto veramente maturo e coinvolgente, che mette assieme, oserei dire, il meglio di certo sound inglese di stampo vagamente gotico… con il meglio di certo sound svedese
(WTC Productions) M., A. e T. (i nomi sul booklet e sulle foto promozionali sono davvero questi) formano nel 2004 i Chaos Invocation, e “Black Mirror Hours” è il loro secondo disco: l’intento della band è decisamente chiaro, dato che il loro sito internet recita testualmente
(Abyss Records) Nuova release per gli svedesi di Mörkö e Stoccolma, i Septekh. Anche stavolta è un EP, il precedente è dello scorso anno (
(Autoproduzione) Un riffing parzialmente ruvido, più per le sonorità comunque corpose, e tra il melodic death metal e il metalcore. La batteria evolve ritmi serrati ma soffre la cassa troppo triggerata, mentre la tastiera la sento troppo nascosta, anche se diventa protagonista verso la fine
(Autoproduzione) In attesa di produrre un intero full-“length”, i veneti Kanseil distribuiscono questo interessante promo di cinque brani, nei quali rivivono spirito e tradizione di una Europa primordiale e dimenticata.
(code666) Mark R. è un musicista canadese che si è barricato dietro il nome Ov Hollowness per sviluppare la sua idea musicale, la quale è fino ad oggi racchiusa in tre album, pubblicati dal 2010 ad oggi.
(Maple Metal Records) Come unire, irtualmente, Amy Lee e gli Evanescence con i Nightwish, o un qualcosa di loro. I Face Off sono questo. Dispiace essere così sbrigativo, ma non si può che pensare a questo dopo l’ascolto
(Autoproduzione) Debutto assoluto per i simpatici power metallers Devious Mine, di Pesaro: nonostante qualche piccola sbavatura in fase di songwriting, inevitabile in un gruppo così giovane, “Revelation” è già un prodotto convincente e coinvolgente. Cinque i brani in scaletta più la consueta intro.
(Autoproduzione) La scelta di pubblicare un album per lo più strumentale può rivelarsi un’arma a doppio taglio, poiché o piace tremendamente, e ciò capita per gli altri musicisti che lo ascoltano e ne apprezzano le qualità tecnico compositive, o risulta tremendamente noioso per l’ascoltatore medio,
(Autoproduzione) Dopo il buon “Tyrants and Men” il Solitario di Anchorage, Hiram Lohr (sono io che mi prendo la libertà di appellarlo in tal modo), ritorna con un nuovo lavoro. “Kingdom of America” è un EP che risente, come l’antecedente album “Thousand Year War”, del melodic death metal svedese,
(Autoproduzione) Other Gods, black metal band di Molfetta, città pugliese, nata da poco tempo e con qualche assestamento successivo di formazione. Due pezzi registrati un paio o più di anni fa ed ora un EP, “Dawn of the Other Gods”. Una release aggressiva, spietata e fiera di una contaminazione melodica di natura
(Metal Scrap Records) I Deathember Flower sono una band death metal ucraina, capitanati dalla grintosa e arrabbiata Christina Makovsaya; le coordinate di base per orientarsi sono quelle di un death moderno e molto melodico, che alterna voci in growl e voci in pulito, non si può quindi evitare il paragone
(Pitch Black Records) Bene o male? Giusto o sbagliato? Aggettivi senza senso per descrivere con pareri soggettivi, visioni limitate, concetti impoveriti di qualsiasi argomento, fatto, opera. Aggettivi poveri appunto, privi di valore assoluto che usiamo per legalizzare le nostre stesse azioni. Azioni orientate al bisogno, alimentate dall’istinto, azioni dominate da regole fittizie, create, modificate e demolite
(Viable Records) I giovani americani Noriega sono una nuova manifestazione di quel metal claustrofobico nato da quelle tortuose e ossessive esternazioni sonore derivate dai The Dillinger Escape Plan e che pesca anche dal post hardcore, dal doom/sludge e dal mathcore. Un sound monolitico, ossessivo, chiuso
(Sleaszy Rider Rec.) Il successore di “Frenzied” esce quattro anni dopo e con una formazione parzialmente rinnovata. I greci In Utero Cannibalism ritornano con un death metal carnale, potente, il quale è più vicino alle tendenze americane, mentre quelle europee mi sembrano guardare alla Polonia.
(Eldritch Lunar Miasma / Dybbuk) Adoro gli split e soprattutto se arrivano da band oscure e miasmatiche e con nomi che sono tutto un programma. A dire il vero i
(Mausoleum Records) Gli Awaken sono praticamente una loro nuova versione degli a me sconosciuti Lazarus, dato che tre membri di questa power band americana sono confluiti in questo nuovo progetto, a dire la verità molto più orientato verso un maturo progressive.
(Debemur Morti Prod./Audioglobe) Ristampa dell’album solista di Vindsval, sotto il nome “The Eye”, dei Blut Aus Nord. “Supremacy” è uscito nel 1997 ed è una proposta di black metal ipnotico, ripetitivo negli schemi, con distorsioni fredde e dalla filosofia che abbraccia il mito
(Ozium Records) Il doom-stoner degli olandesi S.I.M.B. è snello e tanto multiforme, nel senso che pesca nell’ambito doom educato dalla sacrosanta lezione dei Black Sabbath, dagli schemi più tipici dello stoner, cioè la derivazione southern e hard rock anni ’70, e appunto dal rock
(Autoproduzione/Domino Media Store) Infine devo ammettere che nonostante l’ascolto gradevole di questo esordio degli svizzeri No Sun In San Francisco, il loro stile è una buona sintesi dei tardi Neurosis, i Cult Of Luna e Isis. Francamente è pur vero che se dei musicisti
(Auoproduzione) A volte mi capitano tra le mani band che propongono lavori che dopo ripetuti ascolti diventano per me una sofferenza. Quando ciò accade non è avversione verso quella musica, anzi è anche di qualità, ma questa è talmente strutturata e ricca
(My Kingdom/Masterpiece) Molto interessante e stimolante il debut dei palermitani Radiance: una band che, se volessimo ragionare per etichette, mette assieme spunti gotici e talora addirittura avantgarde su una solida base progressive. Un disco che potrebbe quindi risultare
(Cursed Records) Un liquore dal sapore dolce, dolce come il più peccaminoso dei pensieri malvagi, discende la mia gola, la brucia, la infiamma, lasciandomi in un torpore sospeso tra il reale e l’irreale, tra l’immaginario e l’assurdo. Dolcezza ed armonia avvelenati da brutalità