Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.

SKELETAL SPECTRE – “Occult Spawned Premonitions”

(Selfmadegod Records) “Occult Spawned Premonitions” è l’album adatto a chi ama doom possente  e con suoni corposi e dai ritmi andanti. Gli Skeletal Spectre mischiano il doom e il death metal old style, provocando un suono roccioso e robusto, privo di fronzoli e con tanta immediatezza. Un drumming essenzialmente semplice e perennemente in modalità tum-tam! Le voci sulfuree sono cariche di riverbero e la copertina ha uno stile il quale ricorda le copertine di “Vampirella” o Lanciostory. Sono questi i tratti distintivi del trio svedese, composto da Vanessa Nocera alla voce, Behold the Pentagram alle corde delle chitarre e del basso, e Haunting the Beyond alla batteria. “Occult Spawned Premonitions” offre diversi spunti piacevoli come la inquietante “Raw Head & Bloody Bones”, l’insolita, per via del ritmo, “Sekhmet Prowls the Azure Night”, “Screams from the Asylum”, dal retaggio metal punk e qualche episodio sabbathiano sparso in giro nei pezzi. Alla lunga però “Occult Spawned Premonitions” tende anche a stancare, difetto dovuto alla durata, in media sui 5’, di questi nove pezzi rocciosi e che poche volte si rivelano dinamici. Gli Skeletal Spectre si rivelano comunque interessanti, soprattutto per la loro attitudine sincera e abbastanza underground.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-28T19:00:26+02:0028 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

MANILLA ROAD – “Playground of the Damned”

(High Roller Records) Con la rinascita dell’heavy metal risorge anche il vinile: e gli storici epic-metallers Manilla Road hanno ceduto alla High Roller Records i diritti per la realizzazione di 1000 LP della loro ultima fatica “Playground of the Damned”. Come spesso è accaduto nella lunghissima discografia di questa cult band, ci sono pochi legami fra un disco e l’altro: nell’opener “Jackhammer” il sound è del tutto diverso rispetto a quello dell’ultimo “Voyager”, e Shelton ci riporta sui lidi magici e direi edwardiani cari alla band. Peccato per la produzione veramente minimale, che evidenzia troppo i suoni alti della batteria. Molto più serrate “Into the Maelstrom” e la titletrack, che invece risentono di una atmosfera vagamente thrash. “Grindhouse” è un omaggio al genere di b-movies riportato in auge da Tarantino e Rodriguez: forse è il pezzo più debole del lotto per una certa staticità, ma si fa notare l’acido solo conclusivo. Si accennava ad Howard, ed ecco appunto che la bella “Fire of Ashurbanipal” mette in musica un suo racconto; in conclusione “Art of War”, dove ad una prima parte prevalentemente acustica ne succede una seconda 100% epic metal dura e marziale. “Playground” dovrà sgomitare parecchio per entrare nel cuore dei fans, attratti dai capolavori anni ’80 della band, ma non è certo da disprezzare.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-09-27T19:55:01+02:0027 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

KITTIE – “I’ve Failed You”

(Massacre Records) Ottimo ritorno delle ragazzette più imbestialite della scena metal. Le canadesi Kittie raggiungono quota sei album nella propria discografia e salta subito all’orecchio la riduzione della matrice metalcore e dello stesso nu metal. Le Kittie, in questo album, sono più thrash metal (“Already Dead”) e con richiami allo sludge. Quasi abbiano asciugato e sottratto qualcosa al proprio sound. Potrebbe essere letto come un discorso di maturità e di evoluzione, dopo cinque album devi pur guardarti dentro invece di prestare attenzione a quello che ti succede intorno! I riff cavalcano possenti, affiancati dal drumming robusto di Mercedes Lander e l’insieme diventa una parete di granito, la quale viene abbellita melodicamente solo dalla voce di Morgan Lander, quando è nelle fasi clean perché per il resto è quella di un’indemoniata. La monoliticità dei suoni e la maggior parte dei tempi medi e lenti rende necessario qualche ascolto in più, per memorizzare tutto il guitarworking e le linee melodiche. C’è comunque qualche scorcio giunto dal loro passato stilistico, come “Never Come Home” e “Whisper of Death”. Con “I’ve Failed You” le Kittie non hanno per niente fallito!

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-09-26T21:01:32+02:0026 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, K|Tag: |

PRO-PAIN – “20 Years of Hardcore”

(AFM Records) Per celebrare il ventennale della band newyorkese hardcore Pro-Pain ecco pronta una raccolta corredata da CD e DVD. Nel CD sono presenti 23 canzoni: 4 nuove, 4 classici rieditati, 1 cover (dei Böhse Onkelz) e le restanti provenienti da un live a Brno, nella Rep. Ceca. Totale di 78 minuti. Il DVD include esibizioni live, particolarmente un live a Belgrado del 1988, filmati girati dai fans, e materiale video inedito di vario genere. Esaurita la scheda tecnica del prodotto, viene da chiedersi come mai per una band che ha già pubblicato due raccolte, un live e un DVD, oltre ad essere stati oggetto di un tribute, si decida di proporre un CD ricolmo di un live tutto sommato registrato maluccio, visto che i brani perdono nella resa finale. Pubblicare un semplice live in due dischi, ripulendolo delle carenze sonore o un singolo DVD sarebbe stato molto meglio. “20 Years of Hardcore” diventa penalizzante per chi non ha mai ascoltato a fondo i Pro Pain e diventa un capitolo documentaristico per chi li ha seguiti da sempre. Per questi 20 anni si poteva pensare a qualcosa di qualitativamente superiore.

(Alberto Vitale) Voto: 5/10

Di |2011-09-26T20:50:06+02:0026 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, P|Tag: |

AS THEY BURN – “Aeon’s War”

(Siege of Amida) Band francese, ma con musicisti multietnici, che si trova al debutto con un album davvero interessante e, soprattutto, non noioso o scontato. Gli As They Burn suonano un metalcore carico di groove e davvero cattivo, potente e ricco di spunti e situazioni mutevoli. Probabilmente perché ha in seno anche i germi del death metal e del thrash. C’è qualcosa dei Meshuggah nel loro sound, almeno dal punto di vista concettuale, perchè il metal degli As They Burn è quello di una macelleria che sminuzza ogni riff possibile. Sono francesi, quindi assimilano la lezione dei connazionali Gojira, ma loro sono più sinistri, cupi e “malati”. Un sound deviato, psicotico, devastante e a tratti progressive, prego ascoltare “Psychoactive Green Fairy”, oppure post metal come in “Unfinished Creature” e in alcuni squarci di “Distorted Rules” e “City ov Pyramids”. Etichette a parte e superando i tentativi di definizione, “Aeon’s War” è un magnifico debutto. L’auspicio è che gli eclettici As They Burn continuino così.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

Di |2011-09-25T18:00:41+02:0025 Settembre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

GORATH – “Apokálypsis (Unveiling the age that is not to come)”

(Twilight) L’ultimo lavoro in studio dei belgi Gorath è stato “MXCII”, dello scorso anno. La band del Limburgo è diventata oggi un’unità d’intenti di quattro musicisti, dopo essere partita, nel 1996, per volere dell’unico musicista Filip Dupont. Questa nuova release parla dell’Apocalisse, “Apokálypsis”, e di quando i sette angeli soffieranno nelle trombe, per dare l’inizio all’ultimo capitolo dell’era umana. Un argomento devastante, l’epitaffio dell’umanità. Eppure il black metal dei Gorath in questo nuovo album appare ancor più misurato e preciso. Non c’è caos, non c’è disperazione, ma una lucida costruzione dei pezzi tali renderli dei capitoli di una ipotetica narrazione dell’evento biblico. “Apokálypsis” è nel solco dello stile sperimentale e progressive della band, con momenti veloci e altri lenti e inesorabili, malinconici e sperimentali. Giocano sulle atmosfere, sulle sensazioni e le narrazioni di scenari decadenti i Gorath e ci sono riusciti davvero bene.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

Di |2011-09-26T11:57:39+02:0025 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, G|Tag: |

ELECTRIC MARY – “III”

(Listenable Records) La storia di questa band australiana inizia nell’aprile del 2004, quando il singer Rusty si ritrovò negli Electric Lady Studios di New York. Respirare l’aria di un luogo leggendario consacrato da Jimi Hendrix, gli ha dato l’impulso a mettere in piedi una band, battezzandola proprio con un nome hendrixiano. Dopo “Four Hands High” (2004) e “Down to the Bone” (2008) è il momento della terza release, appunto“III”. L’hard rock proposto è sempre un po’ freak, settantiano, ruvido e con radici negli Aerosmith (“So Cruel”, “Bone on Bone”), anche per via dell’impressionante similitudine del timbro vocale di Rusty con Steven Tyler. C’è il riflesso di sonorità desert rock e stoner (“Lies”) e naturalmente non mancano i Led Zeppelin (“Long Time Coming”). Un gioco di richiami e di accenni che rendono “III” un album rockeggiante, con sfumature retrò, tanto feeling, suoni corposi e ben registrati. Nessuna novità, ma questo è rock ‘n roll: essenziale, immediato e trascinante!

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-09-25T08:46:35+02:0025 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, E|Tag: |

BETRAYING THE MARTYRS – “Breathe in Life”

(Listenable Records) L’abito non fa il monaco, dice un vecchio proverbio. A guardare le foto promozionali di questa band francese non ti aspetti che siano così incavolati e distruttivi. I Betraying The Martyrs sono giovani di Parigi con la faccia abbastanza pulita, poi scopri che sono devoti del metalcore che realizzano con riff sviluppati tra scale e breakdown, costruiti ad arte e supportati da tastiere evocative, ricche di pathos e mai troppo ingombranti perché si muovono come ombre alle spalle della musica. La band francese è già autrice di un EP uscito nel 2009, il quale le ha dato un certo seguito e la possibilità di trovare spazio su diversi palchi in alcuni paesi europei. “Breathe in Life” è un lavoro poderoso, che trova un attimo di respiro solo in “Azalee”, dove le chitarre scompaiono quasi del tutto per lasciare spazio alla voce di Aaron, al pianoforte e all’elettronica. E’ una ballad semplice e per niente banale. Tuttavia il discorso principale nei pezzi di “Breathe in Life” è il metalcore nervoso, intricato e che richiede ancora qualche limatura negli arrangiamenti della musica e del cantato. Sono comunque una sorpresa piacevole, e potrebbero far parlare bene di se all’interno di un filone musicale ad oggi totalmente inflazionato.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-25T07:32:28+02:0025 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, B|Tag: |

NOCTUM – “The Fiddler”

(High Roller Records) La occult-doom metal band svedese Noctum ha all’attivo il solo album “The Seance”, il quale è uscito in versione limitata in vinile per la High-Roller Records e in CD per la  Stormspell Records, nel settembre 2010. (altro…)

Di |2018-04-10T16:05:02+02:0025 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, N|Tag: |

MORBUS CHRON – “Sleepers in the Rift”

(Pulverised Records) Un nome  del genere, “il morbo di Chron”, è davvero sinonimo di ruvido e malsano death metal. Con questa band svedese si ritorna indietro nei primi anni ’90 a sonorità maledettamente old style e dal carattere per niente patinato, ma totalmente sporco e grezzo. Dopo due demo nel biennio ’09-’11 e l’EP “Creepy Creeping Creeps” giunge l’attesa full “length” con nove pezzi dannati e infernali. Il drumming è compresso e ogni colpo proferito sulle pelli è un tuono che si abbatte nel tempestoso riffing che, in diversi frangeti, ricorda i Death di “Scream Bloody Gore”, ma anche gli Entombed dei primordi. Parlando di Entombed c’è da segnalare il patrocinio nella produzione dell’album da parte di Nicke Andersson e il mastering di Magnus Lindberg dei Cult Of Luna. Tuttavia un’attitudine molto più diretta  la si avverte con pezzi come “Ways of Torture” e “The Allucinating Dead”. Lo scorrere delle canzoni è una via crucis di morte e devastazione, perché i Morbus Chron pestano di brutto e lo fanno in continuazione, mentre il cantato di Robba è quello di un invasato incatenato dentro ad un manicomio. Non c’è tregua in “Sleepers in the Rift”, salvo per qualche introduzione, in alcuni pezzi, più misurata e sinistra. Nessun compromesso, solo tanta furia infernale che potrà appassionare esclusivamente gli appassionati dell’old-style.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-24T08:47:47+02:0024 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

FLESHGOD APOCALYPSE – “Agony”

(Nuclear Blast records) “Agony” è il ritorno in pompa magna, a due anni da “Oracles”, degli italiani Fleshgod Apocalypse, visto il patrocinio della major Nuclear Blast. Un motivo di vanto dopo aver girato l’Europa al fianco di band come Behemoth, God Dethroned, Marduk, Vader, Keep Of Kalessin e altre illustri band. “Agony” è cinquanta (altro…)

Di |2016-02-09T02:13:00+01:0023 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, F|Tag: |

AXEL RUDI PELL – “The Ballads IV”

(SPV-Audioglobe) In quest’epoca di file sharing e raccolte a metà prezzo, il buon vecchio Axel Rudi Pell segue gli antichi canoni e pubblica una nuova raccolta (la quarta!) delle proprie ballate. Anticipo subito il consiglio che darei alla fine: se siete amanti del vinile, questa è una compilation da acquistare nel lussuoso doppio gatefold colorato, per godere al meglio le rotonde evoluzioni della chitarra di Pell (immagino che spettacolo i suoni di “Touching my Soul” o di “Curse of the Damned”); su cd, un prodotto come questo perde gran parte del proprio appeal (altro…)

Di |2022-04-04T23:01:43+02:0023 Settembre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

DOMINANZ – “As I Shine”

(Industrial Silence) Il combo in questione proviene dalla nera e malsana Norvegia, ovvero la terra del black metal. I Dominanz sono certamente figli di quel filone musicale, ma la loro attitudine vira decisamente verso sonorità che tendono a creare atmosfere sinistre, torbide e allucinate. Parlare di “As I Shine” significa dover tirare in ballo l’industrial, il gothic, il dark, l’atmospheric black metal e cose del genere. Non è materia semplice questo debutto di Roy Nordaas, polistrumentista e ex Cult of Deception, Jørn Tunsberg, chitarrista e con un passato negli Immortal e Old Funeral, e Frode Gustad, batterista, ex Thy Grief. Le tastiere sono l’anima del sound, mentre le chitarre, poderose ed epiche, vengono doppiate da un basso denso e fragoroso, tale da rendere il sound ancora più nero. Un metal d’atmosfera dannatamente evocativo, con scorci inaspettati come la sperimentale e black ‘n roll “Last Day of Your Life”. Si incontrano anche idee nello stile dei Cradle of Filth (“Man on Top”), Dimmu Borgir (“The Philantropic”) e, perché no, dei Tiamat e gli ultimi Satyricon. Non è possibile parlare di plagio con “As I Shine” perché i Dominanz sono una torbida sintesi di quanto malsano e inquieto metal estremo sia stato realizzato negli ultimi dieci anni. Non tutte le canzoni sono al top – ma quanti sono in grado di riuscire in tutte?- ma giunti alla fine della morbosa e sensuale “The End of All There Is”, posta a chiusura di “As I Shine”, non si resta assolutamente tranquilli e sereni.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

Di |2011-09-23T09:18:57+02:0023 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, D|Tag: |

CRIMINAL – “Akelarre”

(Massacre Records) I cileni Criminal danno alle stampe un nuovo album, il settimo della carriera, dopo due anni dal precedente “White Hell”. La formazione ha intanto subito un avvicendamento, con  il chitarrista Rodrigo Contreras sostituito da Omar Cascallar. Il sound è rimasto marcatamente thrash/death e gode di buona salute, carico di tanto groove, ritmi snelli ma solidi e qualche divagazione in generi collaterali, come il quasi industrial di “Resistence Is Futile”. Notevoli sono le influenze dai Sepultura, in particolare il brano “Akelarre” rivanga quelli di “Beneath the Remains”; ma c’è anche la scuola Bay Area, la quale è il filone più espressivo nel sound dei Criminal. Dunque un thrash metal non moderno, ma che poggia sulle solide basi di quello degli anni ’90 e con tinte di  death metal sparso in giro. Il sound dei cileni non è assolutamente innovativo, ma è espressivo della loro capacità di coinvolgere l’attenzione e risultare fruibili. Dieci canzoni veloci, dieci muri di granito contro cui tutto si frantuma!

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-09-22T20:05:20+02:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, C|Tag: |

IRON LAMB – “The Original Sin”

(Pulverised Records) La Pulverised, in costantemente ricerca di nuove, nel senso di sconosciute, realtà metal da proporre snida in Svezia una band che vede in organico Johan Wallin (General Surgery, ex-Repugnant), Thomas Daun (Dismember, ex-Insision), Daniel Ekeroth (ex-Dellamorte e autore del celebre libro “Swedish Death Metal”) (altro…)

Di |2015-03-03T15:04:16+01:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, I|Tag: |

ZOMBIE INC. – “A Dreadful Deceased”

(Massacre Records) Gli austriaci Zombie Inc. sono la nuova espressione di Martin Schirenc, ex vocalist dei grandissimi Pungent Stench, e di Wolfgang Rothbauer (Disbelief e Eisblut). “A Dreadful Deceased” è il debutto assoluto, realizzato (altro…)

Di |2018-12-26T18:49:23+01:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, Z|Tag: |

THE RAIN I BLEED “Narcissist”

(Twilight-Masterpiece) The Rain I Bleed è una band greca di symphonic metal che può vantare per il proprio debut la partecipazione di Jeff Loomis dei Nevermore e di Jonas Kejllgren degli Scar Simmetry. “The Utter me” testimonia, per fortuna, che i suoni sono più orientati verso il power che verso (altro…)

Di |2015-02-09T12:30:39+01:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |

MAJESTY – “Own the Crown”

(Massacre-Audioglobe) Dopo la sfortunata parentesi come Metalforce presso la Magic Circle di Joey DeMaio, i tedeschi Majesty tornano in pista con il monicker che li ha resi famosi fra i defenders, e per festeggiare pure il ritorno alla fedele Massacre danno alle stampe questo doppio e ricchissimo “Own the Crown”. Il primo cd costituisce un greatest hits di ben 75 minuti: dovendo pescare da soli quattro dischi, la band non ha certamente il problema di escludere qualcuno dei propri piccoli classici. In apertura, i nostri posizionano i tre pezzi da novanta della propria discografia: “Metal Law” nella versione del 2006, con la partecipazione vocale di Udo Dirkschneider, “Reign in Glory” e “Sword and Sorcery”. Ma c’è pure spazio per l’anthem “Keep it True”, per l’ambiziosa “Aria of Bravery” e per la grezza ma epica “Hellforces”, il brano che dà il titolo a quello che ritengo essere la migliore uscita dei teutonici. Il primo cd si chiude su due altri inni ingenui quanto trascinanti (“Heavy Metal Battlecry” e “Into the Stadiums”). Il secondo, della durata di un’ora, presenza anzitutto due inediti: la titletrack dell’intera raccolta è un mid-tempo cadenzato di epica genuina, mentre “Metal on the Road” è un altro brano autocelebrativo nel puro stile Majesty. È evidente la volontà di collocarsi in stretta continuità con quanto prodotto fino al 2006. Segue una nutrita serie di nuove versioni (anche di brani dei Metalforce o apparsi solo nei demo) e bonus tracks; completano la raccolta “Troopers of Steel” live (ma la folla sembra poco partecipe) e la riproposizione dello storico primo demo del 1998. I Majesty hanno un sound derivativo quanto volete, ma nell’ormai irreversibile crisi dei Kings of Metal si può puntare su di loro ad occhi chiusi.

(Renato de Filippis) Voto: 8/10

Di |2011-09-22T00:06:48+02:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

TRANSNIGHT – “The Dark Half”

(Pure Underground-Audioglobe) Poche informazioni in rete sui Transnight: si sa soltanto che sono tedeschi, che hanno alle spalle tre demo, e che tre membri su quattro portano lo stesso cognome, il che lascia pensare che siano in qualche modo imparentati… “The dark Half”, il loro debutto, ha quel tipico sound heavy metal underground che un tempo era così difficile da trovare, e che oggi invece si ascolta a tutti gli angoli delle strade! La breve “Devil don’t wear Plaid” è tutta accelerazioni e ripartenze, che si complicano ancora di più in “You gotta do what you got to do”, dove le strofe semplici contrastano con il refrain fracassone. Brani come “The System” hanno una bella struttura, alternano più tempi e più atmosfere, il che limita l’impressione di già sentito. “False Prophets” ci porta senza indugi nel thrash, e da qui in poi, piuttosto sorprendentemente, il disco prende queste sonorità molto quadrate; si differenzia soltanto la conclusiva “MOHN (Mistakes of human Nature)”, con tempi dispari e growl accentuati. Un prodotto acerbo ma a suo modo ben riuscito.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-09-22T00:01:36+02:0022 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |

WAR UNDER BLOOD – “Tactical”

(Nuclear Blast) I War Under Blood sono un progetto musicale nato qualche anno fa dall’inventiva di Deron Miller, dei CKY. Miller nel corso del tempo ha potuto contare sulla collaborazione di James Murphy dietro al mixer, in particolare nelle prime composizioni realizzate, successivamente ha creato una formazione stabile con il batterista Tim Yeung, attualmente nei Morbid Angel, Risha Eryavec dei Decrepit Birth al basso e Luke Jaeger all’altra chitarra. Il risultato è questo “Tactiacl”, un album death metal nel quale sussistono ampi margini di melodia, la quale è incastonata nel solido riffing e dove il tutto viene scandito dai mostruosi ritmi martellanti e furiosi di Tim Yeung. Nei quasi 34’ dell’album i War Under Blood dimostrano però anche di avere un songwriting abbastanza ripetitivo nelle modalità, fatta eccezione per i vari bridge e ritornelli nei quali i connotati melodic death rompono la monotonia compositiva. Decisamente più fantasioso il pezzo “Revere’s Tears”, vera chicca di “Tactical”. L’ album devastante, comunque in grado di essere assimilato subito, particolarmente per le capacità esecutive dei War Under Blood, i quali potranno fare sicuramente ancora di più.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-09-21T17:47:36+02:0021 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, W|Tag: |

BENEDICTUM – “Dominion”

(Frontiers) Ricordo bene quando esplose il fenomeno Benedictum: era il 2008, i nostri avevano alle spalle un debut, “Uncreation”, che aveva riscosso buoni consensi, ma “Seasons of Tragedy” li fece conoscere in tutto il mondo come la new sensation dell’heavy metal vecchia scuola. Confesso che non sono mai stato impressionato in modo particolare dalla band, e credo ancora che il loro successo (oggi ridimensionato) sia dovuto più che altro alle forme della vocalist Veronica Freeman: a confermarlo, “Dominion” è un onesto prodotto fra il metal anni ’80 e il thrash alla Pantera, nulla di più. E suona forse fin troppo americano per chi è legato ai ritmi europei! Fin dalla titletrack l’ascoltatore è assalito dallo stile aggressivo della giunonica singer: la sua voce è così graffiante che chi non conosce la band potrebbe anche scambiarla per un uomo! In “Grind it” la nostra eroina giunge perfino a qualche occasionale growl. “At the Gates” incalza ancora con un heavy/thrash molto moderno, mentre non è troppo riuscita “The Shadowlands”. “Dark Heart” è il brano dove i Priest si sentono maggiormente presenti; “Bang” è sicuramente il pezzo più immediato del lotto, con l’unico ritornello che si memorizza al primo ascolto. Alla leggerissima “Loud Silence”, che non si sa proprio cosa ci faccia nella tracklist, si contrappone “Epsilon”, dai toni vagamente progressivi, un altro dei picchi del disco. Conclude il tutto la cover di “Temple of Syrinx” dei Rush. Nessun miracolo all’orizzonte, ma merita un ascolto.

(Renato de Filippis) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-15T16:24:10+02:0015 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, B|Tag: |

SINNER – “One Bullet left”

copsinner(AFM-Audioglobe) Mat Sinner è una vecchia conoscenza per chi segue la scena heavy/power tedesca: oltre che con la sua band, che giunge oggi nientemeno che al sedicesimo album in studio, ha suonato con i Primal Fear, con lo Scheepers solista, con (altro…)

Di |2019-08-23T15:34:07+02:0015 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

SALTATIO MORTIS – “Sturm auf Paradies”

(Napalm-Audioglobe) Ho conosciuto i Saltatio Mortis per puro caso durante un periodo di lavoro passato in Germania: ero alla ricerca di altre band dedite a questo Rock Medievale (o “Mittelalter Rock”) che tanto piace ai tedeschi, e questi ragazzi di Mannheim facevano al caso mio. La band, peraltro, ha una attività ormai decennale, ma solo da pochi anni si dedica a questo genere: i primi album sono folk puro, e la svolta elettrica ha dato i propri migliori frutti in “Aus der Asche”, del 2007. Questo ottavo full-“length”, il cui titolo tradotto significa “Tempesta in Paradiso”, non è affatto malriuscito, ma la band sembra aver perso l’estro manifestato di qualche anno fa, e si riduce così ad essere una fiacca copia dei Subway to Sally o degli In Extremo. Fiacca “Habgier un Tod”, meglio la sofferta “Hochzeitstanz”, null’altro che una “Danza per un Matrimonio”. Per coloro che conoscono il tedesco, di “Ode an die Feindschaft” colpisce in particolare
l’arrabbiato testo (si tratta di un’”Ode all’Inimicizia”). Scampoli di Medioevo in “Eulenspiegel”, è ben riuscita la soffusa ballad “Gott würfelt nicht”; il disco, infatti, funziona meglio quando i ritmi si abbassano, come dimostrano “Orpheus” e la conclusiva “Wieder unterwegs”. Pure “Spiel mit dem Feuer” ha un bel ritmo, ma per chi è avvezzo a queste sonorità siamo poco oltre la sufficienza. Peccato: ma la cover è davvero ben riuscita.

(Renato de Filippis) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-10T23:54:07+02:0010 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

ARKONA (Аркона) – “Slovo”

(Napalm-Audioglobe) Sotto l’attenta guida di Masha “Scream”, gli Arkona si confermano una delle band più longeve e interessanti della Grande Madre Russia, e dopo l’ep apripista “Stenka na Stenku”, di appena tre mesi fa, danno oggi alle stampe il proprio sesto album completo. Nulla è cambiato rispetto al passato: (altro…)

Di |2019-12-31T12:34:06+01:0010 Settembre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

SILVERDOLLAR – “Morte”

(Massacre-Audioglobe) Dopo 10 anni come cover band, gli svedesi Silverdollar hanno ben deciso di passare a produrre materiale originale: e dopo “Evil never sleeps”, distribuito
nel 2007 dalla Shark Records, si ripresentano oggi sul mercato con “Morte” e il
suo inatteso titolo in italiano. Si parte con un brano doomy come “CO2”, ma poi
l’atmosfera del disco cambia per spostarsi su un suono più progressivo (“Damage
done”) o più thrash (“Evil Good”). Insomma i nostri praticano una certa
variazione di generi che rende il disco, come dire, ‘trasversale’. A confermarlo,
“Evil never sleeps” ha un certo flavour Iron Maiden, e due brani veloci in
successione come “Raging Eyes” e “Rot” danno la giusta carica. Si chiude,
inaspettatamente, con l’incursione hard rock di “Three Finger Man”. In questo
“Morte” si avverte bene l’esperienza di questa band, ma forse anche la voglia
di essere originali ad ogni costo buttando un po’ di tutto nel calderone: ma
alla fine – ed è questo che conta – il disco si ascolta con piacere.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-09-10T23:38:13+02:0010 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

ANCIENT ASCENDANT – “The Grim of Awekening”

(Siege of Amida) Gli Ancient Ascendant, inglesi, sono al loro primo album e si dimostrano alfieri di un death metal di stampo classico. Il sound è denso, ricco di groove, potenza e con un riffing spesso ancorato a dinamiche lente, volte a creare una certa atmosfera e melodia, mentre il drumming di Dave Moulding, in particolare con la doppia cassa, è un motore indiavolato. Tuttavia le chitarre del duo Butler-Poushin (il primo è anche il cantante) tentano comunque a diversificare le trame sonore, ma alla fine il vero punto di forza sono le ripartenze e le cadute di tensione che garantiscono una certa dinamicità a “The Grim of Awkening”. In tutta questa roccia granitica c’è spazio per qualche gemma intagliata splendidamente: “Lost Rage in the Dying Light”, vero momento di rottura con il resto dell’album, “Titan”, l’accattivante “The Scorn of Dead Men” e “Ravenous Undead of the Dead”. Non è un sound nuovo quello degli Ancient Ascendant, ma l’album alla fine risulta essere una pubblicazione death metal di tutto rispetto.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-12-22T18:01:02+01:0008 Settembre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

HUNTED “Welcome the Dead”

(Massacre-Audioglobe) Heavy metal ‘moderno’ abbondantemente
contaminato dal thrash nel disco d’esordio dei gallesi Hunted: un nome
veramente poco originale, che rende assai difficile trovare in rete
informazioni sulla band. Ma questo c’entra poco con la loro musica, che non so
perché viene pubblicizzata come un mix di heavy metal classico e prog. L’album
è fondato su un guitar working molto quadrato che però, tranne nella cover “The
Heart Collector” dei Nevermore, lascia poco spazio alla melodia. “The Silence
of Minds” vive di rallentamenti e improvvise ripartenze; anche “Aria (In
Memoriam)” e “Shadows” sono costruite in modo simile. Particolarmente
interessante quest’ultima, che sfocia in un finale potente ed evocativo. Thrash
puro in “Impaled”, mentre “I want nothing” è una fuga in doppia cassa che
inclina verso il power. Non siamo di fronte a un capolavoro, come ho letto in
giro da qualche parte, ma di fronte a un prodotto che piacerà maggiormente a
chi segue le ultime tendenze.

(Renato de Filippis) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-08T09:55:52+02:0008 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, H|Tag: |

UNHERZ – “Herzschlag”

(Massacre-Audioglobe) I tedeschi Unherz, qui al secondo album, suonano quel sottogenere di rock stradaiolo che va fortissimo in patria (i nomi principali sono quelli dei Toten Hosen e dei più noti (altro…)

Di |2022-06-28T19:35:07+02:0008 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, U|Tag: |

TRC – “Bright Lights”

(Siege of Amida) Gli inglesi TRC sono una ensamble carico di rabbia e forza e il loro nuovo album “Bright Lights” è un urlo dalle tinte hardcore, nel quale la band in più occasioni si rifà agli Agnostic Front; ma a dire il vero il modello (altro…)

Di |2016-12-19T13:10:59+01:0005 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |

LIVARKAHIL – “Signs of Decay”

(Listenable Records) I parigini Livarkahil realizzano il secondo album in studio
dopo una prima release  nata grazie a
sforzi autonomi. “Signs of Decay” esce sotto l’occhio attento della
connazionale Listenable Records, a testimonianza di quanto sia accresciuta la
considerazione verso la band. I Livarkahil hanno concepito questo album
pensando al potere autocratico delle religioni, un argomento non di nuovo ma
spesso affrontato nel death metal. Un attacco furioso, un’agguerrita denuncia
verso le imposizioni religiose, il tutto raccontato attraverso un death metal
fulminante, spesso contaminato da echi di metalcore e thrash moderno. “Signs of
Decay” è una furia acerba a tratti abbattuta da mid-tempos che donano momenti di
sicura presa all’interno delle undici canzoni. Il tutto diventa un insieme di
velocità e ritmi cadenzati i quali sviluppano delle melodie che in più
occasioni hanno un tono epico. Un “Made in France” agguerrito e interessante
grazie a idee attuali e prodotto presso l’Hertz Studio (tanto caro a Behemoth,
Decapitated e Vader).

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-09-02T21:01:57+02:0002 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, L|Tag: |

SEVEN THORNS – “Return to the Past”

(Nightmare Records) Sono sulla piazza dal 1998, ma i danesi Seven Thorns giungono solo adesso al debut, e ci arrivano dopo due singoli e un full-“length” mai edito. “Return to Past” è stato masterizzato dall’esperto Tommy Hansen e il nome del disco rispecchia abbastanza fedelmente quello che vi troverete dentro. Il power dei nostri è molto debitore del sound dei primi Stratovarius; il risultato finale è abbastanza scontato ma godibile. “Liberty”, con cui aprono le danze, vede la partecipazione di Olaf Lenk degli At Vance e ha qualcosa dei primi Edguy, mentre “Through the Mirror” ci porta quasi nel territorio happy metal dei Freedom Call. Il brano successivo, per pura casualità, si chiama proprio “Freedom Call” e conquista per il suo chorus semplice e incisivo; tutt’altre atmosfere e un respiro più ampio in “Forest Majesty”. Si chiude con la titletrack, altra canzone che conquista nella sua immediatezza: qualche banalità qui e lì non inficia il risultato finale. Un disco che andrà comunque incontro ad una fascia limitata di pubblico, quella rimasta alle sonorità power entro la metà degli anni ’90.

(Renato de Filippis) Voto: 6,5/10

Di |2011-09-30T13:21:30+02:0002 Settembre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |
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