BAND OF SPICE – “Economic Dancers”
(Scarlet Records) Dalla Svezia torna Spice dei Spiritual Beggars (la band di Michael Amott) e dei thrashers Kayser, con il suo nuovo progetto. Torna con energia, potenza scatenata ed una performance vocale coinvolgente e travolgente. Torna con uno sfacciato hard rock che non (altro…)
(Sathanath Records) Sono sei le band che popolano questo split della Satanath Records, etichetta di San Pietroburgo. Sei modi di intendere l’inferno, ma più di ogni altra cosa di offrire uno scorcio su diverse realtà
(Casus Belli) Tre brani per il progetto neofolk russo Bird’s Way, che debutta con una bella copertina e su un one-side vynil in edizione limitatissima. Musiche ritmiche, genuinamente folk, che sanno delle steppe sconfinate della Siberia,
(Nordavind Records) Capolavoro. Un album lunghissimo (un’ora e tre quarti). Con canzoni eterne (sono solo sei, tutte sul quarto d’ora/venti minuti). Un
(SPV) Per chi ama l’heavy metal vintage, i Black Trip sono certamente una formazione da tenere d’occhio: non solo perché ci canta Joseph Toll degli Enforcer, ma anche per la freschezza del loro songwriting senza tempo.
(Qua’ Rock Rec.) Metalhead ha parlato spesso di Gabriele Bellini. L’album “30 Years 1984-2014” è
(Nuclear War Now! Productions / Ross Bay Cult) Io provo ad immaginarmi come abbia fatto il tecnico di studio a registrare questo album. Forse tra disperazione e maledicendo i quattro canadesi che gli piantavano tutta la strumentazione sul rosso, mandando in distorsione ogni
(Overdub Rec.) I riff dei Bioscrape sono roventi, le distorsioni fremono e il basso scuote dei colpi netti e ben in evidenza. Il loro modern metal è pulito, solido e crea un’atmosfera votata al futuro, a mondi immaginati, sognati, sperati
(Red Cat Records) Già con il debut uscito per Underground Symphony (recensito
(Hells Headbangers) “Cruel Discipline” ha da raccontare più per chi lo suona che per i suoi specifici contenuti. È un 7” composto da due canzoni e a suonarle sono i Bat. I Bat sono Felix Griffin, batterista ed ex DRI (ha suonato in “Dealing with It!”, “Crossover”, “4 of a Kind”
(Pure Underground Records) Dalla sempre più attiva scena latino-americana, e precisamente dal Perù, arriva il debut dei Blizzard Hunter, fedelmente ancorati al metallo classico (come, peraltro, i connazionali Mandragora, che ho recensito qualche tempo fa
(Raw Lines/New Model Label) Full length di debutto dei Parmigiani Beggars On Highway, band nata nel 2010, e autori dell’EP “Hard, Loud And Alcoholic” del 2012. Il genere proposto è un heavy metal old style, in cui confluiscono influenze hard rock, punk e NWOBHM; un mix tra primissimi
(AFM) Per festeggiare l’ingresso in formazione di Nitte Valo, ex cantante dei Battle Beast, i finlandesi Burning Point pubblicano un prodotto a metà fra la compilation e il full-“length” di inediti: accanto a sei canzoni ri-registrate (compreso l’hit “Heart of Gold”)
(Punishment 18 Records) Fautori di un black metal che implementasse un carico melodico ben superiore alla media, i Borknagar hanno poi sviluppato ampiamente tematiche testuali e musicali legate al viking. Già questo secondo album del 1997 e ripubblicato dalla Punishment 18 Records, offre
(Svart Records) Doom per pesantezza e oscurità acida. Black per impostazione vocale, spinta sonora e violenza celata. Questi californiani non hanno pietà e questo loro EP di debutto non fa prigionieri. Solo venti minuti nei quali sotto certi aspetti non c’è molta novità: low tuning e pesantezza senza limiti. Ma
(High Roller) Ai giovanissimi tedeschi Blizzen è bastato un demo per attirare l’attenzione della High Roller Records: ecco così che il loro debut sulla scena musicale è un ep che esce, oltre che su cd, in 500 copie di beneamato vinile. Che i nostri suonino heavy/speed anni ’80, sulla scia di Enforcer,
(Mighty Music) Molto complesso. Un album molto complesso. Profondo, intenso, contorto e per nulla banale. È questo il secondo lavoro dei danesi Black Book Lodge che con il precedente “Tûndra” avevano attirato un’ottima attenzione da parte di pubblico e critica (compreso chi vi scrive!). Un secondo lavoro che
(Golden Core) Ecco Ralph Scheepers lanciarsi ancora in un altro progetto: stavolta lo affiancano il batterista Aquiles Priester (che ha suonato un po’ dappertutto, in particolare con Angra, Paul Di’Anno e Primal Fear stessi), il chitarrista Andrew Szucs dei Seven Seraphim, e il bassista Bjorn Englen, che ha lavorato un po’ con Malmsteen.
(Ritual Productions) Un nuovo percorso tra le stelle, gli abissi e il tempo. Il quinto album dei Bong è vestito con un dipinto dai toni placidi di Joseph M.W.Turner. La musica invece è qualcosa di remoto e sacrale allo stesso tempo. Due grandi composizioni che occupano l’intero album, giocate
(Archaic Sound) Maledettamente folli questi tizi ucraini. La voce è di Anastasia, non propriamente melodica e manco intenzionata realmente a cantare. Qualcosa tra un parlato free style e l’essere fuori di testa. Attegiamento adatto per
(Svart Records) Samu Salovaara dei doomster/deathster finlandesi Swallowed ha messo in piedi questa bestia, questo animale osceno e fuori controllo. Qui dentro c’è un power punk hardcore rocking black metal, pieno di amore per l’oscuro, adorazione di Satana e tonnellate di rock anni ’70. Registrato con potenza e resa, evidenziando alla perfezione gli strumenti,
(Nuclear War Now! Productions) Insieme per uno split due importanti band nordamericane dal carattere estremo e sporco. Sound lercio spinto a grande velocità e canoni estetici neri e perversi. I Black Witchery sono una formazione statunitense che ha già prodotto
(Pavement Entertainment) Bonz è stato il cantante degli Stuck Mojo, una band statunitense che ha proseguito la tradizione del rap metal, crossover e funky metal. Tradizione resa illustre da nomi quali Red Hot Chili Peppers, Faith No More, Mordred, Living Colour e prima ancora dagli Anthrax. Bonz è parte di questa corrente musicale viva
(Clavis Secretorvm) Con i Blakk Old Blood si entra in quella ristretta cerchia di gruppi black che ci credono davvero a quello che scrivono e che mettono in musica. Quei gruppi che più che
(Unquiet Records) Già in giro per il primo album “Salughterhouse”, i polacchi Banisher si riaffacciano nella scena polacca, e magari in quella internazionale, con un nuovo album che vive su un estremismo ben calcolato. Un miscuglio di thrash e death, con
(Century Media) Se ascoltate abitualmente e massicciamente il rock prodotto tra gli anni ’60 e ’70 e contemporaneamente il metal, allora i Barren Earth possono rappresentare per voi un piacevole anello di congiunzione tra queste due situazioni musicali. Mi spiegò Kasper
(Stone Stallion Rex) Terzo lavoro per i sardi Black Capricorn, che tornano ad essere un trio (erano in cinque nel precedente “Born Under the Capricorn”). Toni bassi, crepuscolari, distorti, aggressivi: il loro doom psichedelico non lascia speranze ma aggiunge un aura esoterica
(Acid Cosmonaut Records) Territori inospitali generati da un trip acido senza precedenti. È questo ciò che si sperimenta ascoltando questi tre quarti d’ora di stoner psichedelico contenente massicce dosi di blues. La band francese dopotutto lo dichiara: voler integrare il buon vecchio rock (Led Zeppelin, Black
(Go Down Records) Lo stoner è davvero una brutta bestia. Se ti prende ti porta in mondi lontani, deserti artici e paesaggi boreali. Poi, finito il disco, ti risvegli come da un viaggio durato un’eternità e ti vien subito voglia di chiudere gli occhi, accendere lo stereo e ripartire. I nostrani Bleeding Eyes sono bravissimi nel
(UDR Music/ADA) C’è una cosa per la quale Tommy Bolin non dovrebbe mai essere dimenticato: avere suonato la chitarra in “Spectrum” di Billy Cobham. Era il 1973 e aveva 22 anni. Jimi Hendrix era morto da tre anni e la sensazione che qualcuno potesse prendere il suo posto non l’aveva nessuno. All’epoca
(Buil2Kill Records) Ricordo ancora quando recensii “The Gate of Nothing”, l’esordio dei lombardi Betoken: un heavy/power abbastanza complesso, vario e a tratti molto coinvolgente. Ammetto di non aver seguito troppo la band in questi dieci anni (!): la ritrovo ora,
(Pure Prog Records) La Pure Prog Records, subetichetta della più nota Pure Steel, si muove poco sul mercato, ma lo fa decisamente bene: ecco entrare a far parte del suo rooster gli amburghesi Bleeding, che esordiscono sulla lunga distanza, dopo un ep tre anni fa, con questo “Behind transparent Walls”.
(Qua’ Rock Rec.) Lorenzo Meoni ha creato qualcosa che fonde il concetto di musica strumentale, le atmosfere tra il futuristico cinematic metal, il techno thrash, il prog metal e qualche altra sfumatura più o meno evidente.
(SixSixSixMusic) Quarto album per gli Inglesi Baalberith, band inizialmente orientata verso un death/black metal, per poi orientarsi verso sonorità prettamente black oriented, con chiari riferimenti ad acts come Emperor, e primi Behemoth. L’opener “Quest For Satan” ha un andamento lineare, con ritmiche dalla velocità piuttosto elevata e un buon riffing, mentre la voce è maligna, uno screaming che sconfina
(Qua’ Rock Records) Musicista, compositore, insegnante, arrangiatore, ovvero Gabriele Bellini. Chitarrista toscano, padre della Qua’ Rock Records attraverso la quale presenta diciotto pezzi* realizzatui nell’arco di trent’anni. Il funambolo della sei corde tocca