BROKEN FATE – “The Bridge Between”
(Massacre) L’album di debutto degli svizzeri Broken Fate è qualcosa di estremamente orecchiabile, ma non nel senso che “The Bridge Between” sia commerciale. L’album è del sano metal fatto con thrash, modern metal e un’attitudine hard rock un po’ Metallica dell’era da classifica. Il (altro…)
(Tyrannus) Lo scenario è quello della morte legata a tematiche occulte. Il sound è un black metal della prima ora, dunque ancora ammalato delle melodie care al death metal. Un universo gelido e oscuro il sound dei cileni Black Grail, più di tutto irruento e nervoso perché le canzoni sono il frutto
(AFM Records) Festeggiano ormai undici album, i tedeschi Brainstorm: e chi fermerà, ormai, questa macchina power prevedibile ma ottimamente oliata? A noi mediterranei piacciono di solito altre sfumature del genere, soprattutto quando esso si mescola con il prog o con il folk: ma in Germania
(Autoproduzione) No beh, qui ragazzi esageriamo col ‘trash’… Con un titolo che è tutto un programma, arrivano al debutto su EP i capitolini Blodiga Skald. Pur con tutta la buona volontà nell’essere beceri e ‘gnoranti, i nostri non ce la fanno a non essere
(Argonauta/Goodfellas) È il terzo album di questo one man band project sloveno, che dal 2013 non ha perso un colpo, infettando il pianeta con una release ogni anno. “Devil’s Village”, che risale allo scorso settembre è però più teatrale dei
(Cyclone Empire) Ascoltare gli olandesi Bodyfarm fa venire quell’intimo desiderio di fracassare tutto, devastare qualsiasi cosa, fare terra bruciata, incendiare, far
(Autoproduzione) Con una copertina che – ma non c’è bisogno che lo dica – prende in giro “Appetite for Destruction”, l’artista Dark Electro Ben Blutzukker ripresenta quattro suoi vecchi brani arrangiati in chiave heavy metal. Le trame di “Walpurgisnacht” sono abbastanza classiche:
(Nuclear War Now! Productions/I, Voidhanger Records) Più che uno Split siamo di fronte ad un vero e proprio EP dei francesi Ysengrin, dediti come sempre ad un particolarissimo quanto emblematico
(Autoproduzione) Ottimo debutto per Blowout, band proveniente dal Trentino Alto Adige attiva da soltanto un paio d’anni, con una discreta esperienza live a livello underground e una manciata di brani di ottimo livello. Il genere proposto è un metal moderno,
(Hawkward Records) In ambito letterario un’epifania è un momento rivelatore, un istante in cui qualcosa – un oggetto, un fatto, una persona e così via – rivela il proprio significato autentico. È un momento denso di significato. In un certo senso “Brockworld” è un’epifania: momento rivelatore dell’arte della vita di un uomo che viaggia attraverso le stelle e il tempo. David
(Hells Headbangers) Come suonava il black primordiale, quello che non era ancora black ma “solo” un death più tirato con tematiche occulte ed esibizione indiscriminata di simboli satanici? Per chi non c’era… sicuramente il sound
(I, Voidhanger Records) Cosa succederebbe se Travis Smith, acclamatissimo realizzatore di copertine nel mondo metal e non solo, si dedicasse a comporre musica, oltre che a illustrarla? Forse non lo sapremo mai, ma un’idea
(AFM) Onestamente, il terzo album dei canadesi Borealis non ha suscitato in me nessuna particolare emozione. Va bene che il mercato non fa altro che riciclarsi, va bene che ormai determinati generi hanno detto tutto o quasi, va bene tutto quello che volete:
(Iron Shield) Giubotto di jeans, occhiali Ray-ban, spandex, Converse ai piedi, e la voglia matta di suonare anni ’80: i giovani tedeschi Blacklash confezionano un secondo album che è un vero e proprio omaggio all’heavy metal delle origini, costruito secondo i canoni che tante band,
(Doomentia Records e altri) “Le tenebre sono una fonte immensa di ispirazione”, si espresse così Chris Z., batterista dei Black Oath
(Gain Music) Dopo oltre cinque anni di silenzio, torna l’energia creativa di questi rockers svedesi, nati quando il rock morì alla fine degli anni ’80. Una band tosta, una band di amici che vede un line up immutata dalla prima
(Sun & Moon Records) Tornano gli italiani Blaze Of Sorrow, tornano con tuonante potenza, infinita energia e gusto artistico illimitato. Tornano con il quarto full length il quale fa seguito al meraviglioso EP “
(Cimmerian Shade Recordings) Uno scontro incestuoso tra black, doom, death e ambient. Con un sublime tocco di DSBM e di feeling industriale, virante verso il post
(Pulverised Records) Eccellente ritorno sulle scene per Bone Gnawer, band che vanta tra le proprie fila il leggendario Kam Lee, personaggio che ha contribuito a definire le coordinate stilistiche del death metal, avendo militato nei Mantas (prima
(Nuclear War Now! Productions) Bestial black metal, estremamente grezzo e brutale da parte dei Finlandesi Black Feast, band che poi cambierà il proprio monicker in Witchcraft. Questa compilation raccoglie tutte le
(RCA/Sony Music) Tutto sommato in in ogni band con il tempo qualcosa cambia: in alcuni casi invece il cambiamento appare un atto dovuto. Poco chiaro quale delle due cose valga per i Bring Me The Horizon, ma alla
(Rockshots Music) Titolo epico, biblico. Titolo che si presta però anche a più letture. Titolo che dichiara qualcosa di maestoso. Bhagavat nasce da Vama, agli albori l’unico membro, oggi invece è una band italo-svizzera che include Mithra
(Autoproduzione) Spesso l’ascoltatore medio tende a generalizzare, principalmente per quanto riguarda i generi tradizionali del metal o del rock, senza tener conto che ogni band ha una storia a se e uno stile personale che va oltre le classiche etichette.
(Autoproduzione) I norvegesi Blot esordiscono su full-“length” con un prodotto che mi sembra coraggioso: a fine 2015 non si vergognano a suonare ed apparire viking, con una nave che brucia in copertina e titoli come “Fimbulwinter”
(Autoprodotto) Oscuro progetto australiano impegnato un un black industriale, post metal e noise. Molto noise. Moltissimo! Basti pensare che la prima traccia propone rumori ossessivi (di
(Hells Headbangers) Non si può certo dire che il Giappone abbia una tradizione nella musica metal, eppure quando emergono sporadici gruppi dal sol levante possono esserci gradite sorprese. I Barbatos, a dirla tutta, esistono fin dal 2000 e
(Trascending Obscurity India Distribution) Molto interessanti questi Biopsy, band proveniente da Mumbai (India) dedita ad un brutal death molto tecnico e altrettanto feroce. Nonostante il monicker, i
(Autoproduzione/Blood Fire Death) Quaranta minuti spietati da parte degli spagnoli Black West. Un po’ stoner, un po sludge, tanto -tantissimo- metallo. Richiami vaghi a sonorità dei Metallica, riffing poderoso, singing variabile e molto versatile. È il solo secondo album, da quattro anni a questa parte quando questi quattro musicisti diedero vita al progetto.
(Blut & Eisen Productions) Black metal dalla Nuova Zelanda. Il nuovo millennio è anche questo. Questi baldi giovani sono al loro terzo lavoro e spero che la loro carriera sia lungi dall’esaurirsi. I nostri fanno un black leggermente impastato con
(Hells Headbangers) Che cosa abbia alimentato tanta cattiveria in Mister Palubicki sinceramente lo ignoro e non lo voglio manco sapere. Però la cosa funziona se riesci a mettere
(Beläten) Lo schifo del mondo che Kim Sølve riesce a descrivere è stupefacente. Certo, di ispirazione per queste cose l’umanità ne offre a volontà… ma Kim, con i suoi Blitzkrieg Baby riesce ad innalzare il livello di ansia, di orrore, di rigetto,
(Punishment 18 Records) Esordio sulla lunga Distanza per Bleeding Gods, band Olandese nata nel 2012 per mano dell’ex bassista degli Houtwitser Ramon Ploeg, che in questo lavoro vediamo in veste di chitarrista. Il
(Riotous Outburst) Split piccino, ma con contenuti enormi. I Grizzlor (ascoltate qualcosa di loro
(Slaney Records) Debuttano sulla lunga distanza i Greci Biotoxic Warfare, band thrash metal attiva dal 2012, con già all’attivo l’EP “Baptized In Blood And Greed”, uscito nel 2013, lavoro che ha riscosso un certo successo di pubblico e buone recensioni un po’ ovunque. Ispirati da grandi nomi
(Avantgarde Music) Nonostante una qualità degli MP3 sottopostami un po’…bizzarra, con i volumi che vanno per i fatti loro e forse un water-marking fatto con un getto ad alta pressione, riesco ad apprezzare la colossale potenza dell’ultimo lavoro degli italiani Black