LONEWOLF – “Division Hades”
(Massacre Records) Assieme ai Wizard, i Lonewolf sono fra le ultimissime band a suonare puro, incontaminato, barbarico ‘warrior metal’: un heavy/power muscolare, doppiocassato e guerresco, certamente un unicum (o quasi) almeno per la scena francese! Per festeggiare il decimo disco in studio, i transalpini regalano ai fan un cd (altro…)
(Despotz Records) Dai boschi svedesi di Värmland in Svezia, arriva l’ennesimo esempio di vintage rock comunque ben suonato. Un nome che rievoca storie antiche, leggende e concetti folk, misti a un rock espresso come nella sua età migliore, anni ’60 e ’70, con conseguenti echi di The Mamas & the Papas e Curved Air, i Lykantropi
(Nebular Carcoma/Bile Noire) Leviathan, atto secondo. Leggasi ‘quasi capolavoro’… Il disco degli svedesi è un concentrato di atmosfera, messo in musica con la ‘scusa’ di un black elegante e di classe, in cui l’ascoltatore si sente catapultato in un inferno sonoro corrotto e bizzarro, 

(Metal Blade Records) Brillante riproposta del death metal di marca svedese. Fatto proprio da svedesi come Niklas “Nille” Sandin dei Katatonia, Chris Barkensjö dei Witchery e Tomas Åkvik e Joakim “Myre” Antman, il primo
(autoproduzione) Il basso è uno strumento che non si finisce mai di sottovalutare, soprattutto nel metal, dove riveste spesso un ruolo importantissimo nel dare la struttura ritmica al brano, assieme alla batteria. E mentre per la chitarra è facile costruirci attorno un album solista dedicato allo strumento, per il basso le cose si
(InsideOut Music) Lonely Robot, capitolo quattro… sembra concludersi questa sorta di opera rock on the road, solo che qui non ci sono strade, bensì rotte spaziali su cui il nostro Mitchell viaggia a velocità da crociera.
(Hummus Records) Esce esclusivamente in vinile questo strano ma attraente lavoro, registrato in presa diretta, dal vivo, in una stanza. Quel che si sente non ha produzioni, overdubs o produzioni di sorta… è
(Inverse Records) Concepito come un’opportunità artistica da esercitare in studio di registrazione, Sergio Bertani dopo un EP, “Chronicles from Leri” del 2013, ritorna come Lucynine
(Non Nobis Productions) Se vi prendete cinque minuti per leggere la biografia del Leather Synn sul loro sito, sarete certamente coinvolti dalle parole con cui essi stessi si descrivono: 
(Dark Descent Records) Un nuovo album per la band finlandese che forse non figura tra i nomi più importanti della scena
(Argonauta Records) Un terrificante e destabilizzante miscuglio di sonorità che spaziano dal predominante sludge all’onnipresente psichedelico, iniettando black metal, doom, divagazioni hard core e post metal. Secondo album per la 
(Art Gates Records) Evidentemente alla Art Gates Records non hanno fretta. Dopo gli svizzeri Exit (
(Pure Steel Records) A seguito del buon riscontro di “

(Subsound Records) Release strana, deviata, ipnotica e suggestiva quella dei Last Call at Nightowls. Qui non si parla di metal, anche se la sua oscurità domina. Qui si parla di jazz. Dominano i sassofoni. Suoni rauchi e graffianti 
(Aural Music) Il divertente moniker rappresenta il side project di Alberto Piccolo, chitarrista dei Messa, una band che ormai ha raggiunto un livello molto consistente, tanto da esser capace di solcare palchi in tutta Europa. Ma dietro alla
(High Roller Records) La (ormai infinita) lista delle formazioni scandinave aderenti alla NWOTHM e degne di nota si allunga con i Lethal Steel, che avevano convinto con il debut
(Volcano Records and Promotions) Esordiscono da Torino i Legacy of Silence, ensemble folk/death che pensa ad un esperimento non da poco: integrare il pagan/folk inizio anni 2000 
(Pure Steel Records) Si sono costituiti nel 1998, e il precedente disco è del 2009: sembra che i Lost Legacy, dal Bronx, si attivino ogni undici anni… “In the Name of Freedom” è un buon prodotto 

(Dunk!records, Denses Record, I For Us Records, Disobedience Distribution) È un album cerebrale e a tratti esasperante, ma è pur sempre qualcosa di profondo che va a sondare l’animo dell’uomo. Almeno 
(Revalve Records) I Last Frontier rappresentano un certo modo di fare metal in Italia. Il loro suono risulta classico in qualsiasi accezione si voglia dare a questo termine. Abbiamo chitarre rocciose che macinano riff tra il
(AFM Records/Soulfood Music) L’etichetta parla di una ‘idea geniale’ da parte di Lordi, fondatore della band, cantante, autore, costumista, visual artist e tutto il resto, nell’inscenare 
(autoproduzione) Opera intensa che va ben oltre il poco noto nome di Adrian Tăbăcaru (tastiere e batteria dei progressive death metallers romeni Taine). Adrian si è ispirato e basato sul poema “Luceafărul” (‘Lucifero”, ndr) di uno dei maggiori poeti del suo paese, forse più esoterico del monto, ovvero Mihai Eminescu.
(Icons Creating Evil Art) Provate ad immaginare un mix assurdo, una incestuosa convergenza tra i Morphine e Chelsea Wolfe. Provate poi ad iniettarci del doom, magari in stile italiano ispirandosi anche a Death SS e Abysmal Grief, quelle sonorià