OPHIDIAN FOREST – “Tales of Doom and Ignorance”

(Subcontinental Extreme) Continua il viaggio di questa band prog-black internazionale, ora ubicata tra USA ed Olanda. Brani composti e registrati tra il 2016 ed il 2020 danno degno seguito a “votIVe” del 2018 (recensione qui), evolvendo ulteriormente il suono, affinandolo, rendendolo più potete, ancor più misterioso, decisamente più pulito ma non certamente meno contorto. (altro…)
OCTO CRURA – “Tagmata”
(darkTunes Music Group) Sono due le voci femminili che capitalizzano il cantato dei Octo Crura. Un particolare che rompe le abitudini in fatto di cantato nell’ambito del metal. La band italiana possiede un sound tellurico, imbastito con groove metal, l’ausilio di (altro…)
ORNAMENTOS DEL MIEDO – “Yo, No Soy Yo”

(Negre planY, Vertebrae, Nekromantra Records) Inquietanti, destabilizzanti, oscuri… anzi oscuro visto che si tratta del terzo album della one man band spagnola Ornamentos del Miedo, progetto concepito e curato da Angel (Ad Nebula Nigra, Graveyard of Souls, Mass Burial, ecc). (altro…)
ORGG – “Dimonios”

(Eternal Winter Records) È il secondo lavoro che fuoriesce dalle viscere degli italiani Orgg, il successore di “The Great White War” risalente a due anni fa (recensione qui). (altro…)
OU – “One”

(Inside Out Music) Nativo di New York ma trasferitosi Cina da qualche anno, il batterista progressivo Anthony Vanacore (che nella terra nativa ha conseguito un paio di master in batteria e jazz) ha una cattedra all’accademia di musica contemporanea di Beijing, organizza decine di clinic in giro per il paese, oltre che collaborare con varie bands. (altro…)
OCEANSNOW – “Vivienne”
(Avantgarde Music) È questo il black metal più minimale quanto acerbo che possa esistere: suoni pesanti e imperfetti, prodotti da sotto quella che potrebbe essere una coltre polare, drumming ossuto (altro…)
ORDER OF NOSFERAT – “Nachtmusik”
(Purity Through Fire) Il black metal di order Of Nosferat sembra scolpito nel ghiaccio, vista la sua gelida forza e la totale fedeltà ai principi più comuni quanto fondamentali del genere. Il duo (altro…)
ROLAND & ALBERT & THE ORB – “Roland & Albert Meet The Orb Upcountry in Uganda” (EP)
(Orbscure Recordings / Cooking Vinyl) Dall’etichetta di Alex Paterson dei The Orb una brillante interazione tra i ritmi dell’Uganda e il blues nonché le’eltrtronica di Roland & Albert. Questo EP, di quattro pezzi, è una sorta di ponte tra l’Europa (altro…)
OVER A BARREL – “Self-Inflicted Wounds”
(autoproduzione / Distrokid) La band è il risultato della collaborazione tra Luca Cocconi (The Modern Age Slavery, Browbeat) e Imer Bigi (ex Dark Lunacy). Due musicisti che ci danno dentro! Hanno deciso (altro…)
ON THE LOOSE – “Midnight”
(Autoprodotto) Beh, questo lavoro è ‘autoprodotto’ nel senso più completo del termine: composto da un solo musicista, che in questo lavoro fa pure il cantante. Persino le foto interne al libretto son fatte da lui. (altro…)
ODDLAND – “Vermilion”
(Uprising Records) Colori foschi e brillanti, atmosfere tiepide e fredde, suoni intensi e d’atmosfera. I finlandesi Oddland sono tutto e il loro opposto. Tessono trame musicali che seguono direzioni le (altro…)
OTTONE PESANTE – “…and the Black Bells Rang” (EP)

(Aural Music) Ormai sono una leggenda. Oltre che essere anche unici. Certo, i fiati non sono nuovi nel metal… ma che siano l’unica tipologia di strumento affiancato alla batteria è un qualcosa che tutt’ora appare tanto incomprensibile quanto dannatamente efficace, come questo trio ci ha dimostrato con i tre album in studio. (altro…)
OH HIROSHIMA – “Myriad”

(Napalm Records) Prima del precedente “Oscillation” (recensione qui) se ne era andato uno dei fondatori della band, Leif Eliasson, lasciando che gli svedesi Oh Hiroshima diventassero un trio. Ora, con il nuovo “Myriad” la storia si ripete, tocca al bassista Simon Axelsson andarsene, lasciando che la band si riduca ad un duo, quello composto da un legame profondo, quello dei fratelli Jakob Hemström e Oskar Nilsson. (altro…)
ARJEN ANTHONY LUCASSEN’S STAR ONE – “Revel In Time”

(InsideOut Music) Ci sono due modi complementari per affrontare la musica di Arjen Lucassen. Il primo, quello facile, consiste nell’ignorare ogni retroscena e godersi solo la musica… la quale è sempre di pregiata fattura, sempre grandiosa, ricca di artisti fenomenali… qualsiasi sia la manifestazione delle molteplici personalità artistiche che Arjen mette in scena, ovvero Star One, Ayreon, Guilt Machine… o il suo progetto ‘solista’… quello dove lui diventa Mr.L. (altro…)
ONCE HUMAN – “Scar Weaver”

(earMUSIC) Il caso ha sempre giocato un ruolo importante nella storia del rock. È il caso degli Once Human, nati nel 2014 per mano di Logan Mader (ex-Machine Head, ex Soulfly) e la allora sconosciuta Lauren Hart (che nel tempo è poi diventata anche live session per i Kamelot!); (altro…)
OLD SPIRIT – “Old Spirit” (EP)

(Bright as Night Records) Debutta questa entità creata da Jason Hartman (Vanishing Kids)… un progetto solista strano, contorto ed etereo. Oscurità. Tendenze dark wave e goth wave. (altro…)
OCEANS – “Hell Is Where The Heart Is Vol. I: Love” (EP)
(Nuclear Blast Records) Intro e tre pezzi per l’EP “Hell Is Where The Heart Is Vol. I: Love” che i tedesco-austriaci Oceans avevano già anticipato con due singoli, cioè “Sulfur” e “The Awakening”. La terza canzone che completa (altro…)
OUT OF THIS WORLD – “Out Of This World”

(Atomic Fire Records) Solitamente la parola ‘debutto’ è legata a dei ragazzi i quali, dopo un bel po’ di gavetta, affrontano finalmente il mercato discografico per la prima volta, mettendosi alla prova, abbandonandosi al giudizio del pubblico, della critica… delle vendite… praticamente tuffandosi nella fossa dei leoni. (altro…)
ONCE I CRY – “Good Times & More” (Compilation / Reissue)
(WTF Records) Una lodevole pubblicazione da parte della WTF Records che ristampa in CD un 7” degli olandesi Once I Cry intitolato “Good Times Are Now”. Questo EP è stato (altro…)
OTARGOS – “Fleshborer Soulflayer”
(Xenokorp) Brutti, cattivi, perfidi, indemoniati. Otargos sono una violenta ed esacerbata commistione in fatto di estremismo tra Belphegor, Behemoth, Septicflesh, Dark Funeral e chi più ne metta, però moltiplicata (altro…)
ONE DAY IN FUKUSHIMA – “Permanence” (EP)
(ZAS Autoproduzioni*) Dopo un album e un EP split con i Aftersundown, il trio One Day In Fukushima scatena una nuova fissione tra grindcore e death metal. ‘Solo’ dieci munti e un pizzico di secondi ancora per un (altro…)
OSSUAIRE – “Triumvirat” (EP)

(Sepulchral Productions) Erano stranamente caduti nel silenzio i canadesi (dal Quebec) Ossuaire, band che dopo un EP nel 2016 si era dimostrata molto proficua pubblicando ben due dischi nel 2019 (recensioni qui e qui), un concept diviso in due album legato alla caduta del Cristianesimo ed una ambita ascesa della pura e totale eresia. (altro…)
OBSCURA – “A Valediction”
(Nuclear Blast Records) Sesto album per i tedeschi Obscura, primo ad uscire per la Nuclear Blast. La band guidata dal cantante/chitarrista Steffen Kummerer è stata soggetta negli anni a vari cambi di line up i quali, anziché snaturarne il suono, hanno portato nuove influenze, ottimamente integrate con lo stile degli Obscura. (altro…)
OBSCURA QALMA – “Apotheosis”
(Rising Nemesis Records) Per Obscura Qalma “Apotheosis” è l’album di debutto e nonostante ciò la band sembra essere immersa da tempo nell’oceano del symphonic blackened death metal. I musicisti italiani, provenienti da Supremacy, As Memory Dies e altre band, si dimostrano (altro…)
OMNIUM GATHERUM – “Origin”

(Century Media Records) Venticinque anni di onorata carriera, nove album studio, due decenni e mezzo di death metal melodico di alta qualità. (altro…)
OLIO TÄHTIEN TAKANA – “Spectral Katharsis”

(Avantgarde Music) Uno dei progetti dell’artista finlandese v-KhaoZ (Ville Pallonen), anche mente di Druadan Forest e Embryonic Slumber (oltre che coinvolto in altre bands), qui affiancato dal vocalist Hellwind Inferion (ovvero Markus Tuonenjoki, anche frontman di Desolate Shrine e Sargeist). (altro…)
ORGREL – “Red Dragon’s Invocation”
(Iron Bonehead Productions) «black metal doesn’t need to “become” anything when it already IS». Frase perfetta, che ho estrapolato dal file info del gruppo, per riassumere chi sono gli Orgrel e da che intenti sono mossi. (altro…)
OCEANHOARSE – “Dead Reckoning”
(Noble Demon) Al debutto discografico, gli Oceanhoarse promettono scintille e fuochi artificiali… diciamo che tutti i gruppi, bene o male, promettono tanto, ma solo alcuni non disattendono le promesse date. Nel caso di questo nuovo gruppo nato al Helsinki la regola vale a metà. (altro…)
OSI AND THE JUPITER – “Stave”

(Eisenwald) Delicatezza. Un viaggio intenso tra suoni ed atmosfere musicali. Folk trasversale, ricco di influenze nordiche, decisamente radicato in quello americano, in linea con le origini del progetto, sempre assolutamente evocativo e seducente. Sean Kratz (Lucian the Wolfbearer, Ulven, ed altri) crea e suona tutto, facendosi comunque affiancare dal violoncello di Kackophonix, dai canti di Anilah (Dréa Drury), dalla voce di Michał Krawczuk (By the Spirits). (altro…)
DIRKSCHNEIDER & THE OLD GANG – “Arising” (EP)
(AFM Records) Come poteva Udo Dirkschneider restare fermo durante la pandemia? Non solo ci ha proposto il ‘miracoloso’ live che ha tenuto in Bulgaria nel 2020 (recensione qui), ma ora, in attesa del suo nuovo album che uscirà a fine Ottobre, mette insieme un gruppo di amici per un EP 12’’ di tre brani. (altro…)
OSCENRAD – “Beyond The Fells”
(Autoproduzione) One-man-project dell’artista inglese Hæðenwulf, Oscenrad propone un orgoglioso e nazionalista Anglo-Saxon heathen Metal; se ben traduco dall’inglese, il monicker dovrebbe significare ‘Il viaggio con la torcia del dio’, o forse ‘Il viaggio con il dio della torcia’… insomma, ‘Os’ significa ‘dio’, ‘Cen’ è ‘Torcia’ e ‘Rad’ è viaggio, dite la vostra in merito! (altro…)
OLD MOTHER HELL – “Lord Of Demise” (#memorabilia)
(Cruz del Sur Music) Il debut degli heavy/doomsters tedeschi Old Mother Hell, uscito nel 2017, aveva acceso le speranze di molti defenders: (altro…)
OUIJA – “Selenophile Impia” (EP)

(Negra Nit) I blacksters spagnoli Ouija (quelli di Aragon, non gli omonimi heavy metallers di Barcellona) tornano dopo otto anni di silenzio con un EP molto travolgente. La loro storia risale alla metà degli anni ’90, quando si affermarono come una delle prime band impegnate in questo genere con origine iberica: (altro…)
OLÓRIN – “Through Shadow and Flame”

(Rafchild Records) Se amate la musica di bands quali Hour of 13, Lord Vicar, Witchfinder General o Pentagram, è inutile girarci attorno… gli Olórin sono quel che serve in questi tempi, in questa epoca… oggi… ora. (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Dopo il convincente esordio dello scorso anno (recensione