Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SKINFLINT – “Nyemba”
(Pure Steel) Gli africani Skinflint non sono più una novità per i lettori di MetalHead: ho già recensito i due dischi distribuiti dalla Pure Steel (QUI e QUI), e oggi vi presento il quarto full-“length” della loro discografia. Eppure, anche se continuo a guardare con benevolenza alla formazione del Botswana, stavolta c’è qualcosa che non va… (altro…)
(Pure Steel) La parabola dei californiani Ruthless è quella tipica delle band sorte alla metà degli anni ’80 che non sfondarono: mini album, full-“length” che diventa subito culto ma non li consacra, scioglimento pluridecennale, ricostituzione per suonare a un Keep it True (quello del 2009),
(Indie Recordings) Bizzarra release da parte della Indie, con questa band Londinese autrice di un rock un po’ vintage, un po’ alternativo, totalmente strano e non convenzionale. Con la collaborazione (musicisti e/o studio) di personaggi provenienti anche da Sunn O)), Angel
(Sun Hill Production/Cargo Records) Hard rock travolgente in perfetta linea con i mitici anni ’80! Anzi, sarà l’influenza, la medesima provenienza, il fatto che lo stesso Rick Savage ne ha parlato bene (e che scriverà dei pezzi per il disco successivo), ma ascoltando “NxN” mi sembra di tornare all’era d’oro dei Def Leppard, anche se con
(Shadow Kingdom) La Shadow Kingdom continua la propria meritoria opera di ristampa dei classici dei Manilla Road: dopo “Invasion” (
(Autoproduzione) I Solarsteinn, one man band di Lanciano, esordiscono in modo assai originale con un unico pezzo di circa 18 minuti, che mette in musica una delle “Norse Ballads” del poeta ottocentesco americano Henry Wadsworth Longfellow.
(Iron Bonehead) Altro oscuro split che vede coinvolti i nefasti neozelandesi Vassafor, questa volta con gli australiani Temple Nightside; un altro split australe concepito per lacerare, demolire, togliere speranza, respiro, vita. Malvagità sonora, barbarie musicali, devastazione,
(Iron Bonehead) Fumo. Nebbia. Decadenza. Morte. Lo split delle due bands Neozelandesi è estremo, crudele, un death sepolcrale che toglie l’aria, il respiro, la forza, la voglia di vivere. Drumming lento e funereo a supporto
(Bakerteam Records) Heavy, thrash e anche una buona dose di prog si rincorrono nel secondo full-“length” degli emiliani Nightglow: trovo una band molto diversa, e certamente più matura, rispetto a quella descritta dal collega Luca Zakk
(Rapu Records) Uno strano connubio tra rock classico, psichedelico, atmosferico. I Finlandesi Kap Kap arrivano così al secondo disco, ed offrono cinquanta minuti di viaggio mentale, ricco di pulsazioni, sensazioni, suoni, colori, distorsioni, ritmi ipnotici. Mai eccessivi nei
(Revalve Records) Band campana forte di una lunga esperienza, dettata da album che hanno spesso fatto parlare bene la stampa musicale. I Nameless Crime ritornano sotto l’ala di un’etichetta italiana sempre molto attiva e con un album curato e ben rifinito, attraverso
(autoprodotto) Pieno territorio sludge ed a tratti doom per questa band del nord Italia. Il corvo nero che troneggia in copertina è perfetto per descrivere la musica graffiante, invadente, energetica e piena di maledetto groove che la band propone con questo debutto. La cosa diversa, particolare, identificativa è che gli Slow Order non
(Nadir Music) Molto buono l’esordio su full-“length” dei Winterage! Questi ragazzi liguri hanno fatto davvero un ottimo lavoro, e dieci-dodici anni fa la loro miscela di metal e classica avrebbe avuto una risonanza vastissima e immediata… speriamo che accada anche oggi in un mercato sempre più affollato!
(Metal Age Productions) Quarto album per i deathsters Brasiliani Unearthly, “Flagellum Dei” esce dopo tre anni di attesa. L’album, infatti era pronto dal 2011, ma solo ora la Metal Age è riuscita a farlo pubblicare. Nonostante la provenienza, la band propone un death metal affine a quello suonato da Behemoth e Vader, tanto che l’album è
(Darknagar Records) Una terra lontana, parte della Madre Russia ma nei pressi di Georgia, Azerbaijian e al dià di questi paesi l’antichissima Armenia. Un angolo del mondo la casa degli Atra Hora, esecutori di un metal che negli anni è andato evolvendosi e che
(Iron Bonehead) Non so molto di questi Verberis, se non che sono Neozelandesi e che “Vastitas” è il loro demo tape d’esordio. Non ci sono note biografiche, foto o altro che possano dirci di più su questa band. Musicalmente, siamo di fronte ad un death/black piuttosto tirato, con ritmiche serrate e molto aggressive, solo sporadicamente mitigate da qualche sprazzo
(Autoproduzione) Per quanto si producano e promuovano (fieramente) da soli, gli austriaci Illuminata non si risparmiano di certo: il loro terzo disco (
(Pure Steel) Gli Alltheniko, oltre che starmi simpatici, sono davvero bravi (l’ho già detto in occasione del precedente disco,
(Century Media) Marduk: non servono presentazioni, non servono spiegazioni. E’ da un quarto di secolo che devastano il mondo con il loro personalissimo black metal, con la furia incontrastata della loro musica, dei loro concerti, dei loro testi. “Frontschwein” è il tredicesimo capitolo, il quinto con Mortuus alla
(Sliptrick Records) Svedesi, ma legati a doppio filo a un sound centroeuropeo, i Veonity esordiscono con un album di power metal classico e genuino. Con la opener “Into Eternity” è già chiaro il tenore del disco: siamo vicinissimi, non solo per i cori ma anche per i suoni di chitarra
(Century Media) Quinto album per gli Spagnoli Angelus Apatrida, considerata una tra le più fulgide realtà dell’ultima ondata di thrash metal che da qualche anno a questa parte ha preso piede un po’ in tutto il mondo. Questo lavoro conserva tutte le caratteristiche che
(Bloodrock Records) I Doomraiser non inventano nulla, e lo dicono chiaramente nel flyer promozionale: ma in un genere come il doom, che perpetua se stesso in modo immutabile e monolitico, questo non deve essere necessariamente un male. Anzi, i romani
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(Century Media) Mostruoso. Un altro aggettivo per definire “Apex Predator – Easy Meat”? No, altro che aggettivi, sembra di assistere a un massacro. Sangue e violenza. Una versione stilizzata di un macello. Chi scrive è senza
(PRC Music) Li ricordate i Gorelust? Certo che li ricordate! I canadesi incisero un album nel 1995 (
(Iron Bonehead) Si sa poco di questa entità proveniente dalla Spagna. Non si capisce bene se sono in tre o se si tratta di una one man band. Beh, poco importa: se è la musica a parlare allora siamo di fronte a del materiale molto valido. Considerando infatti che prima di questo album d’esordio c’è stato solo un EP datato 2012
(Apathia Records) Gli autori di “Hyperblast Super Collider” (
(Steel Gallery) La Grecia è ancora il santuario di certo heavy metal vintage, rimasto ai suoni e alle atmosfere degli eighties: che sia un bene o un male, signori, è così. I Bandemonic (
(Unholy Prophecies) A tre anni di distanza dal debutto “Reborn In Death”, gli Spagnoli Morbid Flesh tornano con questo EP di sano, classico e potente death metal di stampo Scandinavo. La pressoché totale mancanza di originalità è sopperita dalla convinzione con cui questi ragazzi distribuiscono le loro mazzate all’inerme ascoltatore.
(Autoproduzione) Il thrash metal è un genere che ha dentro qualcosa che comunica un assalto, continuo e sistematico. Energia, dinamismo, ostinazione, il tharsh metal comunica questo, oltre a essere una sana scarica di musica pompata di adrenalina. Qualcosa
(Moribund) Shatraug: oscuro personaggio finlandese che al black metal ha dato -e continua a dare- molto. Behexen, Black Stench, Drowning the Light, Foudre Noire, Horna, Necroslut, Sargeist… alcuni -non tutti- i progetti dove questo artista partecipa come chitarrista, bassista, tastierista, vocalist o addirittura come one man band. La
(Beyond Productions) Ammetto di non aver mai sentito parlare dei Siciliani Heretical. La band proveniente da Caltanissetta, è attiva dal 1996, e giunge al terzo album a distanza di tredici anni dal precedente “Ars Infera”, consegnandoci un capolavoro assoluto di musica estrema! La base di partenza è un black metal di matrice sinfonica,
(Discouraged Records) Arrivo in ritardo con il mio pezzo su questa band svedese. “In the Shadow of the Colossus” è stato pubblicato nel marzo dello scorso anno dalla Discorurged Records. Seconda release per questa band che mishia post metal, post hardcore, mathcore
(UDR) La storia parla chiaro: Uli John Roth lasciò gli Scorpions quanto non gli andava più la direzione che stava prendendo lo stile della band, uno stile incompatibile con la sua instancabile creatività, sempre lontana dalle direzioni commerciali imposte. Una base blues, una amore per Hendrix, uno stile personale. Ma le radici sono le radici. Per questa ragione il mitico chitarrista ha
(Bandcamp) Chi scrive ha una propria opinione riguardo le etichette. Il metal è un genere che negli anni ha assunto varie forme, ma ultimamente la tendenza è quella di creare dei sottogeneri nuovi che di inedito hanno veramente solo il nome. Ecco quindi che non