Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
HAMMERCULT – “Steelcrusher”
(Sonic Attack / SPV) Che gli Hammercult fossero una band interessante lo si era già inteso da tempo, ma questo nuovo album “Steelcrusher” pone gli Israeliani ad un livello decisamente più alto. La capacità di andare oltre un genere e magari infarcendolo con alcune delle tendenze metal più importanti degli ultimi (altro…)
(Nuclear Blast/Audioglobe) Anche se ho a disposizione soltanto le tracce audio, e non il doppio dvd, non ho parole per descrivere questo show di 175 minuti (!) che gli Epica hanno tenuto a Eindhoven, nel Marzo 2013, per festeggiare i dieci anni di carriera. Avevo dapprima scritto un imponente track-by-track, ma l’ho
(Adapt Records) Ho già manifestato in modo molto chiaro (
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(Bakerteam Records) Quando esce un disco symphonic power metal sono sempre contento, perché significa che il mio genere preferito non è ancora morto. Quando poi questo disco è anche bello… beh, che posso chiedere di più? Gli esordienti Astral Domine, di Tivoli, hanno confezionato davvero un signor debut,
(AFM Records) Dal 2009 ad oggi gli ungheresi Ektomorf hanno realizzato cinque album, compreso quello di cui si parla in questo pezzo, segno che la band ha tante idee, peccato però che alcune di queste siano suggerimenti da altri modelli, più che spontanei pensieri propri. “Ten Plagues”, per esempio, è una canzone
(Autoproduzione) Quanti anni hanno i componenti dei Darkside? C’è qualcuno che arriva a venti anni? Probabilmente. Sono metallari? Di sicuro. Shorts, scarpe ginniche, polsini, capelli lunghi, magliette di Iron Maiden, Kreator, Destruction, Megadeth. Si, suonano thrash metal. Esatto. Sono brasiliani, giovani, ma il loro
(UKEM Records) Nefasti. Brutali. Violenti. Tuonano dall’Inghilterra e sono oscenamente e morbosamente appartenenti alla scena death metal pura. Sono personaggi che risorgono da precedenti bands e, assieme, riescono a raggiungere nuovi inesplorati estremi di marciume e decadenza. “Architects of Deliverance” è un album sicuramente pesante, incompatibile con
(Iron Shield Records) I tedeschi Backwater erano attivi a metà degli anni ’80: la loro burrascosa carriera li ha portati due volte a cambiare monicker e in parte stile, e oggi i nostri ritornano con il nome originale e un disco nuovo di zecca. Tuttavia, se cercate analogie con gli album di 30 anni fa, non potrete che restare delusi. “Arise” è un heavy/thrash rumoroso e potente, con
(Svart Records) Bellissimo titolo per questo album. Un titolo (“l’osso delle mie ossa”) che ricorda una visione introspettiva dell’artista, un viaggio interiore profondo, una esperienza orientata alla scoperta, alla rivelazione. Triste, cupo, malinconico questo lavoro è lontano da concetti heavy metal. E forse anche dal rock stesso, inteso come genere pieno di potenza
(Nuclear Blast/Audioglobe) La storia, anzi la leggenda degli Hell è abbastanza nota fra gli appassionati di metallo classico: una band che nasce già maledetta, troppo avanti per l’Inghilterra di inizio anni ’80; il contratto con la Mausoleum, che fallisce due settimane
(Iron Blood & Death Corp.) Sono un po’ in difficoltà con “Rites of Torturers”, la seconda prova, il secondo full length dei francesi Excruciate 666. Da appassionato del black metal non posso assolutamente negare che i Francesi ci mettono dentro la loro anima, un’anima nera ovviamente. Il black metal espresso è primordiale, spesso veloce e i riff viaggiano su linee melodiche
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Kannibal Records) Dodici anni di vita, ma una serie di release concretizzate solo dal 2009, con l’album “Cynisist”, l’EP dell’anno seguente “Sickening” e in ottobre 2013 con il nuovo album “Erector”. Resta solo Morten Müller (Trollfest, Grimfist e altri) della formazione originaria, gli altri due sono Andreas Stenvoll (Blodspor, ex-Troll) basso e voce e Jon Eirik Bokn
(Pure Underground Records) ‘Philosophic metal’ è la definizione che i torinesi Pleonexia utilizzano per descrivere la propria musica. Non ho a disposizione i testi (cosa tanto più disdicevole in questo caso) per valutarne il tasso speculativo, ma dall’opener autotitolata direi che, almeno sotto il profilo del sound, siamo di fronte a un heavy/power abbastanza roccioso e con
(Rigorism Production) Che suono hanno le dune del deserto? Che suono ha l’atmosfera che aleggia attorno alle piramidi? E quello che scorrere nelle acque del Nilo? Che suono produce tutto ciò? Black metal! Si, del devastante, freddo e apocalittico atmospheric black metal. Senza storie, è così. Lord Mist è egiziano e dunque lo è il suo progetto Frostagrath, presentato
(High Roller Records) Forse non so neanche io perché mi piacciono così tanto i Blaze. I giapponesi non suonano esattamente il mio genere, ma il loro heavy metal rock, così secco, energico, ritmato, così capace di mettere d’accordo i defenders e i rockers mi ha incredibilmente colpito fin dall’esordio (e il vinile autotitolato, con la nave che si allontana in copertina, fa bella mostra di sé nella mia collezione
(Iron Bonehead) Nordico gelo incontra paradisiaci concetti orientali. I cechi Cult Of Fire tornano con il secondo disco, con un titolo che immediatamente spiazza. “Ascetic Meditation of Death” è il significato tradotto in inglese ma la lingua scelta, anche per ogni singola traccia, è l’Hindi ovvero un lingua del ceppo indoeuropeo parlata prevalentemente nel nord dell’India (statisticamente una delle
(Desert Fox Records) I Noon sono la prosecuzione dei Stake-off the Witch (pubblicati da Fuzzorama Records), band fondata da Stefania Savi (voce e chitarra) e Caterina Mozzi (basso). Le due si aggregano con Marco Murtas (voce e chitarra) e Alberto Maffi (batteria) dei Link Quartet, ed ecco che nasce un sound ancora in debito con lo stoner (i Kyuss) ma anche con il grunge meno banale, quello
(Cold Dimensions) Mossa perversa. Idea criminale. Subdola. Ed io cado vittima senza potermi difendere, senza poter nemmeno concepire l’embrione di un pensiero. Quando mi avvicino ad un nuovo album, di solito ascolto e poi leggo, in quanto ho un certo peso della priorità… e pertanto mi trovo ad ignorare completamente chi sia questa band. Ok, esiste da un po’, ma è al debutto discografico. A
(Autoproduzione) Gli Insula, nati nel 2012, ci contattano da Piacenza e ci sottopongono il loro primo singolo, due brani di gradevole e riuscito alternative rock. “A bright red Scream” ha un mood in larga parte dimesso, con spunti nirvaniani o forse foo-fighteriani, e qualche chitarra tendente a uno modern metal più deciso. La titletrack è invece per quasi tutto il suo sviluppo uno strumentale in crescendo,
(Cargo Records) Nome band, copertina, foto promozionali, canzoni, strumenti, tutto è insomma una ripresa del rock cosmico degli anni ’70. I Death Hawks hanno probabilmente preso la macchina del tempo e si sono trasferiti da quell’epoca in Finlandia, nel febbraio del 2012, quando pubblicarono il debut album “Death & Decay”. A settembre è uscito questo omonimo secondo lavoro, ammanicato con
(Levitation Records) Vintage. Spudoratamente vintage. Sembrano uscire da un’altra epoca i Doublestone, anzi, sembrano appartenere ad un’altra epoca nella quale esiste evidentemente una macchina del tempo per mandare a noi umani del futuro un sound di altri tempi, di altre mode, con altri concetti. Sono danesi, sono in tre e sembra registrino le loro canzoni in un sudicio interrato di Copenhagen..
(Horror Pain Gore Death Prod.) E’ del febbraio 2012 “Colossal Hole” dei giapponesi Coffins. I tre pezzi sono in pratica un demo realizzato come pre-produzione a quello che sarebbe poi stato l’album per Relapse Records, cioè “The Fleshland”, uscito a luglio. La Horror Pain Gore Death Productions lo pubblica in versione vinile 10”, aggiungendo così un nuovo pezzo alla lunga discografia di questa
(Beyond Productions/Masterpiece) Avevo già sentito parlare dei Plateau Sigma perché “White Wings of Nightmares”, come autoprodotto, ha già circolato più o meno un anno e mezzo fa nell’underground italiano; oggi il disco torna in auge sotto la tutela della Beyond Productions e la distribuzione della Masterpiece. Prescindendo dalla produzione un po’ economica, che purtroppo impedisce di apprezzare
(High Roller Records) La High Roller Records ha iniziato quest’anno proponendo agli appassionati una serie di riedizioni ultracult. Avevo già manifestato i miei dubbi sui Serpent (
(Demonhood Productions) Per iniziare questo discorso sui Töxik Death parto dalle note stampa che accompagno la release della band norvegese. A quanto pare per uno strano motivo in Norvegia c’è un’ondata di band speed/thrash metal come Nekromantheon, Condor, Deathhammer, Inculter e altri. A dire il vero, aggiungo io, un’ondata del genere non è confinata alla sola Norvegia, ma ormai e non
(Lost Pilgrims Records) Questo EP è già arrivato di suo in ritardo in redazione ed altro ritardo ha accumulato per avere una recensione – non siamo pigri, ma riceviamo nella media peggiore la proposta di 70 album a settimana, altrimenti sono almeno 100. Che dire? Grazie per la fiducia!-. I francesi Hourvari sono una buona realtà post rock/hardcore. Adoro le loro chitarre fresche, squillanti
(Autoproduzione) I marsigliesi Calling Of Lorme provengono da un singolo e un EP, ma adesso si completano con “Pygmalion”, il debut album che deve dare ampie spiegazioni su questo sound robusto ma pieno di melodie. I Francesi sono legati ad un metal ben solido, mai troppo veloce e agghindato dall’elettronica. Il risultato mi ricorda qualcosa a metà tra i Moonspell e i Samael di
(Horror Pain Gore Death Prod.) Il thrash metal è un genere che pian piano si evoluto presentandosi in forme sempre più perfette, ma i Serpent Crown abbattono questa evoluzione e azzerano tutte le sfumature evolutive del genere. Dara Santhai è la voce e chitarra, Will Carroll (ex Death Angel, ma pare che al momento non collabora più con la band) è il batterista e Dave Dinsmore il basso.
(Autoproduzione) Si chiama Jacek Brzozowski, ma il suo tono vocale ricorda un po’ quello di Max Cavalera. Con un cantante così i Rape On Mind non putevano non darsi ad un sound che potesse essere imparentato con le tante personificazioni musicali dell’illustre Max, oltre al groove metal, elettronica, il noise metal e cose come i Neurosis, The Dillinger Escape Plan e così via.
(Pulverised Records) I messicani Putrefact arrivano dall’unione di musicisti dei Disgorge, Ravanger e Havavitz e questo 7” è l’esordio assoluto. “We Were Deceased” e “II” sono due canzoni di puro death metal alla Grave. Roboanti suoni, puliti e intensi che devastano l’ascoltatore. Tipica voce arsa, ai limiti del growl e con riverbero. “We Were Deceased” veloce e sparata a mille,
(Inverse Records / Self) Già autori di un EP che ha avuto buoni riscontri dalla stampa, i finlandesi Standing Ovation compiono il passo del debut album. “The Antikythera Mechanism” prende il nome da un antichissimo congegno ritrovato su una nave dell’89 a.c. da alcuni pescatori nel 1900, negli anni cinquanta poi si comprese che esso calcolava il calendario solare e lunare, cioè il moto della Luna
(Autoproduzione) Eccellente band. Questo debbo scriverlo da subito, riferendomi ai bulgari Violentory, anche perché “Theory of Life” è un debut album e ovviamente non è mai semplice presentarsi al meglio nella prima release e per giunta autoprodotta; del resto è un evento anche carico di speranze e di significati enormi. Già con un EP nel 2012, lo scorso febbraio i Violentory hanno dato alle stampe
(Memorial Records) I Crawling Chaos sono di Rimini, ma suonano come se provenissero dalla Florida. Si, esatto, sono autori di un death metal più o meno vecchio stampo, con la differenza che la produzione è pulita, non ha laccato i suoni ed ha così lasciato quella patina di forza, irruenza, di puro death metal. Sound robusto e molto vicino alle cose dei Cannibal Corpse più maturi, ma allo stesso