Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
FORGOTTEN LIGHT – “Where Light ends”
(Autoproduzione) In quest’ultimo periodo stanno arrivando in redazione numerosi prodotti italiani di progressive rock e metal: segno di una spettacolare rinascita di questo genere nel Belpaese? Speriamo di sì, tenendo anche conto che si tratta di dischi tutti veramente eccellenti… e non fa eccezione “Where Light Ends”, (altro…)
(Forever Plagued) Perfetta colonna sonora per il suicidio. Suicidio lento, doloroso, elevato a forma d’arte. In questi sei pezzi gli americani Esoterica, arrivati al debutto, riversano una quantità immensa di dannazione, decadenza, morte interiore. Fumosi, oscuri, psicotici, occulti, devastano la quiete e l’armonia con un black
(Version Studio Records) Esistono delle band che sono capaci di raccontare una malinconia infinita, ma non in modo sfacciato e ripetitivo, come se nelle proprie inquietudine riuscissero a metterci un’estetica costruita. Avete presente i mai dimenticati The God Machine? Loro avevano eleganza, ma avranno scritto
(Scarlet Records) Che succede se Steve Smyth, ex-chitarrista per Testament, Dragonlord, Vicious Rumors, Nevermore e Forbidden, chiama altri amici più o meno noti (spicca Mikkel Sandager un tempo ai Mercenary)
(Svart Records) I finnici Sammal, dopo il debut dell’anno scorso, muovono le acque con un ep di cinque tracce: dicendo che sono sotto contratto per la Svart Records potrete capire il livello di follia della loro musica!
(10th Legions Records) Intro fantastica, evocativa. Breve ma emozionale. Quiete seguita da tempesta, cioè un assalto sonoro possente e vestito di hardcore, metalcore e groove metal. I Before The Murder arrivano a questo debut album dopo un EP e un singolo. “Dharma” presenta una produzione stupefacente
(Moribund) Copertina stupenda che introduce ad un album complicato. Un album impegnativo. Il suo ascolto conduce attraverso diversi scenari: black, black atmosferico, gotico, dark, riflessivo. Su quasi un’ora di musica, gli Italiani riescono a costruire un panorama intenso, pieno di sofferenza, malinconia,
(Minotauro Records) Non so bene cosa faccia questa band del Maine. La cartella stampa parla di heavy metal, doom, rock… ed è forse l’unico modo per descrivere questi tre artisti. Fanno un po’ di tutto, ma in un contesto personale ed unico. Alla descrizione ci aggiungo un pizzico di
(Autoproduzione) Rémi Vanhove nel 2009 creò questo progetto giunto questo anno al secondo album. L’autore, coadiuvato da altri tre colleghi, si ripresenta con qualcosa che tenta di presentare un insieme di idee quasi ‘metafisiche’. Gli Psygnosis fondono insieme più aspetti del metal, ma non è solo una questione
(Inverse Records) Non so come si faccia, nel 2014, a non lasciare traccia ‘ufficiale’ di sé su internet, ma i finlandesi The Cloudycators ci sono riusciti: pagina Facebook con quattro righe in finlandese, pagina ufficiale non funzionante,
(Einheit) Alfieri del pagan più intrangigente, gli austriaci Bifröst pubblicano un terzo album maestoso e imponente, che supera i 70 minuti di durata e che, pur se non aggiunge una virgola a quanto già espresso dalla scena in questione, si rivela comunque un ascolto coinvolgente.
(Heart & Crossbone) Doom che condanna, devasta, uccide. Pesantezza senza limiti, cattiveria, rabbia, quella voce estrema -quel growl- disperato e lacerante. Terzo album, quasi quaranta minuti di decadenza, invito al suicidio, oscurità: ogni traccia offre idee particolari, dettagli, tasselli che musicalmente dimostrano una ottima capacità creativa e compositiva, pur rimanendo nei confini del genere in maniera
(Beyond…Prod. / Masterpiece) Il sound di Götheborg rivive nel debut album degli Ever-Frost, dominandolo totalmente e rendendolo schiavo di un death metal con velleità progressive o comunque di stampo tecnico. Aggressività e solidità, caratteristiche tipiche del death metal, rinforzate ed abbellite
(Autoproduzione) Gli Evil Never Dies dichiarano di essere dei thrashers nati nel 1990 e ispirandosi a Slayer e Overkill. Quando ho letto questa nota, in quel preciso istante è iniziato il riffing mostruoso di “V-TV”, opener dell’album. Quel genere di riff pieno, corposo, possente e maestoso, ma allo stesso tempo
(Moribund Records) Ossessivo, opprimente, soffocante. Un album di black metal spesso lento come la morte, pesante come un crocefisso, doloroso come una tortura. E freddo. Maledettamente freddo. La cosa sconvolgente è che non si tratta un lavoro proveniente dalla consueta gelida Scandinavia, ma dalla calda Sicilia:
(Inverse Records) A me dispiace sempre bocciare un disco, ma onestamente nel secondo album degli svedesi Descend non ci trovo molto di interessante. I nostri si danno a un melodic death con partiture progressive che potrebbe, forse,
(Cruz del Sur/Audioglobe) I Dark Forest sono certamente fra gli esponenti più significativi del british metal di questi ultimi anni, e “Dawn of Infinity” è senza dubbio uno dei miei dischi preferiti, uno di quelli che lascia veramente di rado il piatto del mio giradischi.
(Autoproduzione) I 69 Shots hanno ancora molto su cui lavorare, ma almeno una base dalla quale partire c’è ed è in loro pieno possesso. Veneziani, attivi da pochi anni (Metalhead li conosce già
(Indie Recordings) Black metal feroce, spietato. Ma anche profondo, emozionale, capace di toccare i sentimenti, gli stati d’animo. Ormai vicini ad un decennio di carriera, i norvegesi Iskald giungono al quarto full length, cercando una direzione diversa, più originale, più creativa. I pezzi sono più lunghi, rispetto al passato, o per meglio dire sono tutti lunghi: su
(Rock’n’Growl) Sempre più spesso mi chiedo cosa spinga una band all’esordio a pubblicare soltanto un ep. Se si tratta di un demo autoprodotto va bene, ma qui stiamo parlando di formazioni che alle spalle hanno una etichetta e una promozione…
(SG Records) A qualcuno questo nome può non ricordare nulla. Al sottoscritto invece parte una connessione mentale diretta con gli Empty Tremor, grande band prog metal italiana che specialmente con i primi due album mi fece impazzire. In quella band Daniele si occupava delle tastiere, ma per uno come lui “fa lo stesso”
(Dark Descent Records) Esistono band che appena attaccano a suonare dalla prima canzone, riescono a comunicare da subito ciò che sono e ciò che l’ascoltatore può e deve aspettarsi. A questo principio si attengono i semi-sconosciuti Corpsessed, bestiale formazione death metal della Finlandia che arriva
(PRC Music) Ottimo pagan black metal dai canadesi Valknacht: questo è il loro terzo disco, ma il primo che mi capiti fra le mani. I nostri pescano a piene mani dalla mitologia norrena, ma da una prospettiva che si rivela interessante:
(Nuclear Blast) I Mayan sono un combo olandese fondato da ex componenti di Epica e After Forever e come tale si dedicano ad un metal sinfonico, la cui variante metal poggia sul melodic death metal e il thrash. Con “Antagonise” però ecco che il carattere sinfonico prende spunti molto più pronunciati. L’aspetto di maggiore
(Red Sound Records) Altro colpo a segno per la label indipendente Red Sound che ancora una volta si lega a nomi geniali dell’underground italiano, capaci di sformare suoni estremi, devastanti, psichedelici, vere macchine capaci di creare suoni letali. I vicentini Whales And Aurora rientrano in qualche modo negli inospitali ambienti del drone, del psichedelico, dello
(Pagan Records) Sciolti e riformati per ben tre volte, i polacchi Thy Worshiper si dedicano a un pagan/folk metal che, anziché attingere alla dimensione nordica del genere, si nutre di sonorità dell’Europa Orientale, per un risultato originale e accattivante per gli ascoltatori occidentali.
(autoprodotto) Meno di dodici minuti di oscurità estrema. Singolo? EP? Non lo so, ma questi Svedesi ci sanno decisamente fare. Sono attivi dal 2008, e hanno pubblicato un solo album. Ma questo non è certo sinonimo di inesperienza, in quanto queste due tracce (parte 1 e 2 del titolo) propongono un death metal pieno di sostanza ed atmosfera, con iniezioni
(Autoproduzione) Torrenziale esordio di thrash ‘contaminato’ per i torinesi Taste Revenge, che finora si erano fatti notare soltanto con un ep di ben cinque anni fa; il fatto che la maggior parte dei brani sia mixata insieme contribuisce all’effetto devastante che questo velocissimo disco ha sull’ascoltatore.
(Fuel Records) Pazzesco. Maledettamente pazzesco. “This is the time”, mi viene da dire, perché questa è una storia assurda, che diventa brutalmente assurda dopo aver ascoltato queste dieci poderose canzoni. Ve la racconto: questi signori si sono formati un po’ di tempo fa: 1981. Io ero un bambino. Molti di voi forse
(Autoproduzione) Il nome della band lo trovo raffinato. La copertina dell’album è fantastica. La musica lo è ancora di più. Las Vegas da oggi non è solo la capitale del gioco e di chissà quante altre cose, ma diventa la dimensione urbana nella quale sono nati i Dinner Music For The Gods, ovvero un ensamble strumentale
(GlobMetal Promotions) Esordienti da Mosca, i Terratomorf sono quattro giovani (almeno a giudicare dalle foto) dediti a un power/heavy metal genuino, abbastanza tedesco nello spirito, e quindi mediamente quadrato ma comunque melodico (soprattutto nei refrain).
(UDR Music) Ma come, un altro live dei Saxon? A meno di due anni da “Heavy Metal Thunder Live” e con un solo album in studio nel mezzo? Beh, la risposta è sì, che intervengano logiche commerciali (alla fine, una band così grande deve SEMPRE
(Limb/Audioglobe) Esordienti dagli Stati Uniti, e precisamente dalla Florida, gli Skyliner dimostrano di avere le carte giuste per lanciarsi nello scenario del power metal più tecnico e progeggiante, che non a caso si è sviluppato prevalentemente oltreoceano.
(Santavalvola Records) Deviazioni fumose, eccessi rumorosi tipicamente stoner, con l’eccellenza del concept album. Veramente interessante l’idea degli Italiani Stoner Kebab (moniker assolutamente geniale). Un concept che racconta una storia moderna, un esorcismo mentale infilato nella sporcizia sociale e religiosa dei nostri giorni. Violenza subita in cambio di
(RA Recs) Sei minuti e poco più, tanto dura questo lavoro dei viterbesi Neid. Grinders agguerriti, cinici. Seppelliscono l’ascoltatore sotto una colata sonora che prende il nome di “Non Repetere Est Eereditas”. I brani sono cinque e prevedono la partecipazione di ospiti, come Cinghio (Hour of Penance, Buffalo Grillz)