Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
HORN OF THE RHINO – “Grengus”
(Doomentia Records) Questo, secondo, lavoro dei Horn Of the Rhino non è facile da descriverlo, di certo è una legnata sulla nuca. Il legno di questa sprangata è variegato. la setssa Doomantia parla di Bolt Thrower e Asphyx, e fin qui nulla di scabroso, anzi non sarebbero gli unici con queste due influenze particolari, (altro…)
(GSR Music) Una volta in Italia avevamo i Negazione, gli Indigesti, gli Infezione e, ovviamente, i Raw Power. L’hardcore italiano ha davvero avuto un suo significato nella scena europea e, ai giorni nostri, quando arriva un nuovo lavoro dei romani Strength Approach non si può che essere assolutamente contenti.
(Black Widow Records) Mellotron e hammond. Flauti e sassofoni. Melodia e trasporto. Viaggio verso l’infinito. Atmosfere in equilibrio su un filo invisibile, luce da una parte, oscurità dall’altra, salvezza e peccato, mondo reale e mondo onirico. Uno stile che vaga irrequieto in uno spazio di cinquanta lunghi anni.
(Folkstone Records) Trovo che i bergamaschi Folkstone siano una delle vittime principali della latente esterofilia del metallaro italiano medio. Per fare un esempio all’interno dei confini folk metal, molti di noi ascoltano (e comprano) i dischi di Saltatio Mortis, Korpiklaani o In Extremo senza capire
(Pulverised Records) Furia asiatica senza compromessi. Terribili demoni dell’oriente. Torna, abbandonando certe direzioni sperimentali, il terzetto di Singapore, ormai sulle scene da 22 anni. Nonostante tutto questo tempo, tutti questi album, e tutto il più totale caos nella line up, loro sembrano essere sempre più estremi,
(Siege of Amida) Dietro questa copertina che sa tanto di Edward Gorey, c’è una band giovane. Sono i Cult Cinema e nascono a Londra nel 2009 con Paul Hamlin (chitarra), Ivan Ferreira (voce), Nick Desmond (chitarra), Noah Winterbourn (batteria) and Trevor Saull (basso). Loro Condensano in questo EP
(Rock N Growl) L’electro metal band tedesca Cold Rush partorisce questo singolo digitale e introduce il nuovo singer Matthias Kupka (Emergency Gate). L’elettronica è in buona salute, il metal si rivela potente ma snello e Kupka ha un cantato nettamente fuori dai soliti canoni del metal industrial di marca terdesca.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Curiosando un po’ per il web prima di licenziare la mia recensione di “Requiem for the Indifferent” mi sono reso conto, con un po’ di stupore divertito, che molte delle reviews a dischi degli Epica iniziano con l’avvertimento per cui la band non va troppo a genio al recensore.
(Autoproduzione) Trovo oscuramente sublime sapere che le nuove generazioni ci sono, hanno menti perverse in grado di generare dell’ottimo metal e non si perdono in patetiche scemenze. Ovviamente questo non vale per tutti. Ma sicuramente è quanto emerge dall’ascolto di questi due ragazzi: SL, un tizio di 21 anni, parte dalla Russia
(Autoprodotto) Dopo le ristampe dei classici album “Don’t Metal with Evil” e “Victims of the Night”, proposte dalla Pure Steel Records nel 2010, gli Halloween di Detroit pubblicano il primo album di inediti dal 2006, che stavolta l’etichetta tedesca si limita a sponsorizzare distribuendo il download digitale per i recensori.
(Coroner Records) Living Corpse è una realtà del metalcore italiano, la quale nel tempo ha fatto passi in avanti sempre più rapidi. Il nuovo “And Everything Slips Away” ha visto sedersi dietro al mixer una personalità di spicco come Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi), ovvero una persona che
(Cold Dimensions) Ritengo che l’Ungheria sia una terra magica, speciale, che ha saputo creare leggende, fatti, storie, personaggi che hanno popolato gli oscuri incubi notturni di migliaia di persone. Proprio dall’Ungeria proviene questo nefasto duo, capace di manifestare una terribile glaciale furia
(Massacre Records) Il nuovo album dei Davidian ha un impatto estremamente potente. Il sound è gigantesco e alcune orchestrazioni di synth che la band ha disseminato in alcuni pezzi rendono il tutto ancora più gigante. Il sound è un corollario di death/thrash/metalcore, quindi un metal molto moderno, e ogni singolo brano ne è una lunga dimostrazione. Proprio la lunghezza dei pezzi è la pecca fondamentale di “Our Fear Is Their Force”.
(Dark Descent Records) Empia esaltazione del perversità da luna piena. Titolo molto più complesso dell’intero album, che esiste e viene riprodotto a volume demenzialmente assurdo per distruggere e devastare. Per scorticare, impalare, uccidere. Per saccheggiare, radere al suolo, violentare, banchettare e poi bruciare. All’inizio ho pensato: questo album fa schifo. Ma le violente pugnalate che uscivano dagli speakers mi hanno indotto
(Steamhammer/SPV) Trovo stranamente confortevole recensire una leggenda come Axel Rudi Pell. Probabilmente dovrei sentire quel brivido lungo la schiena, quella sensazione che il giovane kid prova al primo autografo del suo idolo. Quell’ammirazione che il giovane scudiero prova per il cavaliere che serve.
(ConSouling Sounds) Zomergem, buco delle Fiandre orientali. Interposto nel tratto che va da Brugge a Gent. Uno dei tanti paesini, di quelle parti, che terminano in “gem”. Un posticino tranquillo per viverci, perfettamente anonimo. Tuttavia, per parafrasare un film danese, “c’è del marcio in Belgio”.
(Autoproduzione) Milwaukee e dintorni sono una zona geografica del metal estremo che è spesso patria di cose interessanti. Gli Shroud Of Despondency hanno prodotto diverse cose, fino ad arrivare a questo quarto album. “Pine” ha una scaletta atipica, dove un senso di omogeneità, non è del tutto compiuto.
(Cyclone Empire) Giubbino in jeans, senza maniche, pieno di toppe (ovviamente di Iron Maiden, Motorhead, Slayer ed Anthrax). Occhiali da sole. Scarpe da basket, caviglia alta. Esattamente il contrario del look odierno supportato da band malinconiche, con make up oscuro, rossetto nero, unghie nere.
(Karthago Records) Gli Zarpa sono una delle band heavy metal spagnole più ‘antiche’, dato che il primo embrione di formazione risale al 1977. Dopo lunghi periodi di inattività i valenciani hanno invaso il mercato con 7 dischi in studio, una compilation e ben tre live in circa 12 anni! “Las Puertas del Tiempo”
(autoproduzione) La storia degli Insomnia Creep potrebbe essere come una di quelle tante band che vuole emergere. C’è un chitarrista, Giacomo Casile, ex di alcuni gruppi, che scrive dei pezzi e decide di creare qualcosa per poterli suonare e completare. Arrivano, anche loro da altre band, il cantante
(Napalm Records) Release tutta austriaca, visto che band ed etichetta lo sono entrambe. Gli Hellsaw incidono il terzo lavoro della propria discografia, segnandolo come il passo più nero, e meglio prodotto, dei tre. Il black metal è sacralmente rispettato nella forma (per dare un’idea sullo stile verrebbe da citare gli Immortal).
(Metal Scrap Records) “What Doesn’t Kill Me Makes A Big Mistake” è stato registrato a Kurgan, in Siberia meridionale, ai confini con il Kazakistan. E’ la prima seria produzione di cinque metallari che di base suonano thrash metal, ma lo tirano su con qualche inserto di synth, tanto per rendere il sound più “tecnologico” ed estroso.
(Glassville Records) Gli Ill sono di Atlanta in Georgia, USA, e provengono da un album pubblicato per la Universal Records. Questo secondo lavoro esce per l’europea Glassville, modesta etichetta olandese, più familiare, meno opprimente nei suggerimenti agli artisti (a detta della band). Di conseguenza il trio si è spinto
(Pure Steel/Audioglobe) Power e progressive si mescolano in egual proporzione nel sesto album dei tedeschi Lanfear, formazione pressoché sconosciuta nel nostro paese ma in attività ormai da quasi venti anni, che annuncia di suonare “underrated metal” lontano dai cliché del mainstream.
(Pulverised Records) Death metal oscuro e infatuato dalle prime allucinazioni orribili di Entombed, Grave e Autopsy. Il mini album degli spagnoli Graveyard è racchiuso in questo universo old style, presentato tre anni dopo il loro esordio. I pezzi sono marci e furiosi e con il rifacimento di un loro classico come “How of the Black Castle”
(Rising Records) L’oscura università polacca, con in cattedra i Behemoth, sforna dal suo tetro ateneo un’altra realtà costruita attorno esami di violenza, misantropia, anticristianesimo, morte. E’ da questa corrente blackened death che il quintetto spagnolo si lascia trasportare, creando un prodotto estremamente violento,
(Total Metal Records) I thrashers ucraini Crusher sono incavolati di brutto e questo esordio (preceduto solo da un EP due anni fa) lo dimostra pienamente. Sono carichi, aggressivi, cavalcano riff serrati e li domano con qualche mid-tempo, così fanno anche presa sull’ascoltatore, oltre a spaventarlo per come sono intransigenti.
(Ravenheart/Rock’n’Growl) I giovanissimi Silent Opera, provenienti da Gorizia, hanno qualche asso nella manica per affascinare gli ascoltatori del più classico power/gothic metal alla primi Nightwish. “Immortal Beauty” è il loro debut e presenta in tutto undici brani nella pura tradizione del genere.
(SPV/Audioglobe) L’improvvisa morte del chitarrista Jan Somers non ha fermato i redivivi Vengeance, che hanno deciso senza esitazioni di proseguire con la loro attività. Lasciamo stare le logiche dello show business e passiamo a una analisi del disco, che vede alla batteria Chris Slade (che ha collaborato
(Eibon Records) Già autori di un album, che uscì nl 2009 per la belga ConSouling Sounds (nota per i lavori di Vanessa Van Basten, Last Minute To Jaffna, Methadrone e altri), i Mondrian Oak ci riprovano con questo “Aeon”, porta d’accesso ad un mondo profondo, oscuro, quasi psichedelico, post rock, ermetico.
(Cold Dimensions) Quel desiderio di sensazioni oscure, malate, perse in un panorama estinto da qualche cataclisma di origini cosmiche è stato appagato. Oscuramente riflessivo. Una riflessione che viene da un nero oceano misterioso, nei cui flutti si muovono liberi ed abbandonati, spiriti notturni, animali notturni,
(Napalm Records) La band spagnola che viene esaminata in queste righe è passata dalla Metal Blade alla Napalm Records, per pubblicare il secondo album. Chissà cosa ha determinato questo passaggio, ma sicuramente il prodotto in termini di qualità non è svilito. Il symphonic/gothic metal di questo quintetto della Navarra
(This Is Core Music) Piccola release di tre pezzi. Un EP per stare a galla, per dare segnali di se stessi e non essere inghiottiti dall’oceano dell’oblio. Nove minuti ben gestiti, promemoria di un lavoro futuro e più cospicuo; passo necessario nel difficile mondo della promozione musicale. I Mutter Dog hanno già inciso due EP
(Debemur Morti Productions) Dal profondo del cuore, il nome della band, eppure sembra il profondo dell’odio e della sofferenza l’esordio dei portoghesi Ab Imo Pectore. Custodi di un black metal caotico, murato in questo demo tape d’esordio. La musicassetta contiene salmi e screaming dalle tenebre,
(Bakerteam Records) Il metal si ripiega su se stesso, come le stelle che prima di esplodere si annichiliscono la propria massa verso il nucleo. E’ stato questo il destino del metal negli ultimi. Nessuna novità e riproposizione incrociata di stili e generi e influenze. Autoclonazione. E’ una realtà di fatto e non una critica negativa.