SOUNDSTRIKE – “Manifesto”
(Autoproduzione) Non capita molto spesso che nella marea di dischi che noi recensori ci troviamo per le mani ne capiti uno che si discosti cosi tanto dal filo conduttore come quello dei Soundstrike. Non preoccupatevi, si tratta sempre di metal, altrimenti non comparirebbe su questa webzine, (altro…)
(Lost Pilgrims Records) Gli svizzeri Rorcal creano la “fine del mondo”, perché questo vuol dire in ungherese “Világvége”. Asciugano il sound da possibili orpelli, dai “di più” che la composizione musicale potrebbe e dovrebbe portare, limano totalmente le idee e profondono nelle otto composizioni
(Autoproduzione) Cris (chitarra e basso) e Al (voce e testi) arrivano dai My Dark Sin ed ora si presentano con un lavoro licenziato autonomamente (sono comunque alla ricerca di un’etichetta) che prende il nome che si è dato il duo. Illnulla sono autori di un blach/death/thrash metal abbastanza dinamico
(Kornalacielo Records) Lo stoner dei triestini King Bravado ha dentro l’energia del rock, ha movenze che arrivano dal blues e nel contempo è una manifestazione del tipico desert sound. Distese immense, vuote, arse e percorse in lungo e in largo dai King Bravado; spavaldi e selvaggi posseggono chitarre distorte
(Metal on Metal Records) La notizia del secondo comeback degli Attacker non potrà che rendere felici i defenders vecchia scuola: la formazione del New Jersey è certamente una di quelle che, in quest’epoca di revival che ormai si è ripiegata su sé stessa, merita il successo di cui non ha goduto a metà anni ’80.
(Smoke & Dust, Adagio-830, Tokio Jupiter) Per la prima volta questa band belga arriva ad incidere un album e la proposta è qualcosa che esula dagli schemi o non è facilmente etichettabile. Molto probabilmente verranno collocati nel filone psycho-folk e si racconterà dei loro toni apocalittici,
(Synthetic Symphony) Curiosamente solo adesso che le mie dita si poggiano sulla tastiera, arrivo alla consapevolezza che Klaus Schulze non dovrebbe comparire in Metalhead. Per chi non lo conoscesse, Schulze è stato il batterista dei Tangerine Dream, ai loro esordi, e degli Ash Ra Tempel,
(Horror Records) (Leggi
(Autoproduzione) “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori…”, così Shakespeare e così hanno voluto fare propria questa affermazione gli Ideogram. La band italiana ha celato le identità dei cinque musicisti dietro a delle maschere, tranne per la soprano Opera,
(Autoproduzione) E’ incoraggiante trovare una band esordiente che si impegna a formulare un riffing che dia vita a delle strutture. Un sound per una sua buona parte ancora acerbo, ma non per questo incapace di comunicare quel sottile e continuo senso di varietà nell’architettura musicale.
(earMusic/Edel) Timo Tolkki l’aveva detto ascoltando due pezzi di questo nuovo album. L’aveva ammesso: “Sono sconvolto, sono veramente delle belle canzoni, la produzione è fresca e moderna, grandiosi”. E io gli devo dare ragione. Gli Stratovarius sono tornati. Certo, non c’è Tolkki, si sente,
(Metal on Metal Records) Gli Heretic di cui mi occupo oggi sono americani (californiani per la precisione) e hanno vissuto un breve momento di attività fra ’85 e ’88, dando alle stampe un ep e un full-“length”. Nelle loro file, durante l’ultima fase di attività, milita anche Mike Howe, poi cantante dei Metal Church
(Metal on Metal Records) Arkham, come è noto a molti, è la città che, nei racconti di Lovecraft, ospita la sede della Miskatonic University. Questi quattro pazzi inglesi, qui al secondo disco, hanno ripreso la topografia, ma non le atmosfere dello scrittore americano: o quantomeno le hanno rielaborate
(Peaceville Records) Molti di coloro che non gradirono la svolta di alcuni anni fa da parte di Fenriz e Nocturno Culto, probabilmente non intuirono (e forse ancora oggi) l’idea canzonatoria e tributo insieme verso le loro (dai su, diciamo nostre) radici e forse di un’intera scena musicale.
(Altered End) Gli Erdh sono francesi e quando ho letto che si dichiarano una band (in realtà è un duo) nel cinematic metal, ho da subito pensato che avrei affrontato sonorità profonde, magari anche introspettive, sicuramente sperimentali ma di una certa scorrevolezza.
(Eleven Seven Music/EMI) Shhh, zitti! Non dite nulla, ma questa recensione non avrei dovuto farla io. Non competeva a me, ma ad un collega che si occupa di questo genere, ma io sono sempre stato leale in redazione e come tutti i bravi ragazzi ogni tanto un peccatuccio dovrò pur commetterlo.
(Old School Metal Records) Gli Anger As Art, band thrash/speed metal, del veterano Steve Gaines (Abattoir, Bloodlust, Tactics, Bitch, Dreams of Damnation, Pagan War Machine) sfornano un nuovo album a quattro anni da “Disfigure”. La release presenta anche qualche ospite,
(Black Widow Records) The Black: un mito oscuro della scena undergound italiana, legato a doppio filo al nome del chitarrista e pittore Mario Di Donato. Nel corso di una carriera iniziata nel 1988, la band ha pubblicato sette album. “Refugium Peccatorum” è il terzo, originariamente dato alle stampe nel 1995
(Grau Records) Totale mancanza di luce, di una luce che illumini la vita. Un percorso triste, malinconico e decadente, attraverso un album che è un autentico macigno. Un album molto elaborato, contorto, capace di generare emozioni oscure e profonde. Ogni suono risulta molto ben bilanciato, curato,
(Stallion Rex/Funeral Industries/Voice of Azram) Marciume tradotto in musica pesante, dannatamente lenta, ossessiva, oscura. Malsana. Doom nella sua forma più letale, con componenti che spiazzano, deviano. Suoni elettronici. Strumenti inconsueti. Stranezze melodiche.
(Listenable Records) Questa band svedese di doom/stoner ha sicuramente il nome più lungo che mi sia capitato di incontrare! “The cosmic Child” è il loro secondo album e si compone di sei tracce, quattro delle quali sono delle lunghissime litanie dai toni mistici e magici. Se ascoltando “The great Leveller”
(Revalve Records) Un album interessante questo dei livornesi Absolute Priority. “Hunter” è un concept album che mette in mostra un progressive metal in buona forma, tecnico e melodico insieme, espresso da un collettivo di sei musicisti (che suonavano in Icycore e Celephias)
(Autoproduzione) Gli Yuvigi sono una band progressive metal direttamente dalla Bulgaria, giusto per rimarcare che il metal non ha confini né geografici né di sorta in genere. Il sound del loro disco è un prog vecchia scuola a cui si aggiunge un pizzico di AOR calibrato su nomi come Shadow Gallery, Rush,
(High Roller Records) Questa band è nel novero di quelle che ho sentito nominare spesso e dunque conosco solo di fama, senza aver mai ascoltato nulla. Mi capita di farlo adesso, nel 2013 e dopo i loro quasi 20 anni di carriera. Teutoni e thrasher. Incazzati neri e rognosi su questo nuovo album,
(Graviton Music Services) I Cayne nascono grazie a due ex Lacuna Coil, Raffaele Zagaria e il purtroppo da poco scomparso Claudio Leo. La band ha già realizzato un full length nel 2001, dal titolo “All Faded Pictures”. “Cayne” è un album collocabile tra sonorità rock e metal, direi di stampo americano,
(This Is Core Music) Credo di aver scritto altrove che l’hardcore melodico mi fiacca l’anima e se ricordo male di averlo fatto, allora utilizzo questo spazio dedicato ai milanesi Out Of Date per scriverlo adesso. E’ un genere, l’hardcore, che o lo suoni così com’è oppure sembra di stare di fronte ad altro.
(Autoproduzione) Immaginate una ragazza che tenta di mettere in piedi una death metal band con i propri coetanei. Una situazione normale, come lo è il fatto che le cose non vadano bene e la band non decolla. A volte i ragazzi quando hanno un problema si rivolgono ai propri genitori,
(Massacre Records) Nuovo lavoro per questa formazione dei dintorni di Parigi, la quale nel 2011 ha reclutato alla voce la brava Chaos Heidi e il batterista Vince Kreyder (Fairyland, Rosa Crux). Autori di un melodic metal che a momenti alterni sposta le proprie iniziative tra il gothic, il symphonic,
(My Kingdom Music) Fuori tetti innevati e la luce del giorno che arriva attraverso un cielo bianco. C’è solitudine e di li a poco, con lo sbocciare dei primi suoni di questo album, si ripropone un amore nato tre anni fa. “Io Sono un Errore” era un album toccante e di rara bellezza.
Riccardo Gioggi è un “axeman”, un “guitar hero”, un “virtuoso”, per dirla nei modi in uso nel metal per indicare un chitarrista con particolari doti tecniche. Gioggi però è anche un musicista, compositore e con spiccate doti melodiche all’interno delle sue composizioni, racchiuse nell’album solista di debutto dal titolo “A Theory of Dynamics”, licenziato dalla Digital Nations di proprietà di Steve Vai. Questa intervista offre la possibilità di conoscere una persona cordiale, disponibile e con un bagaglio di esperienze interessanti.
(Suspiria Records) Celebrare i Dark Tranquillity e la loro musica, è questa la finalità di “The Final Resistance”, un tributo di quindici band che propongono le proprie chiavi di lettura (ma in questo solo alcune di loro) e un sound rivisto e adattato a quello proprio. Ecco l’elenco:
(Avantgarde Music) Metastasi necrotica di qualsiasi barlume di speranza. L’apice della decadenza e della depressione. Morte. Poi la risurrezione concepita per predicare nuova morte, nuova oscurità. Tornano Sargatanas e Cernunnus, gli oscuri sacerdoti che diedero un’anima dannata
(Go Down Records) Immaginate degli occhi che sanguinano. Dovrebbe essere una scena forte, roba da film horror. Gli accordi iniziali di “Arrotino” potrebbero essere una perfetta colonna sonora per il genere, ma la voce di Alberto che declama cose tipo “Donne è arrivato l’arrotino, ricchi premi…”
(Autoproduzione) Riff molto potenti e totalmente metal. Chitarre che viaggiano tra strutture modern metal, thrash metal e a tratti anche heavy metal. Il tutto è sorretto da un impalcatura ritmica anch’essa robusta, ma allo stesso tempo dinamica. I francesi Under The Abyss hanno qualcosa di tecnico
(SG Records) Dopo una buona manciata di anni arriva sul mercato un nuovo album degli abruzzesi Thy Gate Beyond, nella quale formazione ormai è rimasto il solo Guido D’Agostino. Il resto della band è cambiata, il sound è invece un sostanzioso e lucido salto nel thrash/speed metal di vecchia scuola.