MISERICORDIA – “Throne Of Existence”
(Deepsend Records) Che mazzata! Gli Svedesi Misericordia, con questo “Throne Of Existence” hanno realizzato un lavoro che non esito a definire come uno dei migliori albums black metal mai usciti. La band di Norrkoping è, infatti riuscita a coniugare alla perfezione la furia del black metal primordiale ad un tasso tecnico di altissimo livello, unendo idealmente in (altro…)
(Fat Brek) Una band con una discreta esperienza alle spalle, maturata in oltre una dozzina di anni partecipazioni dei singoli maturate in diverse band croate, alcune delle quali note anche a noi italiani, come gli Omega Lithium e i Mass Hypnosis. Concretamente però il combo di Rijeka
(Stygian Cript) I viking metallers Miellnir debuttano dall’Ucraina con un buon disco di genere, che mescola suggestioni bathoriane ad altre che fanno pensare ai Thyrfing o alla frangia più blackeggiante del genere. I nostri, come i più scafati sapranno, prendono il loro nome dal martello di Thor, Mjöllnir, letteralmente ‘il maciullatore’.
(Battlegod Prod.) Tony Mills a 53 anni rappresenta classe e capacità. I Shy, i TNT, i Siam e tutto il resto sono delle situazioni musicali che ha vissuto, non sono abbastanza per descrivere quanto lui sia capace di spaccare in due un microfono e i sensi dell’ascoltatore. Tony, voce power, impostazione
(In-Akustik) “Sette è il numero dei peccati capitali”, recita la strepitosa “Vigilante Man”, terza traccia di questo capolavoro di rock e metal! Ma i peccati capitali qui sono ben dodici, peccati che portano direttamente all’inferno, il fantastico inferno del rock’n’roll! E chi troviamo all’inferno? Chi sono i demoni che con il
(Eat Lead & Die Music) Monsterworks, uomini che costruiscono un’identità e musicisti che costruiscono il proprio sound. Qualcosa che è il loro essere, attraverso il tempo è diventato ciò che “The Existential Codex” comunica. Dodicesimo album, erede di cose altrettanto
(Season of Mist) Geniali. Pazzi. Sconvolti. In equilibrio assurdo tra demenza decadente e pungente ironia infestata di goliardia. Questo culto del sangue, questo EP dovrebbe essere il remake di alcuni pezzi del primo loro album “The Apotheosis”. A parte il fatto che non conosco il loro primo album, è comunque difficile
(Massacre Records) Mentre aspettiamo la seconda parte della saga fantascientifica “Starwolf” (
(Century Media) Dopo il singolo dello scorso agosto il quale, con brutalità, annunciava il ritorno di questa band tedesca, ecco finalmente il full length! Una band emersa a fine anni 80, con all’attivo solo tre album prima dell’oblio… del silenzio… interrotto l’anno scorso… l’anno della
(Inazuma/Rock’n’Growl) Ecco qui un disco pronto per il fuoco, astioso e incattivito, di coloro che odiano per partito preso il power metal! I Melodius Deite, che vengono nientemeno da Bangkok, Thailandia, confezionano un secondo full-“length” di symphonic power che trabocca dei cliché del genere.
(Svart Records) Qualcuno per favore fermi quelli della Svart! Troppo buone le loro uscite ultimamente. Così rischieranno di monopolizzare gli stereo di ogni buon appassionato di musica estrema. Questo giro tocca ai finnici
(Autoproduzione / Crime Rec.) “Satana” apre con sulfurea atmosfera questo album che nella sostanza si ancora al thrash metal, pur vivendo di impennate stilistiche care al death metal e a soluzioni vagamente prog. Anche la seguente “Blast the Sun Away”, mette in chiaro
(Nuclear War Now! Productions) I Morbosidad rappresentano una sorta di icona della scena estrema americana, o almeno di un pezzo di essa. Nati in California e trasferiti successivamente in Texas, Tomas Stench, storico vocalist, e i suoi colleghi hanno
(Inverse Records) A distanza di un anno dal debutto “Sound Of Desperation”, si ripresentano sul mercato i Miasmic Theory con questo album auto intitolato. Svedesi fino al midollo, la band di Gothenburg propone un’interessante commistione tra riffs tecnici e intricati si scuola Meshuggah e parti più prettamente
(Autoproduzione) I polacchi Morte esistono da oltre un decennio vissuto con alcuni alti e bassi. La death metal band dell’Est ha realizzato poche cose fino ad oggi e “Serpent King” continua la politica dei piccoli passi, è infatti un singolo di tre pezzi che raccoglie
(Moscow Funeral League) Gli split nel doom assumono un significato del tutto diverso rispetto ad altri generi. Vuoi per la lunghezza dei brani, vuoi per l’aura catacombale che aleggia in ogni gruppo doom che si rispetti, questi lavori assurgono spesso e volentieri a livelli paragonabili se non superiori ai più blasonali LP. Ma veniamo al contenuto: i My Shameful,
(Moskow Funeral League) Prolifici i My Shameful. In poco più di una decade hanno sfornato ben sei album. E la qualità media si è sempre assestata su buoni livelli. Che cosa propongono i finlandesi? Doom, doom e ancora doom, quello lento e catacombale, con suoni lievemente settantiani e cantato in
(Autoproduzione) Croati, i Mass Hypnosis sembrano avere un certo seguito nell’est Europa. Figli di un paese deflagrato da anni di guerre, i nostri propongono un industrial piuttosto pesante dove tastiere e voce la fanno da padroni. Il testi sono spesso riconducibili a rivendicazioni di tipo socio-politico (in questo caso l’origine
(Funeral Noise) I californiani Monolith si vogliono solo divertire, lo dicono chiaro e tondo: e così la mezzora del loro debut va presa con la debita ironia, perché “Against the Wall of Forever” è un disco che farebbe incazzare a morte qualunque true defender of steel. I nostri dichiarano di suonare ‘pure metal’ ma questo,
(Autoproduzione) Già la copertina non annuncia nulla di esaltante, con tanto di lametta nel logo… trattasi di un progetto ucraino in cui i musicisti soffrono. E soffrono così tanto che vogliono cantarlo al mondo e maledirci perché di sicuro il loro malessere è colpa nostra. Sei tracce (due strumentali e quattro “cantate”) fatte di note sofferenti e arpeggi depressoidi… il
(Dark Essence Records) Strana creatura questo trio islandese. Ormai all’undicesimo anno di attività, non hanno mai scritto uno spartito dello stesso genere del precedente. Iniziano con il black, poi passano al death ed infine il loro debutto del 2010 “Fixation, at Rest” tocca territori post metal, ricordano gli Isis… fino ad oggi, dove si manifesta un ulteriore
(Nuclear Blast Records) Hanno mai sbagliato un colpo i Melechesh? A detta di chi scrive la risposta è un solenne no. Risposta che non cambia all’ascolto di questo nuovo lavoro. Meno peculiare come suono rispetto ai platter precedenti, questo album si caratterizza per il suo essere diretto, senza troppi rimaneggiamenti o aggiunte in studio. Ormai anche questo è distinguersi
(Killer Metal Records) Non un vero e proprio album, ma una sorta di raccolta con qualche inedito per il vulcanico chitarrista di Los Angeles (e culturista, non dimentichiamolo) Maxxxwell Carlisle. “Visions of Speed and Thunder” ha diverse anime: è un disco da guitar hero, ma contiene anche tanto us power metal, e non disdegna toni shred.
(AFM Records) Delle due principali creature dell’axe man Dushan Petrossi -lo confesso- ho sempre preferito gli Iron Mask. Questo è già un complimento, considerando che sono entrambe creature della stessa persona la quale -anche se spesso non riconosciuto- ha un talento creativo immenso tale da mantenere le due identità separate, distinte… creando
(UKEM Records) Secondo EP per i Masochist, band Inglese che propone un brutal death metal old style. Il sound dei Benediction, viene brutalizzato con influenze Floridiane, mescolando così le atmosfere oscure tipiche del death metal Inglese, con quelle marce del brutal d’oltreoceano. L’opener “Prologue To Prolapse” ha un
(Memento Mori) Full length di debutto per i Morbidity, band proveniente dal Bangladesh, a conferma del fatto che, talvolta, le releases più convincenti provengono dai posti più inaspettati. La loro proposta è un death metal old school, dalla forte matrice thrash, tipica dei primi lavori di
(Autoproduzione/The Orchard) La semplicità è qualcosa che paga sempre, porta soddisfazioni e dà sicurezza. Stefano detto S.P. Jesus ha pensato cinque anni fa di fare girare la propria chitarra su cose meno ‘toste’ rispetto al death metal dei Natron: il rock ‘n’ roll è stata la soluzione. Infondervi cose stoner, hard rock, rock
(Napalm Records) Nel 2011 in molti si sono chiesti se con “Alpha Noir” i Moonspell avessero inaugurato un nuovo corso nella loro discografia. Ascoltando il nuovo “Extinct” non si può dare una risposta univoca. Che cosa si sono inventati i lusitani questa volta?
(Iron Bonehead) Il black è un sottogenere che ha fatto, nelle sue manifestazioni più radicali, dell’oltranzismo una bandiera. Un principio da seguire. Se da un lato questa scelta stilistica ha tagliato fuori molte possibilità di evoluzione della scena stessa, dall’altro lato non si
(Hells Headbangers) Un quarto d’ora di violenza sonora, quello offerto dagli spagnoli Mutilated Veterans nei cinque brani che compongono questo “Necro Lust Warhead”, primo 12” EP della band. Il genere proposto è un crust dalle forti tinte D-beat incrociato col death metal. Il mini si apre con “March Of The Mutilated”, intro marziale che cede subito il posto “War
(Shadow Kingdom) La Shadow Kingdom continua la propria meritoria opera di ristampa dei classici dei Manilla Road: dopo “Invasion” (
(Century Media) Marduk: non servono presentazioni, non servono spiegazioni. E’ da un quarto di secolo che devastano il mondo con il loro personalissimo black metal, con la furia incontrastata della loro musica, dei loro concerti, dei loro testi. “Frontschwein” è il tredicesimo capitolo, il quinto con Mortuus alla
(Unholy Prophecies) A tre anni di distanza dal debutto “Reborn In Death”, gli Spagnoli Morbid Flesh tornano con questo EP di sano, classico e potente death metal di stampo Scandinavo. La pressoché totale mancanza di originalità è sopperita dalla convinzione con cui questi ragazzi distribuiscono le loro mazzate all’inerme ascoltatore.
(Moribund) Shatraug: oscuro personaggio finlandese che al black metal ha dato -e continua a dare- molto. Behexen, Black Stench, Drowning the Light, Foudre Noire, Horna, Necroslut, Sargeist… alcuni -non tutti- i progetti dove questo artista partecipa come chitarrista, bassista, tastierista, vocalist o addirittura come one man band. La
(Autoproduzione) Myrkagav è il progetto solista di Lars Jensen, polistrumentista norvegese che dal 2003 ha allineato diverse produzioni minori e un full-“length”. Qui ci occupiamo del suo nuovo singolo, che racconta la storia di un uomo maledetto da una strega e degli sforzi della moglie per salvarlo. Il brano