SAINT REBEL – “Saint Rebel”
(Mighty Music/Target) Dannatamente grintosi, maledettamente esplosivi! Tuonano dalla Danimarca, e come i compaesani D-A-D producono un rock poderoso, personalissimo, ottimamente suonato e composto, e questo secondo omonimo lavoro offre quasi cinquanta minuti di hard rock pesante, ricco di groove, ricco di (altro…)
(Iron Bonehead) Senza tregua la costante devastazione del mondo da parte delle releases della Iron Bonehead. Tanto per iniziare l’anno sotto i migliori auspici, festosi auguri, feste luminose e piene di allegria, ecco uno split all’insegna della pura negazione di quanto sopra, della vita stessa. Il titolo dello split è decadenza
(Avantgarde Music) Il black metal dei Sordide sprigiona melodie angoscianti, cariche di misantropia e odio verso il creato. Il modo di suonare di Agorn e Mortenak, i due musicisti che si cimentano in questi sette brani da quarantaquattro minuti, è maestoso.
(Metal Scrap Records) Secondo ep per gli ucraini Dreams of Victory, attivi fin dal 2002, che trattano in questo quarto d’ora di symphonic gothic metal delle tragedie che hanno attraversato in questi mesi la loro terra natale. Il problema della band mi sembra l’assenza di un cantante di rilievo,
(Cold Raw Records) Sussurri, dicerie e qualche parola scritta carpita in giro, mi avevano fatto intendere che il nome Malamorte fosse qualcosa di notevole. Ricevere dalla Cold Raw “Tha Fall of Babylon” per scriverne la mia opinione, mi ha restituito la
(Rapture Records e altre) Giunti alla settima pubblicazione (di cui il terzo full “length”) i brasiliani In Torment lasciano davvero senza fiato. Una band che a parere di chi scrive non avrà alcuna difficoltà ad affermarsi a livello sia nazionale sia internazionale.
(Blood Harvest) Debutto discografico per gli Statunitensi Kurnugia, band nata nel 2012 e formata per tre quarti da ex membri dei deathsters Decrepit. Nei due brani contenuti in questo EP, l’influenza della band madre è palese, anche se le atmosfere oscure dei Decrepit sono parzialmente accantonate in favore di un sound più
(Maple Metal) Secondo album per i canadesi Suddenflames (sì, si scrive tutto unito), band di classico heavy metal con venature power in forza alla conterranea Maple Metal. Nessuna sorpresa e tanta energia nei nove brani di media durata di questo disco, che offrono un intrattenimento disimpegnato per defenders tradizionalisti.
(Hells Headbangers) Se si parla dei Perdition Temple bisogna parlare di quella macchina frantumaossa che risponde al nome di Angelcorpse. Perché qui siamo di fronte a una delle tante creature musicali sfornate da Gene Palubicki (qui solo in veste di chitarrista) dopo lo split con il resto della band nel 2009.
(My Kingdom Music) Appena tornati da una tournee europea con Tarja, i Crimson Blue ci propongono il loro secondo disco: è ancora una volta la My Kingdom Music a farsi paladina, in Italia e nel mondo, di sonorità moderne e intriganti, fra gotico, elettronico e avantgarde, come quelle proposte dai russi. Si inizia con “Locust”,
(Unique Leader) Primo full length per i Perugini Bloodtruth, nati nel 2009 come side project di Paolo Rossi e Francesco Paoli dei Fleshgod Apocalypse, ai quali si è unito il chitarrista Stefano Rossi Ciucci, unico membro superstite di quella line up. Fin dall’inizio, il gruppo si allontana dalle sonorità della band
(Mighty Music) Nel debut dei danesi Annominus c’è un po’ di tutto, quindi i puristi stiano decisamente alla larga: i nostri offrono all’ascoltatore un cocktail di melodic metal ruvido, un po’ di groove a stelle e strisce, sprazzi di power tedesco e addirittura qualche sonorità grunge o post grunge
(Nuclear War Now Productions) EP di debutto per i Canadesi Revenge, band nata una quindicina di anni fa dalle ceneri dei Conqueror. La proposta musicale del combo è un mix di death, thrash e black metal basati sull’impatto, un assalto frontale in cui è precluso ogni accenno alla melodia, a favore di una ferocia esecutiva
(autoprodozione) Adoro tutto quello che sta dietro agli italiani Hell’s Chopper. Citando la loro presentazione, ovvero “motociclette, ballerine mezze nude, alcol, notti senza fine, sudore e Rock’n’Roll”, posso sentirmi completamente… a mio agio! Sono sicurissimo che una band come questa,sul palco di un
(autoprodotto) Natura. Oscurità. Sofferenza. Soffocamento. Una unione dissacrante di elementi post metal che trovano le radici nel black e nello sludge. Tre quarti d’ora scanditi da sei maestose traccie che rappresentano il debutto di questa band polacca che riesce ad integrare sublimi momenti atmosferici,
(Infernö Records) Ci sono alcuni dischi che sono facili da recensire: per la loro brevità, perché percorrono direzioni musicali già molto frequentate, per l’immediatezza del songwriting e la piacevole prevedibilità di alcune soluzioni. Non sono dischi brutti, ma difficilmente estenderanno la loro fama
(SPV) Assieme a molti altri colleghi recensori, negli ultimi anni mi sono entusiasmato per tanti prodotti composti da giovani e giovanissimi nello spirito dell’heavy metal degli anni ’80: ho lodato (e sia chiaro, continuo a farlo!) dischi che non avevano assolutamente nulla di originale, ma erano capaci di ricreare,
(Xtreem Music) Sorprendente debutto per gli Iraniani Azooma, attivi dal 2004, inizialmente come cover band di Metallica, Death, Iced Earth. Ben presto il combo decide di scrivere canzoni proprie, orientandosi verso un death metal piuttosto brutale ed iper tecnico, con molte parti soliste dal sapore
(High Roller Records) Trentaquattro minuti di heavy/speed metal come nel 1984: fine della recensione. Gli svedesi Air Raid conoscono bene il loro target di pubblico e lo servono alla perfezione: chi ama gli Enforcer, gli Striker, gli Steelwing, i RAM e la relativa compagnia scandinava può comprare a occhi chiusi questo album,
(Quarock Records) Ti piace subito. Ti stuzzica. Riesce a incuriosirti, ma più di ogni altra cosa a viverlo, sentirlo, farlo tuo. “Dr. Fausten (Und der höllische Anleihe)” dei Modenesi Graves Of Nosgoth abbina blackened, gothic e alcuni elementi tipici dell’heavy
(Autoprodotto) Mi piacciono le autoproduzioni. Pur non essendo una prerogativa sufficiente, risulta spesso necessaria per chi vuole dire la sua senza bisogno di accontentare nessuno oltre a se stessi. Niente ore e ore di mixaggi, tracce su tracce, prove e controprove. No, in questo caso di solito si affitta uno studio
(Memento Mori) Provengono dalla scena di Boston i Zealotry e da buoni americani si esprimono attraverso un death metal piuttosto ragionato, fatto con sequenze e parti che si incastrano attraverso un atteggiamento dinamico e variabile. “The Charnel Expanse” è
(Limb Music) Dopo un album omonimo autoprodotto nel 2011 i Firewölfe devono aver suscitato interesse, tant’è che sono stati reclutati tra le schiere metalliche della tedesca Limb Music. Allora: cosa dobbiamo aspettarci da questo combo statunitense? Osservando il flyer promozionale mi si parano di
(Cyclone Empire) Già conosciuti in Metalhead per gli album “Deathevokation” (
(Autoproduzione) Dop due ep, i tedeschi Darkest Horizon si sentono pronti per il full-“length”, e dispiegano 55 minuti di epic death metal che ha molti punti di contatto con gli Ensiferum, i Children of Bodom e soprattutto i Wintersun, data la comunanza di temi spaziali e metafisici. Per il genere suonato,
(Autoproduzione) Dal Missouri mi arriva inaspettatamente uno di quegli album power metal sinfonico anni ’90 come piace a me: lo compongono gli Alsatia, formazione all’esordio ma con un sogno per niente modesto, ovvero quello di sfondare non solo in USA, ma anche in Giappone e in Europa! 
(Pure Steel) Fra le band di giovanissimi che suonano heavy metal rock come negli eighties, ovvero quella miscela primordiale di heavy metal classico, NWOBHM, speed e hard rock patinato, i californiani Space Vacation sono certamente fra i più capaci: 
(Kaotoxin Records) Split cd all’insegna della musica estrema quello proposto dagli Atara e dai Miserable Failure. Le bands, entrambe Francesi, mostrano due modi diversi di intendere il grindcore: i primi si rifanno molto alle sonorità che hanno reso grandi acts come Napalm Death e Terrorizer, con un
(Cold Raw Records) Annunciato come un EP, “Don’t Worry, It Will Be Worse” è forse qualcosa di più per Dasap. Questo moniker è pilotato dal francese Julien D., il quale ha alle spalle due progetti, uno chiamato Element, con un demo tape
(Aenima Recordings) Interessantissimo debutto per i Piemontesi Egosystema, band nata solo nel 2013, m a con una maturità compositiva invidiabile nonostante la recente formazione. Il genere che propongono è una commistione tra post grunge, echi nu metal ed heavy metal moderno sulla scia degli Alter Bridge, con i testi in
(Autoproduzione) Per iniziare bene il 2015, da Terni ci arriva l’ep di debutto dei Nightraid, che ci offrono quattro pezzi assai godibili e spontanei fra hard rock ed heavy metal. Si comincia con l’arrembante “Stanby”, non lontana da certe cose di Pino Scotto o della Strana Officina: 
(Pure Steel) Conoscete la storia: i Wretch sono una delle tante band sorte a metà degli anni ’80, messe nel ghiaccio per due decenni e risorte in quest’epoca di revival. I nostri hanno conseguito ultimamente, devo dire, una certa notorietà, dato che la loro “Make this Garden burn” è da qualche tempo la ‘sigla’ dell’Headbangers Open Air.