SPIRALE – “Spirale”
(Bananophono Records) Spirale, vortice, discesa e perdersi; smarrire i sensi e andare alla deriva. Il suono dei marchigiani Spirale è questo, una deriva, una dilatazione delle barriere e loro relativa esplosione. Un annullamento delle identità che passa attraverso un bilanciamento tra sludge (altro…)
(Autoproduzione) Debutto sulla lunga distanza per gli Statunitensi Sorxe, band nata nel 2012 con all’attivo un EP dal titolo “Realms”, uscito nel 2013. Le sonorità in cui si muove questo quartetto
(Inverse Records) Se non fosse per il cantato a tratti in growl e la chitarra elettrica questi finlandesi manco c’entrerebbero con il metal. Ma non è un difetto. Anzi, i finnici propongono
(Autoproduzione) Certo il nuovo continente non è proprio la patria del black. Ce ne danno la prova i Shroud of Despondency, che con questo album hanno deciso di scrivere la parola “fine” a questo progetto musicale. E lo fanno con sei tracce di black furente e
(Rock’n’Growl) I danesi Momentum hanno cambiato nome: ora sono i Savage Machine, ma propongono pressappoco lo stesso grintoso e incisivo melodic metal. L’ep “Through the Iron Forest”, il primo prodotto a uscire con questo monicker, lo dimostra chiaramente fin dal riff della quasi titletrack “Iron Forest”,
(Inverse Records) Debutto per i finlandesi Sumia, che creano un rock alternativo ricco di energia ma anche di una malinconia, il quale descrive un senso di pace legato alla natura, alla visione rilassante di un tramonto in una terra libera, selvaggia, pura. Le dieci tracce sono
(Gaphals) Album di debutto per i Siberian, band Svedese che aveva precedente registrato un paio di demo sotto il monicker Shrine. Lo stile del quartetto si avvicina a quello degli Statunitensi Mastodon, vale a dire un mix di ritmiche potenti, mai troppo veloci, in cui si inseriscono rallentamenti sludge, vocals
(Ghost Dancer Music/Cargo Records) Debutto di altissima classe per gli Skyscraper, band che vanta tra le proprie file delle vere e proprie istituzioni dell’hard rock melodico, come Lee Small (Shy) alla voce, Tor Talle (Joe Lynn Turner, Fergie Frederiksen) alla chitarra e Dave Boyce (The Quireboys) al basso. Le
(Mighty Music/Target) Spietato black danese. Feroce. Aggressivo, ma anche atmosferico, capace di offrire melodia dentro l’assalto frontale costituito da riff veloci, tremolo, singing devastante e drumming brutale. E’ proprio il drumming che attira la mia attenzione, in quanto Troels Pedersen si rivela instancabile,
(In-Akustik) “Sette è il numero dei peccati capitali”, recita la strepitosa “Vigilante Man”, terza traccia di questo capolavoro di rock e metal! Ma i peccati capitali qui sono ben dodici, peccati che portano direttamente all’inferno, il fantastico inferno del rock’n’roll! E chi troviamo all’inferno? Chi sono i demoni che con il
(Autoproduzione) Come annunciato
(Pitch Black) La formula è rodata: i Sacred Blood prendono un mito o un avvenimento storico della loro terra d’origine, la Grecia, e lo mettono in musica con buon mestiere e qualche sincero picco d’entusiasmo. L’esordio fu dedicato alle Termopoli; seguirono le vicende di Alessandro Magno
(Doomentia Records) Nuovo album di questo trio nato sul finire degli anni ’80 (all’epoca la formazione era più ampia) in Pennsylvania e che in questo nuovo secolo suona un thrash/death/blackened che offre scampoli di matrice teutone e in minima parte della Bay Area. Linee del riffing
(Pure Steel) Il demo di debutto degli Shadowbane aveva suscitato una certa curiosità nell’ambiente dei defenders: una band tedesca (per la precisione di Amburgo) che suona in modo così americano non può passare inosservata… tuttavia ci sono voluti quasi cinque anni perché il full-“length” vedesse la luce (naturalmente sotto l’egida della Pure Steel).
(Graviton Music) All’origine di questo progetto c’era Arjen Lucassen. Lui e Marcela Bovio erano il perno su cui basare idee e soluzioni. Poi Lucassen è andato avanti con altre cose, mentre gli Stream Of Passion si sono costruiti un’identità forte. Da soli e certi delle proprie capacità, su tutte il talento
(Drown Within records) Se vuoi fare un disco così devi saper suonare. Ma non basta, devi saper coinvolgere l’ascoltatore e portarlo dentro la musica, farlo sognare, impaurire,
(Thunderforge Records) Dopo cinque anni di silenzio ecco tornare in pista i lituani Skyforger, una delle prime band dell’est europeo a sfondare anche sui lidi occidentali (i nostri sono in attività dalla fine degli anni ’90). “Senprusija” è un album che mostra diverse sorprese, ma non tradisce lo spirito della band: ancora una volta,
(Selfmadegod Records) Io ero un adolescente, loro esistevano da pochi anni e già la loro discografia era cospicua e c’era un amico più grande di me che aveva molti vinili. Non sono più un ragazzo, il mio amico continua a essere
(Bizarre Leprous Productions) Full length di debutto per i Cechi Slup, band proveniente da Brno attiva dal 2010. La proposta musicale di questo terzetto è un death metal che sfocia spesso nel grind. I brani sono brevi e concisi, con qualche divagazione e cambio di tempo che li rende dinamici e variegati. Affini come
(Nuclear Blast) Sesto album per gli svedesi Scar Simmetry, ormai sempre più vicini a sonorità melodiche e easy. Fruibilità pura, meno estremismi, soprattutto grazie a una modernità del sound e del modo di comporre e con una maggiore ampiezza del groove, oltre a una buona
(Cruz del Sur) Sono presentati come la new sensation speed/thrash proveniente dalla Grecia… e probabilmente è così! I Sacral Rage, da Atene, giungono al debut dopo diverse produzioni minori e certamente non sprecano le proprie cartucce… accattivando peraltro i possibili acquirenti con una cover originale e inquietante.
(Earthquake Terror Noise) Ritornano, a due anni di distanza dal debut album “Camping The Vein”, i Fiorentini Sofisticator, attivi dal 2009 e già con una vasta esperienza live, avendo suonato di supporto, tra gli altri, ad Exodus e Artillery. Dopo una girandola di cambi di formazione, la band sembra aver trovato una line
(Inverse Records) I norvegesi Sarpedon, lo ammetto, mi hanno colpito: la definizione ‘prog’ sta decisamente stretta alla loro musica, un connubio di generi a tratti impazzito, ma senza eccessive divagazioni intellettualistiche o fini a se stesse. Non lasciatevi quindi fuorviare dal logo black, genere di cui sono presenti pochi accenni…
(Night in Terrors/Nihil Ultra) Suoni caldi ed atmosferici dalla fredda Finlandia. Gli Scapes sono una nuova realtà e questo è il loro interessante e convincente debutto. Tutto parte dal vocalist, in questo album anche batterista e chitarrista, artista già attivo su altre band estreme; a livello personale decide di creare qualcosa con voci clean,
(Iron Bonehead) Duo francese, ma dall’anima svedese. Le radici di questo death metal affondano nel terreno di Stoccolma, fertile landa dei Dismember e Grave. La cover di “Torn Apart” dei Carnage ne è un ulteriore dichiarazione. A queste coordinate
(Nordvis) L’oscurità e la decadenza delle due band svedesi, Grift e Saiva, si unisce in questo tetro split, ricco di malinconia in qualche modo legata alle tradizioni del loro paese, al folklore di quelle terre. Prodotto su vinile, presenta sul lato A la traccia “Skarprättaren” dei Grift (il titolo significa “Il Boia”),
(Autoproduzione) Hanno una immagine ben poco raw & wild (andate a vedere il loro profilo facebook per farvi un’idea), ma ci sanno fare: gli Steel Inferno, band internazionale di stanza a Copenaghen, presentano un 7’’ autoprodotto in 300 copie di classico heavy anni ’80.
(Sony Music) Cinquant’anni di carriera e non sentirli! Dopo il Farewell Tour dello scorso anno, gli Scorpions hanno cambiato idea e, anziché appendere gli strumenti al chiodo, pubblicano questo album, che mostra una band ancora in ottima forma dal punto di vista esecutivo. Le composizioni, a quanto pare, risalgono agli anni ’80, ma non sono mai
(Autoproduzione) Debutto discografico per Sinatras, progetto ad opera di Emanuele Zilio, chitarrista degli hardcorers Strange Corner. Pur essendo ancora ben presenti le sonorità hardcore (l’influenza degli Hatebreed è ben presente), i Sinatras spostano il tiro a favore di un death’n’roll, sulla scia di bands come Entombed (post “Wolverine Blues”),
(Nerocromo Music/Heart Of Steel Records) Metallo puro, rovente e tagliente direttamente dal Sud America, da San Paolo, Brasile. Schietti, potenti, meravigliosamente classici, offrono un heavy metal carico di energia, di riff power and heavy, costellaoi da assoli micidiali e veramente ben curati. Questo loro secondo full length è stato pubblicato un anno
(Avantgarde Music) Percepisco un tocco di crudeltà nel recensire questo mini album. Vedete, il mondo musicale moderno è strapieno di labels che sfornano milioni di bands. Ogni giorno. Bands che poi nessuno sentirà mai, o che tireranno a campare con qualche gig non lontano da casa e quei 200 “likes” sul social. Prima di smettere. Per sempre. Ma è una
(autoprodotto) Dopo un ottimo disco (“La Fuga”, del 2012) ed un attraente singolo (“Senza Fiato”, fine 2013), mi aspettavo -e lo scrissi in altri articoli- un nuovo album di una band Italiana molto valida, quasi una eccezione tra i miei interessi, considerato che cantano in lingua madre. L’album non arriva, e probabilmente la ragione è quella più ovvia: la band è stata
(Wraith Productions) Perdonate la divagazione, ma a volte c’è veramente da doversi inventare ogni cosa per poter rendere conto ai lettori di una pubblicazione. Piomba in redazione questo pezzo di oltre tre minuti, accompagnano da note stampa che recitano: “Birth Throes, Shadows and Serpentine
(Solitude Prod.) Il duo russo Shallow Rivers, qui al secondo album, è dedito a un funeral/death/doom metal che alterna in modo intelligente durezze sonore e aperture melodiche. Fedelmente ai canoni del genere abbiamo in “The leader Ghost”, dalla copertina forse fin troppo minimale,