Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
HUNTRESS – “Spell Eater”
(Napalm Rec./Audioglobe) La Napalm Records li presenta come IL newcomer del 2012, e forse stavolta l’etichetta austriaca non ha tutti i torti! In ambito power/death, infatti, il debut degli Huntress ha una carica disumana che gli permette di distanziarsi notevolmente dalle ‘solite’ uscite del genere. Ovviamente la band non inventa nulla, ma questo non è certo importante se la musica è un terremoto (altro…)
(Comatose Music) Ritornano gli Antropofagus e una band con un nome del genere non può che diventare un vero incubo, nel sapere che è ancora in giro! A quanto pare Metagrinder (chitarra) è l’unico rimasto dal debutto datato 1999, così si è tirato dentro Jacopo Rossi al basso (Nerve) e Davide “Brutal Dave” Billia (Putridity, Septycal Gorge) alla batteria e la voce è quella di Tya
(My Kingdom Music) L’intro leggiadra e sognante lascia pensare a qualcosa di etereo, delicato, rilassante, in questo “Nightrain to Samara”. Invece non è così perché i Kenos sono una band death metal che viene forgiato attraverso il sound tipicamente svedese, con grossi innesti melodici (filtrati però attraverso lo stile dei Fear Factory) su un tappeto durissimo e potente
(Dream Cell 11) Se “Parasynthesis” avesse avuto una produzione più incisiva, avrei assegnato un volto altissimo ai Levania: la band di Ferrara mi ha subito colpito per la freschezza del songwriting e per la capacità di creare atmosfere raffinate e sfuggenti, che davvero possono costituire – come sembra essere nelle intenzioni della band – una sorta di ideale colonna sonora del Romanticismo
(Bastardized Recordings) Se “Ther Mirror” aveva messo in mostra la band italiana, questo lavoro omonimo potrebbe proiettarli verso livelli di notorietà superiori. E’ arrivata la firma con Bastardized Recordings, etichetta consociata alla Massacre, l’album è stato poi affidato a Zack Ohren, il quale ha missato e masterizzato a Castle Ultimate (All Shall Perish, As Blood Runs Black, The Ghost Inside)
(Cyclone Empire) Sonno catatonico durato 53 anni. Un sonno di tortura, violenza, malvagità. Un’accusa pesantissima. Pazzia allo stato puro. Un bagaglio di misteri, morti, accuse, condanne. Un risveglio improvviso. Assurdo scherzo del signore del tempo. Pazzia che si somma alla pazzia. Terrore. Ispirata alla Miskatonic University di H.P.Lovecraft, questa storia, scolpita nelle tracce del secondo
(Autoproduzione) Con vigore e genuina energia le note di questo EP attraversano i diffusori ed esplodono nell’ambiente. Questi quattro italiani, di Comacchio, Ferrara, si scatenano con dei pezzi potenti, ben strutturati, una personale interpretazione di uno sludge con influenze southern, ma anche thrash. Cinque pezzi ben suonati che concentrano una buona dose di rabbia, nervosismo, violenza,
(Autoproduzione) Gli americani ci sanno fare con il death metal. Se questo, poi, è anche brutal, meglio. Loro son i maestri. Dal Colorado arrivano i Nexhymn, nome che trova le sue origini nel significato di inno a morte, natura violenta ed omicidio. Nome perfettamente azzeccato per una band capace di suonare queste sei pugnalate allo stomaco, sei esecuzioni capitali,
(Autoproduzione) Danesi e attivi fin dal 2004, gli Akoma presentano in questo ep un gothic sinfonico di classe e d’atmosfera: l’originalità non è forse la più spiccata componente del sound ma la lezione dei maestri è interpretata in modo egregio. “Bittersweet Memories” apre il disco su eteree melodie vagamente celtiche, mentre “Your Sacrifice” è un mid-tempo dai suoni decisi ma mai troppo sparati,
(Napalm/Audioglobe) Davvero singolare la parabola dei francesi Lonewolf: in un periodo in cui tutti i gruppi power si spostano verso sonorità più classicamente heavy metal loro compiono il tragitto inverso, probabilmente stimolati da alcune band di ultima generazione che hanno riportato in auge certi suoni guerreschi e boombastici quasi dimenticati. Rispetto al precedente “The dark Crusade”
(Autoproduzione) Di recente sono piombate, in questa sponda dell’oceano, diversi comunicati stampa sui Dreaming Dead, i quali hanno permesso di sottolineare l’esistenza di questa band. Loro sono di Los Angeles e chi si occupa di un grosso carico di lavoro per gli americani è Elizabeth Schall, chitarrista molto valida e cantante che usa lo screaming. Già autori di un album nel 2009,
(SG Records) Gli Ibridoma avevano fatto parlare bene di loro con il primo album omonimo. Sulla scia dei complimenti ricevuti, la band di Macerata non ha perso tempo a incidere un altro lavoro, affidato alle sapienti manipolazioni di Michael “Elvis” Baskette (produttore americano, ha lavorato con Incubus, Stone Temple Pilots, Limp Bizkit e RATT). “Night Club” è un heavy metal
(Long Branch Records) Prong, nuovo album. Un po’ come se il papà tornasse a casa e i bimbi saltano di gioia. Si, c’è da tornare bambini al pensiero di un nuovo album dei Prong. Loro sono tra quelli che hanno offerto qualcosa al metal, ma spesso passano sotto traccia. Mai sentito nominare il “crossover”? Ok, loro lo hanno modellato, forse non lo hanno inventato,
(Despise The Sun Records) Disco strano questo nuovo lavoro dei romani Southern Drinkstruction, nel senso che lo stile, il sound è una commistione di death ‘n roll (“Drunk Till Death”), southern death metal (“On Your Knees”, “Slide or Die!”), thrash (“The Man with No Name”) e hardcore (“Nasty Jackass”). L’attitudine a mischiare ed essere eccentrici è connaturata nel loro nome, per non essere banali
(Svarga Music) Sia benedetta l’Ucraina che partorisce figli dediti alle sonorità estreme e che, soprattutto, non si accontentano di essere cattivi e ossessionati dais uoni neri. Gli Svyatogor ne incidono un altro di album, il terzo, e il black metal del quale sono autori si è evoluto. Sfigurate le coordinate tipiche del genere, verso intercessioni death metal e sperimentali, con “Doctor Veritas”
(Steamhammer/SPV) Band storica. Uomo storico: Ralph Hubert, fondatore ed unico membro originale di questa geniale creatura tedesca. Difficile commentare, criticare, una pietra miliare della storia del progressive/thrash. I Mekong Delta non hanno mai veramente avuto la fama che si meritavano. Eppure la loro musica è sempre stata di alto livello, molto tecnica, innovativa.
(Autoproduzione) Sapevate che Udo Dirkschneider ha un figlio e che anche lui è un musicista, per la precisione un drummer? Sven si presenta al debutto (prodotto da Stephen Kaufmann, fidato chitarrista del padre) con questo ep che, in modo intelligente, sceglie di non seguire le orme paterne almeno per quanto riguarda il genere.
(Dark Descent) Seattle, terra del grunge. Una volta, forse, ma adesso c’è anche altro. In città sono nati gli Anhedonist, i quali hanno un sound sporco, catarroso, ma fiorito nell’humus del death metal e del doom metal. Morte, distruzione e disperazione. Quasi 10′ iniziali di “Netherwards” vengono occupati dalla canzone “Saturnine” (che bel titolo). Minuti allucinanti e disperati.
(Cyclone Empire) La sicurezza di un abbraccio, il calore che ne scaturisce allietando tutto ciò che ci circonda. All’improvviso, in una giornata piovosa – luce sottomessa all’ombra – l’abbraccio si trasforma in stretta violenta – sensazione di soffocamento – fine della speranza. Il calore svanisce, muta, si reincarna nell’alito fetido e freddo della disperazione, della decadenza.
(Steamhammer/SPV) Si può dire di tutto dei Running Wild odierni. Si erano sciolti ufficialmente nel 2009, e non facevano un album dal 2005. Ora arriva questo nuovo album. Mossa commerciale? Probabile. Noia della terza età? Può essere. Crisi creativa che ha avuto bisogno di una lunga pausa? Forse. Resta il fatto che stiamo parlando di una creatura storica, che risale agli anni 70.
(Hammerheart Records) Nuovo album per i deathers italiani Illogicist. Sempre più tecnici e progressive, sempre più raffinati, labirintici, cosa che viene fatta attraverso una nitida produzione che permette di udire ogni singolo strumento e nota. Sono passati alcuni anni da “The Insight Eye”, album mai troppo osannato, e lo stato di forma della band è davvero ottimo.
(Husk Records) Glass Coffin è una one man band (del Kentucky), di tale Josh Lay che suona un black metal MOLTO underground. La Crucial Blast(che distribuisce l’album, con annessa ‘zine blasfemo-artistica di 16 pagine) parla di lo fi black metal, forse un tentativo artistico per motivare la bassa qalità dela registrazione, di questo album che sa tanto di demo tape
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Possente essere non umano, androide dalla forza mostruosa. Mani artificiali con una forza aliena si chiudono a pugno e si abbattono sul suolo, generando un’onda d’urto terribile, devastante, annientamento totale,annichilimento completo. Queste sono le sensazioni che si provano quando parte questo album. Una fusione di hard (molto hard) rock, gothic metal
(Sleaszy Rider Records) Provengono nientemeno da Israele, i Desert, e devo dire che il palcoscenico mediorientale sta cominciando – con fatica – a interessare qualcuno anche dalle nostre parti. Almeno per quel che riguarda i generi classici le band della Terrasanta sembrano ignare degli ultimi sviluppi della scena europea ma questo si traduce, anziché in un danno, in un vantaggio
(Coroner Records) I Nodrama sono baschi e anche loro, come i connazionali Rise To fall, si accasano per il secondo album all’italiana Coroner Records. “The Patient” è un album di modern metal, con tinte di metalcore e ritornelli “alla mano”, fruibili, non sempliciotti ma tesi a centrare immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. I Nodrama hanno inciso a Bilbao, ma masterizzato il tutto in Svezia
(Darknagar Records) Sono una band russa gli Shturm, nacquero nel 2003 e nel tempo hanno avuto i loro cambiamenti. “Karmaruna” è il nuovo album e li vede esibirsi in quello che potrebbe essere un melodic black/death metal furioso, non esente dall’esprimere composizioni articolate e ricche di variazioni, con qualche passaggio nodale sul thrash metal,
(Bakerteam Records) Il precedente lavoro dei Gory Blister “Graveyard of Angels” era un album, almeno per chi scrive, da dover ascoltare più volte per poterlo inquadrare. “Earth-Sick” sembra avere più immediatezza, pur rimanendo fedele al death sound tipico della band. Nell’uno o nell’altro caso è certo che i Gory Blister siano tra le band italiane più importanti. Autori di un death metal sempre frenetico,
(My Kingdom Music) L’Alba di Morrigan è un complesso musicale che si esprime nell’ambito del post-rock, dell’alternative, passando al setaccio aspetti della psichedelia e del dark. C’è dunque la creatività sperimentale, ma sottomessa alle esigenze del rock (indie). Esigenze e tratti particolari, quelli elencati, che partoriscono canzoni anche di durate considerevoli, 
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Bisogno carnale soddisfatto. Risveglio da un coma profondo che dura da molti, troppi, anni, quasi tutti bui. Nikki Sixx, sul suo facebook, ha recentemente scritto che il vestirsi da scemi alla moda (odierna) non fa rockstar. Nikki si chiedeva anche quando l’oblio e la decadenza degli anni 90, i quali hanno sentenziato il declassamento del genere hard/glam rock,
(Bakerteam Records) “Here the Day Comes” è il quinto album dei Valkiria. “Here the Day Comes” è il quinto album di Valkus, colui che ha dato vita al progetto e che nel tempo lo ha educato e portato avanti. “Here the Day Comes” vede lo stesso Valkus e Mike alla chitarra e Giuseppe Orlando (Novembre) alla batteria. Il taglio è quello di un gothic-doom come c’era tempo fa,
(This Is Core Music) I NoWay Out From Madness hanno una storia breve che si concentra in tre date: 2009, la nascita, 2011 il primo album per l’etichetta britannica Copro Records/Casket Music e il 2012 per un EP di quattro pezzi, “Story of a Read Book, Broken Bottle and Smoked Cigarette”. Un sound massiccio che non è metalcore e non è post-hardcore,
(Dusktone) Messicani, e un po’sperimentatori nell’ambito del black metal. Li si definirebbe avant-garde, tanto per dare un’identità a questo universo agnostico, esoterico, a volte non convenzionale. “Los Tres Mundos” è un album che in parte trascende dal genere, perché in più punti i suoi contorni sono spessi ed espansi verso più direzioni.
(Premium Records) Eklipse sono un progetto che vede impegnate quattro musiciste di strumenti ad arco Helena (violoncello), Viola (viola), Miss E (violino) e Scarlett (violino), le quali sono attualmente in tour con i Nightwish. L’idea base è quella di riproporre pezzi altrui. Cover in chiave classica di brani che sono dei Coldplay, Depeche Mode, Kate Bush, Linkin Park, Lady Gaga
(Worm Hole Death) The Way Of Purity “è una entità complessa e internazionale” (dicono di essere di diverse nazionalità), dato che non agiscono “come una “normale” band e l’impostazione del progetto non è come di una usuale line up“. Era lo stesso Without Name, o come possa chiamarsi, a dirmelo due anni fa. Il primo album “Crossocore”