Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
AA.VV. – “Disciples of Blasphemy”
(UKEM Records) Metallo nero, lucido, riflette immagini distorte, orribili, mortali. Metallo temprato, duro, estremo, la pioggia battente e persistente dell’inghilterra non lo danneggiano, non lo arrugginiscono. Blasfemie ed inni al re oscuro. Sangue, dottrine del male, distruzione, crudeltà di altri tempi, oblio, negazione ripartiti su tredici tracce, (altro…)
(autoproduzione) Potente salto nel mio passato. Trasporto brutale verso un’epoca andata, ma mai veramente morta. Un’epoca dove il metallo era rovente, infuocato. Un’epoca dove la negazione era un arma, l’unica arma conto il sistema, contro tutti i sistemi. Negazione della società ovvia, dei valori scontati, dell’umanità ordinaria. Destini che condannano.
(Abyss Records) I Fester realizzarono “Silence” nel 1994, quindi sono passati molti anni prima che la band si rifacesse viva con un nuovo album. La band ripropone il proprio personale blackened death metal, fatto di death, thrash e black metal, attraverso questo “A Celebration of Death”, la cui copertina è di Eliran Kantor (Testament, Sodom, Atheist, Sigh, Anacrusis).
(Soulseller Records) Pare che dietro questo nome, Manipulator, aleggi una presenza incerta, ovvero quella di tale M. Manipulator arriva dalla Francia e sembra essere un progetto totalmente solista. “Voidbound” è un EP che segue due demo, dei quali “Unearthed” è incluso in questa pubblicazione, in modo da rimpolpare la quantità di musica offerta.
(Massacre/Audioglobe) I Nightqueen convincono, c’è poco da fare. Se di questi tempi si osa un disco power metal, bisogna avere le idee molto chiare e un songwriting d’eccezione, perché la possibilità di dire qualcosa di nuovo è pressoché nulla. I belgi compongono (è inutile nasconderlo) un disco di ritagli già sentiti, ma li mettono assieme con un tocco veramente magico
(Listenable Records) Sticky Boys sul palco, è giunta l’ora, volumi a palla, schitarrata iniziale dell’introduzione “This is Rock’n’Roll” che scalda gli animi e fa partire “Rock’n’Roll Nation”. Il pubblico va via di testa. Corpi sudati fuori controllo. Il controllo è defunto. Controllo è una definizione morta, sepolta dalla pulsante linea di basso di JB. Intanto Alex
(Graphite Records) E’ inevitabile che in terra Britannica a cicli indefiniti nasca una nuova realtà pop-rock. Nel 2007 i LostAlone pubblicarono “Say No to the World”, il quale si fece notare dal pubblico e dalla critica; per quest’ultima particolarmente nelle nomination degli award di Kerrang per quell’anno. Il trio più ruffiano, melodico e che sapientemente
(High Roller Records) I canadesi Alcoholator sono una band di sano thrash metal. La band esiste da un paio di anni, grazie all’impulso del chitarrista Matt Butcher. Lo stesso ammette influenze di Razor, Exodus, S.O.D., Kreator, Anthrax, Destruction e Tankard. Si, perchè gli Alcoholator sunano un thrash metal classico, quello canonico che decenni fa
(Pest Records) I The Obscene nascono dalle ceneri dei Blessed Realm. Non un nome altisonante, infatti hanno realizzato solo pubblicazioni minori. Basso, batteria e voce provengono da li e Tom, cantante, si è aggregato a loro. La band inglese ha pubblicato questo EP nel quale figurano undici pezzi, ma sei in realtà sono canzoni tratte da un EP del 2008.
(Doomentia Records) Formazione scarna questi Horse Latitudes, un batterista e cantante e due bassisti che regolano i propri colpi con una cascata di effetti e controller vari. Nasce, per questo loro secondo album, un doom dalle radici impensabili e dal sound cavernoso, denso, malsano, inquietante. “Awekening” è una casa popolata da fantasmi,
(Cosmic Swamp Records) Una rivoluzione psichedelica iniziata negli anni 60 e mai estinta. Incrocio artistico ai limiti dell’incomprensibile, dove non basta saper suonare uno strumento per poter essere amalgamati, fusi, assorbiti. Metallo disciolto nell’acido. Ritmi aggressivi, distorti al limite dell’indecenza. Effetti Larsen, che ritornano nelle tracce
(Svarga Music) Il secondo album dei Thunderkraft è un lavoro “pieno come un uovo”. “Totentanz” suona con deflagrazioni verso più direzioni stilistiche, le quali potrebbero indurre a fermare l’ascolto e ricominciare da capo. Le chitarre hanno un sound corposo e tessono delle trame tra il groove metal, il thrash metal, il death metal, gli Slayer e altro.
(Cold Dimensions) Tutto ciò che è stato crolla. Inneggia a questo concetto il titolo dell’album di questi quattro blacksters tedeschi. Tutto crolla, tutto decade, la fine simbolica di tutto quello che credevamo solido, sicuro, affidabile. Una fiamma rossa brucia. Forse per bruciare tutte le macerie, cancellare le rovine del crollo di un mondo sbagliato.
(Candlelight) La copertina di “In Somniphobia” non lascia intendere che il contenuto di questo album sia qualcosa di diverso dalla follia. Allucinante follia e maestosa, come quella regale figura che sospinge un carretto con sette infanti lividi di morte. Le prime due canzoni di “In Somniphobia” suonano in stile epic-power metal, ma il resto delle canzoni
(Selfmadegod Records) Nuovo progetto (l’ennesimo) per Rogga Johansson, ovvero colui che muove i Paganizer, Grotesquery e altre decine di cose. L’idea di questo 7″ si rifà a quelle dei Nihilist o comunque dell’old style fatto di muffa, cadaveri e funerali trasformati in banchetti allucinati del death metal svedese dei primordi. Voce gorgogliante, chitarre con
(Pure Steel/Adioglobe) Gli Sleepy Hollow sono una di quelle formazioni extra-culto per maniaci dell’us metal: un demo e un album all’alba del momento più buio della storia del metal (fra 1989 e 1991), poi venti anni di silenzio, poi indovinate chi arriva? Ma naturalmente la Pure Steel Records, che resuscita la ban
(code666/Aural Music) Hail Spirit Noir nascono grazie a Haris (synth) e Theoharis (chitarra e voce), due ex Transcending Bizarre?, un ensemble avant-garde. Hanno poi reclutato un bassista, un batterista e una voce aggiuntiva, dopo aver registrato le tracce le hanno fatte mixare da Dim Douvras (Rotting Christ)
(Coroner Records) Non si può andare in giro a fare un album così! Questi Fomento sono impazziti, ma cosa si sono messi in testa? Cosa è accaduto nella testa di quei quattro, per decidersi a registrare un lavoro di questo tipo? Spaccano maledettamente ogni cellula nervosa questi Fomento
(Indipendent) Gli israeliani Metal Scent sono sostanzialmente nati come cover band (o meglio, come metal cover band di brani della tradizione mediorientale!), e questo “Homemade” è il loro primo disco fatto interamente di inediti, che ci mostra una formazione capace e sufficientemente smaliziata per farsi notare,
(Listenable Records) Prendete un bel po’ di Lynyrd Skynyrd, un goccio di Cinderella, un pizzico di Slaughter, due cucchiaini di AC/DC. Prima che vi venga la nostalgia, mettete tutto nel frullatore. Imbottigliate ed incendiate. Sentite ancora qualcosa? La deflagrazione deve avervi lasciati molto intontiti.
(FDA Rekotz) Quartetto olandese. Davvero non so cosa succeda da quelle parti, ma non deve essere nulla di pacifico. Non so cosa faccia incazzare i Massive Assault, ma la loro violenza repressa si riversa tutta sugli strumenti in modo animalesco. E’ proprio come la copertina: un carro armato mostruoso, che fa fuoco ovunque.
(Massacre/Audioglobe) Ottimo debutto per i tedeschi Elmsfire, i quali presentano in “Thieves of the Sun” (già edito autoprodotto nel 2010, ma ristampato oggi dalla Massacre) un power molto solido che raramente si concede le “solite” soluzioni. A dispetto della loro origine geografica, infatti, i nostri sembrano
(Amadeus Awad) Un viaggio onirico nell’universo, cieca fiducia nei misteriosi equilibri che lo regolano, lo scandiscono, come un infinito meccanismo di un orologio eterno. Completo abbandono all’armonia. Un gioco di paradossi senza fine, così magnetico, così attraente, assuefacente. La regolare rinascita
(Indipendent) Un concetto basato su creature morte e altri esseri non vivi, o meglio mai propriamente morti, con un certo magnetismo che porta all’escursione sulle grigie e fredde terre del satanismo. La storia blasfema di un esercito del secondo avvento, con truppe non morte che portano il terrore per regnare sull’umanità.
(Doomentia Records) Questo, secondo, lavoro dei Horn Of the Rhino non è facile da descriverlo, di certo è una legnata sulla nuca. Il legno di questa sprangata è variegato. la setssa Doomantia parla di Bolt Thrower e Asphyx, e fin qui nulla di scabroso, anzi non sarebbero gli unici con queste due influenze particolari,
(GSR Music) Una volta in Italia avevamo i Negazione, gli Indigesti, gli Infezione e, ovviamente, i Raw Power. L’hardcore italiano ha davvero avuto un suo significato nella scena europea e, ai giorni nostri, quando arriva un nuovo lavoro dei romani Strength Approach non si può che essere assolutamente contenti.
(Black Widow Records) Mellotron e hammond. Flauti e sassofoni. Melodia e trasporto. Viaggio verso l’infinito. Atmosfere in equilibrio su un filo invisibile, luce da una parte, oscurità dall’altra, salvezza e peccato, mondo reale e mondo onirico. Uno stile che vaga irrequieto in uno spazio di cinquanta lunghi anni.
(Folkstone Records) Trovo che i bergamaschi Folkstone siano una delle vittime principali della latente esterofilia del metallaro italiano medio. Per fare un esempio all’interno dei confini folk metal, molti di noi ascoltano (e comprano) i dischi di Saltatio Mortis, Korpiklaani o In Extremo senza capire
(Pulverised Records) Furia asiatica senza compromessi. Terribili demoni dell’oriente. Torna, abbandonando certe direzioni sperimentali, il terzetto di Singapore, ormai sulle scene da 22 anni. Nonostante tutto questo tempo, tutti questi album, e tutto il più totale caos nella line up, loro sembrano essere sempre più estremi,
(Siege of Amida) Dietro questa copertina che sa tanto di Edward Gorey, c’è una band giovane. Sono i Cult Cinema e nascono a Londra nel 2009 con Paul Hamlin (chitarra), Ivan Ferreira (voce), Nick Desmond (chitarra), Noah Winterbourn (batteria) and Trevor Saull (basso). Loro Condensano in questo EP
(Rock N Growl) L’electro metal band tedesca Cold Rush partorisce questo singolo digitale e introduce il nuovo singer Matthias Kupka (Emergency Gate). L’elettronica è in buona salute, il metal si rivela potente ma snello e Kupka ha un cantato nettamente fuori dai soliti canoni del metal industrial di marca terdesca.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Curiosando un po’ per il web prima di licenziare la mia recensione di “Requiem for the Indifferent” mi sono reso conto, con un po’ di stupore divertito, che molte delle reviews a dischi degli Epica iniziano con l’avvertimento per cui la band non va troppo a genio al recensore.
(Autoproduzione) Trovo oscuramente sublime sapere che le nuove generazioni ci sono, hanno menti perverse in grado di generare dell’ottimo metal e non si perdono in patetiche scemenze. Ovviamente questo non vale per tutti. Ma sicuramente è quanto emerge dall’ascolto di questi due ragazzi: SL, un tizio di 21 anni, parte dalla Russia
(Autoprodotto) Dopo le ristampe dei classici album “Don’t Metal with Evil” e “Victims of the Night”, proposte dalla Pure Steel Records nel 2010, gli Halloween di Detroit pubblicano il primo album di inediti dal 2006, che stavolta l’etichetta tedesca si limita a sponsorizzare distribuendo il download digitale per i recensori.
(Coroner Records) Living Corpse è una realtà del metalcore italiano, la quale nel tempo ha fatto passi in avanti sempre più rapidi. Il nuovo “And Everything Slips Away” ha visto sedersi dietro al mixer una personalità di spicco come Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi), ovvero una persona che