RULER – “Descent into Hades”
(Punishment 18 Records) NWOTHM, o in qualunque modo vogliate chiamarla, per i milanesi Ruler, qui al terzo album: nel loro sound riverberano molte radici degli eighties, (altro…)
(Punishment 18 Records) NWOTHM, o in qualunque modo vogliate chiamarla, per i milanesi Ruler, qui al terzo album: nel loro sound riverberano molte radici degli eighties, (altro…)
(Punishment18 Records) Gli italiani Razgate sono arrivati al terzo disco, quello che di solido deve dare la conferma definitiva della bontà del gruppo, oppure viceversa decretarne la fine inesorabile. Per i nostri, possiamo optare per il primo caso. “After The Storm… The Fire!” (altro…)
(Gates of Hell Records) La Gates of Hell ci invia un 7’’ split di due band incredibilmente lontane geograficamente, ma unite dal sound NWOTHM e naturalmente (altro…)
(WormHoleDeath) Il chitarrista spagnolo Tino Hevia è in forza fin dalla fondazione nei power metallers spagnoli Darksun, che ho seguito con piacere negli anni 2000; (altro…)
(Black Widow Records) La sommaria istantanea dell’album “Jet Black” è quella di essere un riassunto bello ed esaltante, nonché magico e spettacolare del rock britannico a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, al contempo una perfetta (altro…)
(AFM Records) Ero rimasto estasiato, due anni fa, da “By Blood sworn”, ma di fronte a “Born of Fire” ho qualche riserva: non che il vulcanico e intoccabile Ross the Boss abbia fatto un passo falso, (altro…)
(Sleazy Rider Records) Sono lieto di ricevere notizie dei Revoltons, una delle band power italiane più originali e interessanti: l’ultimo disco, dal chilometrico titolo “386 High Street North: Come Back to Eternity”, (altro…)
(Season of Mist) Sonorità caustiche. Inospitali. Rabbia forsennata. Arrivano al terzo album questi demoniaci francesi, dando un seguito a quel capolavoro di rituale sonoro intitolato “Exile” uscito cinque anni fa con la precedente label Les Acteurs de l’Ombre Productions (recensione qui). (altro…)
(Buil2Kill Records) Quando ho letto che i Rawfoil si definivano un gruppo dedito ad un thrash ricercato sono trasalito. Certo il thrash, per essere suonato, ha bisogno di tecnica ed energia, ma da un gruppo che canta (altro…)
(Rockshots Records) I milanesi Ravenword esistono dal 2007, ma solo dal 2016 hanno in organico Chiara Tricarico e solo quest’anno pubblicano il loro mastodontico debut, (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Debutta questo duo, questi animali svedesi, con un album che trasuda violenza, aggressività e deviazione mentale. ‘Empio rumore nordico’… questo è il titolo, ma è anche una palese (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Nascono a Vienna nel 2016 da un’idea, da un desiderio di suonare, di fare jam session, a ruota libera, senza confini stilistici che non siano riconducibili al mondo psichedelico, a quello doom, a quello prog e perfino a quello jazz. (altro…)
(Argonauta Records) Giunti qui al loro terzo album, i Rage Of Samedi propongono un doom davvero atipico. Dal quanto dichiarato nel flyer promozionale mi ero immaginato un gruppo doom nel senso classico del (altro…)
(SPV/Steamhammer) I Rage sono ben rappresentati nel nostro database, almeno per le uscite dal 2012 in poi: ecco “21”, “The Soundchaser Archives”, l’EP “My Way”, “The Devil strikes again”… (altro…)

(Beverina / Casus Belli Musica) Secondo album per il progetto one man band atmospheric black americano Ramihrdus, attivo dal 2012 ma produttivo da punto di vista discografico solo da un paio di anni. Dopo il debutto (recensione qui) più orientato ad un dungeon synth misto a black metal più feroce, il (altro…)
(Aesthetic Death) Provenienti dalla Solitude Productions e dalla sua sottoetichetta Slow Burn, con le quali hanno pubblicato già due album, i (altro…)
(Century Media Records) Per la formazione thrash metal di Washington “Sickness Divine” è il terzo full length e allo stesso tempo la promozione alla Century Media. Il passaggio a un’etichetta di prestigio (altro…)
(SPV-Steamhammer) Come si fa a capire quando è finita la benzina? I Running wild hanno scritto pagine fondamentali della storia del power metal, ma poi si sono oggettivamente afflosciati per strada, (altro…)
(War Anthem Records) Sono un po’ di anni che i Revel In Flesh arrivano nelle pagine di Metalhead e dunque anche questa volta. Il nuovo album “The Hour Of The Avenger”, il quinto in (altro…)
(autoproduzione) Parma, musicisti con militanze varie e poi tutti in una band con cover di marca buona, come Ozzy, i Judas e Dio. Poi arriva il momento pensato per tanto tempo, quello nel quale ci si guarda tutti negli occhi (altro…)
(Dark Essence Records) Piccolo capolavoro questo album, il secondo per gli ucraini con attività in band epocali come Drudkh, Hate Forest, Blood Of Kingu e altre. Dopo un (altro…)
(Agonia Records) Se conoscete i Ragnarok sapete cosa aspettarvi da un loro album. “Non Debellicata” è il consueto black metal dei norvegesi che li rende ancora oggi un pilastro del genere. Prodotto, come spesso (altro…)
(Pride & Joy Music) I simpatici svedesi Rexoria presentano il loro secondo disco, dai chiarissimi tratti nordeuropei fin dalla copertina: “Ice Breaker” è uno di quegli album che quindici-venti anni fa uscivano (altro…)
(Nuclear Blast Records) Giungono al quinto album i Rings Of Saturn, tra le poche band a riuscire a mettere d’accordo gli amanti del deathcore con i fans del brutal death più tecnico. (altro…)
(Inside Out Music) Nell’immaginario di chi viaggia con la mente, certi luoghi hanno dei suoni. Sonorità che identificano un luogo e viceversa, rumori propri tanto quanto il (altro…)
(Hells Headbangers) Primo split per Rotting Christ e Varathron, due band di importanza capitale per tutto il movimento black metal. Queste due formazioni (altro…)
(autoproduzione) “Midnite Ride” apre con un riff ben quadrato, propagazione di un hard-street rock scandito, ovviamente (altro…)
(Aural Music) Torna sul mercato “Dad is dead”, originariamente il quinto disco dei bolognesi Rain, uscito nel 2008 durante un periodo di grandi cambiamenti per la band, che aveva da poco perso, (altro…)
(Iron Bonehead) Il black metal dei tedeschi Reign in Blood ha un gusto speciale: per certi versi è variegato, molto evoluto (ci sono momenti che mi fanno pensare perfino ai canadesi Akitsa!), ma per altri è dannatamente vintage, un black metal indietro nel tempo talmente tanto da (altro…)
(Iron Bonehead) Debutto maligno con questo mini album per i The Rite. La band è nata solo due anni fa, ma è l’unione di A.Th (Black Oath) e Ustumallagam (Denial Of God), rendendo questo (altro…)
(Argonauta Records) Chiamatelo stoner, desert, psych, aggiungeteci cose come sonorità southern o Detroit sound, infilateci gli aridi territori, ficcateci dentro similitudini con gli anni ’70… oppure, mentre vi scervellate nell’inutile ricerca di una definizione, chiamatelo più genericamente rock nella sua più pura e (altro…)
(AFM) Dopo il disco del ’92, i Riot V danno alle stampe un secondo live in Giappone: il cd/dvd (come da prassi ci dedichiamo solo alla parte audio) è la testimonianza del concerto tenuto a Tokyo l’11 Marzo 2018. (altro…)
(autoproduzione) La suddetta band è un esempio di prog metal con cenni power e, soprattutto, symphonic metal. La radice dei riff in certi casi oltre al pescare dal power, assimila anche (altro…)