TAFT, DUDLEY – “Deep Deep Blue”
(Dust On The Tracks) Cari lettori Dudley Taft non c’entra niente con un sito chiamato Metalhead. Non ha nulla a che vedere col metal, ma tra le cose Dust On The Tracks (etichetta tedesca dal variopinto roster) arrivate in redazione c’è anche il blues-rocker americano, già leader di Sweet Water e Second Coming. (altro…)
(Pure Steel/Audioglobe) Nell’underground us metal gli Artizan si sono fatti notare con il debut “Curse of the Artizan”: un disco che ho apprezzato molto anche io pur non essendo fanatico del genere. Oggi la band della Florida torna all’assalto con questo “Ancestral Energy”, del quale la Pure Steel ha già annunciato
(Season Of Mist) Sublime fusione tra death metal estremo, elettronica, concetti tribali ed costruzioni cinematografiche. Ma non solo: ci sono fattori sinfonici, industriali, avantgarde. E’ questa l’essenza degli olandesi TMDC, un essenza estremamente esplosiva, un’essenza che li rende unici,
(Coroner Records) I Gyze sono un trio giapponese nato nel 2008, composto da Ryoji, Shuji e Shogo. Il primo è chitarre e voce e tastiere e vocalmente è affiancato anche dal bassista Shogo. I tre scatenano un chiaro melodic death metal, spesso con velocità sostenute, buoni assoli, un drumming
(Autoproduzione) I Matricide sono una band death metal israeliana che nonostante la loro giovane età, come band hanno già potuto condividere il palco con i Down e i Behemoth. Il loro EP “We Are Alive” è un interessante lavoro di modern death metal che affonda le sue influenze in band come Meshuggah,
(Coroner Records) Zombie Sam è un chitarrista e arrangiatore che ha collaborato con Alessio NeroArgento, il quale per questo album d’esordio si è seduto dietro la consolle, passando poi tutto il materiale per il mastering a Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi e altri). Zombie Sam dopo un EP nel 2012
(AFM/Audioglobe) Allora, sia chiaro: qui nessuno ha intenzione di bocciare gli U.D.O., è una cosa che nessuno si deve permettere di fare. Mai. Sono in procinto di andare in Germania ad un festival essenzialmente per vedere il folletto del metal. Però a tutti può capitare un momento di stanchezza, no?
(Autoproduzione) Ogni MetalHead che si rispetti ha il dovere morale di sondare l’underground: facebook e myspace ci hanno incredibilmente facilitato il compito, e sapere che lì da qualche parte, fra le tonnellate di demo autoprodotti in 300 copie e registrati in cantina, si nascondono i nuovi Judas Priest,
(Byelobog Productions) Quando ho letto che Varg Vikernes aveva registrato un album all’insaputa di tutti, ho subito pensato che ci era ricascato. Un’altra volta elettro-ambient, di nuovo strumentali realizzate con i synth e con melodie che abbracciano arcaiche tradizioni nordiche, scaldiche.
(Cyclone Empire) Rogga Johansson è puntuale e sistematico come le tasse. Ritorna sempre! Un nuovo album con i Paganizer, forse la band, il progetto più intimamente vicino alle sue coordinate musicali, fatte di un death metal svedese della prima era e che negli anni è rimasto nel filone old-style
(Bakerteam Records) I pugliesi Soul of Steel appartengono a quella razza, ormai in estinzione, di formazioni che suonano power metal nello stile italiano: il che significa, pressappoco, avere come punti di riferimento Labyrinth, Vision Divine, Athena e magari qualche act ancora più oscuro fra quelli emersi
(Lucifer Rising Records) L’occulto diventa immagine. L’ottavo sigillo va oltre. Un perverso matrimonio tra rock e cinema, tra culti e cult, tra storia e fiction, tra esoterismo e musica. L’ottavo sigillo ha un titolo emblematico: “Resurrection”. Risorgono i Death SS. Risorge una band talmente di culto da rappresentare
(Dust On The Tracks/Sony) Seguo questa band da qualche tempo e per motivi di lavoro, cioè tra news, comunicati stampa e cose simili. L’album “Broken Uncle’s Inn” è stato recensito dal collega de Filippis (
(Rock’n’Growl) Da qualche tempo le webzine metal sono letteralmente bombardate da informazioni sui Raven Lord e i prodotti legati alla loro attività: prima un disco che non mi ha entusiasmato (
(Teenage Riot Records) Il più classico del noise/punk/crust/grindcore è proposto dai parigini Fake Asian Rolex, in nove pezzi al vetriolo. Un flusso sonoro malsano e tirato al massimo per un estremismo assolutamente senza compromessi. Aggressività alla A.C., primi Napalm Death e via dicendo.
(My Graveyard Productions) Che MetalHead e i Martiria abbiano un rapporto privilegiato si è capito dal notevole numero di articoli che abbiamo dedicato alla band romana: recensione di “On the Way Back” (
(Rise Above Records) Un profeta oscuro che incide su una grottesca pietra tombale i suoi dieci maledetti comandamenti. “The Last Spire”: il decimo comandamento. L’ultimo. La profezia è completa. La legge per i fedeli è stata scritta. Così sia. I Cathedral sono una delle bands più grandi del mondo.
In attesa dell’uscita del nuovo album “Entering the Maze”, previsto per il 31 maggio, Metal Head ha avuto la possibilità di ascoltare nella sua interezza l’imminente disco dei melodic metallers friuliani Overtures… prima della recensione ‘ufficiale’, eccovi allora un sistematico track-by-track!
(Dead Bees Records) Questi francesi Junkyard Birds, aiutati nella produzione da Stephane Buriez (Loudblast), fondono il rock ‘n roll, il blues e il punk e scatenano un rovente sound fatto di Stooges, Fu Manchu e altre cose vecchiotte ma sempre eccitanti. Un sound carico di groove, di noise, di stoner,
(Revalve Records) Una band con quotata esperienza e ormai incanalata in una propria identità che con “De Humana Maiestate” espone un thrash con puntate nel death metal (un neo melodic death metal svedese della prima era, come Hypocrisy e At The Gates) dal suono corposo, attuale. Suona dunque pesante
(Dynamic Arts Records) E’ una band un po’ strana quella dei Torture Killer. Finlandesi, autori di un death metal che risente di diverse influenze ben radicate, posseggono però un sound muscolare, dinamico e anche in “Phobia” si ha la possibilità di ascoltare un insieme di canzoni che mischiano i modelli americani
(Peaceville Records) Insieme a “Tolling 13 Knell” la Peaceville ristampa in CD e vinile anche “Buried in Time” (in giugno/luglio), due storici album dei nostrani Mortuary Drape. Band di culto perché nasce nel decennio ’80 sfornando alcuni demo e arrivando ad un concreto album in studio negli ani ’90,
(Revalve Records) Semplicemente un piccolo diamante nero. Una gemma opaca. “Double Black” segna il ritorno di una band, pisana, che ormai padroneggia bene le atmosfere legate al doom/gothic, a scenari dark e incrostati da sporadici elementi psichedelici. Con un nuovo cantante, Valerio Voliani
(Steamhammer / SPV) Il ritorno, l’ennesimo. La riconferma, come sempre e un valore che pochi gli riconoscono e che non è quanto meriterebbero; gli Anvil dopo due anni pubblicano un nuovo album e la proposta ha sempre la stessa solidità dell’incudine, loro eterno simbolo. Cari amici degli Anvil
(Autoproduzione) Suncrown: un nome che terrò sicuramente a mente! Questa band internazionale (ma con una prevalenza di membri brasiliani), esordiente e senza contratto, ha infatti confezionato un disco di symphonic power metal veramente interessante, dominato da tastiere molto coinvolgenti
(Cyclone Empire) Pesante e letale. Lenta ed aggressiva. Questa è la descrizione di una ora di incrocio tra doom e death metal. Queste atmosfere melodiche, quasi gotiche che all’improvviso diventano bestiali, dannate, lacerate anche grazie ad un vocalist che riesce a proporre un ottimo growl ma anche un cantato
(Autoproduzione) Al giorno d’oggi le band che si presentano con il primo lavoro hanno la prerogativa di ben impressionare per pulizia sonora e relativa qualità, ma allo stesso tempo molti soffrono del fatto di non riuscire a presentare un minimo gruppetto di pezzi interessanti. I veneti Samael’s Fall
(Moonlight Records) Mentre il Sassuolo Calcio festeggia l’incredibile promozione in serie A, una band metal proveniente dalla città emiliana sorprende la platea degli appassionati di genere: gli esordienti Artaius danno infatti alle stampe, per la Moonlight Records, un disco che mi ha sinceramente stupito
(Doomentia Records) Lo sentono nell’animo il doom i polacchi Evangelist. Sono figli di quello scenario ossianico, tenebroso, decadente. Figli minori dei Candlemass, soprattutto per l’impianto vocale scatenato dal cantante, un tessitore di melodie supreme e supportate da chitarre che restano rispettosamente dietro
(Napalm Records) Per ascoltare, recensire, e pure per pubblicare ( nel caso della label) cose come questa band, serve avere una di queste due caratteristiche: non ascoltare metal, oppure ascoltare metal ma essere di vedute estremamente larghe, d’avanguardia, deviate. Certo, se valutiamo questo lavoro con regole strettamente
(Taklit Music) Musica diversa. Musica trasversale. Mille influenze che portano ad un nuovo concetto che, forse, non è più confinabile dentro una gabbia fatta di influenze. Questo progetto ha alle spalle un paio di lavori. Vanta tra tra i suoi componenti Paul Kuhr dei Novembers Doom alla voce, e Matan
(Nuclear Blast Records/Audioglobe) I Battle Beast hanno tutte le carte in regola… per far arrabbiare a morte un vecchio defender come me! Mi sono già scontrato con i finlandesi in occasione del loro debut album (
(Misantrof ANTIRecords) Queste righe sui Profane Prayer mi permettono di fare un discorso semplicistico, banale, forse sbagliato, ma è una totale riflessione in libertà. Fare un buon album non dovrebbe poi essere difficile! No? Se la band ha gli elementi che sanno padroneggiare sufficientemente
(Deadlight Entertainment) Linee di basso che si snodano attraverso questi tre quarti d’ora grezzi, pesanti, ruvidi. Linee di basso che supportano una chitarra sporca, essenziale, feroce, con una voce che si pone in equilibrio tra un timbro melodico ed un tono rauco, tirato, graffiante. Sono francesi, di Strasburgo.
(Napalm Records) I tedeschi Lacrimas Profundere sono un esempio di gothic commerciale, cioè fruibile, di consumo. “Antiadore” risponde canonicamente a questo modo di essere ed è indubbiamente un lavoro ben confezionato. Una produzione quasi eccellente e che rispetta un canovaccio stilistico