WOODWALL – âWoodempireâ
(Red Sound Records) Oppressione. Disperazione. OscuritĂ . Follia. Elementi chiave in questo imponente debutto degli Italiani Woodwall. Una struttura dedicata allo stoner sulla quale la band costruisce un rock psichedelico, che accarezza l’hardrock, che abbraccia il drone. Efficaci, mai scontati, rendono dinamico un genere basato su concetti ridondanti e ripetitivi, scatenando un’energia tetra, decadente, in delicato equilibrio tra la claustrofobia di una cella per malati mentali ed un viaggio ai limiti della coscienza (altro…)
(Autoproduzione) Trio doom che include ben due donne, i veneti Krownn registrano questo demo di debutto in sole sei ore, allineando cosĂŹ sei tracce fumose e old-fashioned, in cui la distorsione (soprattutto del basso, guarda caso) regna sovrana, e i fantasmi di Black Sabbath, Pagan Altar e oserei direi Cirith Ungol sono ben piĂč che fantasmi. Come si puĂČ vedere giĂ dai titoli, i nostri si ispirano in prevalenza
(Autoproduzione) Potente, progressiva ed oscura. E’ questa la giusta definizione della musica degli Hell’s Island, band Italiana che registra questo EP dopo un album risalente ormai al 2009 che riscosse discreti successi. C’Ăš diversa tecnica nella loro musica, che per certi versi si avvicina allo stile musicale di bands sulla scia dei Dream Theater. Le dichiarate influenze grunge non le trovo, ne a livello sonoro
(High Roller Records) Composti da membri di Dismember, Carnage, Grave e Necronaut, i Dagger saggiano il mercato con un 7ââ di esordio, edito ovviamente dalla High Roller Records. Poco piĂč di sei minuti di musica: il brano che dĂ il titolo al singolo Ăš una cover degli a me sconosciuti Quartz, band seminale di NWOBHM recentemente riformatasi: il pezzo Ăš piuttosto lento fino allâesplosione finale, bella la linea
(Scarlet/Audioglobe) Indovinate un poâ? Gli svedesi Twins Crew, fautori di un apprezzabile symphonic power metal, portano questo monicker perché⊠i fondatori della band sono due gemelli entrambi chitarristi, Dennis e David Janglöv. âThe northern Crusadeâ Ăš il loro secondo disco, e pur senza far gridare al miracolo intrattiene piacevolmente. âLast Crusaderâ Ăš una classicissima di symphonic power metal,
(Svart Records) RingrazierĂČ in eterno quell’essere apparentemente ostile che rappresenta la direzione di Metalhead.it. Lo ringrazierĂČ sempre per avermi dato questa opportunitĂ , l’opportunitĂ di scrivere. Scrivo perchĂ© mi piace, perchĂ© amo la musica, e perchĂ© mi capitano occasioni fantastiche, occasioni di conoscere musica che altrimenti avrei ignorato, o scoperto tardi. Una di queste occasioni
(Long Branch Records) I Chimaira sono una band che ho dovuto ascoltare e riascoltare per farmi un’impressione in merito; agli inizi non mi convincevano ma giĂ con il loro âThe Age of Hellâ si sono dimostrati una band compatta e ricca di creativitĂ , il nuovo âCrown Of The Phantomsâ segna un ulteriore passo avanti. Il Songwriting Ăš ancora piĂč variegato e mescola sapientemente sfuriate tipiche dell’hardcore
(This Is Core Music) Giovani, carini e punkettoni. Prendono il nome da un grande del fumetto giapponese (Monkey Punch, pseudonimo del creatore di Lupin III) e suonano come se venissero dalla California di fine anni â90, ma sono un gruppo italiano. Di Parma, per la precisione. Dopo anni di gavetta pubblicano questo loro primo EP di sette pezzi per una delle tante etichette indipendenti della nostra Penisola,
(Autoproduzione) Apprezzabile lo sforzo dei messicani Tritton, che in poco piĂč di mezzora ci propongono il loro debut autoprodotto di heavy/thrash metal sparato a mille (tre dei brani erano giĂ apparsi in un demo di qualche mese fa). GiĂ dallâopener âWanton Warâ Ăš chiara la fedeltĂ della band ai dettami degli eighties: la singer Lorena Cabrera non Ăš sempre perfetta ma ha una timbrica accattivante.
(Limb/Audioglobe) Per chi frequenta lâunderground heavy/power tedesco, Till OberboĂel non Ăš un nome sconosciuto: i suoi Elvenpath sono, per quel che mi riguarda, lâultima band allâuniverso (magari potremmo affiancargli giusto i Crystallion) a suonare un power metal europeo assolutamente primordiale, da fine anni â80-inizio anni â90, come quello dei Chroming Rose, degli Avalanche o (soprattutto)
(Pure Steel/Audioglobe) La âmiglior heavy metal band del Brasileâ (titolo che, a mio giudizio, gli Hellish War si contendono con gli Enforcer e gli Hibria) torna allâattacco con un full-“length” di inediti dopo i fasti del tour europeo di quattro anni fa, che ha fruttato anche un album live uscito nientemeno che per la Hellion. La titletrack installa su una ritmica thrasheggiante dei ritmi quasi epic metal, e comunque dallâaria
(Hells Headbangers) Il copione ormai si ripete allâinfinito: una band seminale (in questo caso addirittura danese) pubblica un album e qualche singolo nel 1984, poi le attivitĂ rallentano fino a che lâact scompare nel nulla; quindi arriva il revival degli anni 2000, la band torna in vita, pubblica un gigantesco box celebrativo di quattro vinili (!), un doppio cd/dvd, suona al Keep it True e infine stampa un album di inediti.
(UDR) Difficile giudicare gli Annihilator. Difficile giudicare un genio come Jeff Waters. Ma veramente trovo difficile capire questo âFeastâ. Feast, banchetto, un banchetto di musica thrash riciclata, giĂ sentita. Certo, ci sono i riff di Jeff, i suoi assoli fulminei, la sua tecnica. Ma il risultato di questo nuovo lavoro, il quattordicesimo, mi lascia spiazzato, confuso. Deluso. Certo, l’album Ăš ben registrato, ben suonato,
(Eat Lead & Die) Dopo due EP che si sono seguiti nel giro di poco tempo e incentrati sulla figura dellâuomo, confluiti poi in âAlbum of Manâ, ecco che i Monsterworks alzano il tiro e puntano a raccontare qualcosa che Ăš supremo rispetto alla razza umana, la Terra. âEarthâ racconta di come lâaggregazione di rocce minerali ha dato poi vita col tempo, un 4,5 miliardi di anni, ad una serie di batteri che prendono forme diverse
(AsenathRecords) In apertura di queste righe debbo precisare che questo album Ăš in circolazione giĂ da due anni e infatti âViolence Demonstrationâ Ăš lâunico inciso dai messicani Carnage Of Humans, ma la band ha realizzato anche un demo, un singolo e presenziato in alcune compilation. Nome della band e dell’album lasciano intuire che si Ăš in presenza di un death metal ovviamente violento: le sonoritĂ
(Sepulchral Prductions) Un capolavoro. Un assoluto capolavoro. Un’opera maestosa, un’ora e venti di musica introspettiva, profonda, complessa. Diviso con genialitĂ in due CD simmetrici costituiti da cinque pezzi equivalenti dal punto di visto di progressione compositiva (durata e struttura del pezzo) questo secondo album del duo Canadese supera immensamente il grandioso debutto di cinque anni fa.
(OutlineRekordz) Se con “Farewell to Graveand” Martyr Lucifer ha creato un songwriting come un pittore utilizza la tavolozza dei colori, questo âShardsâ Ăš significativamente stato concepito attraverso âsoloâ tre identitĂ della sua sensibilitĂ di autore musicale. Martyr Lucifer ha in sostanza inciso tre EP, i quali sono stati racchiusi in un unico lavoro, appunto âShardsâ. Formalmente Ăš un album vero e proprio, ma
(Horror Pain Gore Death Prod.) Il Canada Ăš una nazione che ha lo speed metal nel sangue e da questa tradizione arrivano gli esordienti Armifera, appunto canadesi, che registrano questo debut album forte di un netto tasso ânitroglicerinicoâ. La NWOBHM che si staglia sullo sfondo, le poderose tendenze thrash che si palesano (soprattutto Metallica, Exodus, Kreator e Death Angel) e una certa propensione
(Pure Underground/Audioglobe) La tipica power metal band tedesca? No, stavolta no. I Wolfâs Moon hanno una carriera significativa alle spalle (questo Ăš il loro settimo album) e una carica che non si trova esattamente tutti i giorni. âCurse the Cult of Chaosâ (bel titolo) si rivela quindi una colata di metallo no compromise che infiamma
(Autoproduzione) Non c’Ăš ascolto, dei molti che ho dedicato a questo disco, che non mi faccia pensare: âma che roba strana Ăš?â. I Countess sono una one man band in giro da ben vent’anni. Alle spalle ben tredici album, piĂč vari EP, demo, splits. âSermons Of The Infidelâ si aggiunge alla lista degli EP, nonostante contenga otto
(Autoproduzione/High Roller Records) I The Levitation Hex sono una band formata da membri di Alchemist, Alarum e Aeon Of Horus, dunque si parla di un metal fatto in terra australiana e da musicisti con tendenze techno thrash/death metal. I The Levitation Hex tuttavia propongono un sound abbastanza sperimentale,
(Heart Of Steel Records) Esistono chitarristi virtuosi che creano musica per esibire pura tecnica. Esistono chitarristi virtuosi celati nel sound di una band, nella quale mai potranno dare dimostrazione della tecnica che li caratterizza. Ed esistono chitarristi come Anastasio Farini che riescono, con intelligenza, a creare musica
(Pulverised Records) Altro passo in avanti. Definitiva maturitĂ per questa band tedesca, autodefinitasi creatrice del genere âTrip Rockâ. Musica profonda, ricercata. Viaggio psicologico che corre lungo gli oltre cinquanta minuti di musica ricca di intensitĂ , di comunicazione, di sentimenti. Spesso riflessivo, spesso basato
(Autoproduzione/ Pure Steel) Per essere una band nata nel 2008, Gut-Scrapers Ăš un bellâesempio di amalgama tra musicisti. Un hard rock equilibrato, pulito, ben assestato, molto âpowerâ. Un songwriting maturo che offre melodie piacevoli. Reminiscenze degli Aerosmith e di quellâhard rock derivato dalla lezione dei Led Zeppelin,
(Autoproduzione) MalvagitĂ senza compromessi. Una costante sensazione di vicinanza agli inferi percettibile durante questi cinquanta minuti abbondanti caratterizzati da un black metal poderoso, ricco di groove, ricco di idee, circondato da tastiere sulla scia dei vecchi Dimmu Borgir, di Emperor, di Naglfar. Molta melodia coinvolgente, molta ritmica attraente, rendono âThe Faustian Disciplinesâ
(Autoproduzione) PuĂČ un solo brano valere lâacquisto di un disco? Appena ho sentito in internet âThe lost Talesâ, il singolo che i newyorkesi Last Alliance hanno scelto per promuovere la propria musica in rete, ho capito di sĂŹ. Un brano cosĂŹ epico e maestoso mi ha riportato a quel tempo mitologico in cui i Manowar
(Pure Steel/Audioglobe) Quante volte ho giĂ detto che in ambito metal le avevo viste tutte? Devo ricredermi ancora una volta! Gli Skinflint sono un trio classic heavy del Botswana (Africa meridionale, fra Namibia e Sudafrica), composto peraltro da un bassista e da un fratello e una sorella con nome italiano, Giuseppe
(Frontiers Records) Non riposa mai Jorn. Canta. Fa concerti. Fa album. Instancabile corvo nero, non passa anno senza una o due delle sue release, una o piĂč partecipazioni al altri progetti, una o piĂč tournĂ©. âTravellerâ Ăš il primo vero album di inediti dopo il bello âBring Heavy Rock To The Landâ -in quanto la parentesi di
(W.T.C. Productions) Un nuovo album degli Acherontas Ăš un nuovo giro turistico, ma allâinferno. Una passeggiata sulfurea, dannata, maledetta, segnata dal male latente del Regno di Sotto e dallâepica di miti ancestrali. Mostruoso il sound dei greci, sempre potente e scorrevole come un fiume di lava che si lancia a valle
(Metal on Metal Records) Onesta formazione tedesca di heavy metal ultraclassico (e guardando la copertina direi che non potrebbe essere altrimenti), i Metal Law hanno pubblicato âLawbreakerâ nel 2008; grazie allâinteresse della Metal on Metal Records questo disco torna sugli scaffali dei negozi completo di tre bonustracks.
(Autoproduzione) Con tre album in sei anni i polacchi Animations tracciano un loro percorso stilistico che per alcuni Ăš fatto di progressive metal, mentre per me Ăš definibile come tale solo se lo si intende come un crossover di generi, cioĂš la fusione di piĂč direzioni di stile le quali creano un sound muscolare
(Massacre Records) Non male il concetto compositivo degli Zombie Inc., ovvero impiantare in un death metal classico accenni di modernitĂ , melodie, spunti rock/death ân roll, qualche sampler, cenni splatter e tutta una fiera di idee che denotano la voglia di scherzare, di fare ironia. Martin Schirenc, cantante, trasferisce
(Memorial Records) Esistono delle band che di tanto in tanto realizzano degli album i quali testano il polso alla scena. Sono degli indicatori di ciĂČ che Ăš lo stile musicale, o uno dei tanti, in quel momento e come si comporta. Per stile intendo non un genere, ma come piĂč fenomeni riescano a collimare e coesistere, influenzarsi
(Scarlet/Audioglobe) Ricordo ancora quando gli appena fondati Infinita Symphonia mi mandarono il loro primo demo, che recensii per una webzine oggi scomparsa⊠ebbi la netta impressione di un grande potenziale, ma anche di una certa âdistrazioneâ nel songwriting⊠nel senso che in una scaletta accattivante câerano un paio
(Hot Steel Records) Energia e colori, penso a questo guardando la cover di âHeld Breathâ, ma anche a Van Googh, con quelle linee di colore vagamente alla âNotte Stellataâ dellâOlandese. Arte, con la consapevolezza di saperla fare o accostandosi con senso e logica. I casertani Over The Edge sono artisti dellâalternative rock