CHEMIA – “The One Inside”
(Metal Mind Records) Sapete chi è Ralph Jones? E’ il boss di una delle più importanti agenzie di concerti al mondo. Pare che Jones nutra un gran rispetto per questa rock band polacca e probabilmente grazie al suo orecchio allenato e da conoscitore della musica. I Chemia per incidere questo lavoro che viene distribuito in tutto il mondo, sono volati in Canada per registrare al Warehouse, (altro…)
(Indie Recordings) Si sono piaciuti i Cult Of Luna con l’album “Vertikal” ed ora ecco un EP, di soli quattro pezzi e in linea, stilisticamente, con l’album. Oppure, molto più concretamente, ecco che gli Svedesi usano il vecchio trucco di tirare fuori una pubblicazione con gli scarti delle session dell’ultimo lavoro. Mestiere. Trucco vecchio quanto il mondo. Dunque nessuna novità,
(Autoproduzione) Chiunque abbia solo sentito nominare i Running Wild conosce già il pirata Calico Jack, cui è dedicato il brano conclusivo di “Port Royal”: per gli eretici, si tratta nientemeno che dell’inventore del Jolly Roger (la bandiera con il teschio e le sciabole). Questa simpatica band milanese, che si dedica naturalmente a un metal ‘corsaro’, omaggia il bucaniere fin dal monicker!
(Dark Descent Records) Non è un sound nuovo, bollabile come old style e semplificando ancora di più si parlerebbe di thrash-black metal in stile Venom, Slayer e tutti gli avi del caso per gli inglesi Craven Idol. Forse qualcuno storcerebbe il muso per questa mia opinione, vista la velocità manifestata dagli Inglesi, ma loro mi sembrano una necrotica e sincera manifestazione di un heavy estremizzato, si veloce, ma reso oscuro da un riffing tra un death metal primordiale e contaminato dalle turbe del black metal
(War Crime Recordings) Nelle note per la stampa si raccona che questa band è un eclettico collettivo del quale fanno parte Mike IX Williams (Eyehategod), Sanford Parker (Buried at Sea), Scott Kelly (Neurosis) e Bruce Lamont (Yakuza). Un ensemble davvero notevole e ben assortito. La musica è piacevole, “Grin with a Purpouse” apre questo 7″con sonorità catatoniche e sommesse. La batteria che ritma in crescendo, le chitarre molli e che vanno in arpeggio, suoni e voci a corredo, per unsieme che è post-metal,
(Autoproduzione) Gli svizzeri Caladmor hanno una carriera lunga più di dieci anni (anche se buona parte sotto il monicker Pale): non mi era affatto dispiaciuto il precedente “Midwinter”, e questo “Of Stones and Stars” li conferma fra le proposte interessanti in ambito folk pagan metal. Al disco partecipano un paio di membri dei più famosi conterranei Eluveitie, ma i nostri non sono una band-fotocopia, e per quanto alcune delle loro scelte sonore siano abbastanza canoniche, il risultato finale è più che godibile.
(Nuclear Blast) Con affetto e nostalgia indosso spesso una t-shirt lisa e con davanti il logo dei Carcass e quello della Earache sulle maniche. Loro, i Carcass, rappresentano un’epoca, sono parte di un filone fondamentale, quello venuto fuori appunto dall’etichetta britannica Earache che anni addietro ha segnato e dettato legge, in termine di stili, all’interno della scena metal. Adoro i Carcass più estremi, poi negli anni ’90 gli è successo
(Amputated Vein records) Gli ellenici Cerebrum sono stati in tour con i Sadist, era il periodo del loro primo album “Spectral Extravagance”. Il duo Jim e Mike, le due chitarre, hanno riassettato la formazione richiamando George Kollias (Nile) alla batteria, hanno incassato la dipartita del vocalist Apollon, con Jim che si è messo dietro al microfono durante le registrazioni, e si sono imbarcati in questa seconda prova, per dimostrare un tasso
(Code666) Una viaggio verso l’ignoto, verso l’IO più profondo. Un viaggio alla scoperta di risposte senza domande, di un male primordiale che è purezza, di un nulla che va oltre la vita, oltre la morte, oltre i sogni. Un’apocalisse della coscienza che integra mitologia nordica, occulto, profezie, magia nera e rifiuto della religione, un concept album che si sviluppa sul viaggio di Caino ad est dell’eden, verso Nord, verso una terra senza dio,
(Svart Records) Sono finlandesi e si auto definiscono ‘new wave of classic doom metal’. E forse non hanno torto, in quanto in questo album ci sono profonde radici doom, ma con un tocco di modernità che ha forti richiami gotici. Infatti, anche se ci sento Black Sabbath e Hour Of 13, non manca un sound che ricorda i Katatonia, con l’aggiunta di componenti alternative rock e stoner. Quindi è sicuramente
(Ektro) Non sapevo se scrivere qualcosa relativamente a questa pubblicazione della Ektro, una label che reputo strana, assurda, ma sicuramente geniale. Tuttavia credo che il loro impegno nel pubblicare materiale come questo meriti attenzione, specie da parte di persone come me e molti di voi, che sanno vedere oltre, sentire oltre, percepire oltre. Un solo avvertimento: non c’è nulla che abbia a che fare con
(Long Branch Records) I Chimaira sono una band che ho dovuto ascoltare e riascoltare per farmi un’impressione in merito; agli inizi non mi convincevano ma già con il loro “The Age of Hell” si sono dimostrati una band compatta e ricca di creatività, il nuovo “Crown Of The Phantoms” segna un ulteriore passo avanti. Il Songwriting è ancora più variegato e mescola sapientemente sfuriate tipiche dell’hardcore
(AsenathRecords) In apertura di queste righe debbo precisare che questo album è in circolazione già da due anni e infatti “Violence Demonstration” è l’unico inciso dai messicani Carnage Of Humans, ma la band ha realizzato anche un demo, un singolo e presenziato in alcune compilation. Nome della band e dell’album lasciano intuire che si è in presenza di un death metal ovviamente violento: le sonorità
(Autoproduzione) Non c’è ascolto, dei molti che ho dedicato a questo disco, che non mi faccia pensare: “ma che roba strana è?”. I Countess sono una one man band in giro da ben vent’anni. Alle spalle ben tredici album, più vari EP, demo, splits. “Sermons Of The Infidel” si aggiunge alla lista degli EP, nonostante contenga otto
(Sleazy Rider Records) Dopo tre album, e – pare – scontento dei continui cambi di lineup e direzione musicale, Brian J. Huebner ha voluto riprendere completamente il controllo della sua creatura Cold Colours, e pubblicare questo quarto full-“length” come se fosse un solo project, con un controllo artistico totale sul prodotto
(Bubble Blood Records / Defox Records) Che album strano. Che album bello! Aleggia una sensazione di mistero e paura nel sound di questo disco: basso e batteria che creano un contorno inquietante, accentato da una chitarra che rende il tutto più ansioso, oscuro, psichedelico. I Cardiac sono una strana band Italiana
(Black Tears/Masterpiece Distribution) La storia dei Cadaveria è più o meno nota. Nel 2001 Flegias e Cadaveria salutano gli Opera IX con l’intento di dare vita a qualcosa di più personale e comunque diverso dalle sonorità fino a quel momento trattate. Cadaveria e Marçelo Santos (cioè Flegias) con l’ausilio di musicisti
(Ektro) Da wikipedia: “La trance è uno stato psicofisiologico caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica, che può essere indotto mediante ipnosi o autoipnosi. Alcune persone – sensitivi, sciamani, medium ecc. – riescono ad ottenerlo
(Bakerteam Records) Grande album “Horror Metal” (recensito
(Autoproduzione) Sono folli questi ungheresi, almeno dal punto di vista compositivo. Non sono prevedibili, non giocano su cose già sentite, anche se non inventano nulla e dimostrano una tecnica al servizio di ciò che hanno in mente. Spaziano dal thrash metal ad un black metal, passando per il blackened e situazioni addirittura modern metal, nelle quali entrano improvvisi tagli melodici, per non parlare di soluzioni di tipo progressive. Se “Before Birth” è un death
(Massacre/Audioglobe) Certe band, soprattutto di area tedesca, sono una garanzia: quando metti un loro disco nel lettore sai già cosa aspettarti, e difficilmente resterai deluso. I Circle of Silence suonano un power/thrash spigoloso e lanciato a mille dal principio della loro carriera: Brainstorm, Mystic Prophecy, molto alla lontana gli Iced Earth restano le formazioni più affini per quanto concerne il sound, il che significa che ci troviamo di fronte a un disco monolitico, una
(My Graveyard/Masterpiece) Per quei pochi che ancora non li conoscono, i Crying Steel sono una delle leggende del metallo italiano, attivi nel corso di tutti gli anni ’80 e autori di un disco oggi quotatissimo come “On the Prowl”, del 1987. Tornati in pista dopo più di un decennio di pausa, nel 2006 danno alle stampe
(Nuclear Blast) Presumo che i Children Of Bodom sono tra le band più amate dai metallari o comunque sono tra quelle che possono contare su un solido seguito, infatti le loro magliette le ho sempre viste girare tra le folle di tutti i concerti ai quali ho assistito. Non sono un accanito sostenitore del complesso
(Despotz Records) I fatti sono noti: all’inizio del 2012, senza alcuna spiegazione (che per quel che mi risulta non è ancora arrivata), quattro dei sei membri dei Sabaton abbandonano la band a ridosso della pubblicazione di “Carolus Rex”. Pochi mesi dopo i nostri annunciano la fondazione di un nuovo progetto
(Rise Above Records) Un profeta oscuro che incide su una grottesca pietra tombale i suoi dieci maledetti comandamenti. “The Last Spire”: il decimo comandamento. L’ultimo. La profezia è completa. La legge per i fedeli è stata scritta. Così sia. I Cathedral sono una delle bands più grandi del mondo.
(F.O.A.D. Records) Un fauno che soffia nel suo strumento è una visione epica, ma la musica che giace sotto quell’immagine è devastante, apocalittica, assolutamente concreta e reale. Un nuova opera dei Concrete Block significa una nuova serie di cazzotti thrash-hardcore, ovvero chitarre pesanti
(Autoproduzione) Con due ep e due album in poco più di un anno, i Corners of Sanctuary di Philadelphia sono sicuramente una delle heavy metal band più prolifiche del globo! Il nuovo “Harlequin” si compone di ben sedici tracce, nessuna delle quali, però, supera i cinque minuti di durata,
(Mausoleum) Nonostante l’iconografia power, gli scozzesi Code of Silence suonano un hard rock cristallino (ma pur sempre in buoni rapporti con l’heavy metal). Il loro debut è un concept sulle crociate e vede la partecipazione di due volti abbastanza noti: al microfono il brasiliano Gus Monsanto,
(Devouter Records) Se “El Mal del Bien” era un buon album (
(WTC Productions) M., A. e T. (i nomi sul booklet e sulle foto promozionali sono davvero questi) formano nel 2004 i Chaos Invocation, e “Black Mirror Hours” è il loro secondo disco: l’intento della band è decisamente chiaro, dato che il loro sito internet recita testualmente
(Autoproduzione) La possibilità di ascoltare (
(My Kingdom Music) Dopo sei anni da “Give Us the Power to Do Your Evil” e diciotto anni di carriera, ecco che Ingar Amlien pensa e registra un nuovo album. Con lui c’è il batterista Kjetil Hektoen e Rebo, tastiere e chitarre. Per l’occasione sono stati reclutati anche Kjell Arne Hubred,
(Candlelight Records) Un album puramente anglosassone questo “The Giants of Auld”, prchè licenziato da una prestigiosa etichetta inglese e realizzato da una band scozzese. I Cnoc An Tursa sono di Falkirk e “The Giants of Auld” è l’album di esordio, fin troppo esplicito nella direzione
(Graviton Music Services) I Cayne nascono grazie a due ex Lacuna Coil, Raffaele Zagaria e il purtroppo da poco scomparso Claudio Leo. La band ha già realizzato un full length nel 2001, dal titolo “All Faded Pictures”. “Cayne” è un album collocabile tra sonorità rock e metal, direi di stampo americano,
(Punishment 18 Records) Diretti e brutali questi thrasher provenienti dalla Sardegna. Album di debutto dopo un decennio di gavetta: pura manifestazione di old-school. Riff violenti, voce devastata, tirata al limite. Assoli di ottima fattura. Ingredienti perfetti per ridurre un palcoscenico in un campo di battaglia.