CHIMAIRA – “Crown of the Phantoms”
(Long Branch Records) I Chimaira sono una band che ho dovuto ascoltare e riascoltare per farmi un’impressione in merito; agli inizi non mi convincevano ma già con il loro “The Age of Hell” si sono dimostrati una band compatta e ricca di creatività, il nuovo “Crown Of The Phantoms” segna un ulteriore passo avanti. Il Songwriting è ancora più variegato e mescola sapientemente sfuriate tipiche dell’hardcore (altro…)
(AsenathRecords) In apertura di queste righe debbo precisare che questo album è in circolazione già da due anni e infatti “Violence Demonstration” è l’unico inciso dai messicani Carnage Of Humans, ma la band ha realizzato anche un demo, un singolo e presenziato in alcune compilation. Nome della band e dell’album lasciano intuire che si è in presenza di un death metal ovviamente violento: le sonorità
(Autoproduzione) Non c’è ascolto, dei molti che ho dedicato a questo disco, che non mi faccia pensare: “ma che roba strana è?”. I Countess sono una one man band in giro da ben vent’anni. Alle spalle ben tredici album, più vari EP, demo, splits. “Sermons Of The Infidel” si aggiunge alla lista degli EP, nonostante contenga otto
(Sleazy Rider Records) Dopo tre album, e – pare – scontento dei continui cambi di lineup e direzione musicale, Brian J. Huebner ha voluto riprendere completamente il controllo della sua creatura Cold Colours, e pubblicare questo quarto full-“length” come se fosse un solo project, con un controllo artistico totale sul prodotto
(Bubble Blood Records / Defox Records) Che album strano. Che album bello! Aleggia una sensazione di mistero e paura nel sound di questo disco: basso e batteria che creano un contorno inquietante, accentato da una chitarra che rende il tutto più ansioso, oscuro, psichedelico. I Cardiac sono una strana band Italiana
(Black Tears/Masterpiece Distribution) La storia dei Cadaveria è più o meno nota. Nel 2001 Flegias e Cadaveria salutano gli Opera IX con l’intento di dare vita a qualcosa di più personale e comunque diverso dalle sonorità fino a quel momento trattate. Cadaveria e Marçelo Santos (cioè Flegias) con l’ausilio di musicisti
(Ektro) Da wikipedia: “La trance è uno stato psicofisiologico caratterizzato da fenomeni quali insensibilità agli stimoli esterni, perdita o attenuazione della coscienza, dissociazione psichica, che può essere indotto mediante ipnosi o autoipnosi. Alcune persone – sensitivi, sciamani, medium ecc. – riescono ad ottenerlo
(Bakerteam Records) Grande album “Horror Metal” (recensito
(Autoproduzione) Sono folli questi ungheresi, almeno dal punto di vista compositivo. Non sono prevedibili, non giocano su cose già sentite, anche se non inventano nulla e dimostrano una tecnica al servizio di ciò che hanno in mente. Spaziano dal thrash metal ad un black metal, passando per il blackened e situazioni addirittura modern metal, nelle quali entrano improvvisi tagli melodici, per non parlare di soluzioni di tipo progressive. Se “Before Birth” è un death
(Massacre/Audioglobe) Certe band, soprattutto di area tedesca, sono una garanzia: quando metti un loro disco nel lettore sai già cosa aspettarti, e difficilmente resterai deluso. I Circle of Silence suonano un power/thrash spigoloso e lanciato a mille dal principio della loro carriera: Brainstorm, Mystic Prophecy, molto alla lontana gli Iced Earth restano le formazioni più affini per quanto concerne il sound, il che significa che ci troviamo di fronte a un disco monolitico, una
(My Graveyard/Masterpiece) Per quei pochi che ancora non li conoscono, i Crying Steel sono una delle leggende del metallo italiano, attivi nel corso di tutti gli anni ’80 e autori di un disco oggi quotatissimo come “On the Prowl”, del 1987. Tornati in pista dopo più di un decennio di pausa, nel 2006 danno alle stampe
(Nuclear Blast) Presumo che i Children Of Bodom sono tra le band più amate dai metallari o comunque sono tra quelle che possono contare su un solido seguito, infatti le loro magliette le ho sempre viste girare tra le folle di tutti i concerti ai quali ho assistito. Non sono un accanito sostenitore del complesso
(Despotz Records) I fatti sono noti: all’inizio del 2012, senza alcuna spiegazione (che per quel che mi risulta non è ancora arrivata), quattro dei sei membri dei Sabaton abbandonano la band a ridosso della pubblicazione di “Carolus Rex”. Pochi mesi dopo i nostri annunciano la fondazione di un nuovo progetto
(Rise Above Records) Un profeta oscuro che incide su una grottesca pietra tombale i suoi dieci maledetti comandamenti. “The Last Spire”: il decimo comandamento. L’ultimo. La profezia è completa. La legge per i fedeli è stata scritta. Così sia. I Cathedral sono una delle bands più grandi del mondo.
(F.O.A.D. Records) Un fauno che soffia nel suo strumento è una visione epica, ma la musica che giace sotto quell’immagine è devastante, apocalittica, assolutamente concreta e reale. Un nuova opera dei Concrete Block significa una nuova serie di cazzotti thrash-hardcore, ovvero chitarre pesanti
(Autoproduzione) Con due ep e due album in poco più di un anno, i Corners of Sanctuary di Philadelphia sono sicuramente una delle heavy metal band più prolifiche del globo! Il nuovo “Harlequin” si compone di ben sedici tracce, nessuna delle quali, però, supera i cinque minuti di durata,
(Mausoleum) Nonostante l’iconografia power, gli scozzesi Code of Silence suonano un hard rock cristallino (ma pur sempre in buoni rapporti con l’heavy metal). Il loro debut è un concept sulle crociate e vede la partecipazione di due volti abbastanza noti: al microfono il brasiliano Gus Monsanto,
(Devouter Records) Se “El Mal del Bien” era un buon album (
(WTC Productions) M., A. e T. (i nomi sul booklet e sulle foto promozionali sono davvero questi) formano nel 2004 i Chaos Invocation, e “Black Mirror Hours” è il loro secondo disco: l’intento della band è decisamente chiaro, dato che il loro sito internet recita testualmente
(Autoproduzione) La possibilità di ascoltare (
(My Kingdom Music) Dopo sei anni da “Give Us the Power to Do Your Evil” e diciotto anni di carriera, ecco che Ingar Amlien pensa e registra un nuovo album. Con lui c’è il batterista Kjetil Hektoen e Rebo, tastiere e chitarre. Per l’occasione sono stati reclutati anche Kjell Arne Hubred,
(Candlelight Records) Un album puramente anglosassone questo “The Giants of Auld”, prchè licenziato da una prestigiosa etichetta inglese e realizzato da una band scozzese. I Cnoc An Tursa sono di Falkirk e “The Giants of Auld” è l’album di esordio, fin troppo esplicito nella direzione
(Graviton Music Services) I Cayne nascono grazie a due ex Lacuna Coil, Raffaele Zagaria e il purtroppo da poco scomparso Claudio Leo. La band ha già realizzato un full length nel 2001, dal titolo “All Faded Pictures”. “Cayne” è un album collocabile tra sonorità rock e metal, direi di stampo americano,
(Punishment 18 Records) Diretti e brutali questi thrasher provenienti dalla Sardegna. Album di debutto dopo un decennio di gavetta: pura manifestazione di old-school. Riff violenti, voce devastata, tirata al limite. Assoli di ottima fattura. Ingredienti perfetti per ridurre un palcoscenico in un campo di battaglia.
(Stormspell Records) Probabilmente questa band di New York non dirà molto alla maggior parte dei lettori. Sono dei thrasher vecchio stampo e che dopo tanti anni di silenzio vogliono rimettersi in pista, dire di nuovo la loro e farlo nell’unico e solo modo che conoscono, il thrash metal.
(Autoproduzione) Ecco uno split creato con due band francesi. Corbeaux è una band post rock e l’iniziale “Airpaint” lo conferma. Un pianoforte che crea una introduzione e poi la struttura del brano che pian piano monta, cresce, esplode e poi abbassa nuovamente i toni, attraverso un arpeggio soave
(Indie Recordings) Cinque anni per avere un nuovo album e non tradire le attese, è questo il merito più grande che si possa riconoscere ai Cult Of Luna con “Vertikal”. Album costruito tenendo a mente il film “Metropolis” di Fritz Lang, per costruire la propria architettura sonora
(Black Widow Records) Una copertina stile liberty, da puro rock anni ’70, incornicia il secondo disco dei Crowned in Earth, progetto quasi del tutto in solitario dell’inglese Kevin Lawry, impegnato in diversi altri ensemble doom metal. E un doom involuto e a tratti sardonico, che non disdegna contatti con la psichedelia
(GlobMetal Promotions ) Qualcuno definisce la musica dei russi “nu art metal”, ma io non ho ben capito il perché. Ho capito però che questa female fronted band ha realizzato nel 2011 un demo e questo è il primo full length. Inoltre ho capito che al di là di ogni etichetta, devo da subito riconoscere che Dani Hellstrom ha una voce incantevole.
(Autoproduzione) Dopo due demo, gli Irlandesi Celtachor hanno evidentemente deciso di pubblicare il loro debut in piena autonomia: ecco quindi “Nine Waves from the Shore”, onesto prodotto di celtic metal fra gli ultimi Suidakra e i Forefather, e quindi fruibile da un pubblico abbastanza vasto. I testi sono legati a complicatissime vicende del folklore e dell’antichissima storia irlandese e vi confesso che mi sono perso praticamente subito, dato i colti riferimenti a nomi e luoghi in gaelico.
(Deepsend) Sembra di una vita fa l’uscita di “A New Species of Deviant”. Era il 2007 e l’8/1/2013 è il giorno del ritorno e i danesi Corpus Mortale lo fanno con un nuovo album e da subito posso dichiarare che il loro death metal è sempre truce. Il precedente lavoro non mi avevo convinto del tutto, nonostante poi il sound dei danesi fosse un discreto compromesso tra situazioni di tipo brutal della Florida e altre di maniera polacca, tipo Vader. Una via di mezzo, spiegata attraverso qualche etichetta, comunque generica,
(Shadow Kingdom Records) Il debut dei Corsair, prog rock band proveniente dalla Virginia, piacerà a tutti gli appassionati di quei suoni seventies che oggi sempre più formazioni cercano di ricreare in studio; i nostri ci riescono attraverso una produzione scarna e a suoni di chitarra incredibilmente caldi e penetranti. Il disco si apre con uno strumentale di ben sei minuti, “Agathyrsi”, che respira e fa respirare prog/rock alla Genesis in ogni sua nota.
(FDA Rekotz) La prima cosa che risalta nell’ascolto dell’album, il quale parte con la title track, è la notevole similitudine della voce di Laurent Teubl con quella di Martin van Drunen degli Asphyx. Anche la musica dei Chapel Of Disease è confrontabile con quella dei maestri olandesi, con quelle distorsioni graffianti, ma autrici di riff aggressivi e a tratti inesorabili e solenni. Ad un fan degli Asphyx come il sottoscritto, la band tedesca di questo debut non può che risultare simpatica.
(Lo-Fi Creatures) Autori già di un EP di cui si dice un gran bene, i parmensi Caronte approdano ad uno dei momenti più importanti nella vita di una band, il debut album. Le sonorità di questo quartetto di occultisti, per finta o per interesse, non importa, sono dedite al filone doom, espresso in maniera sulfurea e con un clima appunto occulto. Il basso è un vibrare pazzesco, denso e ammantato di notte fonda. Le chitarre sono sature, torve e dipingono litanie nere.
(Akasa Records) Dopo tanti anni di permanenza in Germania, ho inquadrato subito i Carbid!: si tratta di una delle tante cover band che affollano i Biergarten e le feste più o meno alcoliche, e che ogni tanto danno alle stampe un cd di brani propri. “Breaking Walls”, che contiene peraltro ben cinque riproposizioni di classici heavy metal, a testimonianza della principale occupazione della band, appartiene alla categoria sopracitata: gli otto inediti sono dunque un discreto esempio di heavy metal ottantiano