LARS FREDRIK FRØISLIE – “Fire Fortellinger”

(Karisma Records) Non vi basta il superlativo prog dei norvegesi Wobbler (qui la recensione della loro ultima fatica)? Perfetto, allora eccovi Lars, il loro tastierista che, preso da un’esuberanza creativa tra un disco e l’altro della band principale, pubblica ora il suo album di debutto come solista, rimanendo ovviamente in quella multicolore galassia prog rock degli anni ’70, con il suo libertinaggio musicale, i suoi strumenti vintage -tastiere in primis-, con i suoi groove dinamici e quelle linee vocali ipnotiche che ricordano colleghi connazionali quali i Tusmørke (ovviamente anche loro con la Karisma!). (altro…)
(Lie Laga Records) Debutto discografico per Fights, quintetto norvegese nato circa tre anni fa, in piena era pandemica, durante la quale la formazione scandinava ha avuto il tempo di lavorare sui brani che compongono questo disco. L’energia sprigionata da questi ragazzi è incontenibile, grazie a pezzi diretti, brevi, concisi ed esplosivi!
(Arising Empire) Un po’ come è successo per il thrash e per il metal classico, le tendenze vanno e vengono, ed ora sembra essere tornato il momento del nu metal, il quale trova nuova linfa grazie ai tedeschi From Fall To Spring, che con questo debutto si candidano ad insidiare il trono che fu di acts quali Linkin Park ed Electric Callboy.
(Scarlet Records) Se si parla di power metal, Germania e Italia sono di casa. In Italia poi, abbiamo un riferimento su tutti che risponde al nome di Rhapsody Of Fire. E i compatrioti Frozen Crown, qui al quanto album in appena sei anni, non possono che avere l’ardito standard come obiettivo. 



(Osmose Productions) La Osmose Productions pubblica il settimo album di Funeral Winds, baluardo del black metal in Olanda. “Stigmata Mali” è intriso di melodia espressa attraverso motivi maestosi, ornato di blast beat usati senza eccessi perché i Funeral Winds nei pezzi creano diversi momenti e andature. L’opener
(Inferna Profundus Records) Il progetto Fonsadera non vuole saperne di fare prigionieri, asfalta tutto quello che trova con una ponderosa terna di canzoni che incarna un certo modo, estremo nell’estremo, di concepire la musica. 



(Black Lion Records) Che impressione sentire dei suoni che somigliano, e molto, ai Dissection… Ho sempre avuto una reverenza per gli svedesi, per me rappresentanti di uno dei vertici del black metal. E sentire questo gruppo francese far riecheggiare nuovamente queste sonorità mi suona strano ed entusiasmante allo stesso tempo. 
(I, Voidhanger Records) Certi dischi nascono davvero sotto una buona stella. Chissà, magari non era nemmeno nelle intenzioni dei suoi creatori, ma “Black Terrain” è un grande, grande disco. 
(Memento Mori) Debut album per Fall Of Seraphs, band formata da musicisti attivi nella scena estrema transalpina, avendo militato o militanti in formazioni come ADX, Manzer, Reverence, Quintessence e molte altre.
(Andromeda Relix) Il secondo album dei vicentini Five Hundred Horse Power o anche 500 Horse Power, è l’estrema sintesi delle radici della band. Musicisti con l’evidente e dichiarata passione del metal che si lanciano in canzoni nelle quali ognuna è ricavata da diverse sfumature del suddetto genere. Dall’heavy al groove metal, dall’hard 
(Pelagic Records) A tratti questo lavoro in studio appare come una sintesi tra i tardi Nine Inch Nails e i tardi Depeche Mode. Un rock filtrato dunque dalle macchine e dall’elettronica. “Intersubjective” è il primo album per questo progetto del batterista 


(Nuclear Blast Records) Quinto album per la formazione californiana nata nel 2007, proponendo inizialmente un deathcore abbastanza canonico per poi evolversi verso un death metal tecnico con forti influenze progressive, mescolando assalti sonori all’arma bianca e tecnicismi mai fine a se stessi.
(Unorthodox Emanations / Avantgarde Music) L’album di debutto dei Ferum non lascia molto scampo, ti arriva dritto in testa dalla prima nota. Un doom pesantissimo e sostenuto, in cui i riferimenti al death tipo Asphyx è più che evidente.
(Armageddon Label) Questo split datato 1988 e stampato come vinile 7”, ospitava due micidiali band svedesi ormai scomparse. Lato A i G-Anx essenzialmente una
(Scarlet Records) I Fellowship sono inglesi e incidono il debut album con l’italiana Scarlet Records. Un lavoro che risulta garbato nella produzione, con i suoni ben calibrati e dove il mixaggio
(Go Down Records) Uno dei gruppi meno nominati della scena stoner e surf rock… eppure stiamo parlando di quelli che sono molto probabilmente i fondatori stessi del genere. 

(Inferna Profundus) Prendete un LP della vostra collezione, rovinatelo con una serie di tagli di machete, buttateci sopra del sangue sacrificale, spaccate la puntina del giradischi e fate girare sull’aggeggio il suddetto disco. Avrete all’incirca una vaga idea di come suona questo disco.
(Iron Bonehead Productions) Cinque tracce, di cui una supera abbondantemente gli undici minuti, vanno a comporre il secondo album dei tedeschi Furis Ignis, a distanza ravvicinata dal precedente lavoro, targato sempre 2022. 