Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
CORPSE VOMIT – “Drowning In Puke” (Reissue)
(Emanzipation Productions) La Emanzipation Productions ristampa questo oscuro e dimenticato album dei Corpse Vomit. I danesi pubblicano questo album nel 1999 e nel formato CD, successivamente conoscerà (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Greci sino al midollo, i Cult Of Eibon propongono un black davvero classicissimo, pieno di tempi veloci, forsennati, con una voce alterata al punto giusto e una altrettanta giusta dose di epicità e phatos.
(Diamonds Prod.) Settimo album per gli italiani Athlantis, forti di una line up in parte riconfermata, in parte rinnovata. La novità più corposa è l’ingresso di Stancioiu dietro le pelli, giusto per dare un rinforzo bello pesante alla parte power dei nostri (come se ne avessero avuto bisogno…). 



(Music for The Masses) Solo dei matti metterebbero in discussione una realtà musicale che da quasi quarant’anni resiste nel territorio metal italiano e non solo. Artisti che hanno condiviso il palco con mostri sacri del genere e non, come Metal Church, In Flames, Deep Purple… impossibile citarli tutti, ve lo assicuro.
(Signal Rex) I Nigrum Pluviam sono il classico esempio di come si possa fare della sana musica estrema senza per questo usare in modo furioso le pelli o vomitando riff super veloci.
(Svart Records) Tra echi del passato, sonorità vicine al rock di fine anni ’60 e primi ’70, una personale grazia e inventiva, i Dust Mountain presentano il loro debut album. Nel 2016 Toni Hietamäki (già membro di Oranssi Pazuzu e Waste Of Space Orchestra) e 
(Personal Records) Due parole sono necessarie per descrivere questo gruppo che, non lasciatevi fuorviare dagli idiomi francofoni, è brasiliano: avantgarde e macabro.
(Dark Descent Records*) L’incipit dell’opener “Emanated Trepidation” spunta con una melodia fatta di marciume, morte, desolazione e pericolo. Si evolve, monta e poi questo low tempo che scandisce un riff lento, solenne e contornato da una rasoiata lancinante, passa a un death metal muscolare e denso di tradizione. “Emanated Trepidation”
(earMUSIC) Il bassista dei Deep Purple Roger Glover pubblicò questo suo album solista nel 2002 per Eagle Records. Glover realizzò questo lavoro con un manipolo di musicisti che vengono racchiusi sotto l’insegna ti The Guilty Party e tra questi spicca anche Randall Bramblett, voce principale e autore della maggior parte dei testi. Il 
(Vault of Dried Bones) Di sicuro non possiamo dire che gli Azothyst badino ai fronzoli. Il loro black è diretto come un pugno, forsennato e irrequieto come solo la musica estrema sa fare.
(Debemur Morti Productions) Da Londra secondo album per questa ‘entità’ che resta misteriosa. Non si hanno informazioni su chi ci sia dietro il nome Light Of The Morning Star, si avvertono però distintamente le tematiche e sonorità oscure, tenebrose, gotiche. Un
(Ukem Records) La black metal band inglese Abdicatrix debutta con il suo primo album, pubblicato con la conterranea Ukem. Abdicatrix manifestano il black metal della cosiddetta ‘seconda ondata’, dunque qualcosa che ha molti influssi melodici di natura epica e presi a prestito però dalla prima, vera e classica 
(autoproduzione / Ghost Record Label*) Band francese che nelle intenzioni punta a una composizione di carattere prog, arrivandoci però col mischiare più elementi di stile come l’alternative metal, l’heavy metal e così via. Elettronica a supporto di partiture
(Massacre Records) Giunti al quarto album, pubblicato proprio quest’anno e 
(Hammerheart Records) Pubblicano il loro primo album gli Extreme Cold Winter e a sei anni dall’EP d’esordio “Paradise Ends Here”. Nonostante la band sia in attività dal 2009, la sua discografia sboccia con estrema lentezza. Olandesi e dediti al doom metal di novantiana memoria e dunque con influssi death metal. Gran supporto di tastiere, con
(Vlad Productions) Osano verso il post rock e forse di più in direzione di quello sperimentale, di sicuro il grunge e qualche diramazione stoner nonché altre forme musicali, magari anche leggere, i Graceful. Con un mastering curato da Magnus Líndberg la band di Nantes offre un sostanziale crossover di intenti, di stili e di 

(The Circle Music / Hell’s Fire Records / Rabauw Records) Gli ateniesi Necromantia hanno una storia che inizia sul finire degli anni ’80 e con appena cinque album ma di una discografia affatto esigua. Necromantia sono parte del black metal di scuola greca che per chi adora la fiamma nera sa bene quanto abbai un aspetto proprio unico 
(Autoproduzione) Violenti e brutali, ma anche ultra tecnici e capaci di iniettare ottime tastiere nel loro death metal furibondo. Gli italiani Spiritual Deception non hanno ancora debuttato sulla lunga durata ma, dalla nascita della band nel 2016 dalle ceneri degli Humans Ablaze, hanno dato i natali ben tre EP (questo compreso), dimostrando elevata capacità compositiva e una certa brillante fantasia. 
(Nuclear Blast Records) «Molti dei nostri testi trattano del nostro scetticismo nei confronti della religione e del genere umano in generale. Sii libero o sii morto» dice il chitarrista Danile “Død” Olaisen, parlando di questa nuova bordata di morte, appunto 
(Caligari Records) ‘SHADOWS. HEARSAY. INIQUITY. VENGEANCE.’ Ho volutamente ripreso questo ‘epitaffio’ dalla loro bio perché se da un lato descrive piuttosto bene la proposta musicale di questo combo, dall’altro lato non posso che constatare che la tanto ostentata originalità del combo è presente ma non in forma così esclusiva come la si vuole far passare.
(Pride & Joy Music) A vedere la copertina dell’album, si potrebbe pensare che tale Dan Lucas sia l’ennesimo musicista che si stacca dal gruppo madre per percorrere la tortuosa strada solista… invece Dan è sempre stato un solitario, musicista poliedrico e girovago, vincitore di qualche premio in giro per il mondo, spalla di alcuni personaggi più grossi, come Meat Loaf, e pure personaggio che compare in TV.
(Blasphemous Records) Alla loro terza prova sulla lunga distanza, gli Evil Spell aggiungono nove tracce alla loro discografia, fatta di un rabbioso black in cui il cantato spesso e volentieri travalica i generi per sfociare anche nel grind core.