Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
THE CONFORMATION CHANGE – “Soundtrack For a New Shape (Of Mind)”
(autoprodotto) Laconica cartella stampa. Concetti diretti come “esclusivamente strumentale”, oppure “gruppo fatto di basso, batteria e chitarra”. Ma la frase conclusiva mi colpisce “Al momento il disco non è distribuito da alcuna agenzia e la band non è sotto contratto”. E quale schifoso errore, aggiungerei io. Cinque (altro…)
(Revalve Records) ‘Brutta bestia’ questo lavoro dei Phenium. “No More Humanity” mi ha preso molti ascolti e non da meno continue riflessioni. Probabilmente questo è già un buon punto di merito per la band romana, la quale non risulta statica e prevedibile dal pèunto di vista del songwriting.
(Metalism Records) Fra le band russe che mi sia capitato di ascoltare, gli Shadow Host mi hanno ricordato più di altre le sonorità tipiche dell’Europa Occidentale: senza leggere le note del promopack li avrei detti tedeschi o al massimo svedesi! E invece
(Casket Music) Sembrano una fredda evasione dal black metal i belgi Sercati. Lo spirito del genere si contorce e si trasforma, ma non parliamo di progressive, in una sorta di atmospheric dalle andature ipnotiche o ampiamente aperte, a volte fredde oppure ricche di pathos. Un percorso sonoro
(JollyRoger Records) Quando si parla di heavy metal italiano non si può non menzionare gli Strana Officina: prime movers della scena Tricolore insieme a bands quali Death SS, Vanadium e Royal Air Force, il gruppo dei fratelli Cappanera ha saputo anticipare sonorità che poco tempo dopo, al di la della Manica avrebbero dato
(JollyRoger Records) Primo full length per i Livornesi Strana Officina dopo due EP (“Strana Officina” del 1984 e “Ritual” del 1987). l’album in questione vede un parziale allontanamento dalle sonorità NWOBHM che caratterizzavano i lavori precedenti, in favore di un sound più vicino all’heavy metal a stelle e strisce che
(JollyRoger Records) Ristampa del secondo EP del 1987 dopo il primo 7” omonimo del 1984. rispetto al precedente materiale la band apporta due cambiamenti: un sound più heavy, meno ancorato all’hard rock degli anni 70 e il cantato in Inglese, cosa che rende la loro musica più accessibile all’estero rispetto all’Italiano usato fino
(JollyRoger Records) Debutto discografico della storica band Italiana, datato 1984. Questo EP mette già in luce ottime doti compositive e tecniche del combo Livornese; stupisce in particolare il fatto che alcune di queste composizioni risalgono al 1979 e suonano NWOBHM un anno in anticipo dalla diffusione di questo
(Nuclear Blast) Ridendo e scherzando, come si suol dire, gli Edguy sono arrivati a ventidue anni di attività e undici dischi in studio; certamente non sono più i ragazzini terribili del metallo tedesco, ma (per fortuna!) non hanno ancora perso la loro voglia di giocare e di sorprendere.
(Battlegod Prod.) Il prosieguo di una storia. I norvegesi Forgery nascono negli anni ’90, vivono nell’underground e poi una lunga pausa finita nel 2004, con l’arrivo di un nuovo batterista, ma più di tutto la volontà di costruirsi concretamente una carriera, ed ora ecco dunque il secondo album. “With These Fists”
(Manitou Music) Di solito non frequento sonorità così violente come quelle degli Oestre, ma per questi francesi posso certamente accostarmi anche all’industrial! Che poi, ancora una volta, le etichette si rivelano sbagliate: l’impasto sonoro di questo “La dernière Renaissance”, terzo album della
(Boris Records) Progetto parallelo di due membri dei deathsters Disfigurement, Gunpowder Gray è quanto più lontano dal genere suonato dalla band madre: trattasi infatti di un album rock’nr’oll, glam e sleaze, non lontano da gruppi come primi Guns’n’Roses, Skid
(Selfmadegod Records) A sei anni dal primo lavoro, i polacchi Ass To Mouth ofrono una nuova bordata di estremismo a confine tra il brutal, il grindcore e il crust. Personalmente credo la band si avvicini leggermente di più verso il brutal, nonostante le forti dosi di crust, comunque sia è un tipo di peso e
(Autoproduzione/Transcending Obscurity) Noto con piacere che molte uscite in campo metal provengono dai posti più disparati e lontani, con scarsa tradizione in ambito rock in generale. Un esempio di quanto appena detto è rappresentato dai Systemhouse 33, provenienti da
(Power Prog Records) Ah, il buon vecchio symphonic power metal! Temo che per me (e per i vecchietti della mia generazione) sia una questione di imprinting: se hai cominciato a sentire metal con questo genere nel suo periodo d’oro, non smetti mai di amarlo, qualunque cosa dicano detrattori e invidiosi.
(The Compound / Battleground Records) Un parlato, un attacco solenne e marziale ed ecco che il basso e le chitarre mettono in piedi uno spessore sonoro denso, morboso, immenso. Un sound che è qualcosa tra lo stoner, lo sludge e qualcosa del punk. Distorsioni noise, carattere groove, melodie intriganti su
(Iron Shield Records) Mi sono già occupato in passato dei Seasons of the Wolf (
(Mighty Music/Target) Pura e sincera la storia dietro questa band, formatasi recentemente, nel 2011. Storia che si svolge in Danimarca, dove Alex, un batterista, incontra Jannick, un vocalist. Alex vantava una forte esperienza nella scena Danese, suonando anche come supporter di acts importanti quali Motorhead,
(Autoproduzione) Debut album per i Death Valley, band Danese dal sound difficilmente classificabile. Nelle loro canzoni convergono infatti elementi apparentemente in antitesi tra essi, quali blues e hardcore con qualche spruzzata di rock’n’roll; un mix esplosivo, perfettibile ma efficace e, a tratti, ben
(Redemption Records) Tramite canali strani e blasfemi, entro in contatto con Freddy TM, uno dei chitarristi di questa band dal moniker ai confini dell’assurdo, del demenziale. Entro in possesso del CD. Lo guardo. Titolo micidiale, sotto un moniker che, se la storia si ripete, risulta pericoloso: l’ultima
(Punishment 18 Records) Esordio sulla lunga distanza per gli Harlott, band Australiana (Melbourne), nata nel 2006 e autrice, precedentemente, di due demo, “Virus” (2011) e “None” (2012). Il genere proposto è un thrash metal vecchio stampo, che affonda le proprie radici nel sound della
(Autoproduzione) L’Ultimo Atto è una formazione che si è arrangiata con i propri mezzi per questo primo album, ma è ricorsa poi per le fasi di mix e master a Zack Ohren (Machine Head, One Shall Perish, Suffocation, Carnifex, ecc). La band lucana è depositaria di un sound tosto, robusto, pregno di groove, per
(Massacre/Audioglobe) I greci Crystal Tears, qui al loro terzo album, mi sono stati simpatici già al primo ascolto: però da recensore devo ammettere che la loro proposta è abbastanza standard. Mi chiedo spesso cosa ci voglia, in un genere in agonia come il power
(Peaceville Rec.) La storia degli Autopsy inizia nel 1987 e non sarò io a riassumervela, andatevi pure ad informare su quella che è una delle band più significative, in termini di resa e contributi, nel death metal. “Tourniquets, Hacksaws & Graves” era atteso ed io ci avrei scommesso dei soldi
(Bakerteam Records) Attivi dal 2004, giungono al secondo album i Baresi Reality Grey. La band suona un melodic death metal di matrice Scandinava, tanto che prima di vedere le informazioni, pensavo fossero svedesi. “Ascension Lapse” apre le ostilità con
(52 Music/Pledgemusic.com) Il rock ‘n’ roll è vita vera. Vita vissuta. Storie vere che diventano bellissime melodie, nelle quali si riversa amore, odio, rabbia, furia, piacere, sogni. E questa è esattamente una storia rock’n’roll, una storia di quelle piene di energia. James Toseland, front man della sua band (voce e
(Autoproduzione) Quando il bravo Andrea Cicala ha scritto a Metalhead per avere annunciare l’uscita di un nuovo album a pochi mesi di distanza dal precedente, ho da subito pensato che lui fosse troppo prolifico, oltre a sospettare che fosse il tipico musicista che vuole strafare. Se è vero
(Ear Music) Finalmente! E chi ci sperava più nel nuovo album dei Gamma Ray? Sono passati 4 anni da “To the Metal” e onestamente non ne potevo più di mini, live, raccolte e quant’altro… come tanti altri, temevo che ormai i Rayz avessero perso il feeling, ma sono costretto a smentirmi (e a dire il vero lo faccio
(Listenable Records) Forti di una ultra ventennale carriera (sono attivi dal 1988), tornano i veterani Acheron, tra i prime movers della scena death metal floridiana, con esperienze live con bands del calibro di Death, Morbid Angel, Immolation, Nocturnus. Questo nuovo album li vede percorrere, imperterriti e coerenti, gli stilemi che hanno caratterizzato tutta la
(Autoproduzione) “Amigdala”, ovvero 35’ di metal/death-core fatto con una lieve intenzione progressive. Fratture nei ritmi, breakdown, blast beat e chitarre che seguono un’andatura che si dibatte tra melodic death metal, thrash e death più spinto. Voci in scream e growl. L’insieme è sorprendentemente
(Moribund) Sconvolgente evoluzione dei Greci Dodsferd. Da un black metal ben concepito passano ad un sound brutale, esasperato, decisamente punk. Le cinque tracce sono tirate, sconvolgenti, il vocalist si auto tortura con screamings devastanti e disumani. Rumore, molto rumore, una produzione selvaggia, un sound arrabbiato, violentissimo, inospitale. E’
(Sliptrick Records) Ricordo a grandi linee il comunicato stampa che annunciava questa band uralo-siberiana. Nata da una formazione nota in patria, i Всполох (cioè Vspolokh), anche questa nuova realtà si rifà al metal anni ’80. Gli Antipathia sono un concentrato di cose appunto heavy metal, ma anche
(Dark Essence Records) Una band mostruosa, come la copertina, come le intenzioni che sa portare avanti. Mostruosa come la sua musica. Svedesi, nati grazie a elementi di Vinterland e Maze Of Torment, piantano in questo CD un ammasso di riff, ritmi e voci che spaziano dal black metal al crust, ma fondendo
(Battlegod Prod.) Ammetto candidamente di non aver mai sentito parlare di questa band. Nel mio archivio mentale niente mi riporta a loro, eppure sono arrivati a quota tre album. Ciò che mi spinge ad una profonda riflessione, già a metà ascoltodell’album, se non prima, è lo stile. Saranno pure norvegesi
(Doomantia Records) L’omonimo lavoro dei Barbarian uscito pochi anni fa (