Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
BLIND SECRECY – “The Edge”
(Inverse Records) Secondo ep in due anni per i finlandesi Blind Secrecy, che pubblicano per Inverse Records: la band è però attiva fin dal 2006 con una bella sfilza di demo. Il loro progressive/melodic metal è moderno, e mantiene comunque molte delle caratteristiche del sound tipico dell’Europa del Nord: boombastico, abbastanza veloce, con in più una certa matrice classic heavy in sottofondo. (altro…)
(Hells Headbangers Records) Con una band dal nome così, cosa potete aspettarvi? Esatto, uno sporchissimo speed/thrash con qualche venatura horror! Gli October 31, della Virginia, hanno una lunga carriera underground alle spalle (l’anno di fondazione è il 1995), con tre full-“length” e una pletora di uscite minori, e tornano sul mercato dopo uno iato di otto anni!
(W.T.C. Productions) Black metal orientato a distruzione, oscurità, massacro, guerra, sangue, tortura… e qualsiasi altra cosa dolorosa e sporca vi possa venire in mente. Sono tedeschi, esistono da quasi due decenni e non sono certamente prolifici con i dischi (questo è il secondo o terzo). Ma quando decidono di fare un album, non hanno rispetto di nessuno.
(Svart Records) I Rattus sono i massimi esponenti della scena hardcore punk finlandese. Il terzetto (oggi sono in quattro) nasce nel 1978 per la precisione, ed è autore di diverse release e tanti concerti, dei quali di recente nel Nord America, vittima anche di uno split tra il 1988 e il 2011. Oltre a questo nuovo album la band di recente ha fatto circolare il suo nome grazie alla riedizione di due
(AFM/Audioglobe) Qualunque defender, anche alle prime armi, conosce i Crystal Viper di Marta Gabriel: la band polacca si è fatta rapidamente strada nell’underground dell’heavy metal classico, guadagnandosi un posto al sole con la AFM Records e pubblicando a ripetizione album, singoli, e perfino un live. Però c’è sempre chi, come il sottoscritto, non capisce cosa distingua questa pur meritevole
(Iron Shield Records) Questa band è il risultato di un’amicizia nata pochi anni fa tra il chitarrista Derek Schilling e il cantante tedesco Paul Martin Missy. Il primo viveva negli Stati Uniti e il secondo in Svezia, con il coinvolgimento di altri musicisti attorno a Schilling, la distanza è stata colmata attraverso la realizzazione della musica da un lato dell’Atlantico, quello di New York, e delle
(Mausoleum Records) Il progetto Now or Never sorge per volontà di due ex-Pretty Maids, Kenny Jackson e Ricky Marx, che assieme al vocalist dei francesi Nightmare, Jo Amore, mettono su una manciata di brani che sanno lontano un miglio di metallo germanico. “Reach out for the Sky”, infatti, ci mostra un hard’n’heavy venato di power che potrebbe forse ricordare qualcosa dei Primal Fear,
(Ukem Records) Ve lo giuro! Appena ho iniziato ad ascoltare questi Necrogrinder la prima cosa alla quale ho pensato è che fossero inglesi. Si, ok, la Ukem per buona parte pubblica autori inglesi, è vero, ma se qualcuno di voi legge abitualmente le mie recensioni forse ricorderà che spesso inizio ad ascoltare gli album conscio del solo nome della band e il titolo della release. Solo dopo
(Hells Headbangers) La copertina è praticamente una S e una F incrociate. Non male come disposizione grafica, ma ovviamente se le incornici in quel modo è normale che in Germania e non solo lì la copertina te la censurino. Bando però a questo aspetto ecco che finalmente i Shitfucker (ma un nome un pochino diverso non potevano darselo?) realizzano un vero e proprio album dopo
(Autoproduzione) Vi presento oggi un disco particolare, che poteva essere un capolavoro assoluto, ma non lo è… proprio per il suo anelito ad esserlo! Gli olandesi Magion sono al secondo full-“length” e ci propongono un power/gothic che porta all’estremo tutte le caratteristiche di questa musica… per farvi capire, è come se fossimo di fronte ai Dragonforce di questo (sotto)genere!
(Sublimity Records) Vengono dalla Russia, e precisamente da Mosca, gli Starsoup (che bel monicker!): sorgono attorno al cantante Alexej Morkov, e lentamente si sviluppano come vero gruppo. Il loro debut mi ha colpito per la varietà delle influenze e per la sostanziale impossibilità di inquadrarli in un genere, che solo alla lontana potrebbe essere il progressive. Ma quando fa semplicemente
(Iron Bonehead) Un 7” che propone da un lato i cileni (sono della splendida Viña del Mar) i quali nei primi 30” sembrano una sequenza di Godflesh, Napalm Death, Grave e Dismember e i loro compatrioti (della Capitale) Eaten Alive, altra death metal band.
(Karisma Records) Mi accingo a scrivere questo pezzo con l’animo incerto e un pochino confuso. Gli Airbag arrivano al terzo album, il primo per quello che mi riguarda come conoscenza della band e per un floydofilo (leggasi come appassionato dei Pink Floyd) è imbarazzante ascoltare dei pezzi piuttosto piacevoli, ma che in un’ipotetica scala stilistica vanno da un minimo di similitudine
(My Graveyard/Masterpiece) Con i dischi dei Tarchon Fist mi sento sempre a casa! Come è a tutti noto, la band bolognese nasce ormai otto anni fa per volontà di Lvcio Tattini dopo la sua separazione con i Rain, e da allora (magari senza troppa velocità eh!) sforna dischi e dvd di altissimo livello, sempre legati all’heavy metal tradizionale da defenders (magari appena venato, in qualche caso, di
(Autoproduzione) I Broken Fate sono una band come tante altre. Una storia breve, fatta già di qualche pubblicazione di piccola portata e una serie di concerti, oltre ad uno scioglimento durato appena un anno. Una storia che prosegue arrivando ad una nuova pubblicazione e non al debut album, quello che ti fa sentire più adulto e cresciuto come band, come musicista, come momento
(Spinefarm Records / Loma Vista) Riconsoco che i Ghost B.C. non sono una realtà musicale che apprezzo in modo particolare. Lo si è capito
Tuonano dalla Francia. Sono estremi per quello che fanno ma anche per cosa mescolano. Sono in grado di rendere elettronico uno stile, il black, che viene dalla carne e dal sague. La loro produzione è oscura e riesce a raggiungere livelli solenni. Semplicemente volevamo saperne di più… quindi abbiamo chiacchierato un po con Zoé (chitarra, basso, elettronica e produzione) e MaX (elettronica e batteria)…
(Bakerteam Records) La Bakerteam si è affermata, in questi ultimi due anni, per proporre sul mercato dischi tutti italiani di grande spessore e professionalità: oggi ci propone i cesenati Chronos Zero, autori di un progressive sfaccettato e intrigante. Devo dire però subito che senza i testi mi sto perdendo di certo moltissimo del disco (sarebbe stato forse necessario inserirli nel package
(Do Or Die Records) Proposta strana quella degli americani Relentless. Siamo nel territorio doom, musica potente e ricca di ritmi cadenzati, senza tuttavia mai avvicinarsi a tempi ultra lenti. Piacevole, molto ben suonata, piena di una atmosfera tetra già anticipata dalla bellissima copertina. Ma la caratteristica particolare di questa band è quella di avere una voce femminile, una voce
(Sound Age Productions) Di origine russa, ma di stanza a Darmstadt, in Germania, i Morok hanno atteso quasi dieci anni per pubblicare il loro primo full-“length”: che non a caso ha una gradevole patina vintage sopra di sé. La titletrack cresce lentamente per sfociare in una cavalcata pagan black primordiale; anche “The last Path” sa di foreste innevate e delle band della prima, irripetibile
(Cyclone Empire) Ed ecco che finalmente, in mezzo a tanti dischi fotocopia, la Cyclone Empire ti butta sul mercato un vero masterpiece! I tedeschi Mountain Throne giungono al debut dopo la solita trafila di demo ed ep, e trovo che la definizione di ‘ancient heavy metal’ che essi stessi danno alla propria musica sia indovinatissima! “Spirits of Fate”, la grintosa opener, mi ha ricordato
(Jolly Roger Records) Auto-celebrazione della label che pubblica uno split di due nomi storici italiani. Impero delle Ombre con il suo metallo occulto orientato ad un certo doom, e Bud Tribe con la loro componente marcatamente metal. Due band con radici toscane che furono le prime release della label quando venne formata circa cinque anni fa, due bands che accettano di essere presenti in questo
(Carnal Records) “Wolves of the North” era del 2010 e iniziò a far circolare il nome di questa band, tra l’altro con giudizi contrastanti tra stampa e blackers. Con un batterista finalmente in pianta stabile gli Svedesi si cimentano nel secondo album. Quando l’ascolto parte con “Day of Reckoning” quasi ho un sussulto: un sound crust/black metal mi investe e proprio la radice crust
(Iron, Blood and Death Corp.) Storica formazione portoghese, da oltre venti anni in giro a suonare un black metal prima maniera. Dunque rozzo, ruvido, cattivo. Un sound che ancora oggi ha un suo fascino, senza dubbio. Parliamo di ritmi sparati a mille, attraverso blast beat che sembrano motori diesel che faticano a partire. Il riffing è un vento ghiacciato che produce note serrate, ringhianti.
(Indie Recordings) Sulla scia della Misantrof Records, anche la Indie decide di farvi i suoi migliori auguri di Natale. Sembra un po’ fuori luogo leggere “La Indie vi augura un buon natale”, considerando quale gente compone le bands che loro pubblicano… ma il titolo poi spiega tutto: “Carneficina natalizia”. Ed è infatti questo lo spirito della label, impegnata con bands sempre estreme e decisamente
(Ektro Records) Prodotto 100% riservato ai defenders, l’ep di debutto dei finlandesi Lord Fist ha una marcia in più rispetto ai tanti prodotti underground che affollano il settore. Quattro brani che più vintage non si può in scaletta. “Lord of the Night” è il buon vecchio heavy/speed sgangherato, stavolta forse con un tocco vagamente british in più; “Headless Rider” ha, infatti, delle chitarre che fanno
(Avant Garde Music) Legato ad una radice di suicidal black metal questo progetto condotto dallo spagnolo Ur Profanum, unico membro dei Grim Funeral, propone la ridefinizione del concetto di angoscia. Un’ora e venti minuti di viaggio psicologico negli inferi più nefasti, dove la brutalità sia sonora che vocale è spinta a livelli estremi, ai confini con la dissonanza, dove il principale
(Mirgilus Siculorum) E’ un vero e proprio album “Conquest War Famine Death”, un album di debutto ideato da Nekroführer dei Wolfsgrey e Siculicidium, ma stampato su cinquanta cassette edite da Mirgilus Siculorum e distribuite da Sun & Moon Records. Proprio il formato forse spiega il livello qualitativo approssimativo di questo sound. Dozzinale, sporco, resa tipica da demo-tape, però
(Pitch Black Records) Melodia, ritmica tagliente e un tributo ai grandi del power/prog. Questi sono gli Artical, band greca formatasi nel 2002 che vanta, per questo nuovo lavoro, il grandioso Mark Boals alla voce. E’ ormai indubbio che ovunque finisca a cantare Mark, ed ultimamente è un singer molto impegnato e richiesto, il risultato sia senza dubbio di grande qualità.
(Punishment 18 Records) Nuova bordata selvaggia e distruttiva per i Sardi Necromessiah, una delle migliori realtà black ‘n roll che si possa trovare in Italia. La band si propone con la tipica miscela dei primordi del thrash metal teutone, il seminale ed evangelico black metal alla Venom e ovviamente quella stramaledetta attitudine da locomotiva lanciata a folle corse che è cara ai Motörhead.
(Transcending Obscurity India) È la prima volta che mi capita di recensire un disco proveniente dall’India, e sono sorpreso di trovarvi un sound profondamente europeo (anche nell’accento del cantante). I Djinn and Miskatonic sono all’esordio e piaceranno soprattutto ai puristi assoluti del doom più plumbeo. I brani in scaletta sono quattro (più una breve intro di “Voice from the Tomb”): si parte con
(Century Media Records) Geniale artista Arjen Lucassen. Un artista poliedrico, un artista con mille idee, mille ispirazioni e molti progetti. Risale a solo un anno fa il suo ultimo lavoro (a nome di Arjen Lucassen), al 2010 il complesso “Victims Of The Modern Age” (secondo lavoro a nome di Star One), al 2009 il bellissimo “On This Perfect Day” (a nome di Guilt Machine) e ben a cinque
(Darker Than Black / Merchant Of Death) Il black metal più oscuro e tenebroso si espande nelle composizioni di questo mini album dei Black Altar di Shadow. Atmosfere solenni ma ammantate di diabolicità, create da chitarre forti e solenni, insieme a blast beat che divampano e si sviluppano come fiamme vive. “Suicidal Salvation” è davvero un fuoco che brucia tutto, incenerisce
(Fuel Records) E’ il Messico il luogo ideale per i Dark Lunacy dove realizzare un DVD live. A Città del Messico per la precisione e nell’ambito dell’ “Eye Scream Fest 2012”. Di questo “Live in Mexico City” ho avuto però modo di ascoltare soltanto l’audio e dunque nessuna immagine in visione. La resa sonora è buona e abbastanza sincera nel dare un’idea dell’atmosfera live. Meno efficaci invece
(Autoproduzione) Ai genovesi DarkUpside le definizioni stanno certamente strette: il loro esordio non è progressive, e non è ‘alternative metal’ (se esiste e come diavolo vogliate chiamarlo), ma un riuscito compromesso fra tendenze moderniste, il prog metal, i Rush (grande amore della band, come dichiarato nelle note promozionali) e qualcosa del post metal inglese di cinque o sei anni fa.