SINBREED – “Shadows”
(AFM Records) Beh, che dire? I Sinbreed, una sorta di succursale dei Blind Guardian (dato che ci suonano sia Marcus Siepen che Frederik Ehmke) macinano che è un piacere! Tuttavia non pensate al sound dei bardi (o almeno non soltanto a loro…), dato che questa band è più votata a un power/speed veloce e frastornante… (altro…)
(WEMC Productions) Nel sound dei britannici Seven Deadly c’è davvero un po’ di tutto: se dovessi giudicarlo secondo le mie vecchie categorie da defender, probabilmente parlerei di un groove/thrash metal più americano che inglese;
(Nemeton Records) Gli esordienti torinesi ODR si lanciano in una impresa che qualunque appassionato di folk metal giudicherebbe assai difficile: unire i suoni epici e maestosi del pagan nordico con quelli più allegri del folk alla Trollfest o Korpiklaani – cantando peraltro in italiano!
(Pure Steel Records) Quando ascolto un bel disco doom… beh, mi sento veramente bene! Forse questo genere è quello di fronte al quale non riesco ad avere mezze misure: o un album mi sembra da buttare (essenzialmente perché scopiazza a man bassa dalle sacre fonti),
(Autoproduzione) In quest’ultimo periodo stanno arrivando in redazione numerosi prodotti italiani di progressive rock e metal: segno di una spettacolare rinascita di questo genere nel Belpaese? Speriamo di sì, tenendo anche conto che si tratta di dischi tutti veramente eccellenti… e non fa eccezione “Where Light Ends”,
(Scarlet Records) Che succede se Steve Smyth, ex-chitarrista per Testament, Dragonlord, Vicious Rumors, Nevermore e Forbidden, chiama altri amici più o meno noti (spicca Mikkel Sandager un tempo ai Mercenary)
(Svart Records) I finnici Sammal, dopo il debut dell’anno scorso, muovono le acque con un ep di cinque tracce: dicendo che sono sotto contratto per la Svart Records potrete capire il livello di follia della loro musica!
(Inverse Records) Non so come si faccia, nel 2014, a non lasciare traccia ‘ufficiale’ di sé su internet, ma i finlandesi The Cloudycators ci sono riusciti: pagina Facebook con quattro righe in finlandese, pagina ufficiale non funzionante,
(Einheit) Alfieri del pagan più intrangigente, gli austriaci Bifröst pubblicano un terzo album maestoso e imponente, che supera i 70 minuti di durata e che, pur se non aggiunge una virgola a quanto già espresso dalla scena in questione, si rivela comunque un ascolto coinvolgente.
(Inverse Records) A me dispiace sempre bocciare un disco, ma onestamente nel secondo album degli svedesi Descend non ci trovo molto di interessante. I nostri si danno a un melodic death con partiture progressive che potrebbe, forse,
(Cruz del Sur/Audioglobe) I Dark Forest sono certamente fra gli esponenti più significativi del british metal di questi ultimi anni, e “Dawn of Infinity” è senza dubbio uno dei miei dischi preferiti, uno di quelli che lascia veramente di rado il piatto del mio giradischi.
(Rock’n’Growl) Sempre più spesso mi chiedo cosa spinga una band all’esordio a pubblicare soltanto un ep. Se si tratta di un demo autoprodotto va bene, ma qui stiamo parlando di formazioni che alle spalle hanno una etichetta e una promozione…
(PRC Music) Ottimo pagan black metal dai canadesi Valknacht: questo è il loro terzo disco, ma il primo che mi capiti fra le mani. I nostri pescano a piene mani dalla mitologia norrena, ma da una prospettiva che si rivela interessante:
(Pagan Records) Sciolti e riformati per ben tre volte, i polacchi Thy Worshiper si dedicano a un pagan/folk metal che, anziché attingere alla dimensione nordica del genere, si nutre di sonorità dell’Europa Orientale, per un risultato originale e accattivante per gli ascoltatori occidentali.
(Autoproduzione) Torrenziale esordio di thrash ‘contaminato’ per i torinesi Taste Revenge, che finora si erano fatti notare soltanto con un ep di ben cinque anni fa; il fatto che la maggior parte dei brani sia mixata insieme contribuisce all’effetto devastante che questo velocissimo disco ha sull’ascoltatore.
(GlobMetal Promotions) Esordienti da Mosca, i Terratomorf sono quattro giovani (almeno a giudicare dalle foto) dediti a un power/heavy metal genuino, abbastanza tedesco nello spirito, e quindi mediamente quadrato ma comunque melodico (soprattutto nei refrain).
(UDR Music) Ma come, un altro live dei Saxon? A meno di due anni da “Heavy Metal Thunder Live” e con un solo album in studio nel mezzo? Beh, la risposta è sì, che intervengano logiche commerciali (alla fine, una band così grande deve SEMPRE
(Limb/Audioglobe) Esordienti dagli Stati Uniti, e precisamente dalla Florida, gli Skyliner dimostrano di avere le carte giuste per lanciarsi nello scenario del power metal più tecnico e progeggiante, che non a caso si è sviluppato prevalentemente oltreoceano.
(High Roller Records) Non so quante volte mi avete già sentito raccontare una storia del genere, ma eccola qua… i Metal Mirror appartengono alla primissima falange della NWOBHM; pubblicano un singolo e un demo, poi mentre stanno per registrare l’album spariscono;
(E-Grapes Promotion) Ovunque sul web, gli emiliani Klogr si premurano di specificare che il loro nome si legge “K-log-R”, con riferimento alla pioneristica equazione psicologica (è del 1860) che pone in relazione stimolo e percezione. “Black Snow” è il secondo disco,
(High Roller Records) Gli Sparta sono uno dei nomi cult della prima ondata NWOBHM, quella che ancora aveva forti collegamenti con il rock anni ’70. Come tanti altri, gli inglesi non arrivarono neanche alla pubblicazione di un full-length,
Southern Brigade Records) Non amo il gothic rock, ma per The Strigas farò un’eccezione! La band pugliese (per la precisione di Barletta) giunge al contratto con la Southern Brigade grazie alla vittoria in un concorso musicale,
(Le Crepuscule du Soir) Dietro al progetto Last Winter I died, che si presenta in un digipack algido, dalla copertina volutamente essenziale, c’è l’artista Mist, che si è fatto notare con i Dead Summer Society e propone adesso la sua personale epopea dark/ambient.
(Massacre/Audioglobe) Lasciatemi, per una volta, essere molto diretto: “Doomsday for the Heretic” è certamente un buon disco di heavy metal, ma è l’unico prodotto dei Metal Inquisitor che mi abbia mai colpito. Il resto della carriera dei tedeschi si mantiene, a mio modesto parere,
(AFM/Audioglobe) Ottimo secondo album per i tedeschi Words of Farewell, fautori di quella commistione di generi che sempre più spesso si definisce extreme progressive metal, e che in questo caso presenta una marcata componente death. Dell’iniziale “Continuum Shift”,
(Rock’n’Growl) L’artista australiana Darkyra Black, dopo una esperienza con la band greca Achillea, si lancia in questo studio project che coinvolge numerosi artisti internazionali (fra essi spicca il drummer Garry King, che ha lavorato con Jeff Beck e Joe Lynn Turner).
(Autoproduzione) Per registrare un full-“length”, i sardi Memento Waltz hanno aspettato qualcosa come venti anni dalla propria fondazione: dopo aver finito di ascoltare “Division by Zero”, non posso che pensare che dovevano decidersi prima!!! Nei solchi ottici di questo cd troviamo un progressive metal
(Shadow Kingdom Records) Prodotto ultracult che arriva dal Cile ed è diffuso dalla Shadow Kingdom Records, la cassetta d’esordio degli occult metallers Lucifer’s Hammer è, manco a dirlo, diffusa soltanto in cento esemplari. Tre i brani sul nastro.
(Iron Tyrant) Dal gelo della Svezia arrivano gli esordienti Vornth, che ci hanno messo ben 13 anni dalla fondazione per pubblicare il loro debut (il quale esce naturalmente anche in vinile, indovinate quante sono le copie? 666!). “Evil Blood”, il primo brano in scaletta,
(Autoproduzione) Quest’oggi vi presento il quarto full-“length” dei romani Neverdream, che si segnala per numerose peculiarità. Anzitutto, dura quasi novanta minuti (!), divisi su due cd; ma se optate per il download digitale, lo troverete disponibile sul loro sito in modo completamente gratuito.
(Rogue Records) I vicentini Lies of Nazca esordiscono sul mercato con questo “Aleph”, quarantuno minuti di attacco diretto all’ascoltatore! Il disco, a mio giudizio, va preso e considerato nella sua totalità (la durata contenuta del resto lo permette facilmente):
(Weird Truth) Di stanza a Londra, ma attualmente – dopo alcuni cambi di lineup – costituiti soltanto di musicisti italiani, i doomsters Dea Marica danno alle stampe il loro secondo disco. E indovinate un po’ dalla copertina quale è il genere suonato?
(AFM/Augdioglobe) “The Landing” è stato uno dei primi dischi ad essere recensito su questo portale (
(Pure Steel Records) Chi non conosce la Strana Officina si alzi e se ne vada, non ho tempo da perdere con voi; a tutti gli altri non devo certo presentare “Bud” Ancillotti, uno dei più grandi cantanti heavy metal italiani di sempre. Forse prendendo proprio spunto dalla rinascita della Strana,
(Casus Belli Musica) Mi dedico a questo prodotto assai particolare come a una strana curiosità, vedrete subito che con MetalHead ha poco a che fare. Il duo russo Order of Victory celebra con questo ep+dvd i 70 anni dall’epocale battaglia di Stalingrado: