SARPA – “Solivagus”

(autoprodotto) L’americano David Baxter, batterista dei Trenchant ed ex di bands quali Škáŋ, Skrew e Plutonian Shore ha creato un suo personalissimo mostro. Sarpa, una one man band, prende la musica (altro…)

(autoprodotto) L’americano David Baxter, batterista dei Trenchant ed ex di bands quali Škáŋ, Skrew e Plutonian Shore ha creato un suo personalissimo mostro. Sarpa, una one man band, prende la musica (altro…)
(APF Records) Quinto album per Desert Storm, formazione inglese nota nel circuito stoner/sludge soprattutto per avere aperto gli show di molte band, tra le quali Red Fang, Crowbar, Orange Goblin e Mondo Generator. (altro…)
(Volcano Records) Dando un’occhiata alle note biografiche della band leggo: ‘Gli Hellcome! si formano nel 2009 a Fabriano (AN) da un’idea di quattro ragazzi amanti della birra’. Ottima introduzione, partiamo già con il piede giusto. (altro…)
(autoproduzione) Arriva una nuova cantante per il quinto album dei Rossometile (QUI il precedente), ed è Ilaria Hela Bernardini alla quale va un inchino per la sua voce e il suo lavoro. I salernitani (altro…)
(Funere/Weird Truth Productions) Un’opera che esalta i sentimenti più strazianti, l’oscurità più impenetrabile, la devastazione interiore più lacerante. Dal moniker inquietante, alla copertina che non lascia speranza (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Dopo ben quattro anni dal debutto “Iron Overkill” (recensione qui), tornano i finlandesi Front con un EP contenente sei brani che segnano una netta evoluzione stilistica rispetto alla (altro…)

(Funere) A tre anni da “Synaptic Veil” (recensione qui) torna la lacerante pesantezza dei romeni Descend into Despair, giunti ormai al un terzo capitolo, sempre capaci di materializzare un funeral doom possente, (altro…)
(Vendetta Records) Dopo un EP di un paio di anni fa, i tedeschi Naxen arrivano finalmente al primo album sulla lunga distanza, proponendo un quartetto di tracce molto lunghe, che mai vanno sotto i dieci minuti di (altro…)
(Pure Steel Records) Una garanzia? Di più!! Il terzo album degli Ancillotti (per chi non lo sapesse, la band dei fratelli Daniele e Alessandro, assieme al loro figlio/nipote Brian) (altro…)
(Shadow Kingdom Records) Figli di una costola degli americani Visigoth (non quelli anni ’80, questi sono degli omonimi), i Blood Star si presentano con una formazione scarna e dedita ad un metal classico a stelle e strisce, (altro…)
(Dying Victims Productions) Dopo una lista davvero notevole di prodotti minori, i cileni Hemisferio giungono al debut: un disco, “Anacronia”, che mette insieme tante luci quante ombre. (altro…)
(Rockshots Records) Proclamano orgogliosamente di non essere dei cloni di Nightwish e Delain, e direi che hanno ragione: gli esordienti svizzeri Dreams in Fragments pescano infatti (altro…)
(My Kingdom Music) Un prodotto singolare, l’esordo degli Holy Tide: una band che mette assieme artisti italiani (tutto nasce per volontà del bassista campano Joe Caputo), (altro…)
(Inferna Profundus Records) I Poccolus sono un po’ una leggenda metropolitana del black sotterraneo. Attivi sin dai primi anni ’90, si sono esibiti dal vivo davvero soltanto una manciata di volte, pubblicando solo un unico (altro…)

(Purity Through Fire) Ci hanno messo molto tempo i finlandesi October Falls per dare un seguito a “The Plague of a Coming Age” uscito ben sette anni fa (recensione qui), periodo interrotto solamente da una compilation (altro…)
(GMR Music) Da una costola degli speed/thrashers Tyranex nascono i Trotoar, duo svedese che si propone esplicitamente di suonare vintage heavy metal: la band aveva addirittura vagheggiato (altro…)
(Century Media Records) Nel 1996 la diatriba con gli amici era sempre la stessa: «perché i Sacramentum se parliamo di black metal?». Ai puristi del genere (altro…)
(Massacre Records) I Sinister, gli olandesi Sinister nati nel 1988, sono giunti al quattordicesimo album in studio. Lo fanno con (altro…)
(Lay Bare Recordings) Per fare un disco fatto bene occorre prima di tutto divertirsi facendo musica. Ed è proprio quello che fanno i componenti di questo gruppo. Più che un album vero e proprio, sembra di ascoltare una sessione di (altro…)

(Dark Essence Records) Secondo capitolo per i norvegesi Acârash, una prova essenziale per vedere dove portano quelle porte dell’inferno aperte ormai nel 2016 e coronate con un debutto nel 2018 (recensione qui). Se (altro…)
(Napalm Record) I primi vagiti degli Alestorm erano di natura power-folk, poi la band ha preso strade diverse. I pirati e l’alcol, i (altro…)
(ViciSolum Productions) Ecco un disco di quelli che non si vede tutti i giorni! Gli svedesi Master Massive, sorti per interesse del chitarrista Jan Strandh, si presentano come ‘heavy metal band’, (altro…)
(Heavy Psych Sounds) Ritorno sulle scene per Black Rainbows, una delle band di punta della fiorente scena stoner tricolore. Rispetto al recente passato, il sound della formazione romana appare oggi decisamente più pesante ed oscuro, (altro…)

(autoprodotto) Debuttano gli italiani Againstorm, goth metal band ricca di componenti emotive toccanti ed esaltanti. Molta malinconia, ma anche tanta energia con un gusto teatrale indovinato ed efficace, melodie sublimi ed (altro…)
(The Church Within Records) Il 2011 è stato un anno fantastico per i The Gates Of Slumber e a dirlo è Karl Simon. È L’unico superstite di quell’anno (altro…)

(Art Gates Records) The Space Octopus è un progetto del chitarrista spagnolo Dann Hoyos, anche dei Rise to Fall, il quale combina metallo dal gusto classico e progressivo a direzioni più moderne. In circa tre lustri il gruppo giunge al (altro…)
(Autoproduzione) Ci vuole coraggio, nel mondo dell’heavy metal. In piena pandemia mondiale, una piccola ma agguerrita realtà heavy/power tedesca mette sul mercato un EP, (altro…)
(Nuclear Blast Records) I berlinesi riescono a tinteggiare in maniera perfetta le atmosfere del loro doom, sfumandolo con gli ovvi colori dell’hard rock (altro…)

(Arising Empire Records) È un po’ romantico il fatto che certi rockers storici, giunti ad un certo punto nella propria carriera, invece di cercare di compiere il prossimo passo verso l’olimpo decidano di ricominciare da zero, offrendo la loro (altro…)
(Napalm Records) Essendo il quarantesimo anno di attività e il ventesimo album per i Grave Digger, viene da pensare che per band e musicisti a certi livelli e arriva il giorno nel quale c’è un copione da tenere, da (altro…)
(WormHoleDeath) Gli esordienti svedesi Oxidize ci regalano un buon disco di modern/melodic metal graffiante e incisivo. Ruvida la opener “Heading for Tomorrow”, (altro…)