SICULICIDIUM – “Az alámerülés lárvái”

(Sun & Moon Records) Non ha alcun senso confrontare un album dei transilvani Siculicidium con la discografia precedente o futura, o tutti gli EP o qualsiasi altra cosa finisca data in stampa con questo moniker: ed è questa la forza suprema, unica, trionfale, della band di Pestifer e Lugosi. (altro…)
(Amor Fati / Extraconscious Records)Nato come one man band e poi cresciuto (anche se le cose non sono molto chiare) questo progetto francese è devoto alle arti oscure. ‘Santa Maria dei Lupi’ è capitanata da O. (anche nei Chambre Froide) ed il sound che emerge da questo secondo disco è pura devastazione,
(Scarlet Records) “
(Giant Electric Pea) È il sesto album dei Solstice, band britannica che presenta anche una nuova cantante. Lei è Jess Holland e il suo timbro carezzevole va ad integrarsi perfettamente in queste delicate maglie rock docilmente progressivo. La voce della Holland, la soavità 
(Hells Headbangers Records) Formula che vince non si cambia. Questo devono aver pensato gli Skelethal per il loro secondo album. Ecco allora che prosegue il loro tributo al death americano, con continui sapienti rimandi ai Morbid Angel, quelli duri e puri, datati anni ’90…
(Ván Records) Quattro mazzate di black metal per un esordio che mette in chiaro quanto siano legati al genere i Stormkeep. «Trionfante, freddo e medioevale black metal» è uno stralcio del flyer di presentazione a questo mini LP, che esce anche in cassetta e
(MDD Records) Siamo a ventitré anni da questo debut album e oggi va riconosciuto quanto sia stato un’istantanea del metal degli allora anni ’90 che volgevano al termine. La band di Düsseldorf riesce a mettere in questo esordio melodic death metal, doom, gothic, black e folk
(Volcano Records) Cinque mazzate sono contenutre in questo “Mass Destruction Media”. Gli Stonedrift sono una band ormai ‘tostata’, compiuta, concreta, abile nell’esecuzione e arrangiamento, suonando in modo da riprendere sia il groove metal che influssi stoner e sludge. Questo 
(Andromeda Relix) Attivi da circa tre lustri e con tre EP e un album a precedere questo secondo full length, i Silenzio Profondo consolidano il loro essere heavy metal e cantando in italiano. Tuttavia alcuni sporadici riff ricordano, soprattutto nel verso dell’arrangiamento, delle
(Century Media Records) I Soulburn erano una costola degli Asphyx che ha poi preso ad andare avanti autonomamente nonostante una vita fatta di pause e ripartenze. Quarto album messo in piedi con un sound magistrale e in piccola parte fisiologicamente vicino
(Invictus Productions) Se escludiamo l’intro, la solita intro black, abbiamo tre tracce, le solite tre tracce black. Il sound mostrato da queste canzoni si avvicina molto ad una tra le più classiche concezioni del black metal,
(Purity Through Fire) Il settimo album dei Sad vede continuare l’evoluzione che ormai accompagna i nostri dalla seconda metà della loro discografia, caratterizzata da una progressiva pulizia sonora, da uno sgrezzamento generale e da un generale alleggerimento delle atmosfere.
(Soulseller Records) EP d’esordio per questo duo che suona black metal epico e legato testualmente alla mitologia scandinava. I Sarvekas sono finlandesi e propongono cinque pezzi portando “Of Atavistic Fury & Visions” a poco più di ventitré minuti di durata. La 
(Gaphals Records) Questo gruppo vuole fare ciò che gli pare con i generi e sin dalla prima traccia si capisce che questi svedesi se ne vedono bene da ingabbiarsi in inutili etichette. Allora scatta la sfida col qui presente recensore, che tenta in tutti i modi di trovare delle assonanze, 
(Vic Records) Dopo la
(Purity Through Fire) Il duo composto da Valfor e Revenant ha pubblicato l’album “Purging Sacred Soils” sempre con Purity Through The Fire in primavera, QUI recensito, e ora i due black metaller tedeschi si ripresentano con un demo. Quattro pezzi di fuoco e nell’orbita stilistica di “Purging Sacred Soils”. Velocità, clima 
(Metal Blade Records) Un’occasione persa. Questo è stato il mio primo pensiero dopo l’ascolto di questo diciassettesimo album dei Six Feet Under. Avevo apprezzato molto il loro precedente lavoro “Torment”, un disco che in qualche modo riavvicinava la band capitanata da Chris Barnes , dopo una serie di dischi deludenti ed altri inutili
(Soulseller Records) La collaborazione tra Rogga Johansson e Paul Speckmann nacque attraverso una canzone dei Megascavenger (era “No Haven for the Sane” del 2012 dall’album “Descent of Yuggoth”), una delle decine di band e progetti nei quali Johansson milita. Da allora cinque album insieme per i due dal 2013 al 2020. Sette anni di interazioni tra i due ‘illuminati’ che hanno
(Signal Rex) Certe volte il suono troppo vecchio stile risulta stucchevole, altre volte risulta registrato talmente male da risultare cacofonico. Qui siamo riusciti a far pure coincidere le due cose. Questo gruppo
(Vendetta Records) Dopo “Departure”, di ben tre anni fa, i danesi tornano per continuare ad allietarci con il loro black atmosferico. Cinque tracce, di cui la prima rappresenta una 
(Great Dane Records) L’etichetta francese offre il proprio marchio all’album dei finlandesi Shrapnel Storm. Per quanto sia riconosciuti per essere una death metal band, alcune venature del riffing e ritmi a supporto 
(Dying Victims Productions) Mi interrogo sempre più spesso su quanto sia diventato vasto il filone del vintage heavy metal: ovvero di tutte quelle formazioni formate da giovani (sotto i 30 anni, direi) che si rifanno alle gloriose sonorità heavy ed epic dei primi anni ’80. Aggiungiamo allora alla lista i misteriosi belgi Soulcaster, che non danno
(Selfmadegod Records) Thrash metal che si riversa nel crossover è quanto contiene questo EP. Di stanza a Varsavia, dopo un paio di anni vita e con piccole cose alle spalle, la band polacca presenta venti minuti scarsi e attraverso otto pezzi, un thrash a rotta di collo imbastardito dall’hardcore. Roba
(autoproduzione) Sono di Tolosa, dunque Francia, ma i Sunnudagr prendono come linea guida il black metal scandinavo e particolarmente di stampo Dissection, Carpathian Forest e Tsjuder. Dopo
(InsideOut Music) Rikard Sjöblom è un musicista e poli-strumentista molto impegnato. Non solo ha una carriera solista, ma suona o ha suonato con Big Big Train, Bootcut e Beardfish, in aggiunta ai suoi Gungfly. Tutto comunque gira attorno il prog, al rock progressivo, un genere 
(Pure Steel Records) Degli svedesi Starblind ho
(Hellbones Records) Dopo l’interessantissimo EP “Ithaka” (