Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
LOCH VOSTOK – “From These Waters”
(Vicisolum Productions) Confesso di aver avuto difficoltà a comprendere appieno questo “From These Waters”, sesta fatica degli Svedesi Loch Vostok. Non è facile, infatti catalogare lo stile della band di Uppsala entro un genere specifico. La loro proposta mescola metal estremo (death e black), progressive, djent, virtuosismi di chitarra, con una continua alternanza (altro…)
(Vicisolum Productions) Lunghissima gestazione per questa release… o per meglio dire per la band stessa che dalle prime formazioni del 2002 arriva solo ora al consolidamento e al debutto discografico. “Låt Oss Förbrinna” è black, è death, è violenza, è potenza… è la libertà espressiva dei quattro deathsters svedesi che vedono al microfono Jonny Pettersson dei
(Redfield Digital) Metal core? Forse. Post Hardcore? Può darsi. Ciò che sento, però, ascoltando le nove tracce di questa band italiana è pura qualità, totale fantasia, assoluta tecnica, innovativa creatività, il tutto in un contesto di moltissima potenza e tanta cattiveria, ma anche un gusto esagerato per la melodia. Non sento le tipiche divagazioni metalcore, con tanta
(Logic(IL)Logic) Seconda release per i Saints Trade, band nata nel 2009, con all’attivo il mini “A- Matter Of Dreams” del 2012. La band Bolognese propone un hard rock legato alle sonorità degli anni ’80, spaziando tra AOR e class metal, con melodie vincenti e un forte appeal radiofonico, supportate da chitarre muscolose e ritmiche solide. La partenza è affidata
(Dewar PR) Dopo la partecipazione al Bloodstock Open Air, resa possibile dalla vittoria a un festival, gli inglesi Nocturna danno alle stampe il loro primo ep: abbastanza lungo (quasi mezzora) e ben indicativo della loro musica, un power/prog lanciato ma con suoni genuini, quasi da heavy classico.
(Logic(il)Logic) Giungono al terzo album gli Embryo, band Cremonese che con il precedente “No God Slave” ha dimostrato ottime doti tecnico/compositive, ricevendo ovunque ottimi responsi. In questo nuovo lavoro, il sound del combo Lombardo si fa ancor più ambizioso: la base resta sempre di matrice cyber thrash/death tipico di Fear Factory, Meshuggah e
(AFM) In Italia, il Mittelalter Rock tedesco difficilmente prenderà mai piede, perché c’è l’ostacolo fondamentale del cantato in lingua; ma vi assicuro che in Germania ha una fanbase vasta e appassionata. Una delle band più amate sono i Tanzwut di Teufel, che dividono (quasi) equamente la propria produzione
(Fireball Records) Crossnail? Teodor Tuff!!! Per ragioni a me non chiare la band norvegese ha cambiato moniker (adoravo il precedente) ma per fortuna non ha cambiato line up e nemmeno stile! “Sands Of Time” è per ora solo un singolo, una anticipazione del secondo album (il primo con il nuovo moniker) previsto per l’estate. Un’anticipazione curata,
(Killer Metal) Tre chitarristi, una copertina che prende in giro i giochi di ruolo fantasy, e un titolo chilometrico – che risulta, in effetti, dall’unione di quelli dei due ep che compongono questo cd: sono i Colossus, dal North Carolina, che
(Cold Raw Rec.) Var e Shaks erano parte dei Subterra Demort e ai due a un certo punto venne voglia di misurarsi con qualcosa di diverso. Qualcosa di più estremo e che si rapportasse al male e all’occulto. Lo pseudolibro “De Vermis Mysteriis” ha dato molti suggerimenti 
(Hells Headbangers) Un quarto d’ora di violenza sonora, quello offerto dagli spagnoli Mutilated Veterans nei cinque brani che compongono questo “Necro Lust Warhead”, primo 12” EP della band. Il genere proposto è un crust dalle forti tinte D-beat incrociato col death metal. Il mini si apre con “March Of The Mutilated”, intro marziale che cede subito il posto “War
(High Roller Records) Non vi inganni la copertina psichedelica, perché gli svedesi Trial, di base, suonano classico e ruggente heavy metal. Cosa che, come sempre, mi rassicura molto! Il loro secondo full-“length” allinea sette brani di durata medio-lunga che vanno assimilati con calma, onde evitare giudizi affrettati.
(UDR) Ancora una ristampa per i Saxon… i nostri ci hanno decisamente preso la mano, non è che stiano cominciando ad esagerare? In ogni caso ecco tornare sul mercato “Heavy Metal Thunder”, il greatest hits di brani classici riregistrato con la line-up del 2002
(Noiseheadrecords) Se “White Lion” fosse uscito nel 1992, sarebbe stato celebrato come un grande esempio del neonato groove thrash metal. Anche oggi però i tedeschi Dimeless potrebbero essere ben celebrarti nel nostro presente, perché nonostante
(Iron Bonehead) Quanto un’etichetta dice del genere musicale che categorizza? In altre parole: il death metal parla solo di morte? Beh, se valutiamo da dove è nato e quali sono i gruppi che l’hanno introdotto al mondo ormai un buon quarto di secolo fa, la risposta che si può dare non può che essere
(Pulverised Records) Primo full length, a distanza di quattro anni dal mini EP “Pain”, per Abolition A. D., band proveniente da Singapore, che propone un singolare mix tra riffs cupi e lenti tipici dello sludge/doom, con altri molto aggressivi e vicini al crust/d-beat. Devo dire che mi aspettavo un minestrone male assortito, viste le sonorità differenti e talvolta in antitesi
(Rocksector Records) Nella fertile scena rock/metal romana si fanno avanti, con stile e grandi qualità, i Secret Rule di Andy Menario, chitarrista che i defenders ricorderanno per via della epica cult band Martiria (ultimo album recensito
(Final Gate Records) Il death svedese ha consolidato un proprio suono caratteristico ormai da una decade. Gli Abscession, qui alla loro prima release ufficiale, sono anch’essi svedesi, nel bene e nel male. Propongono qualcosa di nuovo rispetto al tipico sound della loro terra natale? Si e no. Le influenze dei maestri del genere come Hypocrisy e At The Gates si sentono eccome fin dalla prima
(Nordvis Produktion) Lustre: un progetto unico, speciale. Armonia ed infermale energia che tuonano dal mezzo delle foreste svedesi. Questo singolo è tratto da “Blossom” il quinto lavoro dell’artista nordico, previsto per Aprile e preannuncia il sound tipico di Lustre: ambient, tastiere, voci strazianti e mai in primo piano, mantenendosi nella direzione presa con l’ultimo
(Qua Rock Records) Gli aretini Inside Mankind si definiscono una prog metal band ‘with christian inspiration’… non posso dire molto dei loro testi, ma sicuramente il loro progressive è un carrarmato inarrestabile! “Oikoumene” è il loro debut e, nonostante qualche sbavatura di cui subito dirò,
(Iron Bonehead/Nuclear War Now!) Mini LP di debutto per gli Spagnoli Sacrificio, band dedita a death black della prima ora. Il combo Madrileno è totalmente dedito a sonorità che hanno reso grandi gruppi come Hellhammer, Celtic Frost, e Bathory. Riffs oscuri, quindi, catacombali, dove la velocità viene messa in secondo piano, a favore di un’atmosfera marcia e
(Iron Bonehead) Due brani per tredici minuti di musica. Nonostante la breve durata, questo mini dei Polacchi Temple Desecration trasuda malvagia intensità da tutti i pori. Il genere proposto è un death/black primordiale, grezzo, esattamente come la produzione, assolutamente low-fi. L’opener “Ghoul Prayer” è introdotta da un coro monastico che interpreta il
(Pure Steel) Gli africani Skinflint non sono più una novità per i lettori di MetalHead: ho già recensito i due dischi distribuiti dalla Pure Steel (
(Pure Steel) La parabola dei californiani Ruthless è quella tipica delle band sorte alla metà degli anni ’80 che non sfondarono: mini album, full-“length” che diventa subito culto ma non li consacra, scioglimento pluridecennale, ricostituzione per suonare a un Keep it True (quello del 2009),
(Indie Recordings) Bizzarra release da parte della Indie, con questa band Londinese autrice di un rock un po’ vintage, un po’ alternativo, totalmente strano e non convenzionale. Con la collaborazione (musicisti e/o studio) di personaggi provenienti anche da Sunn O)), Angel
(Sun Hill Production/Cargo Records) Hard rock travolgente in perfetta linea con i mitici anni ’80! Anzi, sarà l’influenza, la medesima provenienza, il fatto che lo stesso Rick Savage ne ha parlato bene (e che scriverà dei pezzi per il disco successivo), ma ascoltando “NxN” mi sembra di tornare all’era d’oro dei Def Leppard, anche se con
(Shadow Kingdom) La Shadow Kingdom continua la propria meritoria opera di ristampa dei classici dei Manilla Road: dopo “Invasion” (
(Autoproduzione) I Solarsteinn, one man band di Lanciano, esordiscono in modo assai originale con un unico pezzo di circa 18 minuti, che mette in musica una delle “Norse Ballads” del poeta ottocentesco americano Henry Wadsworth Longfellow.
(Iron Bonehead) Altro oscuro split che vede coinvolti i nefasti neozelandesi Vassafor, questa volta con gli australiani Temple Nightside; un altro split australe concepito per lacerare, demolire, togliere speranza, respiro, vita. Malvagità sonora, barbarie musicali, devastazione,
(Iron Bonehead) Fumo. Nebbia. Decadenza. Morte. Lo split delle due bands Neozelandesi è estremo, crudele, un death sepolcrale che toglie l’aria, il respiro, la forza, la voglia di vivere. Drumming lento e funereo a supporto
(Bakerteam Records) Heavy, thrash e anche una buona dose di prog si rincorrono nel secondo full-“length” degli emiliani Nightglow: trovo una band molto diversa, e certamente più matura, rispetto a quella descritta dal collega Luca Zakk
(Rapu Records) Uno strano connubio tra rock classico, psichedelico, atmosferico. I Finlandesi Kap Kap arrivano così al secondo disco, ed offrono cinquanta minuti di viaggio mentale, ricco di pulsazioni, sensazioni, suoni, colori, distorsioni, ritmi ipnotici. Mai eccessivi nei
(Revalve Records) Band campana forte di una lunga esperienza, dettata da album che hanno spesso fatto parlare bene la stampa musicale. I Nameless Crime ritornano sotto l’ala di un’etichetta italiana sempre molto attiva e con un album curato e ben rifinito, attraverso
(autoprodotto) Pieno territorio sludge ed a tratti doom per questa band del nord Italia. Il corvo nero che troneggia in copertina è perfetto per descrivere la musica graffiante, invadente, energetica e piena di maledetto groove che la band propone con questo debutto. La cosa diversa, particolare, identificativa è che gli Slow Order non