AENAON – “Extance”
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora (altro…)
(Iron, Blood & Death Corporation) Credo sia la prima volta che mi approccio a questi Diavoli Francesi. “Back from Hell” è il secondo album in carriera e resto impressionato per la padronanza con la quale i Dark Managarm riescono a produrre un black metal così tirato, veloce ed estremo, ma nel contempo intarsiato di
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Debemur Morti Productions ) Un album fantastico. E basta vedere chi ci sta dietro per rendersi conto che non potrebbe essere altrimenti: Tor-Helge Skei, meglio noto come Cernunnus (Manes e Manii, questi ultimi hanno pubblicato circa un anno fa l’impressionante “Kollaps”) impegnato con synth,
(Unique Leader) Non ho idea del perché si chiamino così questi californiani, ma sappiate che il loro death metal è tiratissimo, veloce, frammentato in continui cambi e variazioni di ogni tipo, nei quali ci sguazza felice Gaber Seeber, il batterista. Costui è un motore a reazione, la vera spina dorsale di questo sound nel quale riff, basso,
(Sonic Attack / SPV) Che gli Hammercult fossero una band interessante lo si era già inteso da tempo, ma questo nuovo album “Steelcrusher” pone gli Israeliani ad un livello decisamente più alto. La capacità di andare oltre un genere e magari infarcendolo con alcune delle tendenze metal più importanti degli ultimi
(Nuclear Blast/Audioglobe) Anche se ho a disposizione soltanto le tracce audio, e non il doppio dvd, non ho parole per descrivere questo show di 175 minuti (!) che gli Epica hanno tenuto a Eindhoven, nel Marzo 2013, per festeggiare i dieci anni di carriera. Avevo dapprima scritto un imponente track-by-track, ma l’ho
(Adapt Records) Ho già manifestato in modo molto chiaro (
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(Bakerteam Records) Quando esce un disco symphonic power metal sono sempre contento, perché significa che il mio genere preferito non è ancora morto. Quando poi questo disco è anche bello… beh, che posso chiedere di più? Gli esordienti Astral Domine, di Tivoli, hanno confezionato davvero un signor debut,
(AFM Records) Dal 2009 ad oggi gli ungheresi Ektomorf hanno realizzato cinque album, compreso quello di cui si parla in questo pezzo, segno che la band ha tante idee, peccato però che alcune di queste siano suggerimenti da altri modelli, più che spontanei pensieri propri. “Ten Plagues”, per esempio, è una canzone
(Autoproduzione) Quanti anni hanno i componenti dei Darkside? C’è qualcuno che arriva a venti anni? Probabilmente. Sono metallari? Di sicuro. Shorts, scarpe ginniche, polsini, capelli lunghi, magliette di Iron Maiden, Kreator, Destruction, Megadeth. Si, suonano thrash metal. Esatto. Sono brasiliani, giovani, ma il loro
(UKEM Records) Nefasti. Brutali. Violenti. Tuonano dall’Inghilterra e sono oscenamente e morbosamente appartenenti alla scena death metal pura. Sono personaggi che risorgono da precedenti bands e, assieme, riescono a raggiungere nuovi inesplorati estremi di marciume e decadenza. “Architects of Deliverance” è un album sicuramente pesante, incompatibile con
(Iron Shield Records) I tedeschi Backwater erano attivi a metà degli anni ’80: la loro burrascosa carriera li ha portati due volte a cambiare monicker e in parte stile, e oggi i nostri ritornano con il nome originale e un disco nuovo di zecca. Tuttavia, se cercate analogie con gli album di 30 anni fa, non potrete che restare delusi. “Arise” è un heavy/thrash rumoroso e potente, con
(Svart Records) Bellissimo titolo per questo album. Un titolo (“l’osso delle mie ossa”) che ricorda una visione introspettiva dell’artista, un viaggio interiore profondo, una esperienza orientata alla scoperta, alla rivelazione. Triste, cupo, malinconico questo lavoro è lontano da concetti heavy metal. E forse anche dal rock stesso, inteso come genere pieno di potenza
(Nuclear Blast/Audioglobe) La storia, anzi la leggenda degli Hell è abbastanza nota fra gli appassionati di metallo classico: una band che nasce già maledetta, troppo avanti per l’Inghilterra di inizio anni ’80; il contratto con la Mausoleum, che fallisce due settimane
(Iron Blood & Death Corp.) Sono un po’ in difficoltà con “Rites of Torturers”, la seconda prova, il secondo full length dei francesi Excruciate 666. Da appassionato del black metal non posso assolutamente negare che i Francesi ci mettono dentro la loro anima, un’anima nera ovviamente. Il black metal espresso è primordiale, spesso veloce e i riff viaggiano su linee melodiche
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Kannibal Records) Dodici anni di vita, ma una serie di release concretizzate solo dal 2009, con l’album “Cynisist”, l’EP dell’anno seguente “Sickening” e in ottobre 2013 con il nuovo album “Erector”. Resta solo Morten Müller (Trollfest, Grimfist e altri) della formazione originaria, gli altri due sono Andreas Stenvoll (Blodspor, ex-Troll) basso e voce e Jon Eirik Bokn
(Pure Underground Records) ‘Philosophic metal’ è la definizione che i torinesi Pleonexia utilizzano per descrivere la propria musica. Non ho a disposizione i testi (cosa tanto più disdicevole in questo caso) per valutarne il tasso speculativo, ma dall’opener autotitolata direi che, almeno sotto il profilo del sound, siamo di fronte a un heavy/power abbastanza roccioso e con
(Rigorism Production) Che suono hanno le dune del deserto? Che suono ha l’atmosfera che aleggia attorno alle piramidi? E quello che scorrere nelle acque del Nilo? Che suono produce tutto ciò? Black metal! Si, del devastante, freddo e apocalittico atmospheric black metal. Senza storie, è così. Lord Mist è egiziano e dunque lo è il suo progetto Frostagrath, presentato
(High Roller Records) Forse non so neanche io perché mi piacciono così tanto i Blaze. I giapponesi non suonano esattamente il mio genere, ma il loro heavy metal rock, così secco, energico, ritmato, così capace di mettere d’accordo i defenders e i rockers mi ha incredibilmente colpito fin dall’esordio (e il vinile autotitolato, con la nave che si allontana in copertina, fa bella mostra di sé nella mia collezione
(Iron Bonehead) Nordico gelo incontra paradisiaci concetti orientali. I cechi Cult Of Fire tornano con il secondo disco, con un titolo che immediatamente spiazza. “Ascetic Meditation of Death” è il significato tradotto in inglese ma la lingua scelta, anche per ogni singola traccia, è l’Hindi ovvero un lingua del ceppo indoeuropeo parlata prevalentemente nel nord dell’India (statisticamente una delle
(Desert Fox Records) I Noon sono la prosecuzione dei Stake-off the Witch (pubblicati da Fuzzorama Records), band fondata da Stefania Savi (voce e chitarra) e Caterina Mozzi (basso). Le due si aggregano con Marco Murtas (voce e chitarra) e Alberto Maffi (batteria) dei Link Quartet, ed ecco che nasce un sound ancora in debito con lo stoner (i Kyuss) ma anche con il grunge meno banale, quello
(Cold Dimensions) Mossa perversa. Idea criminale. Subdola. Ed io cado vittima senza potermi difendere, senza poter nemmeno concepire l’embrione di un pensiero. Quando mi avvicino ad un nuovo album, di solito ascolto e poi leggo, in quanto ho un certo peso della priorità… e pertanto mi trovo ad ignorare completamente chi sia questa band. Ok, esiste da un po’, ma è al debutto discografico. A
(Autoproduzione) Gli Insula, nati nel 2012, ci contattano da Piacenza e ci sottopongono il loro primo singolo, due brani di gradevole e riuscito alternative rock. “A bright red Scream” ha un mood in larga parte dimesso, con spunti nirvaniani o forse foo-fighteriani, e qualche chitarra tendente a uno modern metal più deciso. La titletrack è invece per quasi tutto il suo sviluppo uno strumentale in crescendo,
(Cargo Records) Nome band, copertina, foto promozionali, canzoni, strumenti, tutto è insomma una ripresa del rock cosmico degli anni ’70. I Death Hawks hanno probabilmente preso la macchina del tempo e si sono trasferiti da quell’epoca in Finlandia, nel febbraio del 2012, quando pubblicarono il debut album “Death & Decay”. A settembre è uscito questo omonimo secondo lavoro, ammanicato con
(Levitation Records) Vintage. Spudoratamente vintage. Sembrano uscire da un’altra epoca i Doublestone, anzi, sembrano appartenere ad un’altra epoca nella quale esiste evidentemente una macchina del tempo per mandare a noi umani del futuro un sound di altri tempi, di altre mode, con altri concetti. Sono danesi, sono in tre e sembra registrino le loro canzoni in un sudicio interrato di Copenhagen..
(Horror Pain Gore Death Prod.) E’ del febbraio 2012 “Colossal Hole” dei giapponesi Coffins. I tre pezzi sono in pratica un demo realizzato come pre-produzione a quello che sarebbe poi stato l’album per Relapse Records, cioè “The Fleshland”, uscito a luglio. La Horror Pain Gore Death Productions lo pubblica in versione vinile 10”, aggiungendo così un nuovo pezzo alla lunga discografia di questa
(Beyond Productions/Masterpiece) Avevo già sentito parlare dei Plateau Sigma perché “White Wings of Nightmares”, come autoprodotto, ha già circolato più o meno un anno e mezzo fa nell’underground italiano; oggi il disco torna in auge sotto la tutela della Beyond Productions e la distribuzione della Masterpiece. Prescindendo dalla produzione un po’ economica, che purtroppo impedisce di apprezzare
(High Roller Records) La High Roller Records ha iniziato quest’anno proponendo agli appassionati una serie di riedizioni ultracult. Avevo già manifestato i miei dubbi sui Serpent (
(Demonhood Productions) Per iniziare questo discorso sui Töxik Death parto dalle note stampa che accompagno la release della band norvegese. A quanto pare per uno strano motivo in Norvegia c’è un’ondata di band speed/thrash metal come Nekromantheon, Condor, Deathhammer, Inculter e altri. A dire il vero, aggiungo io, un’ondata del genere non è confinata alla sola Norvegia, ma ormai e non
(Lost Pilgrims Records) Questo EP è già arrivato di suo in ritardo in redazione ed altro ritardo ha accumulato per avere una recensione – non siamo pigri, ma riceviamo nella media peggiore la proposta di 70 album a settimana, altrimenti sono almeno 100. Che dire? Grazie per la fiducia!-. I francesi Hourvari sono una buona realtà post rock/hardcore. Adoro le loro chitarre fresche, squillanti
(Autoproduzione) I marsigliesi Calling Of Lorme provengono da un singolo e un EP, ma adesso si completano con “Pygmalion”, il debut album che deve dare ampie spiegazioni su questo sound robusto ma pieno di melodie. I Francesi sono legati ad un metal ben solido, mai troppo veloce e agghindato dall’elettronica. Il risultato mi ricorda qualcosa a metà tra i Moonspell e i Samael di
(Horror Pain Gore Death Prod.) Il thrash metal è un genere che pian piano si evoluto presentandosi in forme sempre più perfette, ma i Serpent Crown abbattono questa evoluzione e azzerano tutte le sfumature evolutive del genere. Dara Santhai è la voce e chitarra, Will Carroll (ex Death Angel, ma pare che al momento non collabora più con la band) è il batterista e Dave Dinsmore il basso.