Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
PUNCHLINE – “Superfly”
(Pure Rock Records) Warrant. No, non quelli americani, quelli tedeschi. Speed Metal. Roba dura. E’ da questo passato che salta fuori Jörg Juraschek, voce e basso dei Warrant, voce e basso dei Punchline. U.D.O., mitica band tedesca. Altra roba dura, un pezzo di storia. E’ da questa storia che salta fuori Thomas Franke, batterista originale degli U.D.O., batterista dei Punchline. (altro…)
(Tanto di Cappello Records/Grindpromotion) Una band di Cuneo che ha suonato live con Wormrot, Maruta, Jesus Ain’t In Poland, Tools of the Trade cosa può suonare se non il grindcore? Anzi, in teoria vengono presentati come powerviolence e cioè qualcosa che si mette in mezzo all’hardcore/thrash metal e il grindcore. Momenti passaggi dal riffing più tipicamente hardcore, vengono accompagnati da un drumming decisamente grindcore;
(PRC / Malevolence) Se qualcuno di voi ha presente la deriva crossover dei D.R.I., le tirate tra il thrash e l’hardcore dei Nuclear Assault, le mazzate irriverenti dei S.O.D. e altre cose del genere allora deve assolutamente dare un’opportunità a questo album d’esordio dei Thrash Core Fanatics. I TCF suonano qualcosa che si rifà ad almeno venticinque anni fa.
(Autoproduzione) “Tra L’Ombra e L’Anima” e “E Poi Silenzio Pt.2″ sono i due EP, rispettivamente 2011 e 2012, che hanno preceduto “Origami”, primo album di Red Sky un progetto dietro al quale si cela un unico musicista (chitarrista, in particolare). Buona parte dei pezzi sono strumentali, altri hanno un parlato o recitato come di una poesia, in italiano. Partecipa anche una meravigliosa voce femminile, Aurora Rosa Savinelli, in alcune occasioni.
(Sonic Attack) Ma quanto è meraviglioso il secondo disco dei polacchi Pathfinder? Non riesco a renderne conto quanto vorrei. Un album così pomposo, barocco, ingenuo (un concept sul metal come quinto elemento che costituisce l’universo!), altisonante e torrenziale di symphonic power metal non si vedeva, a mio giudizio, dai tempi di “Legendary Tales” dei Rhapsody o “Angels Cry” degli Angra. Non vi spaventino i paragoni,
(EMI) Il mitico Steve Harris. Mente diabolica di quella creatura longeva, e forse immortale, chiamata Iron Maiden. Tranne la partecipazione sull’album della figlia del 2008, Steve è sempre stato impegnato solamente con gli Iron Maiden. Steve Harris è gli Iron Maiden. Legame inscindibile, patto di sangue. Icone del rock come lui sono l’anima della band che hanno creato. E nell’anno dell’ipotetica fine del mondo,
(Autoproduzione) Una copertina che sembra la degenerazione dell’arte di Botero. In cima campeggia in grigio opaco su un fondo nero il nome della band, The Fat Dukes of Fuck, e il titolo dell’album, cioè “Honey from the Lips of an Angel”. Il lay out interno presenta una placida e vittoriana chiesa in legno con accanto un fiammifero e con sotto la dicitura “Computers have no place in art”.
(Comatose Music) Gli Execration di queste righe non sono la band norvegese death metal, bensì americana, del Colorado. Anche loro suonano death metal, ma con tendenze brutal. Il sound degli Execretion è infatti rovinoso, catastrofico, nel senso che la produzione ha permesso un sound sporco, distorsioni cupe prive di frequenze nette e il riffing di conseguenza sembra una poltiglia ribollente.
(UDR/EMI) Enciclopedia del metallo, edizione 2012. Titolo: il mondo è nostro. Sottotitolo: Fuori di testa ovunque come in qualsiasi altro posto. Autori: Dottor Lemmy e compagni. Sommo testo, luminari del metallo sparato a volumi pazzeschi attraverso muri di amplificatori. Massimi esperti della vita on the road. Una serie interminabile di “workshop” con argomento il rock, la potenza, lo sballo, i dB.
(Division Records) Asidefromaday il fatto di unire sotto un’unica parola quel gruppo di cinque, credo renda bene l’idea semantica del sound di questi francesi. Un blocco coeso di post metal, dalla forte tensione emotiva che si percepisce nell’aria. I pezzi sono cupi, quasi tristi, ma di sicuro hanno disperazione e tormento. L’ascolto non è propriamente dei più sereni.
(Massacre) Con tutta sincerità negli ultimi mesi non ho ben capito le strategie di marketing della Massacre. Ammesso che ci siano, ma sicuramente si. Ci sono state delle uscite che mi hanno abbassato la stima verso l’etichetta tedesca, però sapevo che avrei dovuto concedere lodi alla lungimiranza della stessa nel tenere stretti a se gli Illdisposed. I danesi sono a quota undici album (senza contare l’EP “Return from Tomorrow” del 1994)
(FDA Rekotz) Mi spiace di essere controcorrente, anche per via del soggetto di cui si parla cioè Rogga Johansson (The Grotesquery, Paganizer, Megascavenger, Ribspreader e tantissimi altri), ma io di queste cose ne ho fin sopra ai capelli! Voglio dire, ma quanti album deve incidere quest’uomo ogni anno? Quanti progetti deve tenere in piedi? Ma soprattutto, a cosa serve? Mr. Johansson è un vero “defender” dello swedish old style death metal,
(Dangerbird/Dangerous Music/ADA) Un grande chitarrista, una grande carriera. Eternamente legato ai Bon Jovi, tanto che la sua carriera solista passa in secondo piano. A conferma di questo, il nuovo album è solamente il terzo, considerando che il precedente risale a ben 14 anni fa. Sambora comunque mantiene il filone soft rock, con uno sguardo al pop.
(logic(il)logic/Andromeda Dischi) Ho sempre avuto un debole per le band che mischiano generi o stili, a patto che ci sappiano fare altrimenti non servono a nulla e commettono pasticci! L’ascolto del brano diffuso in’anteprima dai Yerbadiablo, “Punk in-Fusion”, aveva fatto pensare ad una band dedita all’hard rock e al punk. “Jester in Brick Lane” invece rivela un insieme di pezzi
(FDA Rekotz) Tre cervelli pensanti questi Deserted Fear, visto che riescono a sommare nel loro death metal elementi del genere di scuola europea (mi vengono subito in mente i Dismemeber e gli ultimi Asphyx) e di quello statunitense (gli Immolation, ad esempio). Il risultato si chiama “My Empire”, dura oltre 40′ e incasella una serie di pezzi davvero interessanti, dallo stile death metal puro e costruito con lucidità.
(AFM/Audioglobe) A parere di chi scrive, i rumeni Magica rappresentano una di quelle band un po’ sopravvalutate che sono sopravvissute al momento di fortuna del loro genere (in questo caso il power/gothic) e proseguono abbastanza stancamente la loro carriera continuando a sfruttare un filone ormai esaurito. “Center of the great Unknown” è il loro sesto album e rappresenta forse addirittura un passo indietro rispetto a “Dark Diary”,
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(Darknagar Records) Russia, Pyatigorsk, siamo alle porte del Caucaso. Alextos Georgiadi, voce e basso, diventa il frontman degli Atra Hora, dopo uno scossone all’interno della line-up. Lui e Yanis ‘Shaxu’ Georgiadi, chitarra e voce, e Genrih, batteria e percussioni, incidono un album dal titolo “Lost in the Depths” e che si avvale di una cover realizzata dall’artista W.Smerdulak, già autore per Asguard, Dark Princess, Devilish Distance,
(Candlelight) Quando si parla di una band black metal è facile utilizzare una serie di aggettivi estremi per descriverne la musica, per gli Anaal Nathrakh invece vorrei usarne uno solo: intelligenti. Lo sono stati nell’approccio alla realizzazione di questo successore di “Passion”. Il black metal proposto dal duo di Birmingham ha tratti maggiormente blackened, blast beat spesso furiosi e tendenti al grindcore,
(Autoprodotto) Disperazione e malinconia. Solitudine. Depressione. Un’atmosfera calda e ricca di emozioni, ma anche di gelida tristezza, speranza resa vana, illusioni e sogni che ingannano e riportano ad una coscienza decadente e sofferente. L’EP del debutto ufficiale di questa giovane band svedese rivela tutta la monumentale struttura sonora tipica del death metal melodico della loro terra con pesanti deviazioni verso il doom.
(M & O Music) Copertina in stile b-movie e tematiche che si rifanno ad essa e a quelle situazioni di tortura e follia. Almeno è quanto mi è parso di capire guardando i loro canali ufficiali. I testi non sono in mio possesso. Immagini forti e musica potente, un po’ thrash metal, un pochino hardcore, modern death metal. Insomma, crossover. Punto e basta. Ritmi potenti e frenetici e riff che si sommano a riff.
(Massacre Records) La copertina collegherebbe la musica al symphonic metal o power, ma l’album è un concentrato di thrash-melodic metal. La band tedesca I Spit Ashes debutta con una delle maggiori etichette nazionali, ed europee, presentando un sound prodotto in modo perfetto e pubblicizzato come “metal 2.0”. Al di la di ogni etichetta possibile ho già indicato di fronte a cosa ci troviamo.
(Spinefarm/Audioglobe) Sono passati ormai molti anni (se non sbaglio addirittura undici) da quando gli Ensiferum ‘esplosero’ (quasi in senso letterale!) sul mercato con quel debut autotitolato che ha sancito, almeno a parere di chi scrive, la nascita di un nuovo genere musicale, una letale miscela di folk, power e death che da più parti è stata definita ‘battle metal’.
(Frontiers Records) Harry Hess. Frontman dei canadesi Harem Scarem per 17 anni. Ora è il suo turno, il momento nel quale un artista pensa di lasciare un ulteriore segno, di inseguire il suo viaggio. Harry, al secondo appuntamento solista, ha deciso di costruire della musica attorno alla sua voce, in quanto, per lui cantare è la vera ambizione, il vero piacere.
(Autoproduzione) “.:Unique.Negligible.Forms:.” è un 7” che esce in versione limitata a 300 copie. Un breve atto e squisitamente concepito nel guazzabuglio di jazz-grind e avant-garde metal, ovvero una poltiglia funesta e confusionaria che da sempre caratterizza l’estetica dei novaresi Psychofagist. La band riversa tutto il proprio estro sui due lati di questo dischetto, con soli tre brani in totale.
(Peaceville Records) Saltiamo ogni introduzione o cenni biografici su questa band inglese arcinota.”A Map of All Our Failures” (titolo eccezionale) è un album alla My Dying Bride in senso assoluto. In questa nuova opera c’è tutta la loro essenza e filosofia, spesso sbrigativamente spiegata attraverso un’ironica insofferenza per quei toni depressivi e funerei. Un aspetto, un carattere che tuttavia è un dato di fatto, non si discute.
(Autoproduzione) Li adoro. Questi tre scatenano elettricità pura, e gridano nel microfono cose come “Tutto quello del quale ho bisogno è la mia rock ‘n’ roll band”, oppure “Hey, prenditi quello che vuoi, quello che ti serve”. Si, non c’è alternativa, nessun dubbio, loro fanno solo del dannatissimo rock ‘n’ roll, dell’hard rock fortemente boogie e fottutamente hard blues.
(Casus Belli Musica) La Casus Belli propone questo split che racchiude i debut album di due nomi ucraini, cioè i Silentium e gli AR. Due formazioni votate al pagan darkwave/ambient. Quindi niente chitarre, batteria e cose del genere. Synth a tutto spiano, atmosfere neanche troppo dark, sicuramente new wave o barocche, costruite in nome di un detto che mette insieme l’ideologia di questi moniker:
(High Roller Records) Ad essere sincero degli Hellbringer ho apprezzato più la copertina che la musica. La tedesca e sempre prolifica (qui in redazione iniziamo ad avere problemi a starle dietro!) Pure Steel per mano della sub-etichetta High Roller, punta sul thrash dei tre ragazzi di Canberra per rimpolpare il proprio stuolo di thrash band.
(Christofer Johnsson) Una capacità di contorcere, stravolgere, trasformare la musica. I Therion di Christofer Johnsson sono sempre stati sinonimo di sconvolgimento ed avanguardia artistica. Con “Theli” stabilirono le fondamenta di un genere musicale che potrebbe essere denominato con il nome della band stessa. Nella loro carriera hanno scritto musica superba, con un utilizzo imponente di coristi e musicisti
(Autoproduzione) I giovanissimi statunitensi Warseid danno alle stampe il proprio secondo ep: quattro brani di media lunghezza per un minutaggio totale di circa 30 minuti, che raccontano una oscura vicenda mitica di schiavitù e vendetta. I brani si presentano omogenei nel caleidoscopico sound: i generi predominanti sono folk e black sinfonico, ma possiamo parlare di battle metal per la presenza anche di elementi presi talora dal power
(Napalm Records) Saranno anche tedeschi i Dust Bolt, ma il loro thrash metal è puramente Bay Area. Tuttavia non capisco perché spesso alcune etichette europee di un certo livello (Massacre, AFM, Pure Steel, appunto la Napalm) tirino periodicamente fuori album tharsh metal, realizzati da band magari giovani e ciecamente devote ad un sound di almeno 30 anni fa.
(Listenable Records) A pensarci bene sono quattro anni che gli australiani The Amenta non incidono un album. “V01D” nel 2011 era un EP (scaricabile gratuitamente http://www.theamenta.com/voidMicro/audioFiles/V01D.zip), anche questa release è un digital download. La band non si è comunque mai tenuta a riposo, oltre ad aver subito qualche modifica nella line-up.
(Mag Music Productions) Il tributo ai Pink Floyd “One of My Turns” è stato ideato e curato dall’amico Marco “C’est Disco” Gargiulo (della Metaversus Press and promo) e prodotto da Mag-Music. Il progetto è in download gratuito (
I lombardi Steel Violin sono, con questo breve ep autotitolato, all’esordio assoluto nel mondo metal: e il loro ingresso sulla scena, con questi quattro brani più breve intro, rende già chiara la caratura e le capacità della band. “Crying Sword” è altamenta sinfonica, con forti seppur non esclusivi riferimenti ai Rhapsody che furono, ma anche ai Sonata Arctica (per l’ariosità delle keys) e una certa somiglianza generale con gli svedesi Dragonland.