Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
EMPATIC – “Gods of Thousand Souls”
(Terrasound Records) Rabbia. Sentimento profondo di odio e furia. Sensazioni urlanti incatenate in un abisso senza fine. Grida di ribellione, migliaia di anime dannate che convergono contorte nella linfa vitale di questo act polacco. Un’implacabile sequenza di pezzi proposti con pesantezza, brutalità, potenza ed una intelligente fantasia tecnica che offre come risultato un suono pulito, definito, energetico, dinamico. (altro…)
(Dysfunction) Divisi fra Emilia e Lombardia, i Replosion ci offrono un progressive/power metal molto vario e intrigante: “The resting Place of Illusion” (notare come il titolo contenga il nome della band) è il loro debut ed è pubblicato a distanza di ben cinque anni dal precedente demo. In scaletta c’è subito la titletrack: i suoni sono un pochino compassati ma il brano è ben costruito e mai scontato nei suoi cambi d’atmosfera
(Pure Undeground Records) I Fiakra, del New Jersey, sono la nuova incarnazione degli Hexen, che nel 2008 diedero alle stampe un full-“length” prima di cambiare nome (il nuovo significa ‘corvo’ in celtico). “Invasion” costituisce quindi a suo modo un debut di heavy/power/speed metal, naturalmente così underground che piacerà moltissimo a chi è rimasto (almeno mentalmente) negli eighties.
(Casus Belli Musica) “Triunity” è lo sforzo congiunto tra i russi Oprich, i bielorussi Piarevaracien e gli ucraini Chur. Uno split che, almeno nelle intenzioni promozionali, fa leva sulla fratellanza slava di queste tre nazioni, le quali attingono da radici culturali comuni. Musicalmente gli Oprich (Russia occidentale) sono un metal fortemente contaminato dal folk, anche per le modalità del cantato, in lingua madre. Le parti metal hanno una certa linearità e forza nelle distorsioni e infatti il retroterra dei russi è ai limiti del thrash-death metal.
(Magic Circle-Audioglobe) Immaginate di essere un professore di liceo. Nella vostra classe c’è un alunno eccezionale, che nei primi tempi vi ha dato incredibili soddisfazioni e vi ha fatto quasi piangere di gioia per la sua bravura. Poi, improvvisamente, quasi da un giorno all’altro, cambia radicalmente: non si presenta quasi mai alle interrogazioni (quattro in sedici anni!!!) e quando lo fa vi rifila sempre la stessa lezione
(Riff Records) Quando “Bedsores” apre questo lavoro in modo soffuso, le note riportano alla mente gli spettri della psichedelia di “Ummagumma” o le divagazioni acide dei Kyuss. Oltre 5’ di gelo e poi esplode l’aggressività rock, per superare in totale i 10’. “GameOverIsAnOpinion” è il primo assalto crossover, con la stessa attitudine saranno “Hellvetica”, “Masters of the Universe” e altre.
(Autoproduzione/Rock ‘N Growl) Proposta digitale e gratuita (http://www.livarkahil.com/) dei francesi Livarkahil. Dopo due buoni album, l’ultimo è il celebrato “Signs of Decay” del 2011, il blackened death metal della band risplende di una luce nera e opaca. Malvagio e bestiale metal attraverso cinque pezzi furiosi, ma lavorati da melodie altrettanto temibili.
(Ethereal Soundworks) Il secondo album dei portoghesi Thee Orakle non lascia certo indifferenti: i nostri si dedicano ad una miscela di generi che ricorda vagamente quella dei conterranei Moonspell. In “Faraway Embrace” c’è subito di tutto e l’impatto è abbastanza disorientante: la base del sound sembra un gothic metal dalle strutture progressive e diversi influssi death
(Masterful Records) La colonna sonora di una marcia verso la redenzione. Redenzione da una schiavitù mentale imposta dalle religioni. La devastazione imposta da un death metal furioso, micidiale, che abbraccia testi prettamente black metal: odio della cristianità, inni all’oscuro, rituali perversi, osceni, violenti. I Polacchi Sphere non hanno alcun rimorso o pietà.
(Iron on Iron Records) Molti sanno che a sostenere l’heavy/epic metal underground sono soprattutto i greci: prima con una serie di band apparse quasi contemporaneamente all’inizio degli anni 2000 (Battlerorar, Sacred Blood, Airged L’Amh, Wrathblade, Athlos, Marauder e compagnia), e ora anche con etichette come la Eat Metal o la Iron on Iron. È appunto quest’ultima a dare alle stampe l’ep d’esordio dei finlandesi Evil Lyn
(Sphere Music Media) Capita spesso che il terzo album per una band metal si riveli quello decisive. Il terzo album come consacrazione o conferma delle qualità di una band. I portoghesi Shadowsphere con “Inferno” si attestano su un livello decisamente ottimo. Dopo l’intro parte un gruppo di canzoni a metà tra il melodic death metal e il thrash metal più spinto e vigoroso. Elementi tecnici e comunque una buona tecnica diffusa nell’album
(Autoproduzione) Diversi aspetti della pazzia. Meandri di menti distorte analizzate, scavate, portate alla luce. E’ su questo che si concentrano i NEURONIA con questo nuovo EP, pubblicato a due anni di distanza dall’ultimo full length. Un EP dopo due full length: mi aspettavo qualcosa in più da questi cinque deathsters di Varsavia. Sono solo quattro i pezzi ma sono sono energici, potenti, ben suonati.
(Witching Hour Prod.) I Besatt sono attivi dalla metà degli anni ’90 e questo li pone tra le band più longeve nell’ambito della scena metal estrema dell’Europa orientale. I polacchi hanno però subito notevoli e continui cambi di formazione e Beldaroh è ormai il depositario unico di questo satanico progetto black metal. Un progetto che vanta diversi album in studio, live e split.
(Misantrof ANTIRecords) Un sorriso infernale, bestiale. Un ghigno malvagio, ironico, derisione per il mondo intero, per il genere umano intero. Un inferno che attende con pazienza, banchettando, la fine di una umanità dannata, condannata, perduta. E nel frattempo il rock’n’roll delle origini suona, scuote, smuove, fa tremare. Un Rock’n’roll iniettato di sangue, di rabbia, di disgusto e repulsione.
(Heaven and Hell Records) Quando il mio stimato caporedattore mi ha detto che aveva per me un album che suonava come gli Anathema di “Eternity”, sono subito stato molto scettico: poi è partita “In Pursuit of Redemption” e mi sono ravveduto. The Reticent, solo project dell’artista Chris Hathcock, proveniente dal North Carolina
(Massacre Records) Nuova prova, la terza, di Allen B. Konstanz e Schwadorf (The Vision Bleak) e Yantit (Eisregen). Gli alfieri dark electro metal tedeschi impugnano i pennelli e li immergono in grossi secchi di vernice nera. Ci dipingono il loro mondo e in questo modo anche quello di chi li ascolterà. “Bereue Nichts” è un affresco in bianco e nero, è la morte che cammina tra le anime di questo mondo.
(FRET12 Records) Ex Creed e ora chitarrista negli Alter Bridge. Personaggio di spessore, tra i musicisti del momento. Mark Tremonti sfrutta la sua fama per un album solista. Necessità, mercato, i fans? Myles Kennedy (cantante degli Alter Bridge) che se ne va in giro con Slash? Cosa? Non saprei, di sicuro questo “All I Was” non si discosta dalla musica che suona con gli Alter Bridge e quindi la cosa farà notevolmente felici i suoi fan.
(AFM Recrods) Assenti da alcuni anni, gli americani Vore ritornano con “Gravehammer”, uscito già da mesi ma che solo ora trova una buona e giusta distribuzione planetaria attraverso la AFM Records. La produzione dei nove pezzi, e relativo missaggio e masterizzazione, è di Colin Davis dei Nile.
(Pagan Records) Erano cinque anni che non si vedeva un nuovo album dei Pandemonium. Arriva dunque il momento per “Misanthropy”, con l’ausilio di Androniki Skoula (Chaosstar e con collaborazioni per i Rotting Christ) per alcune (fantastiche) inserzioni vocali femminili e i samples di Khorzon (Arkona e Mussorgski).
(Metal Scrap Records) Forme senza definizione che si nascondono nelle tenebre. Oscuri concetti che si delineano in un orizzonte indefinito, confuso, avvolto dalle fiamme. Gli architetti di questa geometria delle ombre sono tre, hanno un passato oscuro, confuso, violento. Provengono da Kherson, Ucraina, quasi sulle rive del Mar Nero.
(Total Metal Records) Mentre i generi classici perdono terreno nell’Europa centrale e mediterranea, sembrano invece guadagnarne in certe realtà della scena metal ritenute (spesso a torto) marginali. Lo dimostrano i Majesty of Revival, dall’Ucraina, che si dedicano nel loro disco d’esordio a un power/prog come quello che andava fortissimo dieci anni fa
(Kolony Records/Masterpiece) Nel panorama melodic death metal, quello recente e non europeo, i Be’Lakor sono tra le band più interessanti. Gli australiani arrivano al loro terzo album suonandolo con lucidità e uno stile che spazia bene nell’insieme melodico e stilistico della canzone.
(FDA REKOTZ) Riedizione di un demo dei Skeletal Remains, band americana che incise i quattro pezzi nel 2011 e usciti nel formato cassetta. Ora il demo viene riproposto di nuovo con il formato cassetta. con lay out rinnovato e in limitato numero di 166 copie numerate a mano e con un adesivo. Death metal dozzinale, da cantina. Sporco, da garage.
(UDR-EMI) Nella bella cornice dello York Opera House, i Blackmore’s Night hanno tenuto lo scorso 30 settembre 2011 un concerto che è stato immortalato per un disco e un dvd. Non starò qui a dirvi che “A Knight in York” è il terzo filmato prodotto dalla band, un po’ perché i Blackmore’s Night vanno ritenuti senza ombra di dubbio una formazione mainstream, che deve sempre avere qualcosa da offrire sugli scaffali dei negozi
(Ataman Productions) Scelto un nome che deriva dalla fantasia di J.R.R. Tolkien, il polacco Ataman Tolovy (Gemnius Ultor e Stillborn) con l’aiuto del batterista Imć Pan Śmierć e del chitarrista Kniaź Niechęć Przekora (altro ex Genius Ultor) incide questo lavoro oscuro e diabolico. Non è il primo ad essere realizzato, ma “Corona Regni Satanæ” è il primo full length a cui i Túrin Turambar hanno lavorato dalla metà degli anni ’90 ad oggi.
(Autoproduzione) La giovane formazione di Pavia esordisce con questo EP (contenente 4 brani ed una curiosa intro) che mette subito in chiaro le intenzioni, la buona volontà e la voglia di fare metal “ad alto voltaggio”. I GotNoEgo propongono un proficuo crossover metal/hardcore nel quale si snodano parti melodiche, ritmiche serrate ed un guitarwork tagliente e claustrofobico, dimostrando di saperci fare con gli strumenti.
(Coroner Records) Strana ma oserei dire ‘a lieto fine’ la parabola musicale dei cileni Six Magics: due album di tastierato e pomposissimo symphonic power metal all’inizio dei 2000, un silenzio lunghissimo, il ritorno con una formazione completamente rinnovata (compresa una lei dietro al microfono, tale Ely Vásquez) ma un album (“Behind the Sorrow”) che è un pasticcio di power/thrash
(Old Temple) Angoscia e paura. Asfissia psichica e claustrofobia mentale. Emozioni deviate generate dall’ascolto di questo inquietante album dei polacchi Embrional. Le undici tracce, prodotte da Arkadiusz ‘Malta’ Malczewski (il quale ha lavorato anche con Behemoth), sono brutali, poderose, glaciali, e dannatamente ben suonate.
(Soulflesh Collector) Lousiana, 1998, la nascita. Tre demo, tanti concerti negli stati del sud e l’incisione del primo album che porta il titolo di “Carnivorous Urge to Kill”, il quale viene ristampato due volte, in poche copie ma sempre tutte in esaurimento. La proposta, dal Giappone, di racchiudere i primi demo in una raccolta. Uno split con Leukhorrea e Lehavoth.
(Digital Media Records) E’ la prima release per I Mortal Infinity e si può affermare che il lavoro svolto, a quattro anni dalla loro nascita, è davvero buono. I tedeschi si legano al thrash metal, attraverso una produzione cristallina, nitida e che non perde traccia di alcuno strumento. Equilibrio, è questo l’elemento cardine della consolle manovrata da Jörg Uken.
(Earache Records) Terzo album per la band californiana, inciso con il nuovo bassista, Jessie Sanchez. “The Aftermath” è stato inciso con il produttore Logan Mader (Fear Factory, Devildriver, Soulfly, Gojira) e presenta il tipico tocco power thrash metal, architettato appunto con robuste prove espressive delle chitarre e un drumming serrato.
(Wydawnictwo Muzyczne Psycho) Sound bestiale e atto di suprema malvagità. Gli Hellspawn si impegnano a suonare in quella direzione nella quale oggi molti guardano, cioè dove il death metal oltranzista si incontra con il black metal più classico, ma gli Hellspawn lo fanno componendo dei riffs e partiture con una patina di old style. Gli echi dei Morbid Angel, soprattutto per quelle melodie altisonanti, solenni, note di cerimoniali empi
(Pure Rock Records) Mary Ann Cotton è stata nell’Inghilterra vittoriana un assassina seriale, la quale avvelenò venti persone con l’arsenico. Terminò la sua vita sotto la ghigliottina. Il nome di questo personaggio ha ispirato la band danese che lo ha adottato. I Maryann Cotton provengono da un programma televisivo che ricerca talenti, ma alcuni membri della band in realtà non sono dgli ultimi arrivati
(United Guttural) Forse qualcuno ha ben presente gli Enthrallment, provenienti da un paese che non è certo un fulcro del metal europeo, cioè la Bulgaria; io non conoscevo gli Enthrallment, ma approfondirò il discorso su questa band. “People from the Lands of Vit” è la certezza sulle qualità di Plamen Bakardzhiev (voce), Vasil Furnigov (chitarra), Andrey Gegov (chitarra), Rumen Pavlov (bassista), Ivo Ivanov (batterista)
Guarda un po’ cosa ci riserva la Polonia accanto a tanto metal estremo! “Cinematic” è stato pubblicato nel 2010 ed accolto con grande entusiasmo nella sua terra d’origine; ma solo oggi i Lebowski cominciano ad essere noti fuori dai patri confini grazie al loro raffinato e intrigante prog rock. Il disco costituisce una sorta di omaggio strumentale al cinema (in particolare, ma non solo, a quello polacco stesso)