Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.

THE EMBODIED – “S/T”

(Pure Legend-Audioglobe) Con la produzione di Andy LaRocque, gli svedesi The Embodied danno alle stampe il proprio debut album, pubblicizzato dalla Pure Legend Records come la più moderna release mai edita da una etichetta di heavy metal classico. L’apripista “As i speak” ha effettivamente un mood “anni 2000”, ma gli annunciati inserti di death melodico sono davvero ridotti al minimo: direi piuttosto che siamo dalle parti di un power di stampo nordeuropeo, tenendo conto del ritornello aperto e dei suoni molto puliti delle chitarre. Ritmiche serrate e rallentamenti melodici in “Shedding Skin” e “Deception” (quest’ultima in particolare è al confine con il thrash), poi suonano bene i controcanti in screaming di “Born from Shadows”. Brani come “Northern Lights” contengono in sé una forza trascinante che ci accompagna fino alla scheggia conclusiva “Light up the Storm”. Un prodotto interessante, ma spacciato per quello che assolutamente non è.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-11-10T11:21:05+01:0010 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, E|Tag: |

JOHANN WOLFGANG POZOJ – “Escape of Pozoj”

(Code 666) Il nome Johann Wolfgang Pozoj deriva da un mito indo-europeo sul drago (Pozoj) e le sue successive derivazioni linguistiche. “Escape of Pozoj” è la seconda parte di una trilogia riproposta dalla Code666. La band croata nel 2006 diede alle stampe in modo autonomo “Birth of Pozoj”, che trattava dello scorrere del tempo. Nel 2009 arrivò per l’appunto “Escapo of Pozoj”, un lavoro che esamina il concetto della fertilità, della nascita e della maturità. Pozoj lascia il grembo di Madre Natura e diventa una sorta di metafora del concetto di pensiero, il quale si evolve secondo lo schema filosofico di tesi-antitesi-sintesi. L’album vide la luce con pochissime copie e ora la Code666 ha proposto al quintetto una reincisione e ripubblicazione del secondo passo di questa loro trilogia. La musica dei J.W.Pozoj è fragorosa, le distorsioni sono davvero crude, la struttura dei pezzi è canonica, fatta eccezione per qualche inserto pseudo sperimentale che li devia verso tocchi etnico-folklorici, come in particolare avviene con “Careless Are You Souls”, oppure nell’iniziale psichedelia/space rock di “I Am the Forest”. Un discreta prova di inventiva la si ha in “Pristima Prelazin Preko Twoga Tijela”, un brano dalla durata spropositata, oltre 12′, che se arrangiato con maggiore criterio avrebbe reso di più. Quando i J.W.Pozoj hanno provato a sottrarre qualcosa i risultati sono stati incoraggianti: il riferimento è hai meno di 4′ del brano “Song of Pozoj”. Un quintetto incisivo, con distorsioni ruggenti, che formano un black metal poco avantgarde, ma teso a creare atmosfere e passaggi altalenanti nelle ritmiche. Tuttavia il songwriting di questi ancestrali cantori ha necessità di evolversi ed esprimere qualcosa di maggiormente distintivo e personale.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10

Di |2011-11-08T09:59:25+01:0008 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, J|Tag: |

ABSYNTH AURA – “Unbreakable”

(Logic(il)logic/Andromeda) In queste righe si parla del primo lavoro di una particolare band italiana, gli Absynth Aura. Particolare perchè lo stile dei quattro musicisti punta ad modern metal con incroci sul gothic e il rock. Dunque non è facile etichettarli o definirli. La loro musica è comunque un conglomerato di energia e, (altro…)

Di |2017-10-17T10:51:24+02:0008 Novembre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

MAGNUM – “Evolution”

I Magnum si sono dimostrati attivi negli ultimi anni, proseguendo in modo continuato l’attività in studio. Ora i rockers inglesi hanno pensato di prendersi una pausa compositiva e di rilassarsi con la reincisione di basso e chitarra o di voce e batteria di alcuni pezzi editi (altro…)

Di |2017-12-27T16:59:31+01:0007 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

JOLLY POWER – “Like an Empty Bottle…Again!”

(Street Symphonies/Andromeda) I Jolly Power sono una sleaze band del bergamasco, la quale vide la luce sul finire degli anni 80. Nel 1994 realizzarono il demo “Like an Empty Bottle” e il CD “Fashion, Milk and Smokin’ Pills” nel 1996. Dopo questa data i Jolly Power hanno avuto tanta attività live e citazioni in compilations statunitensi. Poi vi furono problemi di line up, i quali però non fermarono la band, la quale realizzò “The 7th Crash From Hell” nel 2000 e l’album “Taste the Blood of the Sonic Revolution” nel 2004. Ora la Street Symphonies, etichetta che quest’anno ha sfornato talenti e capolavori, ripropone quel famoso demo del 1994, con l’aggiunta di cinque pezzi inediti e tracce video. Il sound dei Jolly Power di quel periodo era in bilico tra un hard rock a tratti loasangelino e con inserti in stile anni ’70 e con soluzioni che spingevano anche verso il punk rock. “Like an Empty Bottle” era vetriolo, un’esplosione di hard rock puro che non concede intermezzi melensi o blandi. Le cinque tracce inedite sono state realizzate tra il 2007, periodo nel quale avvenne una reunion, e il 2011. “Smokin’ Pills”, “Better Be alone” e “Take All You Want”, sono pezzi vecchi ma reincisi, come “Fuck You” e “Beautiful” che completano le cinque novità, mentre il materiale video offre imamgini di repertorio. “Like an Empty Bottle” ha come limiti una certa devozione verso L.A. Guns o Guns ‘n’ Roses, ci metterei anche i Rolling Stones, ma al di là dei modelli di riferimento dei ragazzi bergamaschi, c’è un selvaggio “schitarrare” che scuote l’anima e non lascia indifferenti. A chiunque sia venuto in mente di riproporre queste canzoni verrebbe da ringraziarlo.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

Di |2011-11-05T23:13:53+01:0005 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, J|Tag: |

HAEMOTH – “In Nomine Odium”

(Debemur Morti Prod./Audioglobe) L’ultima volta che il duo francese Haemoth diede notizia di se è stato nel 2005 con un mini dal titolo “Kontamination”. Successivamente le tenebre li hanno inghiottiti, ma adesso è giunto il momento di risputarli fuori. (altro…)

Di |2016-12-19T12:36:04+01:0003 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, H|Tag: |

DYING HUMANITY – “Living on the Razor’s Edge”

(Bastardized Recordings) Provano a crescere i Dying Humanity, del resto questo nuovo album è il terzo, ovvero quello che potrebbe dimostrare un salto di qualità e maturità. “Living on the Razor’s Edge” è un connubio tra death metal, cenni di thrash metal, riffs e melodie molto metalcore alla svedese. Il tutto è mischiato in modo tale da evitare eccessivi toni catchy: insomma, essere melodici, ma metterci rabbiosa potenza e aggressività. Tutto sommato i tedeschi vi riescono e forse l’articolazione del songwriting (ci sono diversi inserti totalmente acustici) è dovuta anche alla pretesa di costruire il concept che è alla base di questo lavoro. Un concept che non mi è stato permesso a fondo di analizzare per l’assenza dei testi nel promo, ma, si legge nelle note, che è il racconto di come sulla base della violenza l’umanità rovini se stessa giorno dopo giorno. “Till the End” è un brano ricco di pathos e con diversi intrecci nel riffing, come li offre anche “Between Angel  and Beast” e “Clarity of Mind”. Questi sono i pezzi più diversificati, mentre ad esempio “Blinded”, “Outcast” e “Addicted” sono spediti, veloci e canonici del genere deathcore. Buona la prova della band in “Welcome to the Abyss”, l’unico brano decisamente più death metal di tutti. “Living on the Razor’s Edge” è un lavoro che si evidenzia per le melodie, più che per le strutture dei pezzi. Sono proprio le melodie ad essere, per ora, il loro piatto forte. La maturità per i Dying Humanity è ancora distante, ma il percorso è stato intrapreso.

(Alberto vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-11-03T20:08:07+01:0003 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, D|Tag: |

MY DYING BRIDE – The Barghest O’ Whitby

(Peaceville Records) Dopo l’esperimento autocelebrativo del 2010 “Evinta”, i My Dying Bride danno nuovamente notizie di se con una sola canzone di 25′, dal titolo “The Barghest O’ Whitby”. Dunque è una suite: una bella composizione, semplice nella struttura, ma capace di riassumere i tratti caratteristici dei My Dying Bride. Dopo una breve intro la musica avanza con un ritmo lentissimo, tipicamente doom e lacerato dal  violino di Shaun Macgowan che compare a tratti, oltre ad un growling simile a quello che potrebbe emettere un ghoul. Poi tutto accelera, il riffing diventa sostenuto e Aaron Sainthorpe inizia la propria narrazione. Successivamente si ritorna nelle tenebre del doom angosciato, lento e tristemente melodico dei My Dying Bride per quasi 10′. Piccola sospensione e ritorna la lentezza maestosa e lo sviluppo del brano con le chitarre in esile crescita. La fase terminale, ovvero i circa 6′ finali, sono una marcia titanica con le chitarre del duo Glencross-Abé che vanno mano nella mano con la batteria di  Shaun “Winter“ Taylor-Steels, reclutato per questa occasione. Al termine di questo viaggio è possibile affermare che “The Barghest O’ Whitby” è una release che celebra degnamente il nome My Dying Bride.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

Di |2011-11-01T19:13:42+01:0001 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

LONELY KAMEL – “Dust Devil”

(Napalm Records) La band norvegese Lonely Kamel nel giro di pochi anni (2008-2011) ha realizzato tre album, nel mentre ha svolto tour in Francia, Germania, Olanda e Svizzera. “Dust Devil” sprigiona uno stoner d’impatto, robusto e con (altro…)

Di |2018-04-15T18:56:28+02:0001 Novembre 2011|Categorie: ALBUM, L|Tag: |

AGAINST THE FLOOD – “Home Truths”

(Siege of Amida) Dopo aver pescato dai sobborghi londinesi i TRC, la Siege propone gli Against The Flood, altra provenienti dal sud di Londra e con all’attivo un EP digitale autoprodotto che ha fatto parlare la scena inglese. Dopo un accordo con una agenzia di booking e alcuni live al fianco di Suicide Silence, Heart Of A Coward e altri, arriva il debut “Home Truths”, prodotto da Joni Mitchell (Funeral For A Friend e Bleed From Within). L’album è l’espressione di un metalcore moderno, forte, con grooves e qualche breakdown. Sono nove pezzi davvero rabbiosi e particolarmente pesanti, con il cantato di Matt Church a urlare ogni forma di disagio e protesta. Il sound degli Against The Flood è in debito con quello di Misery Signals e Between The Buried And Me, ma in particolare è avulso dalle melodie le quali proprio non riescono a ritagliarsi uno spazio nei pezzi. Si determina una scaletta dall’aspetto piatto e con pochi scampoli di musica atti a fare breccia nella testa di chi li ascolta. Gli Against The Flood hanno eretto un muro che devono assolutamente  provare a scavalcare, pena il ristagno nel recinto dell’indifferenza.

(Alberto Vitale) Voto: 5,5/10

Di |2011-10-31T19:44:38+01:0031 Ottobre 2011|Categorie: A, ALBUM|Tag: |

SLARTIBARTFASS – “Schwarz verhüllt”

(Twilight) Possiamo chiamarla, se volete, avantgarde pagan metal: la musica dei tedeschi Slartibartfass, qui al quarto album, è qualcosa di abbastanza inafferrabile e apparirà di certo ostica alla maggior parte degli ascoltatori. Solo sei, a parte l’intro, i brani (o meglio i capitoli) in scaletta: si tratta di un concept album sulla psiche umana, il cui titolo potrebbe forse tradursi come “Coperto di nero”, o forse più evocativamente “Nascosto nell’oscurità”. Rispetto ai dischi precedenti, “Sehnsucht” è molto più lenta e plumbea: gli elementi giocosi del vecchio sound hanno lasciato spazio a qualcosa di molto più pagano ed estremo, quasi dalle parti dei Kampfar, che comprende numerosi elementi di puro black. Ma il brano è davvero lungo, e contiene anche parti folk o soffuse, affidate alle sole tastiere. “Liebe” si apre e si chiude come un pezzo celtico quasi alla Folkstone, ma contiene forse le trame più estreme del disco. “Angst” è invece la traccia più classica, con un riff pesante e a suo modo molto eighties. La fine del disco sarà ancora più difficile per i puristi di ogni tipo: il pubblico a cui si rivolge è forse quello degli Ulver, che saprà cogliere il meglio delle infinite sfaccettature di “Erhabenheit” e l’epica sofferta di “Melancholie”. In ogni caso un’esperienza originale.

(Renato de Filippis) Voto: 7,5/10

Di |2011-10-31T07:01:09+01:0031 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

INTENSE – “The Shape of Rage”

(Pure Legend-Audioglobe) Ben sette demo e un ep sono serviti agli Intense per giungere al debutto discografico,nel 2004: ora che la carriera è ben avviata, il terzo album degli inglesi può uscire per una etichetta attenta come la Pure Legend. “The Shape of Rage” è un disco solido, per certi versi scontato ma molto godibile. “Anubis”, con cui si inizia la tracklist, dispiega un power metal molto secco con forti influenze NWOBHM sulle chitarre. I richiami agli Iron Maiden sono ancora più forti in “One Man’s Word”: alcuni passaggi vengono direttamente da “Brave new World”, il che non è cosa da tutti! Il brano migliore è “For the fallen”, che rallenta il ritmo e diminuisce la rabbia, offrendo tra l’altro sonorità più tedesche. Accenni di thrash in “Lie”, mentre in “Haunted” alcuni passaggi ricordano una delle sorprese di qualche anno fa, A tortured Soul. Degna di nota anche la lunga “Skull of Sidon II”, costruita in un epico crescendo. Per gli amanti del power meno melodico.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

Di |2011-10-31T06:54:43+01:0031 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, I|Tag: |

RIOT – “Immortal Soul”

(SPV-Audioglobe) Quattordici album in studio e una carriera lunga 35 anni (senza contare naturalmente i momenti di “pausa”): i Riot sono una delle istituzioni dell’heavy metal americano e sorprende sempre scoprire che in Italia siano davvero in pochi a conoscere e ad (altro…)

Di |2017-07-31T12:02:39+02:0031 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, R|Tag: |

ISOLE – “Born From Shadows”

(Napalm Records) Quinto album per gli Isole, tra le band più attive e instancabili nel panorama doom. “Born From Shadows” esce a sei anni dal debutto “Forevermore” e tra i due oltre ad esserci altri tre album, troviamo anche (altro…)

Di |2019-06-30T12:19:50+02:0030 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, I|Tag: |

LOST DREAMS – “Blinded by Rage”

(Twilight) I Lost Dreams oltre ai sogni hanno perso anche la personalità. Non si vuol fare della facile ironia, ma la band austriaca si dimostra, di nuovo, saldamente ubriaca di In Flames e Dark Tranquillity. Il calderone ha debordato, come spesso accade nei dodici mesi dell’anno e questa volta a colare giù sono stati i Lost Dreams. Quinto album per Stefan Traunig, voce, Herbert Sopracolle, chitarra, Andreas Maierhofer, chitarra, Dominik Hormann , basso, e Rafael Peychär, batteria. Come sempre il loro melodic death metal è molto heavy e con dosi di groove ben suonato, questo gli va riconosciuto. Tuttavia nello scorrere i pezzi di “Blinded by Rage” un senso di prevedibilità serpeggia dopo poche canzoni. “Secrets”, “Living in the Mass”, “Black Rain” sono dei pezzi trascinanti, come del resto anche “The Painted Man” o forse come il 90% della tracklist, ma l’elemento sul quale però non si può prescindere è la clonazione delle note di Göteborg che sovrasta tutto quanto. “Blinded by Rage” è un buon lavoro e piacerà a chi è innamorato di quel tipico sound. Chi invece è sazio di quelle sonorità sposti pure le proprie orecchie altrove.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10

Di |2011-10-28T17:47:42+02:0028 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, L|Tag: |

KING MOB – “Force 9”

(Steamhammer/SPV GmbH) Chi sono i King Mob? A rispondere è lo stesso comunicato dell’etichetta tedesca: “KING MOB is a brand new English beat combo comprising guitar legend Chris Spedding (Roxy Music, Elton John, John Cale, Paul McCartney), Glen Matlock – bass (Sex Pistols, Iggy Pop, Faces), Martin Chambers – (altro…)

Di |2018-05-28T18:53:05+02:0028 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, K|Tag: |

THE ROTTED – “Ad Nauseam”

(Candlelight Records) Il secondo album dei The Rotted è una vera mazzata, un atto di violenza inaudita. Da buoni britannici inseriscono thrash, punk, crust, reminiscenze grindcore nel death metal suonato e “Ad Nauseam” diventa un lavoro che non lascia respiro e spazio alla calma. Hanno un po’ l’aspetto di figli minori dei Napalm Death, ma tra le pieghe riscopri anche i Discharge, i Misery Index, gli ultimi Entombed e fermiamoci qui. E’ un D-beat death metal attuale, ma teso a recuperare qualcosa da un passato che ha già avuto tanto da dire, come il riffing trascinante e hardcore di pezzi tipo “Apathy in the UK”, o il death primordiale di “Just Add Nauseam” e “Rex Oblivione”, la tribute-song  “Motörbastärds”, e la quasi sabbathiana, in alcuni passaggi, e allo stesso tempo old school “The Hammer Of Witches”. Riconoscendo che “Ad Nauseam” vede undici pezzi che scorrono con funesta aggressività, avendo la lucida dote di rimanere impressi con melodie inesorabili, il fatto che ogni song sembra voler rimandare ad altro evidenzia come, nella sostanza, i The Rotted siano bravi a pestare e scuotere, ma senza metterci poi dentro del proprio personale genio. “Ad Nauseam” è un album che si ascolta a ripetizione, ma rischia poi di prendere polvere sullo scaffale.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10

Di |2011-10-27T00:03:24+02:0027 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |

WARMRAIN – “Absent Friends”

(4 Worlds Media) Inglesi, alla prima release ufficiale, amanti del feeling, delle atmosfere malinconiche e sognanti. Questo potrebbe essere un sunto per descrivere i WarmRain. “Absent Friends” racchiude cinque pezzi, tra i quali si segnalano gli oltre 8′ della title track (presente anche nella ridotta versione radiofonica) realizzati con chitarra acustica, orchestrazione, batteria marciante, e un meraviglioso assolo di chitarra elettrica.In tutti i brani la sei corde acustica la fa da padrone, ma mentre in “Run to the Sun” è la protagonista, con “Flying Dreams” la musica viene arricchita e lo stesso accade in “Good to Belong”, con il cantato di Leon J Russell che proprio in quest’ultima canzone ricorda quello di David Gilmour. Un rock intimista, molto inglese e non troppo vicino ai clichè del pop e che tenta timidamente, di riagganciarsi alla tradizione rock britannica di diversi decenni fa; l’EP risulta gradevole, ma ascoltando queste poche canzoni c’è da sottolineare che al momento, il tutto appare come un rock da cantautore – all’inglese, un pò Nick Drake- che da vero e proprio complesso rock.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-10-24T20:23:35+02:0024 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, W|Tag: |

VISIONS OF ATLANTIS – “Maria Magdalena”

(Napalm-Audioglobe) Sono passati solo pochi mesi da “Delta” e dal tour con i Rhapsody of Fire, ma gli austriaci Visions of Atlantis sfruttano il buon momento con un mini che, come tutti i mini, non cambierà il mondo, ma terrà sicuramente viva l’attenzione attorno alla band. La (altro…)

Di |2018-09-04T23:30:36+02:0023 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, V|Tag: |

EXXPLORER – “Vengeance rides an angry Horse”

(Pure Steel-Audioglobe) Per i true defenders il ritorno degli Exxplorer ha qualcosa di miracoloso. Dopo “Coldblackugly”, del lontanissimo 1996, nessuno pensava che Lenny Rizzo e compagni potessero ancora calcare le scene: dobbiamo ancora una volta alla Pure Steel Records il merito di aver dato nuova fiducia una delle band più rappresentative della prima esplosione heavy metal americana, che peraltro già nel 2009 (altro…)

Di |2012-11-25T12:09:27+01:0023 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, E|Tag: |

MORTON – “Come Read the Words forbidden”

(AFM-Audioglobe) Gli ucraini Morton, band creata dall’omonimo
polistrumentista e produttore Max, hanno ottenuto un tale successo nel paese
d’origine che la AFM, da qualche tempo assai attenta alla scena esteuropea, ha
deciso di ristampare il loro debut su scala internazionale. La band merita
sicuramente interesse, ma si stenta a riconoscere in essa la new sensation del
power metal europeo (come da qualche parte si è affermato). “Calling for the
Storm” rappresenta una interessante fusione di prog e power, a cui “Eaglemark”
aggiunge maggiore melodia. Indovinato il ritornello di “Brotherhood of Light”,
scelta non a caso come singolo e per la realizzazione di un video: sembra di
sentire dei Power Quest o dei Secret Sphere più ispirati! Doppia cassa a
elicottero dall’inizio alla fine in “Losing Faith”; il suono delle keys dà una
bella atmosfera eighties a “Burning Prisoner”. Arrembante “Black Witch”, divisa
in due parti la conclusiva “Wheeping Bell”: al momento slow segue una coda più
serrata e a suo modo d’atmosfera. Un outsider di belle speranze con un
potenziale tutto da confermare sulla lunga distanza.

(Renato de Filippis) Voto: 7,5/10

Di |2011-10-21T21:50:23+02:0021 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, M|Tag: |

SKINNY PUPPY – “hanDover”

(Synthetic Symphony / SPV GmbH) Avevamo lasciato gli Skinny Puppy nel 2007 con l’album “Mythmaker”, intanto giravano strane voci sulla band, in merito ad un (altro) possibile scioglimento e a difficoltà per la pubblicazione di questo nuovo album.  Archiviate (altro…)

Di |2017-07-24T23:09:00+02:0020 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, S|Tag: |

CRADLE OF FILTH – “Evermore Darkly”

(Peaceville Records) Pochi giorni fa chi scrive, in una conversazione sugli Iron Maiden e sulla loro immagine attraverso il merchandising, ha detto: “I Cradle of Filth hanno capito subito cosa vuol dire essere dei presenzialisti sul mercato, in termini di uscite discografiche e di merchandising”. Anziché (altro…)

Di |2021-10-19T22:37:29+02:0019 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, C|Tag: |

TOXOCARA – “AtmosFear”

(Twilight) “AtmosFear” è il terzo album della band olandese Toxocara, il quale necessita di qualche passaggio d’ascolto in più per poterne apprezzare fino in fondo le diverse sfumature del death metal suonato degli olandesi. In effetti “AtmosFear” vede un riffing denso, carico di groove e sufficientemente imbastardito da toni industrial. Probabilmente proprio questo ultimo elemento al primo ascolto pone i Toxocara sotto un’ottica abbastanza oscura e con melodie che si alternano a umori sinistri e psicotici. Matijn Moes e Vince Zwarts fondono le sei corde in trame che sembrano rincorrersi per tutta la durata dei pezzi, sorrette da un drumming (William Vierman) sicuramente infaticabile, ma con i suoni troppo compressi. Inoltre alcuni synth aggiungono un tocco inqueitante e, allo stesso tempo, cibernetico. “Annihilation By The Angkar (Marionettes of War)”, dal groove nervoso e corrosivo, “Towards The Perpetual Labyrinth” e “Black Widow” sono delle marce devastanti che si perdono in blastbeat tempestosi, mentre brani del calibro di “The Kempeitai Hordes Of Hirohito” e “Bravo Two Zero” sono velocissime e con fraseggi dissonanti. Un sound che racchiude diverse caratteristiche più tipicamente death metal, nelle accelerazioni e per alcuni fraseggi, ma che prova anche a sperimentare con qualche idea diversa. L’unico difetto è che qualche brano appare eccessivamente dilatato, ma nel complesso i Toxocara ha realizzato un lavoro discretaente interessante.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10

Di |2011-10-19T08:12:52+02:0019 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, T|Tag: |

77 – “High Decibels”

(Listenable Records) Scrivo di questa band solo perché sono legato a dei vincoli, non mi preoccuperei di ascoltare per intero un album come “High Decibels” degli spagnoli 77. Il motivo? Prego, osservare (altro…)

Di |2015-10-19T16:31:50+02:0018 Ottobre 2011|Categorie: 0-9, ALBUM|Tag: |

NINE COVENS – “…On the Coming of Darkness”

(Candlelight Records) La Candlelight ha diffuso un comunicato sui Nine Covens che dice: <<Featuring current and ex-members of some of the key extreme bands from the last decade>>. Chi siano le relative band e i componenti resta ignoto. Di loro c’è una fotografia: 4 uomini incappucciati nell’oscurità e con i volti offuscati. Resta la musica, un black metal freddo, ruvido, fatto di momenti veloci e decellerazioni. Un black metal che dipinge atmosfere tese e dannate. Oggettivamente “…On the Coming of Darkness” appare come un classico prodotto del genere: ottime intenzioni e un ascolto che scorre senza eccessi di noia o di entusiasmo. I Nine Covens si apprezzano per la loro selvaggia e nordica attitudine, i vari downtempo e per i timidi, e pochi, momenti di sperimentazione (ad esempio “Judgment pt2”). Servirebbe da parte dei Nine Covens  uno sforzo compositivo maggiore per uscire fuori dalla media generale.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10

Di |2012-11-12T09:06:50+01:0017 Ottobre 2011|Categorie: ALBUM, N|Tag: |
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