MORTE INCANDESCENTE – “Vala Comum”
(Signal Rex) Ad un lustro dal precedente lavoro, tornano i portoghesi Morte Incandescente, fieri portabandiera del black portoghese. (altro…)
(Signal Rex) Ad un lustro dal precedente lavoro, tornano i portoghesi Morte Incandescente, fieri portabandiera del black portoghese. (altro…)

(Season of Mist Underground Activists) È un nome che circola da un po’ di tempo, ma solo ora il duo polacco arriva al debutto, avendo precedentemente pubblicato solo materiale come demo e split. Formatisi nella prima metà dello scorso decennio, i Misanthur offrono un black metal molto personale, sicuramente traendo ispirazione da un ampio ventaglio di generi più o meno vicini al metal, mantenendosi marcatamente lontani dal blackned tipico delle bands dell’est. (altro…)

(Noble Demon) Debutta dopo un EP uscito l’anno scorso questo potente quintetto finlandese. Un debutto come formazione, ma non certo per quanto riguarda l’esperienza dei componenti della band! Mercury Circle, infatti, è un’idea di Jaani Peuhu, tastierista degli Swallow the Sun, oltre che chitarrista e vocalist degli Iconcrash. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Il nuovo album dei Ministry è il quindicesimo per la band di Chicago. La band di Al Jourgensen. Il primo album “With Sympathy” è del 2013 e tra questo lavoro in studio e “Moral Hygiene” sono disseminate delle pietre miliari che non si sta ad elencare. Siamo nel 2021, combattiamo con una pandemia, il totalitarismo (altro…)

(Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) Musica per certi determinati momenti del giorno, della settimana. Della vita stessa. Il nuovo album del westcoast danese Michael Kratz avvolge l’atmosfera con sensualità e provocazione: (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Dopo l’estremo EP dell’anno scorso, tornano i canadesi qui recensiti. Con un’opera, se possibile, ancora più estrema. L’intro della prima parte della prima traccia non deve trarre in inganno: (altro…)
(Chaos Records) La band è piuttosto giovane e in sei anni ha comunque pubblicato un album, “Demoniac Paroxysm” e ora il secondo EP. “Disgorged in the Coffin” ha un suono truculento quanto il titolo. Registrato (altro…)
(Music For The Masses / Egea Music) Sono nove anni senza un nuovo album per i MandragorA ScreaM, nonostante nel mentre abbiano pubblicato qualcosa. Da oltre venti anni sulla scena, Morgan Lacroix e Therry Horn pubblicano un ‘best of’ contenente anche tre nuovi pezzi, i quali i finiranno nell’atteso nuovo full length (altro…)
(Pelagic Records) Le fasi più intrepide, i crescendo più ispirati e le atmosfere sature di un pathos struggente ricordano quelle dei Godspeed You! Black Emperor o comunque quello di un canonico canovaccio alternative-post rock. Gli spunti di elettronica ed ambient, anche dal senso arcano come i Tangerine Dream tipo (altro…)

(Karisma Records) Freschi di contratto con la Karisma, i norvegesi Monstereo se ne escono con il terzo disco, probabilmente il più heavy della loro carriera come rockers alternativi, atmosferici, suggestivi. Indissolubilmente legati agli anni ’70, al sound psichedelico, con questo album vanno oltre, abbracciano un’energia che trova legami con il grunge, con più tastiere, con più potenza, con più riff pungenti anche se ricchissimi di una melodia che a volte ama vagare senza meta nel mistero del cosmo. (altro…)
(Pure Steel Records) Accanto al primo EP di questi svedesi, “Master Of Evil”, la Pure Steel rimette sul mercato anche il full-length di debutto dei Mindless Sinner, datato 1986 e incorniciato da una copertina che definire kitsch sarebbe riduttivo. (altro…)
(Pure Steel Records) Gli svedesi Mindless Sinner avevano fatto a tempo a pubblicare il proprio nuovo disco, “Poltergeist”, prima della pandemia: mentre che il mondo metal riparte, la Pure Steel Records ha ben deciso di ristampare le primissime uscite della band. (altro…)
(Rockshots Records) Se il debut “Invisible Enemy” si giocava su coordinate tutto sommato maideniane, per il proprio secondo disco i finlandesi Mysterizer si spostano su più sicure atmosfere power: “The Holy War 1095”, che immagino dedicato (altro…)

(InsideOut Music) Semplificando il nome e chiamandosi ora solo NMB, la Neal Morse Band gunge al quarto album, tornando ad un disco non pensato come concept, un nuovo lavoro sotto la direzione di Neal Morse (voce, chitarre e tastiere), sempre accompagnato dal batterista Mike Portnoy (Liquid Tension Experiment, ex Dream Theater), il bassista Randy George, Bill Hubauer (tastiere e voce) ed Eric Gillette (voce e chitarre)… ovvero un manipolo di musicisti di altissimo livello, di virtuosi senza paragoni. (altro…)
(Xtreem Music) Thrash metal dal Perù… e che thrash! I Maze Of Terror tornano con un nuovo album cinque anni dopo il precedente “Ready To Kill”. Il loro suono non è cambiato di una virgola: sporco, grezzo, veloce e con quel che di ‘tecnologico’ e tecnico che li contraddistingue dalle altre proposte musicali. (altro…)
(Mentalist Records/Pride & Joy Music) Dopo il debut ‘bello ma non bellissimo’ (recensione qui), i Mentalist di Thomen Stauch tornano con un album che mi sembra più strutturato e vincente: i nostri infilano un paio di ritornelli notevoli, qualche passaggio strumentale divertente… e il gioco è fatto! (altro…)
(Autoproduzione) Ecco una cosa che non si vede tutti i giorni… vi presento il compositore finlandese Antti Martikainen, che nella sua breve carriera (iniziata nel 2013) ha composto qualcosa come 15 album (!), la maggior parte di soundtrack music strumentale dai toni epic/power. (altro…)
(Staring into Darkness) MC con fine promozionale, questo split, che vede succedersi ben tre realtà musicali (anche se qui si va a recensire il file digitale). Bando alle ciance allora, e sotto con il primo gruppo. Gli italiani Malvento, una solida realtà napoletana che ha un paio di decenni di attività e ben quattro album alle spalle e una valanga tra demo e singoli, come ogni buona black metal band che si rispetti. (altro…)

(Cherry Lips Records) Disco celebrativo per il rocker italo-canadese, il suo quinto, un disco che marca i suoi rispettabili quindici anni di carriera. (altro…)
(RFL Records) Military power metal! Non chiamateli la risposta del South Dakota ai Sabaton, perché i March in Arms hanno in comune con gli svedesi soltanto le tematiche guerresche; per il resto, la band (altro…)

(Music Theories Recordings / Mascot Label Group) Hej Maestro! Ära dig, mästare! Il funambolo del metal neo classico, il genio delle scali minori, l’irriverente ma geniale Malmsteen firma il suo ventiduesimo disco, un’assalto sonoro composto da dieci brani per la maggior parte strumentali, dettaglio non trascurabile visto che l’axe man continua a non chiamare uno qualsiasi dei favolosi vocalist che hanno offerto le loro corde vocali nei tanti album della strepitosa carriera del genio svedese. (altro…)

(Century Media Records) Un EP da sparare a tutto volume, lasciandosi andare con dissolutezza, fuori controllo, un salto nel vuoto verso gli abissi delle fiamme dell’inferno. Ma questo atteggiamento, in qualche modo, è comune per ogni pubblicazione dei tanto mitici quanto nefasti Mayhem, giusto? (altro…)

(Dark Descent Records) Ad undici anni dalla formazione, con in carriera solo un EP ed uno split con i canadesi Ellorsith, finalmente debuttano i Mannveira, entità che emerge dall’intensa e deviata scena di Reykjavík, in Islanda. (altro…)

(Blood Fire Death) Il primo album dei Metator non è propriamente tale, più che altro è un abominio indicibile innominabile! Una follia senza fine ha rapito i catalani, spingendoli a riversare una colata di odio prodotta dalla fusione di black e brutal death metal, nonché grindcore. Nei tredici pezzi si assiste a delle scariche (altro…)
(Autoproduzione) Dopo il debut del 2018 (recensione qui), i bulgari Metalwings si riaffacciano sul mercato con il mastodonte “A Whole New Land”, quasi 70 minuti di gothic/symphonic metal di nuovo non stellare ma certamente di buona fattura. (altro…)

(BMG) Religione. Storia. Tradizione. Folklore. Quando si parla dei Motörhead, bisognerebbe in verità stare zitti, inchinarsi, prostrarsi. Dio era ed è ancora Mr. Kilmister. (altro…)

(EX1 Records / Explorer1 Music Group) Chiamiamola eredità. Diciamo pure che è figlio d’arte… e pertanto parte ad una posizione favorevole, ma Wolfgang Van Halen -il figlio del compianto Eddie Van Halen- sa il fatto suo. Questa sua one man band, fondata l’anno scorso un mese dopo la morte del padre, dimostra al mondo che il ragazzo ci sa fare, sa suonare (si è occupato di tutti gli strumenti), sa comporre e sa anche cantare con una voce dannatamente rock, pungente, tagliente. (altro…)
(Pulverised Records) Nuova proposta di devastazione e morte da parte della Pulverised Records che presenta una band ungherese creata da elementi di Gravecrusher e Mörbid Carnage. I Molis Sepulcrum si votano alle tipiche distorsioni del death metal svedese di trent’anni fa, come Grave e Dismember, oltre a qualche spunto statunitense quanto europeo. Sei pezzi con ritmiche (altro…)

(Roulette Media) I Midnite City sono il progetto concepito dall’attuale biondissimo vocalist dei Tigertailz, Rob Wylde, il quale fondò questa band nel 2017 portandola avanti con intensità, con visibilità, calcando innumerevoli palchi e generando una ottima fan base. “Itch You Can’t Scratch” è già il terzo album che viene pubblicato (dopo l’omonimo del 2017 e “There Goes The Neighbourhood” dell’anno successivo) ed il genere è, ovviamente e senza dubbio, hard rock da stadio, hard rock ricco di melodia, farcito di canzoni brillanti, coinvolgenti, catchy, capaci di rievocare il sound degli anni d’oro di bands come Def Leppard, Danger Danger, Poison, Mötley Crüe, Skid Row e, ovviamente, Tigertailz. (altro…)
(Ipecac Recordings) Pubblicato alla fine dello scorso anno “The Raging Wrath of The Easter Bunny Demo” ora i Mr. Bungle di Mike Patton, Dave Lombardo, Scott Ian, Trey Spurance e Trevor Dunn pubblicano un live nei formati audio e video (tra i quali anche in VHS) disponibili insieme. Nel giorno di Halloween dello scorso anno la band ha tenuto un show in streaming, il cui (altro…)
(Avantgarde Music) In questa redazione vige una buona reputazione riguardo a Mesarthim (ne abbiamo scritto QUI, QUI e QUI), un duo australiano che coniuga il black metal ai beat elettronici. Dunque, banalmente, a partiture black metal inseriscono tappeti ritmici artefatti e di stampo beat, cioè electro pop e techno beat. Un personalismo che genera cose (altro…)
(Relics from the Crypt) Seconda ristampa, dopo il debut “Bursting Out (The Beast Became Human)”, per gli heavy/speed metallers MP, ovvero Metal Priests: il loro secondo album è di molto superiore al debut, per quanto si mantenga senza brillare nei tipici canoni dell’epoca (è del 1987) e del genere. (altro…)
(Relics from the Crypt) Il ritorno sul mercato dei primi due dischi dei tedeschi MP, cioè Metal Priests (qui ci occupiamo proprio del debut, del 1986) mi fa porre ancora una volta la fatidica domanda: ma c’è davvero di aprire tutti, ma proprio tutti, i cassetti dell’underground, per mostrarne il contenuto alle nuove generazioni? (altro…)