THE ALLIGATOR WINE – “The Flying Carousel” (EP)
(Century Media) Un album rock, un rock molto vintage. Un album strano. Se lo ascoltate con attenzione, nonostante l’apparenza, vi renderete conto che qui non c’è lo strumento rock per antonomasia… infatti non c’è nessuna chitarra! Synth, (altro…)
BLACK VIPER – “Hellions of Fire”
(High Roller) Da una terra tradizionalmente dedita al metal estremo, la Norvegia, arriva il buon esordio dei Black Viper, formazione votata invece al sound degli anni ’80. La titletrack dispiega (altro…)
A CANOROUS QUINTET – “Only Pure Hate -MMXVIII-”
(Black Lodge Records) Per quanto mi riguarda, gli svedesi A Canorous Quintet sono il perfetto esempio di band che ha raccolto molto meno di quanto seminato. Non riesco a capire come mai, la meritata buona accoglienza da (altro…)
UNDANTAGSFOLK – “Den ondes fingrar” (EP)
(Nordvis) Erik Gärdefors si spinge oltre, oltre quel folk black espresso con il suo progetto Grift il quale l’anno scorso ci ha regalato il bellissimo “Arvet” (recensione qui); ora è tempo di abbracciare altri confini, andando (altro…)
OSMIUM GUILLOTINE – “A Million to One”
(Autoproduzione) Con una copertina che definire naive è dire poco, ci arriva in redazione il secondo disco degli inglesi Osmium Guillotine: metallo classico sgangherato e fatto per divertirsi, ma per lunghi passaggi decisamente efficace. (altro…)
BURNING WITCHES – “Burning Witches + Burning Alive” (Reissue)
(Nuclear Blast Records) Le cinque streghette svizzere hanno appena pubblicato l’ottimo “Hexenhammer” (recensione qui), il loro debutto alla corte della Nuclear Blast. Considerando che la band è in giro dal 2015, la carriera è stata piuttosto veloce… e, (altro…)
HOLOCAUSTO EM CHAMAS – “לָשׁוֹן הַקֹּדֶשׁ”
(Harvest Of Death) Dopo il buono split del primo semestre del 2018 (recensione qui) tornano i portoghesi, questa vota con un album completo. Vengono qui ribadite in pieno le sensazioni datemi nella recensione precedente, ossia malvagità (altro…)
HEAVY GENERATION – “The Spirit Lives On”
(Sliptrick Records) Con una immagine ironica, a metà fra il true metal e il post-apocalittico, i milanesi Heavy Generation danno vita a un debut frizzante e coinvolgente, che rilegge con stile e buone capacità i cliché del metallo classico (altro…)
ARCH ENEMY – “Covered In Blood”
(Century Media Records) Inutile negarlo, gli Arch Enemy sono una bands controversa. C’è chi li odia. C’è chi li odia a partire dalla fuoriuscita di Johan Liiva e la conseguente decisione di avere una frontwoman. Poi c’è chi li odia dall’avvento (altro…)
FARSOT / COLDWORLD – “Toteninsel” (Split)
(Prophecy Productions) Due black metal band che suonano il genere in maniera affatto canonica, si cimentano in questo split virtualmente collegato al dipinto di Arnold Böcklin “L’Isola dei Morti”. I Farsot si sono ispirati al dipinto del simbolista (altro…)
KILMARA – “Across the Realms of Time”
(ROAR – Rock of Angels Records) Gli spagnoli Kilmara, che in passato hanno pubblicato anche per la Sony iberica, propongono oggi il loro quarto album: il nuovo cantante è lo statunitense Dani Ponce. I nostri propongono un melodic metal dal sound e dall’immagine giovanile e ruggente. (altro…)
MALEVOLENT CREATION – “The 13th Beast”
(Century Media) Phil Fasciana è una garanzia; il chitarrista e leader dei Malevolent Creation porta avanti da ben trentadue anni e con invidiabile coerenza uno stile subito riconoscibile nel folto panorama death metal (altro…)
A PALE HORSE NAMED DEATH – “When The World Becomes Undone”
(Long Branch Records) La band dell’ex Type O Negative è tornata, ed è più Type O Negative che mai. Non solo per la complessa oscurità del sound, la fantasia creativa imprevedibile, ma per la fresca aggiunta (dal 2018) di due nuovi elementi: il chitarrista Joe Taylor (ex Doro) ed il batterista Johnny (altro…)
PHARAOH – “After the Fire” (Reissue)
(Cruz del Sur) Oltre ad essere il primo disco uscito per l’etichetta romana Cruz del Sur, “After the Fire” dei Pharaoh fu anche il primo platter per il quale scrissi una recensione: sono passati addirittura 16 anni da allora (era il 2003…), (altro…)
RUXT – “Back to the Origins”
(Diamonds Prod.) Terzo album per gli heavy rockers italiani, caratterizzati da un vocalist con una voce tale che decine di bands agli esordi, dopo averlo ascoltato, decideranno di cambiare mestiere: semplicemente Matt (altro…)
GRISLY – “The Spectral War”
(Xtreem Music) Il progetto Grisly nasce dalla mente del frontman dei Paganizer Rogga Johansson, figura molto attiva nella scena svedese, facendo parte di un imprecisato ed alto numero di band. Nel 2014, dopo la dipartita in seno ai Paganizer del bassista (altro…)
THEUDHO – “De Roep Van Het Woud”
(Heidens Hart Records) Il Belgio non è certo paese nuovo a gruppi che fanno del black metal, nella sua accezione più epica e pagana, il proprio credo. Formazioni come Ancient Rites ed Enthroned sono (altro…)
BLURR THROWER – “Les Avatars du Vide”
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Un black metal opaco, senza colore. Musica pesantemente sottoposta all’azione di sostanze caustiche. Un black esplicitamente francese il quale sconfina tematicamente nei remoti angoli polari del nord America, (altro…)
BULLFROG – “High Flyer”
(Grooveyard Records) Un album singolare, visti i tempi, perché “High Flyer” avvicina l’ascoltatore a dei musicisti allevati a quell’hard rock britannico che si rifaceva però ai canoni statunitensi. Se avete presente le origini dei Led Zeppelin, dei (altro…)
BEYOND THE BLACK – “Heart of the Hurricane”
(Napalm Records) Terzo album dei tedeschi Beyond the Black, “Heart of the Hurricane” è un buon esempio di symphonic metal collocabile all’incrocio fra Epica, Delain e Within Tempation. (altro…)
WOLFHORDE – “Hounds of Perdition”
(Inverse Records) Come è noto, la Finlandia è la nazione con più band metal in rapporto alla popolazione: dalla terra dei mille laghi vengono anche i Wolfhorde, autori di un terzo album che non convince del tutto. (altro…)
BLOODY TIMES – “On a Mission”
(Autoproduzione) Ho iniziato ad ascoltare i Bloody Times senza leggere la nota stampa… ma non ci ho messo molto a riconoscere l’impronta e poi lo stile, entrambi inconfondibili, di Ross the Boss! A guardare la truzzissima copertina ho sciolto poi gli ultimi dubbi… (altro…)
HATE SQUAD – “Reborn from Ashes”
(Massacre) Sette album dal 1993 ad oggi sono un buon traguardo per gli Hate Squad. Nel 1995 la band a un anno dal suo primo full length, salì sul palco del Dyanamo Open Air di Eindhoven. Un inizio (altro…)
LOST IN GREY – “The Waste Land”
(Reaper Entertaiment) I Lost in Grey rappresentano senza dubbio una sfida per l’ascoltatore. La band finlandese, qui al secondo disco, propone un symphonic metal che essa stessa definisce ‘theatrical’, e che dunque riverbera di influenze che vanno dal gothic al folk all’estremo; (altro…)
IRON LAMB – “Blue Haze”
(The Sign Rec.) Tra i migliori negli ultimi anni nella scena metal svedese, gli Iron Lamb pubblicano un nuovo e appagante album. Il loro metal and roll è fiammante, come una moto cromata lanciata (altro…)
ENCIRCLING WOLVES – “Equinoctial Manifestations” (EP)
(Antitheus Productions) Quello della coppia inglese è un black puro, oltranzista e nero se non fosse per il particolare che non va mai ad essere troppo accelerato. La batteria infatti macina tempi medi con un incedere corale e autoritario, una sorta (altro…)
BONEHUNTER – “Children Of The Atom”
(Hells Headbangers) Continua il viaggio dei Bonehunter nei meandri del black ‘n’ roll più tamarro e oltranzista. La miscela di alcol e blasfemia proposta rasenta lo stucchevole, ma nulla di più né nulla di meno mi sarei aspettato da un disco così se non un senso di (altro…)
WINTERDREAM – “Inner Lands” (EP)
(Autoproduzione) Da Salerno il duo gothic/symphonic metal Winterdream presenta il proprio lungo ep di debutto, pubblicato dopo una gestazione non breve, che piacerà a tutti i nostalgici delle sonorità di genere che dominavano la scena ormai qualcosa di più di dieci anni fa. (altro…)
I’LL BE DAMNED – “Road To Disorder”
(Drakkar Entertainment / Soulfood Music) C’è molta carne al fuoco all’interno di “Road To Disorder”. Carne gustosa e cotta a puntino, direi. I danesi I’ll Be Damned hanno infatti creato un disco davvero accattivante ed eclettico, non curandosi (altro…)
CIVIC SOMA – “Hybris”
(Boersma Records) Quante cazzate! Da qualche parte sulla cartella stampa c’è scritto ‘Psychedelic Rock’. O anche ‘Progressive Rock’… ma, credetemi, nessuna di queste due definizioni si avvicina all’assolutezza e alla genialità di questa band di (altro…)
EMIAN – “Khymeia”
(Imake Records) Parliamo oggi di un disco decisamente particolare! I campani Emian sono una vecchia conoscenza di MetalHead (qui recensione del debut “Aquaterra” e intervista relativa), che li riaccoglie più che volentieri per il secondo album “Khymeia”. (altro…)
TREES – “Trees”
(Svart Records) Metal? Zero. Blues? Forse. Folk? Qualcosa. Malinconia e nostalgia? In quantità… la malinconia e la nostalgia contenute nella magia dei boschi dell’est della Finlandia. Una band che si è formata da un (altro…)
NACHASH – “Phantasmal Trinunity”
(Shadow Kingdom) Debutto davvero affascinante quello dei norvegesi Nachash. La band proviene dalla Norvegia, da sempre patria del black metal. Ed è proprio orientata al black metal la proposta del terzetto scandinavo, eppure hanno poco a (altro…)
(Fastball Music / Normosis Rec.) Già conosciuti per “Ø” (
(autoproduzione) Dopo Fragments del 2016 (recensito