Ultra Violence: Ricevo dal loro manager l’EP, lo ascolto, sballo e ci butto giù una recensione da otto e mezzo. Non vado oltre con il voto perché tengo qualche proiettile per il full length. Nel frattempo ricontatto il loro manager, e chiedo un’intervista. La ottengo, e riesco a parlare con Andrea, chitarra solista. Volevo capirne di più. Sapete, in mezzo al marasma di bimbi minchia che circolano per le strade della città, esistono elementi diversi. Quasi dissonanti. Accordi stonati in una canzone sbagliata, di una colonna sonora che non dovrebbe esistere. Ma ad un certo punto ci si rende conto che non sono gli accordi ad essere stonati, ma sono le partiture che sono volgari scarabocchi che hanno preso il controllo delle nostre vite cercando di renderle patetici epitaffi di un’era musicale data per estinta. Gli accordi stonati si ribellano. Iniziano a dimostrare che quello che sanno fare. Come una divinità rinata di una religione apocalittica, ci danno nuova speranza, nuova forza. Una nuova preghiera da recitare. Roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza. (altro…)