APOCALYPSE – “Pedemontium”
(Earth and Sky Productions) Quanti di voi amano Bathory? Chi vi scrive certamente! Ma quanti di voi apprezzerebbero un disco che è fatto, letteralmente, di ritagli (altro…)
(Earth and Sky Productions) Quanti di voi amano Bathory? Chi vi scrive certamente! Ma quanti di voi apprezzerebbero un disco che è fatto, letteralmente, di ritagli (altro…)
(Purity Through Fire) Quindici anni di attività nera per il duo francese che onora la ricorrenza attraverso il settimo album. Sempre nel segno del black metal dalle fattezze oscure e con temi melodici pagan e dunque epici, old style quanto dalla resa sonora estesa su principi underground. Un sound torbido che (altro…)
(Art Gates Records) Se “Sinergía” aveva dato l’impressione che gli Ankhara stessero vivendo una seconda giovinezza, dopo l’exploit di inizio anni 2000, questo “Premonición” offre invece la sensazione di una band meno tonica, che (altro…)
(Cyclic Law*) La multistrumentista di San Francisco Leila Abdul-Rauf pubblica il suo quarto album solista. Già componente di altre band e progetti, tra i quali Vastum, Ionophore, Cardinal Wyrm, Fyrhtu, LAR si distingue per la sua capacità di suonare il basso (altro…)

(Steamhammer / SPV) In questo periodo di noia mortale dovuta all’assenza dei concerti, una bestia da palcoscenico come Axel Rudi Pell (e compagni), semplicemente si rifiuta di fare un nuovo disco, visto che l’ultimo “Sign Of The Times” (recensione qui) non è ancora stato portato in tour. (altro…)
(M2BA) Accanto a “Крещение огнём” (titolo inglese ufficiale “Baptism by Fire”), nei mesi della pandemia i russi Aria hanno ri-registrato con la nuova formazione anche “Армагеддон” [titolo inglese ufficiale: “Armageddon”], uscito originariamente nel 2006 e, per quello che (altro…)
(M2BA) Gli Aria, le bandiere del metallo russo, hanno approfittato della pandemia per ri-registrare con la nuova formazione alcuni album degli anni 2000: “Крещение огнём”, titolo ufficiale inglese “Baptism by Fire”, fu pubblicato originariamente nel 2003, e viene ripresentato con una bonustrack. Per (altro…)
(Pride & Joy Music) Questa è la prima band che mi capita di recensire a provenire da Gibilterra! Gli Angelwings, qui al secondo disco, propongono un symphonic metal estremamente ricco e fascinoso. Si inizia con gli oltre dieci minuti di “Genesis”, che tiene dentro tante cose, ma lo fa bene: alle (altro…)
(Century Media Records) Dopo avere letto Thomas Ligotti, un romanziere horror con temi vicini a quelli di H.P. Lovecraft, il cantante degli At The Gates Tomas Lindberg ha preso a scrivere il concept di questo nuovo album. Soprattutto è stato il romanzo “La cospirazione contro la razza umana” – in Italia pubblicato (altro…)
(Metalville Records) L’etichetta di Colonia assembla un tribute ai The Sisters Of Mercy con qualche band di grido e non, per un prodotto finale che risulta essere piacevole. Atrocity, Paradise Lost, Cradle Of Filth, Crematory, Kreator sono alcuni dei quindici nomi* coinvolti in questo ricordo di Andrew Eldritch, la (altro…)

(Karisma Records) Terzo album e terza reissue della Karisma per la prog band di Oslo. Questo album uscì all’inizio del secondo decennio del nuovo millennio dopo l’ingresso in line up del virtuoso dell’Hammond, Stig Arve Jørgensen. La sua influenza portò gli Arabs in Aspic verso territori più prog, più tecnici, anche più atmosferici, lasciando leggermente indietro la componente doom metal, direzionando la band verso lo stile odierno, quello percepibile su “Madness & Magic” dell’anno scorso (recensione qui). (altro…)

(Karisma Records) Continua il percorso di ripubblicazioni, con remaster, dei primi capitoli dei norvegesi Arabs in Aspic, tornati ‘a casa’ con la Karisma Records in occasione dell’ultimo album (recensione qui). Rispetto al debutto “Identity” (recensione qui) le cose diventano più elettriche, più frizzanti, più heavy, più pungenti, più ricercate, cosa invitante visto che parliamo del primo full length vero e proprio. (altro…)

(Karisma Records) La Karisma Records qualche mese fa ha accolto nel suo roster i progsters norvegesi Arabs in Aspic i quali, lungo la loro brillante carriera, sono stati accasati con la Børse Music, con la Apollon e pure l’italiana Black Widow Records. (altro…)
(Karisma Records) La Karisma continua il percorso di revisione dei vecchi lavori degli Airbag, i quali tra le altre cose, l’anno scorso hanno pubblicato l’ultimo “A Day at the Beach” (recensione qui), sempre con Karisma, come tutta la loro discografia. Icona del prog norvegese, la band di Oslo vive una dualità tra presente e passato grazie al lavoro intenso dell’etichetta, la quale con queste riedizioni punta a riportare su vinile edizione limitata, con relativo remaster, tutti gli album di questo act unico e particolare. (altro…)

(Avantgarde Music) A volte mi chiedo cosa diavolo facciano alcune band durante quei lunghissimi periodi di inattività discografica o completo silenzio. È il caso degli svedesi Ancient Wisdom, i quali dalla metà anni novanta fino al 2004 hanno pubblicato ben quattro album, per poi sparire nel nulla, verso l’oblio. (altro…)

(Concorde Music Company) Discopiuttosto piatto, questo “Life’s Phenomenon”: dalla prima all’ultima traccia, la descrizione che un recensore potrebbe fare sarebbe pressoché sempre la stessa. (altro…)

(Despotz Records) I danesi Angstskríg sono una band nascosta dall’anonimato, un duo il quale, in questo album di debutto, ospita una vasta gamma di amici molto noti sulla scena. Tra loro, infatti, Attila Vörös (Strength of Will, ex Týr, ex Satyricon, ex Nevermore), Frédéric Leclércq (Kreator, Sinsaenum, ex DragonForce), Mathias Lillmåns (…and Oceans, ex Finntroll), Tomas Elofsson (Sanctification, Berzerker Legion, ex God Among Insects) e Sylvain Coudret (Soilwork). (altro…)

(Nuclear Blast Tonträger Produktions- und Vertriebs GmbH) Non sono un amante degli album dal vivo (salvo qualche rara eccezione) e tanto meno dei live DVD… e questo per un semplice motivo: a me piacciono concerti reali, quelli nei quali devi conquistarti la prima linea, quelli con il sudore, l’alcol, le luci, il rumore, il volume. I concerti veri. (altro…)
(Epictural Production) Dopo un EP e uno split con Ombre, Au-Delà registrano il primo album e con buoni risultati. In formazione sono in tre e con ancora dei progetti attivi, come Karne e Malevolentia, palesando il black metal con seminali influssi thrash metal, attraverso un suonare (altro…)
(Iron Bonehead Productions) Nel metal il terzo album ha sempre un significato, quello di essere una prova per chi lo esegue. O si sfonda, o si affonda… diciamo che gli Abythic affondano, ma non in quel senso. Affondano il proprio suono in un sostrato doom molto accentuato, che poi però va a foraggiare un impianto sonoro molto più vicino al death svedese della prima ondata. (altro…)
(Metal Blade Records) È appunto il decimo album di questa colonna del thrash europeo guidata ormai dal solo Michael Stützer, valente chitarrista che ha visto la scomparsa di suo fratello Morten nel 2019, anche lui chitarrista e membro fondatore della band. Con Stützer a tenere ben solido il nucleo attorno al quale poi ruotano gli elementi della band, anche il (altro…)
(Music for the Masses) Ricordo ancora quando, nel 2011, uscì “A new Day”, il sesto album degli Arachnes: i fratelli Caruso si presentavano ancora una volta in grande spolvero, ma forse la grande stagione del power/prog italiano era ormai finita, e infatti il disco ebbe una diffusione relativamente limitata (uscì in poche copie fisiche). Per (altro…)

(Satanath Records / Dark Terror Temple) Band americana, etichetta russa e suoni… mesopotamici! Il quarto album degli Akhenaten, il duo dal Colorado, è tutt’altro che semplice, anzi, risvolti di death metal tecnico e melodico che si fondono pregevolmente con sonorità dal gusto medio-orientale, divagando in un concetto di folk palesemente sommerso nei meandri oscuri del death. (altro…)
(Elevate Records) Che bella sorpresa (per me, dato che sono attivi da oltre vent’anni) i serbi Alogia! Questo è il sesto disco dei balcanici, il secondo in lingua inglese, ed esce a ben sei anni di distanza dal precedente: (altro…)
(Apollon Records) Dietro a questo progetto solista si cela Krizla, il flautista dei norvegesi Tusmørke. Per quanto eclettici ed imprevedibili, i Tusmørke spaziano tra folk e prog rock… ma questo percorso solitario del loro membro cambia completamente direzione, allontanandosi completamente dalla musica della band principale. (altro…)

(RC Inst Fringe) Un tempio dello shred. Un santuario di licks, un rituale di corde torturate, bending senza pietà, assoli iper veloci, fraseggi suggestivi e penetranti, melodie avvincenti che abbracciano stili diversi, dall’occidente all’oriente, dagli anni ’70 ad oggi…. in un tripudio di emozioni, di sensazioni, di viaggi, di sogni e di incubi. (altro…)

(Melodic Passion Records) I dark progressive rockers di Stoccolma potranno non essere particolarmente noti fuori dalla patria, ma nel 2016, con “Adrenaline Kiss”, superarono i grandi Opeth nella classifica nazionale del miglior album dell’anno, quando la band di Mikael Åkerfeldt pubblicò “Sorceress”. (altro…)
(Napalm Records) Dopo un solo singolo, gli Ad Infinitum si sono immediatamente accasati presso la Napalm Records, che ha dato loro massima fiducia nella pubblicazione del debut. E direi che la fiducia è stata ben riposta: (altro…)

(Arising Empire) Probabilmente sconosciuti al mondo metal e specialmente al di fuori della nativa Germania, gli Antiheld hanno seguito un cammino strano ed inusuale per una giovane band. Formatisi nel 2014 come rock/pop band con testi quasi esclusivamente in lingua madre, sono arrivati immediatamente e in modo quasi traumatico al successo… dal garage agli stati in men che non si dica… per poi tornare con i piedi per terra, forse in quel garage… il percorso opposto di qualsiasi altra band che raggiunge qualche forma di notorietà. (altro…)
(AFM Records) Dopo il discreto “Life Is Not Beautiful” (recensione qui), i finlandesi Arion si ripresentano in pista con un disco ancora più ammiccante e rifinito, tentando di conquistare al metal i millennials. (altro…)
(Satanath Records / Duplicate Records / Black Blood Records) Duo composto dal batterista e tastierista russo Aleksey Korolyov (ex Taiga, anche boss della pubblicante Satanath Records) e dal tedesco Tino Thiele (boss della Ewig Records oltre che attivo con Metamorph, Wulfgar, Phreneticum e altre band/one man band), impegnato in un black dal sentore atmosferico, drammatico, con interessanti divagazioni doom. (altro…)
(Pride & Joy Music) Incorniciato da una copertina veramente punitiva, il secondo album di questo ‘Projekt’ (esatto, con il termine in tedesco) vede protagonista la cantante tedesca (ma di stanza in Bulgaria) Ani Lozanova, che aveva debuttato sulla scena metal nell’ormai lontanissimo 2011. “A Time Called Forever” contiene (altro…)
(Godz Ov War Productions) Debutto per i canadesi che sciorinano il death metal con dei riff veloci, turpi, tenebrosi e con qualcosa che rievoca gli Slayer degli esordi ma in una versione estrema. Quell’aria malsana e malata si ode nelle ispirate, veloci e dai toni degnamente death metal dei (altro…)
(Autoproduzione) Dopo anni di onorata militanza nei Dragonhammer, il chitarrista romano Max Aguzzi si è messo in proprio e lancia con questo EP la propria carriera solista. (altro…)
(Purity Through Fire) La matrice tedesca nel black metal degli austriaci Aussichtslos (il nome vuol dire qualcosa che è senza speranza, quanto ‘futile’) è ben percepibile, nonostante questo sound aggressivo ed epico (altro…)