Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
SHY OF A SPARK – “Escape”
(Joe Black Prod.) L’opener “Off the Record” ci mette di fronte a un alternative rock-pop abbastanza agile, vagamente collocabile nei paraggi dei Nickelback. La seguente “The Gardener of Eden” mette (altro…)
(Pride & Joy Music) MetalHead ha un lungo e articolato rapporto con i Secret Rule: nei nostri archivi troverete infatti recensita tutta la discografia della band romana, dal debut “
(Inverse Records) della serie: ”quando l’hardcore si tinge di nero”…. Scherzi a parte, i Vvorse davvero hanno tentato l’intentato, ossia fondere suoni quasi black con un timbro decisamente hardcore. La batteria è saldamente
(Napalm Records) Il thrash dei Legion Of The Damned è da sempre in fermento, visto che la band flirta vistosamente con il death e il
(Sliptrick Records) Quinto album per i punk rockers statunitensi Doghouse Swine, terzetto in circolazione da una ventina d’anni, ma da quanto sto ascoltando, l’entusiasmo e l’energia non sono affatto scemati. La ricetta è
(BadMoodMan / Solitude Productions) Devo procurarmi al più presto l’intera discografia degli Helevorn. Conoscevo la band spagnola di nome, ma non ho mai avuto modo di ascoltarla approfonditamente, nonostante la formazione proveniente da Palma de Maiorca
(Season of Mist/Underground Activists) I canadesi Revenge sono resistiti indomiti fino ai giorni nostri. Quasi due decadi di musica estrema per scelta, suonata con un feeling rinoscibilissimo e mai completamente
(Boersma Records/Soulfood) I Praying Angel portano avanti il verbo del death metal puro, quello che all’origine era tecnico ma non lo faceva sentire troppo, era blasfemo e maligno, ma con un che di composto. Non c’era il caos infernale del
(Iron Bonehead Productions) Mini album di debutto per Cosmic Void Ritual, one man band statunitense, partorita dalla mente del misterioso personaggio Unknown Entity. Dalle tematiche fanta-horror affrontate e visto il personaggio che si cela dietro ad esse, mi sarei
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) I parigini Pensées Nocturnes sono dei devastati che classificano la loro musica com ‘Déglingué Black Metal’… il quale, in italiano, vuol dire più o meno ‘black metal sgangherato’. Tecnicamente si tratta di una one man band, la quale dopo cinque dischi
(Antichrist Magazine) Tra le tante iniziative di
(Iron Bonehead) Gli Eadem danno proprio l’impressione di sapere quello che fanno. Il loro è un black a tratti molto contorto e distopico, sembra a volte che la canzone vada in una direzione mentre una parte di essa devii per una strada parallela. In quasi tutte
(High Roller) Fra le tante, tantissime formazioni che suonano NWOTHM, gli spagnoli Hitten hanno certamente il potenziale per ritagliarsi un posto al sole. La band iberica, ma guidata dal nuovo singer italiano Alexx Panza, compone infatti un disco che si fa notare per la freschezza del songwriting
(SPV) Sembra che il terzo album live dei Raven, testimonianza di uno show tenuto in Danimarca alla fine del ’17, sia stato registrato ad insaputa della band stessa: ma anche se i nostri l’avessero saputo, non credo si sarebbero fatti problemi formali, dato che nessuno può mettere in dubbio la diretta spontaneità
(Drown Within Rec.) La Drown Within ha fiuto o molto semplicemente sceglie e valuta le band che si muovono nei limiti del genere metal con sue ibridazioni. I The Blank Canvas ad esempio, incrocio tra post metal, crossover, industrial. Un
(Sentient Ruin) “Begotten” è un esperimento mediatico che in pochi hanno visto o che sono riusciti a vedere. Un visionario documento audiovisivo che racconta della genesi del mondo e della religione. Le immagini oniriche e nel contempo stranianti e bizzarre all’inverosimile hanno portato a ridefinire il
(SoundAge Productions) Dopo il convincente EP “
(Massacre Records) Terzo lavoro per i belgi Lemuria… il quale arriva a ben nove anni dal precedente “Chanson de la Croisade”. Una lunga pausa, lunghissima, ma almeno si nota che i contenuti del nuovo lavoro sono complessi, elaborati, sicuramente una composizione che ha richiesto impegno, cura e molto
(Limb) Con “
(Iron Bonehead Productions) I Pa Vesh En si avvicinano pericolosamente ad un ideale sonoro perpetrato dalla branca più oscura del black sotterraneo, vale a dire la cacofonia pura. L’ascoltatore infatti resterà di certo spiazzato da quanto indecifrabile
(Einheit Produktionen) Un punto di vista particolare relativamente a black metal ed elementi di musica classica. I Ferndal giungono al secondo lavoro, il seguito del disco omonimo di due anni fa, e nonostante siano freschi (fondati nel 2016) sicuramente dimostrano di essere molto attivi e creativi,
(Revalve Records) Dopo “Mythmaker” e tre album ben suonati, non era assodato che i Tragodia si rimettessero nel quarto full length. Invece l’asticella dei bresciani è stata spostata nuovamente in avanti, con un buon
(Saturnal Records) Il black metal di questo gruppo finlandese è molto pittoresco, quasi confusionale. Il cantato è tanto personale e assieme ai riff diretti e veloci sembra appartenere più al thrash vecchio stampo che al black propriamente
(Divebomb Records) One-man band del polistrumentista dell’Ohio Andrew D’Cagna, che fra le altre cose è da poco il cantante degli Icarus Witch, gli Ironflame mi hanno stupito con il loro heavy/epic metal di pregevole fattura:
(Hells Headbangers) Da sempre una buona band, con una carriera che dura da oltre trent’anni e con sette album in ventisette anni contrassegnati, da un thrash-death sempre ben smaltato e con buone melodie. Si ripetono ancora oggi i
(Revalve Records) Seconda prova in studio per il quintetto di Grosseto che con “Through The Mirror” riparte da quanto di buono aveva mostrato nel dedutto del 2016 “Are You Alive?”. Visti di spalla a formazioni
(Fighter Records) Ancora Spagna, ancora Fighter Records, ancora metal in spagnolo: la lista delle band iberiche messe sotto contratto da questa etichetta si allunga ancora, e le proposte finiscono inevitabilmente per somigliarsi un po’ tutte…
(Helldprod Records) Gruppi così possono far sorridere i non addetti ai lavori: non si sa nulla sui componenti del gruppo, non si sa nemmeno quanti sono i componenti, non si sa quando e dove hanno registrato e non si sa il loro fine
(W.T.C.Productions) Questa atroce oscurità cala dalla Finlandia in occasione del quinto album in studio. Per Shatraug, chitarrista che regna negli Horna, e per tutti gli altri della band, “Unbound” è la prova
(Rockshots Records) I Malacoda sono un gruppo alquanto particolare. Vagamente ancorato alla musica d’atmosfera e da film, possono essere descritti indicativamente come un ideale punto d’incontro tra i Novembre e i Dream Evil.
(Nordvis Produktion) Quinta release in un anno per questo progetto dungeon synth / dark ambient svedese. Musica dolce, romantica, malinconica e sicuramente adatta al periodo invernale, musica in linea con le origini di Mortiis,
(Alcyone Records) Si danno molto da fare, i Serpent Lord: questi ragazzi ellenici all’esordio curano molto immagine e sito, e il loro occult heavy metal si fa sufficientemente godere nella sua ricerca di un risultato innovativo che sia comunque ortodosso e rispettoso dei grandi nomi del passato.
(Autoproduzione) Dopo un lungo silenzio, che monta addirittura al ’12, i francesi Fenrir pubblicano il loro secondo full-length: prima nota positiva è la bellissima copertina. “A red Sun rises” media bene fra le diverse influenze del sound, che si muove fra gli Ensiferum nei momenti più tosti
(Indisciplinarian) Con il loro debutto, gli Alkymist entrano di prepotenza nel doom di classe. A più riprese ho ascoltato questo lavoro e devo dire che la commistione tra rock settantiano e doom moderno mi ha spesso ricordato i Moonspell di “The Antidote”, una