Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
EDVIAN – “2012”
(Total Metal Records) Uscito in Russia il 20 dicembre 2012, un giorno prima della ‘temuta’ data della profezia Maya, ma diffuso nel resto d’Europa soltanto in questi giorni, “2012” è il debut della progressive metal band Edvian, nata attorno all’interesse dei due fratelli Plitkinyh. (altro…)
(Southern Brigade/Scarlet) Dopo un silenzio discografico abbastanza lungo tornano in pista i pugliesi Godyva: questo “Alien Heart” succede a “Planetarium”, del 2008, e ci mostra la formazione in grande spolvero nel suo gothic dai colori vivaci e moderni. Ci sono due “Apocalypse Fire” in scaletta,
(Listenable Records) Fin dalle prime note si capisce subito che i Supuration non sono una band come le tante presenti in circolazione che si pongono con il loro death metal e fine. Certo si parla di metallo estremo ma oltre al death più old school, con suoni granitici, letali, costituiti con distorsioni
(Forbidden Records) C’è un pianoforte elettrico che suona in solitaria in questo lavoro di Goatcraft. È come una nenia che monta e si plasma in melodie successive, tutte gravi, inquiete e inquietanti, fredde e oscure. Il texano Lonegoat ha concepito questi pezzi nel 2012,
(Listenable Records) Nel 2011 “VO1D”, EP in download gratuito, e poi l’EP “Chokehold” l’anno seguente e a febbraio un altro, “Teeth”. Attesa finita e cinque anni dopo gli australiani The Amenta arrivano sul mercato con un nuovo album. “Flesh Is Heir” si è fatto attendere, ai The Amenta
(Blasphemy World Wide Records) Il grindcore è una frangia del metal estremo decisamente controversa e di nicchia, come ho già sottolineato in passato; la sua schiettezza, il suo sound crudo e brutale ed il suo immaginario splatter lo rendono un’influenza basilare per band moderne
(Heart Of Steel Records) Epici! Gloriosi! Agguerriti! Fanno un power metal estremamente teatrale e sinfonico, e sembrano discendere come una devastante legione da qualche posto disperso nelle terre glaciali del nord. Ma sono brasiliani e, davvero, sanno suonare ed hanno un gusto melodico
(My Kingdom Music) Dopo sei anni da “Give Us the Power to Do Your Evil” e diciotto anni di carriera, ecco che Ingar Amlien pensa e registra un nuovo album. Con lui c’è il batterista Kjetil Hektoen e Rebo, tastiere e chitarre. Per l’occasione sono stati reclutati anche Kjell Arne Hubred,
(Croner Records) Dopo un EP autoprodotto nel 2007, da Kalle Niininen alla chitarra e Jarkko Lunnas alla batteria, i finlandesi Damnation Plan sono cresciuti, fino a trovare un’etichetta italiana per “The Wakening”, debut album realizzato tra la casa di Kalle Niininen, il D-Studio (la batteria)
(Autoproduzione) “Golem” era il primo album, “Revelations” questo secondo full length. I lombardi Loud Nine hanno qualcosa di magico nella loro genetica musicale. La band nacque con istinti stoner (la canzone “Carson” lo lascia capire), oggi la delfinerei sull’alternative rock, anche se molto spesso
(Cruz del Sur/Audioglobe) Non sarò mai abbastanza grato alla Cruz del Sur per la sua riproposizione dell’intero back catalogue dei Pagan Altar: “Mythical and Magical” è il terzo disco, apparso originariamente nel ’96, ma riempito di materiale scritto addirittura entro il 1983,
(My Kingdom Music) Chi frequenta i “bassi fondi”, o meglio l’underground del metal, in particolare di quello estremo, forse si ricorderà di Apolokia. Progetto italiano di black metal nato a metà anni ’90, grazie a Blackfrost e al quale poco dopo si affiancò Verminaard
(Napalm Records) Atmosfere uniche. Sensazioni uniche. “Un altro” album molto bello ed estremamente ricco a livello emozionale. Il quarto capitolo di questa storia Austriaca, di questa band diversa dal resto, originale, perfetta. I Serenity li seguo dalle origini, ed ogni album è sempre
(Listenable Records) Amanti del progressive metal drizzate le orecchie: questo omonimo lavoro dei The Omega Experiment è pane per i vostri denti: in esso trovate il progressive puro e cristallino che anima i vostri ascolti, partendo dalla lezione di band leggende degli anni 70 come Genesis e Yes
(Tmina Records) Nonostante sia solo un EP di quattro brani questo lavoro degli svedesi Fisherman’s Death appare comunque più che eloquente; il loro sound è orientato sul filone del death metal di matrice scandinava, ripreso ed attualizzato attraverso un songwriting dinamico, creativo ed originale.
(Seventh Rule) Sono di una zona rurale del Texas i tre Eight Bells. Chris Van Huffel è un batterista dallo stile selvatico e comunque sufficientemente tecnico, ma libero di colpire in sequenze proprie e stilisticamente molto anni ’70, cosa ovvio visto il contesto da jam session
(PRC Music) Nel 2014, in febbraio, gli ungheresi Gutted pubblicheranno il quarto album e intanto per onorare l’ingresso nel roster della canadese PRC, ecco uscire una release di tre pezzi. Il primo è una semplice intro, “Cosmos of Humans” è una raffica di blast beat estremi, riff affilati e sweep e assoli
(Nuclear Blast) Non ho paura di dire che io detesto i Soilwork, del resto negli ultimi anni mi sembra abbiano anche spaccato la critica. Non ho nulla contro di loro, ma io mal sopporto il nuovo melodic death metal. Tuttavia non ho nemmeno difficoltà a chiarire che “The Panic Broadcast”
(My Graveyard/Masterpiece) Un paio di anni fa ricordo di essere stato positivamente colpito dall’esordio dei Dumper: “Rise of the Mammoth” era un disco di heavy metal classico, a forti tinte anni ’80, con qualche elemento di rock stradaiolo che rivelava bene la caratterizzazione fortemente
(Forbidden Records) Di Sleepwalker si era scritto in un suo
(Hellthrashers Production) Ci avrei scommesso dei soldi, durante il primo ascolto (quello in cui solitamente non guardo nemmeno il titolo della release), che gli Into Darkness fossero una band americana. Una di quelle minuscole band estreme della Pennsylvania o del North Carolina
(Nuclear Blast) Rieccoli. Nono capitolo per questi svedesi devastati. Portatori (non sani) di quella malattia nata negli anni ’80 e chiamata glam, sleaze, street-metal, o più semplicemente hard rock. Loro sono i Motley Crue del post atomico, loro sono i Ratt del nuovo millennio,
(Autoproduzione) Probabilmente “Octocrura” è stato una specie di work in progress per i D8 Dimension. La voglia di registrare un EP si è tradotta in una serie di composizioni, sette, che hanno portato a totalizzare oltre mezz’ora di musica. Più di tutto, per ammissione della band, il sound è passato nel giro di un anno dall’essere un metal moderno
(Artifical Sun) Sono una industrial cyber metal band russa gli Absenth, esistente da oltre 10 anni e giunta con “Erotica 69” al terzo album. Devo riconoscere che gli Absenth hanno un sound interessante, e scriverò poi perché, ma hanno avuto la discutibile idea di piazzare 13 canzoni nell’album e arrivare a quasi un’ora di musica.
(Autoproduzione) Eric Horner, musicista un po’ strano, un po’ pazzo. Sicuramente qualcosa di strano ci deve veramente essere, visto e considerato che è chitarrista session per Vrangsinn sul territorio USA. Ma Eric Horner non se ne sta li ad aspettare Vrangsinn.
(Selfmadegod Records) Sono una oscura e nuova band dell’Illinois i Terminate. Esistono da appena tre anni e hanno fatto i tre primi passi necessari per la loro carriera, cioè un demo, un EP ed ora il debut album. I Terminate si fanno portavoce di un death metal degnamente old school
(Candlelight Records) Un album puramente anglosassone questo “The Giants of Auld”, prchè licenziato da una prestigiosa etichetta inglese e realizzato da una band scozzese. I Cnoc An Tursa sono di Falkirk e “The Giants of Auld” è l’album di esordio, fin troppo esplicito nella direzione
(Heart Of Steel Records) Godimento totale! Se amate quei suoni hard rock che vedono come massimo esponente il Sig. David Coverdale, allora gli Alicate sono esattamente ciò che fa per voi. Non so se fanno roba nuova, o meno, se sono originali o meno, se apportano qualcosa di nuovo,
(Collectors Dream Records) Credo che i vostri soldi li possiate spendere altrove. E se li avete già spesi per “Southern Rock Masters” nel 2008, non ha proprio senso spenderli di nuovo per avere la stessa identica cosa, con una copertina leggermente differente. Ennesima mossa commerciale,
(Retrospect Records) Finalmente del sano, puro, vero, schifosamente diretto e piacevole hard rock! Dave Saker, chitarrista dei Bad Boy Eddy si propone con un’ora e dieci minuti di roba perfettamente compatibile con la golden age degli anni ’80, dove imperversavano,
(Pubishment18 / Andromeda) Riffs micidiali in quantità industriale. Prodotti in serie, catena di montaggio con turni di notte, tonnellate di metallo vomitate da una immonda fabbrica di violenza. Questa è musica che spacca. Tempi frulla-budella proposti in comodo formato slavina.
(Indie Recordings) Davvero enigmatico. Strano. Quasi assurdo. I Norvegesi In Vain ritornano con il loro death metal progressivo ed avantgarde, e lo fanno con un disco ancora una volta complesso, elaborato, tecnico ma dannatamente chiaro, diretto, efficace. Un’ora di musica che affonda le basi
(AFM Records) Alex Beyrodt è uno di quei chitarristi che non sta mai fermo ed è coinvolto in decine di progetti (soprattutto legati a Mat Sinner): la band Voodoo Circle è l’unica, fra le sue attività, della quale sia assolutamente ‘titolare’. Con questa formazione ha già pubblicato due ottimi dischi
(Discouraged Records) Credo che questo mese di marzo mi porterà a dovermi confrontare con qualche band su di giri e folle, gente quanto meno estrosa e con modalità fuori dagli schemi. Inaspettatamente sono i Bong 64 il primo esempio. Loro provengono da Luleå, in Svezia, e presentano un sound