TUSMØRKE – “Osloborgerlig Tusmørke: Vardøger og utburder, vol. 1”
(Karisma Records) Terzo disco in dodici mesi per questi eclettici pazzoidi di Oslo. La band palesemente è iper-produttiva, così tanto e così intensamente da riuscire a pubblicare un compilation di musica che non è riuscita a finire in un disco normale (ammesso che ‘normale’ (altro…)
(Dissonance Productions) I Tank sono stati un’istituzione nei primi anni della NWOBHM. Il terzetto, composto da Algy Ward alla voce ed al basso e dai chitarristi Mick Tucker e Cliff Evans fondevano il metal delle origini
(Indelirium Rec.) Oscuri figuri proveniente da realtà come If I Die Today, La Fin, Calvario e Lamantide che si sollazzano a far scontrare tra di loro crust, black metal e accenni di grindcore. Primo
(Human Detonator Records) Secondo capitolo di questa patetica trilogia olandese concepita sotto il livello del mare tra biciclette e zoccoli di legno, tra droga e prostituzione legalizzate. Perché fare una trilogia poi? Trilogia di cosa? Sarà solo una mossa commerciale? Dopotutto
(Steamhammer / SPV) Buon ritorno per Them, band nata come tribute a King Diamond, ma che in un paio di anni è riuscita a sviluppare un sound personale. Se nel debutto “Sweet Hollow” le influenze del Re Diamante erano ancora piuttosto palesi, in “Manor Of The Se7en Gables” esse
(Indie Recordings) Spensierati, scazzati e devastati questi rockers norvegesi. Fuori epoca, certo, avrebbero dovuto essere in giro prima di nascere… nel pieno degli anni ’80. Ma ciò non toglie che il loro rock’n’roll sia anche oggi molto sballato, molto sleaze, vagamente
(Kapitän Platte) Musicisti di alto livello dalla Norvegia. Musica strumentale, lounge e lo-fi di qualità stupefacente. Musica emozionale, stimolante, provocante e maledettamente sensuale. Quaranta minuti di vibrazioni sonore, ricche di dettagli,
(Sneakout Records/Burning Minds) Secondo album per The Sticky Fingers Ltd, formazione modenese che già ha dimostrato il proprio valore nel debutto, proponendo un heavy rock fortemente venato di blues decisamente diretto e
(Gates of Hell) Split di classic heavy metal ne arrivano pochissimi in redazione, per cui accolgo con piacere questo confronto fra i canadesi Traveler e i finlandesi Coronary:
(Pest Records) A tre anni di distanza dal precedente “Anthology Of The East”, si ripresentano sulle scene gli olandesi Tragacanth con la seconda prova in studio sotto l’egida dell’etichetta rumena Pest Records. Se nell’album di debutto ad
(Autoproduzione) Noto con piacere che la scena black metal americana sta ultimamente crescendo, sia in fatto di qualità che di personalità della proposta. Se anni fa sembrava emulare la scena scandinava, negli ultimi anni le band statunitensi hanno imparato a
(Osmose Productions) Sette anni son passati dal precedente “Apocalypse in Your Heart”, sette anni di evidente mutamento che trasparirebbe subito se qualcuno mettesse a confronto i due lavori. Perché il precedente cd era death, era black, era diretto, tracce
(Nuclear Blast) Settimo album per i losangelini Terror, che si presentano più incazzati che mai con tredici pezzi grondanti attitudine hardcore, furia thrash metal ed un sound annichilente per potenza e pesantezza. L’opener “This World Never Wanted Me” apre
(Agoge Records) Un romanticismo oscuro, una delicatezza malinconica. Il sapore del sangue che sorprendentemente si rivela dolce, invitante, inebriante. Un dark rock dalla deliziosa impostazione gotica, con una visione moderna la quale rimescola ed esalta sonorità dark
(Noise Appeal Records) C’è qualcosa di più oscuro del blues? Si, c’è. E si chiama The Ghost and the Machine. Sorprendentemente dai territori teutonici, questa band (di origine austro-tedesca) fa base a Vienna ed è una rivelazione stilistica, un rivelazione
(Steamhammer/SPV) Dopo il buon
(Eisenwald) Ammetto che adoro gli olandesi Fluisteraars. Il loro ultimo EP “Gelderland” (
(Indie Recordings) Gli inglesi The Osiris Club confermano la loro essenza sballata e fantasticante. Non solo sono strani musicalmente, ma a pochi mesi dal secondo album “The Wine-Dark Sea” (
(Svart Record) Sono finalndesi, sono in sei, quattro (a volte cinque) di loro suonano la chitarra. Sono la versione sconvolta della versione punk/kraut della versione elettronica dei Circle (ad esempio quelli di “Six Day Run”). Sono brillanti, scintillanti,
(Prophecy Productions) Noto anche come il coro vocale femminile della televisione di stato bulgara, The Mystery Of The Bulgarian
(Assurd Records e altre) Una sorta di pestaggio da parte del caos quello del trio veneto. Le andature di riff e ritmi a tratti anche le
(Inverse Records) Sesto album per la complessa e stravagante band australiana. Album lungo (un’ora ed un quarto!), contorto, intenso e dannatamente oscuro… ma coinvolgente ed entusiasmante. Sembra quasi impossibile che i The Eternal
(Indie Recordings) Desidero chiarire sin dal principio che a me personalmente che questo “Sum Of Forces” piace parecchio. Adoro infatti queste sonorità totalmente debitrici al Bay Area sound. Tra i solchi di questo secondo album, i
(Season of Mist) Provenienti dal Missouri, questa combriccola di musicisti che si fa chiamare The Lion’s Dauhgter, pesca l’ispirazione per il proprio metal da più fonti, affiancandovi
(Svart Records) Dopo cinque anni dal precedente “Manhole”, esce il secondo album per Throat. Attiva dal 2009, la formazione finlandese ha giù una nutrita discografia, tra demo, EP e split, mentre non si può dire che sia prolifica nel pubblicare full length.
(Iron, Blood & Death Corp.) Il poliedrico musicista Rogga Johansson, cuore e mente dietro al progetto Those Who Bring The Torture, torna a far parlare di sé con la pubblicazione del sesto album
(Seance Records) Negli split non bisogna far altro che accettare quello che arriva all’orecchio, cercando di carpire il più possibile di una realtà musicale partendo da un unico brano. Gli austriaci The Negative Bias aprono le danze con un brano
(Seance Records) Da qualche anno a questa parte, l’Australia si sta dimostrando una nazione in prima linea in ambito metal estremo. È dalla terra dei canguri che provengono le formazioni più marce, grezze e deliziosamente old school. Ed è
(Battlegod Productions) Dall’estremo nord della Norvegia arriva il secondo album dei Tomorrow’s Outlook (il primo, a giudizio di chi scrive non eccelso, è recensito
(Dissonance) La Dissonance si è lanciata da diverso tempo in un’ampia opera di ristampe, spesso con cofanetti affatto lussuosi o dal confezionamento esclusivo, al contrario
(Pavement Ent.) La title track è uno street rock svelto, trascinante. Chitarre chiare e riff con argento vivo, alimentati da un basso alquanto vispo. La canzone apre l’album e precede
(Werewolf Records/Hells Headbangers) Band black metal e dark metal (rispettivamente) che si uniscono per dar vita ad un intenso split puramente orientato all’ambient basato su sintetizzatori. Due brani di oltre venti minuti,
(Hells Headbangers) Uscita discografica secondo copione per questa splendida etichetta. Il gruppo in questione è al debutto per modo di dire, visto che bazzica il sottosuolo del Nuovo Continente da ormai tre lustri. In realtà poco è invariato
(EarMusic) Dopo l’uscita dai Nightwish, Tarja Turunen si è lanciata in una multiforme e indovinata carriera solista, che ha visto la composizione di dischi natalizi
(Volcano Records) I Sunburst sono l’esempio di come si possa omaggiare i Dream Theater stando sul leggero. Indubbiamente le linee vocali e il tono stesso della voce ricordano LaBrie, ma di certo le strutture canzoni proposte non vogliono