NECHBEYTH – “Coerce Creed MLP”
(Iron Bonehead) Che i Nechbeyth avessero qualcosa di particolare l’ho compreso a metà della seconda canzone, cioè “Ruination Conquest”. C’è una sorta di tensione nella musica della band, qualcosa che fa saltare i nervi, qualcosa di …caotico! Quando ho preso a leggere le note informative ho appreso (altro…)
(Memento Mori) I Decomposed di cui vi rendo conto sono svedesi, al secondo album in studio e “Devouring” arriva due anni dopo il suo predecessore, il quale non ho mai avuto il piacere di ascoltarlo. Questa nuova relesase è di quanto più prevedibile si possa trovare sul revival old school Swedish Death
(Autoproduzione / Cave Canem DIY) Per realizzare un album come “Batracomiomachia” occorrevano diverse cose. Di certo era necessario che a farlo fossero gli Autoblastindog, questo è ovvio, ma era pur necessario metterci dentro elettronica, grindcore, hardcore, sicuramente il crust, noise, inventiva e follia.
(Revalve Records) Ecco un album, uno dei tanti che si pubblicano qui in Italia. Una band, una delle tante che vive la propria storia con diverse difficoltà, come, in primis, avere una formazione stabile e coesa. “Whisperz”, ovvero la somma finale di questa formazione laziale che ha fatto e continua a fare
(Version Studio Records) Esistono delle band che sono capaci di raccontare una malinconia infinita, ma non in modo sfacciato e ripetitivo, come se nelle proprie inquietudine riuscissero a metterci un’estetica costruita. Avete presente i mai dimenticati The God Machine? Loro avevano eleganza, ma avranno scritto
(10th Legions Records) Intro fantastica, evocativa. Breve ma emozionale. Quiete seguita da tempesta, cioè un assalto sonoro possente e vestito di hardcore, metalcore e groove metal. I Before The Murder arrivano a questo debut album dopo un EP e un singolo. “Dharma” presenta una produzione stupefacente
(Autoproduzione) Rémi Vanhove nel 2009 creò questo progetto giunto questo anno al secondo album. L’autore, coadiuvato da altri tre colleghi, si ripresenta con qualcosa che tenta di presentare un insieme di idee quasi ‘metafisiche’. Gli Psygnosis fondono insieme più aspetti del metal, ma non è solo una questione
(Beyond…Prod. / Masterpiece) Il sound di Götheborg rivive nel debut album degli Ever-Frost, dominandolo totalmente e rendendolo schiavo di un death metal con velleità progressive o comunque di stampo tecnico. Aggressività e solidità, caratteristiche tipiche del death metal, rinforzate ed abbellite
(Autoproduzione) Gli Evil Never Dies dichiarano di essere dei thrashers nati nel 1990 e ispirandosi a Slayer e Overkill. Quando ho letto questa nota, in quel preciso istante è iniziato il riffing mostruoso di “V-TV”, opener dell’album. Quel genere di riff pieno, corposo, possente e maestoso, ma allo stesso tempo
(Autoproduzione) I 69 Shots hanno ancora molto su cui lavorare, ma almeno una base dalla quale partire c’è ed è in loro pieno possesso. Veneziani, attivi da pochi anni (Metalhead li conosce già
(Dark Descent Records) Esistono band che appena attaccano a suonare dalla prima canzone, riescono a comunicare da subito ciò che sono e ciò che l’ascoltatore può e deve aspettarsi. A questo principio si attengono i semi-sconosciuti Corpsessed, bestiale formazione death metal della Finlandia che arriva
(Nuclear Blast) I Mayan sono un combo olandese fondato da ex componenti di Epica e After Forever e come tale si dedicano ad un metal sinfonico, la cui variante metal poggia sul melodic death metal e il thrash. Con “Antagonise” però ecco che il carattere sinfonico prende spunti molto più pronunciati. L’aspetto di maggiore 
(Autoproduzione) Il nome della band lo trovo raffinato. La copertina dell’album è fantastica. La musica lo è ancora di più. Las Vegas da oggi non è solo la capitale del gioco e di chissà quante altre cose, ma diventa la dimensione urbana nella quale sono nati i Dinner Music For The Gods, ovvero un ensamble strumentale
(RA Recs) Sei minuti e poco più, tanto dura questo lavoro dei viterbesi Neid. Grinders agguerriti, cinici. Seppelliscono l’ascoltatore sotto una colata sonora che prende il nome di “Non Repetere Est Eereditas”. I brani sono cinque e prevedono la partecipazione di ospiti, come Cinghio (Hour of Penance, Buffalo Grillz)
(Noiseheadrecords) Già alcune release alle spalle, tra le quali un debut album, e una serie di concerti tra la loro Austria e poi Polonia, Svizzera e Rep.Ceca. Di spalla a In Flames, Suffocation, Heaven Shall Burn, Brujeria, ed ora il nuovo album, presentato attraverso un’etichetta che non presenta facilmente cose banali.
(PRC Music) Li ascoltai all’epoca di “Martyr” (
(Candlelight) Gli Shrapnel hanno il thrash metal nel sangue. Vuol dire che lo suonano in modo sentito, come se fossero in grado di mettere fuori la loro vera natura, la propria indole. Un’indole di puro thrash metal: nello stile, nelle rifiniture, nei singoli elementi, i musicisti, che ne costituiscono e decidono le parti.
Con il quinto album, “R-Evolution”, i Martiria hanno dimostrato ancora una volta le proprie incredibili capacità musicali… stavolta è della partita anche Vinny Appice, storico drummer per Black Sabbath, Dio e Heaven and Hell. Con lui, il leader Andy Menario e il paroliere Marco R. Capelli discutiamo del disco, dei testi, e del mercato discografico, con alcune interessanti considerazioni (che a titolo personale condivido pienamente) sul disastro incontro al quale sta andando il mercato musicale metal.
(Horror Pain Gore Death Prod.) Provate ad immaginare la fusione tra D.R.I., M.O.D., GG Allin, A.C., rinforzatela con il crossover, una manciata di Discharge e tanto caos. Abserdo è il nome di questa lega speciale fatta di cose certamente non nuove ma dannatamente seducenti per il loro grado infinito di pazzia, di estrema sintesi
(GB Sound Label) Come andrà sul mercato questo debut album dei Living Deäd Lights? Io ci scommetterei qualche soldo sulla sua riuscita. Taka Tamada voce e chitarra, originario di Kyoto, sforna parole di fuoco, Alan Dämien di Hollywood con la sua lead guitar arroventa il clima saturandolo di un flebile punk-rock, e tanto
(Delta Prod.) In Francia l’impasto tra hardcore, thrash, djent, death metal sta riversando fuori una serie di formazioni di un certo interesse. Non sempre i valori sono entusiasmanti, ma questo mélange di cose e stili sta attecchendo parecchio Oltralpe. Un nuova entità di questa soluzione musicale si chiama
(Autoproduzione) Un impasto sonoro di metalcore, groove metal e mathcore cinto da una sottile vena di progressive. Blast beat lanciati a mille all’ora e un cantato che dissemina odio e pathos ovunque. Gli Acts Of Tragedy sono il prodotto delle moderne tendenze del metal. Riff robusti e fragorosi (un po’ Pantera
(Ukem Records) I The Deathisodes sono una one man band che ruota attorno al chitarrista Alex Loader, il quale anche per questo album, come avvenuto nel precedente, si è prestato all’aiuto di alcuni musicisti di band britanniche, come lui, che per informazione completa riporto alla fine del pezzo. Loader si piazza
Piacevole chiacchierata con Diego, cantante dei When Icarus Falls, in cui si parla del loro ultimo ep “Circles”. Buona lettura!
(Goathorned Productions) I Neglektum provengono dalla Svezia e suonano un black metal tipico della loro nazione. Lo si capisce dall’opener e title track che per quasi nove minuti produce un buon mid tempo e un riffing che sa essere espressivo, anche nelle diverse accelerazioni, per altro molto stringate. Proprio la title track è una
(Autoproduzione) Provengo da una delle periodiche ondate thrash metal da ascoltare e valutare. Questa volta poche release mi hanno entusiasmato, solo qualcuna l’ho ben valutata perché organicamente il genere e la sua qualità viene tenuta ben alta. Debbo ancora constatare che nonostante tutto spesso e volentieri sono in pochi 
(Svart Records) “20th Adversary of Emptiness” contiene quanto fatto dai finlandesi Demilich dal 1991, anno del primo demo di una serie e l’unico album, “Nespithe” del 1993. La band viene celebrata dalla Svart con una riedizione della discografia in CD e vinile. Death metal band con un certo gusto nelle
(Fuzzorama Records) Quello che mi affascina di un album spesso è la sua omogeneità, cioè il grado di fusione degli elementi che lo compongono. Scrivere delle canzoni e dar loro quella parvenza di appartenenza ad un solo ed unico sound. Riflessione che mi sovviene alla metà dell’ascolto di questo album, il quale
(Mighty Music) Ho simpatia verso le band che caricano a testa bassa e ancora di più verso coloro che magari tentano di darsi ad un songwriting con un minimo di idee e variazioni, anche se alla lunga quella natura da tori incavolati viene fuori e non si tira indietro. I debuttanti danesi Roarback mi sembrano il crocevia di influenze
(This Is Core Music) Quando inizia, dopo l’intro, “Prayers Don’t Work” la prima impressione che si ricava è che questa band italiana abbia una sensibile capacità di creare un riffing semplice ma d’impatto o con qualche sfumatura melodica, nonostante la carica e l’aggressività mostrata. I Nameless non so bene in quale
(Autoproduzione) Thrash e crust insieme fanno faville. Una volta era crossover, a volte è più hardcore, in altre è più thrash. Dipende, dalle idee, dallo spirito, dalla sensibilità dei musicisti e dalla formazione che hanno. Gli Ural sono contaminati dall’hardcore/crust e le loro chitarre sono di granito, sfacciate e sporche, ma anche in