SODOM – “1982” (EP)

(Steamhammer / SPV) Nel 1982 un tizio minaccioso si rinchiuse in un cesso di stanzino nella decadente zona industriale fuori Essen con altri due tizi altrettanto poco raccomandabili ed iniziò a fare un gran casino. Quel gran casino venne chiamato “Witching Metal”, tanto per mettere da subito le cose in chiaro: metallo stregato… insomma roba pesante come il metallo e roba oscura, diabolica, connessa con qualsivoglia blasfemia lontana dalla salvezza divina. (altro…)
SHYLMAGOGHNAR – “Convergence”

(Napalm Records) Shylmagoghnar non è certo un act con molta visibilità nel panorama black internazionale. Nato come duo circa vent’anni or sono, il progetto ha poi proseguito per mano del solo mastermind olandese Nimblkorg, dando così vita ad una discografia poco frequente, se consideriamo i due decenni trascorsi. Un debutto nel 2014, un altro album nel 2018 ed ora, dopo cinque anni, ecco il lavoro che un po’ riparte da dove erano arrivati i due precedenti, chiudendo quel che secondo l’idea dell’artista è sempre dovuta essere una trilogia. (altro…)
SERENITY – “Nemesis AD”

(Napalm Records) Rieccoli! Più epici e travolgenti che mai… ancora una volta con una line up che muta (ora alla chitarra c’è Marco Pastorino anche di Fallen Sanctuary e Temperance), mentre in evidenza l’ospite d’eccezione, ovvero il leggendario Roy Khan (Conception, ex-Kamelot). Ed è proprio il brano con Khan, “The Fall of Man”, ad aprire con potenza, intensità ed una sublime dimensione melodica, poi esaltata dall’impulsività trascinante e trionfale di “Ritter, Tod und Teufel (Knightfall)”. (altro…)
SATAN’S FALL – “Destination Destruction”

(Steamhammer / SPV) Secondo album per i finnici Satan’s Fall, che si presentano in formazione rimaneggiata, dopo l’arrivo del chitarrista Ville Koskinen e del batterista Arttu Hankosaari, i quali sembrano aver infuso nuova energia senza per questo sconvolgere lo stile della band. (altro…)
SUFFOCATION – “Hymns from the Apocrypha”

(Nuclear Blast Records) A volte capita di parlare di alcune band di una certa importanza usando ed abusando di termini come leggendari o seminali; è successo anche a me, magari sull’onda dell’entusiasmo dopo l’ascolto di un album particolarmente ben riuscito, salvo poi rendermi conto di avere esagerato. (altro…)
SKY EMPIRE – “The Shifting Tectonic Plates of Power – Part One”

(ViciSolum Productions) Metal progressivo made in UK con gli Sky Empire, una band in circolazione dal 2016, con successivo nel 2018 con al microfono il compianto Yordan Ivanov, vocalist di spicco scomparso tragicamente in un incendio nel 2019. (altro…)
SORCERER – “Reign of the Reaper”
(Metal Blade Records) I Sorcerer hanno una storia atipica, in quanto si formano verso la fine degli anni ’80 a Stoccolma e incidono due demo ma l’attività cessa nei primi anni ’90. Si riformano nel 2010 con solo due elementi della formazione originaria e tra l’altro con uno dei due che fu il primo ad abbandonare (altro…)
STREET FIGHTER – “Second Hand Hero”

(From The Vaults) Ascoltare gli Street Fighter ti fa tornare indietro nel tempo, verso gli sfavillanti anni ’80, fatti di sbrilluccicanti suoni patinati, suoni elettricissimi e capelli extralunghi. (altro…)
SAHG – “Live Demons” (EP, Live)

(Drakkar Entertainment) Ma voi tutti, seduti davanti a questo display… avete mai visto i norvegesi Sahg dal vivo? No? Beh, io si. E pure a casa loro a Bergen, in Norvegia. (altro…)
SVALBARD – “The Weight Of The Mask”

(Nuclear Blast Records) Passa il tempo… ed anche gli inglesi Svalbard vantano oltre un decennio di attività, il quale li porta al quarto album in studio. Sono etichettati post-hardcore, ma è molto presente la componente shoegaze nella loro musica, oltre ad appesantimenti tipicamente black, tanto da farli paragonare spesso ai mitici Alcest… cosa della quale la band di Bristol può solo andare fiera. (altro…)
SULPHUR AEON – “Seven Crowns and Seven Seals”
(Ván Records) La band tedesca si forma nel 2010 e pubblica tre album in cinque anni ed è lo stesso arco di tempo a trascorrere tra la pubblicazione di questo “Seven Crowns and Seven Seals” e il precedente lavoro in studio. Fautori di un blackened death metal maestoso, i tedeschi si ripetono nelle (altro…)
SIELUNVIHOLLINEN – “Helvetinkone”

(Hammer of Hate) Sono passati otto anni dal primo disco del gruppo, al quale sono seguiti vari altri album, una valanga di split, EP e altro fatti uscire nella migliore tradizione black. Un gruppo che pur rispettando, anche nella mole delle uscite, il verbo della musica nera, si contraddistingue dai vari gruppi black per la provenienza, tradita da un mood sincopato e ‘esuberante’, quasi festaiolo. (altro…)
SILENCE IN THE SNOW – “Ghost Eyes”

(Prophecy Productions) Un duo americano: alla voce (e chitarre) c’è la sensualità tetra di Cyn M, mentre alla batteria troviamo Trevor DeSchryver il quale è stato session live dei Wolves in the Throne Room. C’è una possente vena dark wave nella musica dei Silence in the Snow, la quale viaggia verso un post rock ipnotico che si assesta pienamente su territori ethereal wave, grazie proprio alla voce di Cyn M, ma anche degli indovinati synth di Alex DeGroot (qui anche produttore). (altro…)
SATIN – “Satin” / “It’s About Time” (Reissue)
(Art Of Melody Music / Burning Minds Music Group) Sonorità che non tramontano mai, come confermò “Appetition” dell’anno scorso (recensione qui), un album che diede molta soddisfazione a questo artista di nazionalità norvegese e pure alla sua label italiana, la quale notando l’interesse dei fans, si è attivata subito per riproporre ciò che venne prima, le pietre miliari del percorso portò Tommy Nilsen nel roster della prolifica Art Of Melody Music. (altro…)
SOLUS GRIEF – “What If This Was Everything”
(Purity Through Fire) Solus Grief è un Progetto black metal norvegese e lo si percepisce già dalle prime note di “What If This Was Everything”. Secondo album per Peregrinus, multistrumentista impegnato anche con Kvad e altri progetti, in più è anche autore del missaggio e masterizzazione (altro…)
IL SEGNO DEL COMANDO – “Il Domenicano Bianco”

(Nadir Music) Amo le trilogie. E adoro quando si concludono, perché finalmente pongono fine a quella provocante attesa che nel loro incedere instaurano nella mente. Prima venne “Der Golem”, agli inizi degli anni 2000; poi un decennio dopo fu il momento di de “Il Volto Verde” (recensione qui). Nel frattempo uscirono altre pubblicazioni, come il maestoso “L’Incanto dello Zero” (recensione qui) del 2018, ma ora, dopo un ulteriore decennio dal secondo capitolo, esce il terzo episodio, ovvero questo intenso “Il Domenicano Bianco”. (altro…)
SOLSTEIN – “Solstein”

(Is it Jazz? Records) Un vero super gruppo, questi Solstein… sembra quasi surreale definirli debuttanti, anche se questo è veramente il loro primo disco! I Solstein sono il batterista di alto livello Keith Carlock (Steely Dan, Toto, John Legend, Sting) assieme al polistrumentista Jacob Holm-Lupo (White Willow, The Opium Cartel, Donner)… i quali hanno chiamato il chitarrista Stian Larsen e i tastieristi Brynjar Dambo (White Willow) e Bill Bressler. (altro…)
SHINING – “Shining”

(Napalm Record) Niklas Kvarforth e il suo alter ego. Niklas Kvarforth e la sua nemesi. Niklas Kvarforth e la sua creatura violenta, dannosa, autolesionista. Niklas Kvarforth vittima, succube e schiavo dell’entità Shining, la quale dopotutto, è una deviazione psichica dello stesso Niklas, il quale per undici album -oltre 25 anni- ha continuato ad alimentare il suo progetto con la sua instabilità mentale, tanto che il progetto stesso ha reso sempre più sconvolta la sua psiche, alimentando disagio, disperazione, tendenze suicide… e -soprattutto- infinito genio. (altro…)
SACRI SUONI – “Sacred Is Not Divine”
(Zann’s Records) Abissi insondabili, spazi remoti, luoghi lontani vengono messi in scena in “Sacred Is Not Divine”. Sacri Suoni è una band stoner/sludge che rivolge i propri pensieri e coglie ispirazioni dalla variante psichedelica dello stoner. La variante legata all’acidità, ai suoni che disorientano e allargano le percezioni del (altro…)
S.O.R.M. – “Under My Skin”

(Noble Demon) Album di debutto per S.O.R.M., formazione svedese nata nel 2017, con un EP All’attivo. La band scandinava mescola nel proprio sound una spiccata attitudine punk, rock ‘n’ roll e hard and heavy americano anni ’80, tra W.A.S.P e Twisted Sister, tra riff roboanti e vocals maleducate ma fottutamente catchy! (altro…)
SKULL & CROSSBONES – “Sungazer”
(Massacre Records) L’etichetta tedesca Massacre Records lancia sul mercato un album di puro power metal, cosa che non avveniva da qualche tempo. Skull & Crossbones debuttano con questo album, dopo avere militato, tranne il cantante Tobi Hübner, negli Stormwitch, una fiera band teutonica power/heavy metal di lungo corso. “Midnight Fyre” (altro…)
SPIRITUS MORTIS – “Spiritism 2008-2017” (Compilation)

(Svart Records) I leggendari doomster finlandesi Spirtus Mortis appartengono a quella cerchia di bands che hanno avuto l’onore di avere come frontman l’iconico, eccentrico e superlativo Albert Witchfinder, ovvero Sami Albert Hynninen, un artista ormai diventato mito del doom e del dark prog, visto il tuonare della sua voce ha disegnato la leggenda dei Reverend Bizarre, le fantasie tetre degli Orne, senza dimenticare la collaborazione con Lord Vicar. (altro…)
SKAGARACK – “Heart And Soul”

(Thunderstruck) Un inaspettato ma graditissimo ritorno quello degli Skagarack, formazione danese che tra il 1986 ed il 1990 ha sfornato tre meravigliosi gioielli di melodic rock quali l’omonimo esordio, il capolavoro “Hungry for a Game” e l’altrettanto valido “A Slice of Heaven”, tre dischi immancabili nella collezione degli amanti di questo genere. (altro…)
SILENT SKIES – “Dormant”

(Napalm Records ) È il terzo capitolo per il duo formato da Tom S. Englund degli Evergrey e del pianista Vikram Shankar (Redemption e Lux Terminus). Ancora musica delicata, introspettiva, intima, verso quella malinconia autunnale di origine nordica che già abbiamo trovato nei capitoli precedenti (qui la recensione di “Nectar” del 2022). (altro…)
SOEN – “Memorial”

(Silver Lining Music) Implacabili. Instancabili. Il favoloso quarto album “Lotus” (qui) nel 2019, poi il superlativo “Imperial” (qui) nel 2021 e, per chiudere il cerchio, anche un live, “Atlantis”, l’anno scorso (qui); ed ora un nuovo imponente disco, il quale conferma che questa macchina creata da Martin Lopez e Joel Ekelöf funziona… e funziona alla grande! “Memorial”, come sempre, è introspettivo, filosofico, una infinità di domande che attendono risposta… una risposta che solo la dimensione incomprensibile dell’agire umano può celare dentro il suo impenetrabile guscio. (altro…)
SINHERESY – “Event Horizon”
(Scarlet Records) Sono passati quattrodici anni dall’esordio della band triestina SinHeresy, la quale esibisce nel proprio sound un comparto vocale con due cantanti, Stefano Sain e Cecilia Petrini. Un sound votato a elementi gothic, melodic e sympohonic metal, risultando in questo “Event Horizon” freschi e agili nel totale del songwriting, a quattro anni dal (altro…)
THE SHREDDERZ – “The Shredderz”
(Autoproduzione) Debutto eponimo per The Shredderz, quintetto proveniente, a loro dire, dal Metaverso, attraverso il quale coinvolgono i fans su decisioni importanti riguardo canzoni, merchandising e tutto ciò che ruota intorno alla band. (altro…)
SKÁLMÖLD – “Ýdalir”
(Napalm Records) La saga musicale degli Skálmöld riprende dopo cinque anni, tanti sono quelli intercorsi dal precedente lavoro in studio “Sorgir”. La band viking-folk metal islandese (altro…)
YOSSI SASSI & THE ORIENTAL ROCK ORCHESTRA – “Prediluvian
(autoproduzione) Yossi Sassi e la sua The Oriental Rock Orchestra sfornano un sublime lavoro di prog avviluppato da atmosfere esotiche di taglio mediorientale e specificamente di quella (altro…)
SAMHAIN – “The Courier” (Compilation)
(Emanzipation Productions) La band danese Samhain ha registrato due demo tape e poi sparire. Chi componeva la band ha avuto trascorsi in un’altra realtà underground del thrash-death (altro…)
SEKTARISM – “Et Facta Est Lux”

(End All Life Productions) Un nuovo e più alto livello di rituale. Di cerimonia. Di celebrazione. Musica lenta, pesante, ricca di cori, di voci provenienti dagli inferi, da forze sciamaniche, da nebbie fitte e crudelmente sulfuree. Dinamismo. Improvvisazione. (altro…)
SATOR / GNAW THEIR TONGUES – “Gnaw Their Tongues & Sator” (Split)

(Argonauta Records) Strano l’abbinamento delle band di questa release, la quale vede gli italiani Sator con il loro doom/sludge pieno di percorsi sia personali che classici, affiancati al blackned noise atmosferico e sperimentale degli olandesi Gnaw Their Tongues. (altro…)
SOPHYA BACCINI – “Animatesi”

(Afrakà Records) Sophya Baccini è un personaggio di spicco per quanto riguarda il prog italiano, essendo cantante e leader di Presence e Aradia, formazioni che, insieme a Paul Chain, Malombra e Segno Del Comando, rappresentano l’anima più dark e poetica del genere. (altro…)

(High Roller Records) Nei primi mesi dell’anno è arrivato il secondo album dei Sortilège, “Apocalypso”
(GMR Music) Svedesi, già passati in redazione per il precedente e debut album omonimo,